The Quarry, la recensione della nuova avventura horror

1 mese fa

6 minuti

La recensione di The Quarry, nuovo titolo di Supermassive Games e seguito spirituale di Until Dawn, ci fa prendere una pausa dalle avventure della Dark Picture Anthology per farci scoprire un racconto dell’orrore vicino ai b-movie cult, stavolta dedicato a dei giovani ragazzi ma con molti richiami che i fan dei film horror vintage adoreranno.

Prima di partire nel nostro viaggio alla scoperta di questa nuova avventura, facciamo un po’ il punto della situazione su Supermassive Games, azienda che nel corso degli anni si è specializzata e ha sperimentato cosa vuol dire raccontare un’avventura dinamica horror. Se però tutto il lavoro fatto sulla The Dark Pictures Anthology, raccolta di giochi horror usciti negli scorsi anni, ha permesso all’azienda di fare passi in avanti sul segmento, Until Dawn è forse l’opera dalla quale The Quarry prende più ispirazione in termini concettuali.

Una tranquilla notte d’orrore

Il pilastro che sorregge tutto il gioco è senza dubbio la trama, racconto che si districa tra scelte fatte dal giocatore e conseguenze corrispettive, e sarebbe davvero un peccato rovinare ogni singola parte di questo, persino l’incipit. Nel gioco comunque ci troveremo a gestire un gruppo di ragazzi che, una volta finita la stagione come counselor ad un campo estivo alla cava degli Hackett (il lavoro del counselor sarebbe a metà tra animatore e responsabile), sono pronti a tornare a casa ma per una serie di sfortunati eventi, si troveranno a dover affrontare un qualcosa di terribilmente pauroso.

Come già detto, le scelte fatte nel corso del gioco cambieranno i risvolti della trama, e persino successo o insuccesso in eventuali Quick Time Event andranno a dare risultati diversi. Il gioco poi non crea troppe scelte nelle situazioni citate poco fa, ma propone quasi sempre un bivio, una duplice possibilità che a seconda di quello che farete potrebbe decretare la morte o la sopravvivenza di uno o più personaggi. Ad aiutare ci penserà però la possibilità di poter riavvolgere il tempo per 3 volte nel corso dell’avventura, dando al giocatore 3 chance per poter “rimangiarsi” una scelta.

Anche se il gioco mostra dei personaggi giovani, The Quarry omaggia e celebra i b-movie horror americani che hanno fatto scuola e che tutt’oggi vengono osannati come cult: come successo con Until Dawn, i vari personaggi incarnano gli stereotipi classici, a partire dal celebre sportivo fino al simpatico di turno, con l’aggiunta di figure più “moderne” come l’influencer. Ambientazioni oscure, misteri da risolvere e pericoli dietro ad ogni angolo trovano posto in un racconto che guadagna però di spessore in confronto al precedente Until Dawn.

A rendere il tutto ancora più interessante ci pensa lo svolgimento dell’intreccio, che nonostante qualche scivolone trova massimo splendore nei colpi di scena, che purtroppo vengono vanificati soltanto da qualche piccolo problema di fotografia e da dei tagli pensati per rendere il gioco più cinematografico, ma con un risultato medio.

Appronondiamo per un’istante anche una dinamica interessante, quella dei tarocchi: oggetti collezionabili che potrete trovare in giro (vi ricordiamo che come negli altri giochi, per vedere la possibilità di interazione con un oggetto il personaggio controllato dovrà avere il volto rivolto verso di esso) e che vi permetteranno di scoprire il futuro. Portandoli ad Eliza, il grazioso personaggio che potete vedere nella prossima foto, vi permetteranno di scoprire il futuro della trama e intuire quali scelte fare per avere il risultato sperato.

Folklore Americano

Se dal lato umano abbiamo già parlato di tutto (eccetto la tecnica della motion capture, di cui parleremo a parte più in basso), c’è da fare un elogio anche alla scelta di sfruttare il folklore americano e dei b-movie per la parte horror. Sebbene senza troppi jump scare – vitali per l’horror moderno ma personalmente fastidiosi – The Quarry usa l’orrore come filo per tessere la propria trama, grazie anche ad una fotografia davvero ben strutturata.

La scelta di mescolare folklore e leggende urbane riesce a dare a The Quarry un piglio fresco, sebbene il gioco sia palesemente pensato per i fan del genere horror di serie b (nel senso positivo del termine), e il modo in cui tutta l’avventura è strutturata risulta scorrevole quanto basta. Interessante anche la scelta di voler lasciare alcuni fili senza una coda, quasi a concludere il racconto in modo da far pensare a cosa potrebbe succedere dopo, scelta che anche in questo caso si rifà ad alcuni film cult (come non ricordare il finale de L’Armata delle Tenebre, sia quello canonico che quello originale).

Motion Capture di livello

Arrivati alla parte tecnica, possiamo subito dire che The Quarry è promosso, ma con qualche riserva. Se la motion capture utilizzata è fantastica sotto molti punti di vista, c’è da dire che è migliore sulle star più blasonate (come Ted Raimi e David Arquette), mentre su altri personaggi ogni tanto propone qualche problema. Più che l’estetica in sé, sembra che tutto sia legato alle espressioni, talvolta davvero troppo esagerate o marcate per sembrare realistiche. Questa duplicità purtroppo fa sì che in alcune scente, specialmente quelle più concitate, si rompa un po’ quel mood creando qualche distacco empatico tra i personaggi e il giocatore.

Parlando dei personaggi, la prova attoriale di ognuno di essi è superlativa: quando la motion capture mostra le espressioni con una qualità buona, si sente il pathos che lo sceneggiatore vuole raccontare, e il cast stellare dietro al gioco ha evidentemente dato il massimo. Se i già citati Ted Raimi (fratello di Sam Raimi e noto attore con all’attivo tanti film e serie tv) e David Arquette (Scream) non vi hanno fatto balzare dalla sedia, allora vi basterà riconoscere i più giovani Justice Smith (Detective Pikachu), Skyler Gisondo (The Binge) e Halston Sage (The Last Summer) per capire la caratura del cast dietro a questa avventura.

A chiudere il pacchetto ci pensa poi un livello di modularità dell’avventura stessa davvero profondo, capace di cambiare il ritmo del gioco al punto da rendere i Quick Time Event davvero difficili, o magari rimuoverli completamente. Se poi voleste togliere anche le scelte in gioco, allora per voi ci sarà la modalità cinema, che una volta prese decisioni sommarie all’inizio dell’avventura, vi permetterà di fruire di The Quarry come se fosse un lungo e articolato film.

80
The Quarry
Recensione di Simone Lelli

Un'avventura horror ben strutturata e interessante, con un buon grado di rigiocabilità per scoprire tutti i finali e un sistema di scelte che davvero fa pesare causa e conseguenza. The Quarry è un gioco perfetto se volete affondare la testa in un horror di serie b ma con un gameplay divertente. Le proposte poi per trasformarlo in un film con la modalità cinema apre le porte a tutti quei fruitori che magari sono interessati all'intreccio, ma non al gameplay.

ME GUSTA
  • Trama interessante se amate il genere
  • Motion capture e grafica al top...
  • Sistema delle scelte ben strutturato
FAIL
  • Qualche inquadratura e qualche taglio sbagliati
  • ... ma con dei piccoli problemi qua e la
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