The Witcher continua ad essere un pilastro nella produzione di CD Projekt RED, come dimostra la volontà da parte del team di continuare ad investire sulle potenzialità dell’epopea ruolistica dello Strigo con la produzione di ben altri 5 giochi legati al franchise. Durante l’ultima conferenza finanziaria, il team polacco ha svelato quelli che sono i suoi piani per il futuro di The Witcher e della Nuova Saga, delineando una corposa roadmap che include non solo una nuova trilogia, che avrà inizio con il nuovo capitolo già annunciato, ma anche due spin-off in sviluppo presso altri team.

A quanto pare, gli spin-off apparterranno alla serie “regolare”, ma lo sviluppo richiederà ancora un bel po’ di tempo. Sirius, in base a quanto riferito, dovrebbe espandere il brand a un pubblico più ampio e conterrà degli elementi multiplayer. Mentre, Canis Majoris sarà un titolo open-world story-driven in sviluppo su Unreal Engine 5.

Un progetto estremamente ambizioso, dunque, quello di CD Projekt, che non nasconde però qualche perplessità. Del resto di carne al fuoco ce n’è tanta – forse anche troppa –  ed il timore degli appassionati resta quello di non poter più assistere nel tempo a storie della stessa qualità tecnica e narrativa a cui il team ci ha abituato. Cerchiamo dunque di analizzare quali sono le prospettive del franchise, a fronte di questi nuovi annunci e delle ultime dichiarazioni, raccogliendo tutti i dettagli in nostro possesso e lasciandoci andare a qualche piccola speculazione.

Project Polaris – Un nuovo inizio

La nuova trilogia di the Witcher partirà con Polaris, il già annunciato nuovo capitolo in sviluppo su Unreal Engine 5. Del titolo, ad oggi, non sappiamo quasi nulla: il gioco è stato svelato qualche mese fa con una misteriosa immagine teaser che raffigura semplicemente un medaglione da Witcher con la testa di gatto semi-immerso nella neve. Un dettaglio che non svela molto, ma che è comunque importante poiché conferma definitivamente che la nuova saga avrà un protagonista tutto nuovo. Del resto, The Witcher 3 Wild Hunt resta da considerarsi come la conclusione delle avventure di Geralt di Rivia, dato che la sua storia è sempre stata intesa da CD Projekt come una trilogia.

Ma chi sarà allora il nuovo protagonista? Negli scorsi anni si è parlato di un nuovo The Witcher con protagonista Ciri. Un’ipotesi tornata in auge alla vista del Medaglione del Gatto dell’artwork: nella serie di romanzi, infatti, la ragazza entra in possesso di quest’oggetto strappandolo a Leo Bonhart, mentre in The Witcher 3: Wild Hunt, Ciri lo sfoggia a tutti gli effetti attaccato alla sua cintura, sebbene il suo design sia leggermente diverso rispetto a quello raffigurato nell’immagine promozionale.

Le orecchie del felino rappresentato sono infatti più pronunciate rispetto a quelle del gatto e questo ha spinto molti dei fan a chiedersi se l’animale rappresentato non sia piuttosto una lince.

Sappiamo che la Scuola della Lince non rappresenta un contenuto canon, non essendoci riferimenti nei romanzi. Tuttavia, in una missione secondaria di The Witcher 3: Wild Hunt alcuni pezzi di equipaggiamento della scuola del gatto sono designati come parte dell’equipaggiamento della scuola della Lince, segno che un qualche collegamento tra scuola della lince e scuola del gatto era nei piani di CD Projekt già da un po’. Cosa questo significhi nel concreto è difficile a dirsi. La scuola della lince potrebbe essere una sotto scuola di quella del gatto, oppure potrebbe essere una scuola witcher del tutto inedita. O in ultima ipotesi, quel medaglione potrebbe essere stato creato ad hoc per un Witcher che, in questo, caso potrebbe essere proprio Ciri.

Ovviamente, la strada scelta da CD Projekt Red potrebbe essere completamente diversa. Chissà, magari il protagonista è proprio Gezras of Leyda o un personaggio del tutto nuovo. Certo, la possibilità di avere una nuova trilogia con protagonista Ciri apre a delle prospettive senza dubbio interessanti: vista la grandezza dei poteri che la ragazza sviluppa in età adulta, lo studio potrebbe aver scelto di ambientare il nuovo gioco prima di The Witcher 3: Wild Hunt per poter gestire la crescite delle abilità di Ciri. In questo modo, i giocatori avrebbero tra le mani un guerriero formidabile, ma lontano dall’essere la macchina da guerra che abbiamo imparato ad apprezzare.

E poi c’è da sottolineare che Ciri resta uno di quei personaggi fortemente amati dalla community dei fan, non solo per il forte legame che sviluppa con Geralt nel corso della storia, ma anche per il suo essere una donna testarda, implacabile, ma capace di mostrare il suo animo nobile in più di un’occasione.

Di conseguenza poter rivivere parte della sua storia, non può che essere una gioia per gli appassionati. Ovviamente, per sapere chi sarà il protagonista del nuovo Projekt Polaris dovremo sicuramente attendere ancora un bel po’. Lo studio ha confermato che il primo titolo della nuova trilogia non uscirà prima del 2025 poiché il team ha bisogno di più tempo per adattarsi al nuovo motore grafico, ovvero l’Unreal Ungine 5, che verrà sfruttato al meglio per dare vita a un mondo di gioco più vivo e realistico che mai.

