Quando si affronta la recensione di You People non si può non prendere in considerazione il fatto che stiamo parlando di un film che va oltre la sua semplice natura di prodotto da intrattenimento. Netflix sotto questo punto di vista ha voluto unire un cast di livello, con interpreti come Eddie Murphy, Jonah Hill e David Duchovny, per riproporre una storia alla Indovina chi Viene a Cena?, spostata sulla contemporaneità. Il risultato è una produzione leggera, ma che cerca di affrontare determinati elementi socio-razziali e culturali. Un film in parte riuscito, anche se non graffiante quanto potrebbe.

Un film socio-razziale non all’altezza dei precedenti

You People recensione

Al centro di You People c’è la storia di Ezra Cohen, personaggio interpretato da Jonah Hill, che vive una vita insoddisfatta da broker e da persona poco compresa dall’altro sesso. L’incontro con Lauren (interpretata da  Amira Mohammed) cambierà il suo percorso, portandolo ad innamorarsi di una ragazza di colore, diversa dalla sua cultura ebraica, ma capace di comprenderlo e farlo stare bene come mai nessuno aveva fatto fino a quel momento. Il banco di prova arriva quando i due dovranno confrontarsi con i rispettivi genitori, ed unire le famiglie, facendo convergere la cultura ebraica e quella musulmana in un mix che vede come sfondo la Los Angeles contemporanea.

L’idea di affrontare la questione socio-razziale nel ventunesimo secolo, facendo notare come ancora siano molte le differenze e le questioni da far convergere quando si parla di coppie di culture e religioni diverse, fa comprendere come, rispetto ai tempi di Indovina chi viene a Cena?, il percorso sia ancora lungo. Gli oltre cinquant’anni passati dalla pellicola con Sidney Poitier hanno ancora lasciato molto da colmare rispetto a quanti passi avanti si pensava di poter fare. Ma, sotto questo punto di vista, You People offre dei buoni spunti, anche se il potenziale sarebbe veramente ampio, ma non sfruttato a dovere.

You People ha come spunto di base Indovina chi viene a Cena?, e si muove sul filone di Scappa: Get Out, ma non riesce a centrare il bersaglio così come hanno fatto questi due film.

Jonah Hill ha delle buone capacità comiche, anche se meno carismatico e con de tempi comici di minore efficacia rispetto a personaggi come Seth Rogen. Hill prova a vestire i panni di un personaggio timido e impacciato che, se dovessimo affrontare il discorso partendo da lontano, dovremmo prendere ad esempio il grandissimo Woody Allen. Ma, entrando in un campo in cui non si scomodano dei mostri sacri, basterebbe mettere a confronto il character di Jonah Hill con il fenomeno anni Novanta Jason Biggs. L’interprete di American Pie sarebbe calzato a pennello nella parte di un impacciato ebreo che trova la propria metà in una donna di colore dalla famiglia dominante. Jonah Hill fa del suo meglio, ma sembra fare un ruolo che non gli calza a pennello. E ciò potrebbe essere anche frutto di una sceneggiatura e dei dialoghi che a volte cercano di forzare troppo la mano su riferimenti culturali resi troppo caricaturali (come ad esempio tirare fuori Forrest Gump, considerandolo un film da bianchi).

Grandi nomi, ma ruoli non azzeccati

You People, la recensione

Ma, in tutto ciò, You People è apprezzabile e vale la visione già solo per lo sforzo fatto in sé di portare su una piattaforma streaming popolarissima come Netflix una commedia dal risvolto socio-culturale importante. I nomi chiamati in causa sono di un certo peso: parliamo di attori come Eddie Murphy  David Duchovny, chiamati a fare i genitori dei rispettivi protagonisti. In questo Eddie Murphy si trova ad essere un po’ sacrificato, considerando che solitamente è il personaggio principale in assoluto dei film in cui compare. Mentre in questo caso si deve adattare ad un ruolo più subalterno, in cui, anziché la battuta e le gag tipiche, deve farla da padrone il suo essere un padre integerrimo a dalla forte cultura religiosa. In un ruolo del genere Eddie Murphy non calza esattamente a pennello. Mentre David Duchovny sembra essere più a suo agio nella parte di un padre bianco di cultura ebraica, che prova ad accogliere nella propria famiglia una ragazza di colore, sfoderando qualche gesto da boomer per tentare di colpire, mettendo il più delle volte in imbarazzo.

You People è apprezzabile e vale la visione già solo per lo sforzo fatto in sé di portare su una piattaforma streaming popolarissima come Netflix una commedia dal risvolto socio-culturale importante.

You People è un film che prova ad attualizzare le tematiche di Indovina chi viene a Cena?, ma scende un po’ troppo nel cliché anziché dare una tridimensionalità forte ai personaggi. E tutto ciò porta a non fare appassionare fino in fondo alla storia. Nel vedere questo lungometraggio è come se si guardasse una vetrina ben addobbata ma che comunque risulta essere sempre una vetrina, un po’ artificiale e artificiosa. You People merita però di essere visto, perché, in mezzo a tanti tentativi di mettere in risalto una cultura piuttosto che un altra attraverso serie TV di valore, il fatto di mettere a confronto culture diverse in una storia dal tono leggerlo, è un buon modo per veicolare attraverso una piattaforma streaming popolarissima come  Netflix degli spunti di riflessione, tra una risata ed un’altra. Certo, non stiamo parlando di Scappa: Get Out, ed è questo il metro di paragone da utilizzare per You People. Nonostante si tratti di un lungometraggio horror messo a confronto con una commedia, il tentativo fatto da Jordan Peele di parlare della questione socio-razziale in un film di genere, in Scappa: Get Out riesce a esplodere ed a dare valore assoluto alla storia. In You People tutto ciò non accade, e ci troviamo di fronte ad un film d’intrattenimento, con un grande cast, ma che non riesce a sfruttare a dovere la sua missione conclamata.

                    You People è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix dal 27 gennaio.

 

60
You People
Recensione di Davide Mirabello

You People è un film che prova ad affrontare la questione razziale contaminandola con la commedia, ma che non riesce a risultare tridimensionale a livello di personaggi e storia, peccando di artificiosità.

ME GUSTA
  • Un grande cast che riesce a intrattenere.
  • Importante la questione razziale come spunto di base.
FAIL
  • Troppi stereotipi e cliché rendono il film artificioso.
  • Attori importanti in ruoli non proprio azzeccati.