Gli spin-off e l’introduzione del multiplayer

L’universo di The Wicther si prepara, però, ad espandersi anche con l’arrivo di due nuovi spin-off, meglio conosciuti con il nome in codice di Project Sirius e Canis Majoris. Il primo sarà un videogioco dedicato al grande pubblico e sviluppato da Molasses Flood, lo stesso team autore di Drake Hollow e The Flame in the Flood. Quello che sappiamo, per adesso, è che il gioco punterà molto sulla componente multiplayer e che non sarà come si vociferava un titolo per dispositivi mobile. Si tratterà di un progetto innovativo e diverso dagli standard che mira principalmente a catturare l’interesse dei fan della serie TV Netflix e di chi non ha mai giocato a nessun titolo della serie.

Immaginate utenti che magari hanno guardato la serie TV ma a cui non piace necessariamente giocare RPG hardcore per adulti e con temi cupiQuesta è la nostra linea di pensiero per Sirius” ha chiarito il business development di CD Projekt, Michał Nowakowski.

Ovviamente, questo non significa che il protagonista del gioco sarà necessariamente Geralt, ma che il team intende sfruttare tutti i suoi mezzi per riuscire a conquistare un pubblico sempre più ampio. Discorso diverso, invece, per Canis Majoris che viene descritto dal team come una produzione di “alto livello” che userà l’Unreal Engine 5 e molti degli strumenti di sviluppo creati per Polaris. Il gioco sarà legato alla serie di The Witcher, ma non agli eventi che si dipaneranno nella trilogia della Nuova Saga.

Non a caso, lo sviluppo del progetto è stato affidato a un team esterno (il cui nome non è stato ancora svelato), che però sarà composto da designer, autori e programmatori che hanno già lavorato in passato ai videogiochi della serie con protagonista Geralt di Rivia. Una notizia che di certo rincuora, considerate le ambizioni del progetto e le intenzioni del team di dare vita anche ad un terzo franchise di successo.

Uno degli obiettivi principali di CD Projekt, inoltre, è quello di riuscire a creare nuovi modi di interagire con i suoi brand.

Da qui l’interesse di volersi affacciare con sempre più convinzione al mondo mobile e alle esperienze multigiocatore. Attraverso i suoi canali social, CD Projekt ha ribadito che gran parte dei prossimi progetti in arrivo conterranno elementi multiplayer. 

Una dichiarazione che ha scatenato sin da subito non poche polemiche tra i fan, i quali temono che una scelta del genere possa portare ad un appiattimento della qualità dell’esperienza con tutte le conseguenze negative del caso. Ovviamente, non conoscendo i dettagli sulla natura dell’operazione non possiamo esporci troppo al riguardo, ma l’impressione generale è che l’intenzione del team non sia tanto quella di focalizzarsi maggiormente sul multiplayer, quanto piuttosto quella di introdurre dei componenti multigiocatore a supporto dell’esperienza single player, in modo molto simile a quanto fatto con GTA 5 e GTA Online, senza andare di fatto a stravolgere la natura del prodotto.

 

Un piano troppo ambizioso?

La strategia messa in atto da CD Projekt RED per espandere l’universo di The Witcher, dunque, si rivela sulla carta alquanto impressionante in termini di contenuti ed ambizioni, ma densa di sfide produttive da non sottovalutare. Del resto, di carne al fuoco ce n’è parecchia ed il timore che il team possa fare nuovamente un passo falso, dopo Cyberpunk 2077, resta concreto. Stando a quanto riportato dalla roadmap condivisa da CD Projekt, lo sviluppo di Polaris andrà di pari passo con quello di Project Orion, il sequel di Cyberpunk 2077. Due titoli di grosso calibro che seppur sviluppati da divisioni diverse spingeranno il team a portare avanti uno sforzo produttivo mai sperimentato da CD Projekt sia in termini di risorse che di produzione.

Tra l’altro questo discorso assume ancor più peso se si considera l’utilizzo di Unreal Engine 5 che sì renderà lo sviluppo ancor più liscio, consentendo al team di gestire meglio i vari processi creativi, ma non più veloce. Lo studio polacco avrà bisogno di un minor numero di personale tecnico rispetto al passato e potrà concentrarsi maggiormente sugli aspetti creativi, ma ciò non vuol dire che lo sviluppo procederà in maniera più spedita rispetto agli altri prodotti dell’azienda. In ogni caso, per agevolare un flusso ordinato nello sviluppo dei prossimi titoli, tra gli obiettivi primari di CD Projekt c’è anche quello di riuscire a creare un ambiente di lavoro salutare e sostenibile.

Ovviamente, per capire se tutto questo sarà fattibile dovremo ancora attendere un bel po’ di tempo ma una cosa è certa: al netto dei rischi, delle nuove promesse e delle ambizioni, la missione di CD Projekt resta sempre la stessa, quella di riuscire a dare vita a RPG rivoluzionari con storie memorabili. Quelle stesse storie memorabili che hanno reso grande la saga di the Witcher, che ora si apre ad un nuovo corso, ma con la speranza di riuscire ad emozionare ancora una volta il suo pubblico, esattamente come 15 anni fa.