Dopo un inizio in sordina, Inventing Anna, nuova serie Netflix creata da Shonda Rhimes, è diventata la nuova ossessione degli abbonati alla piattaforma di streaming. Da diversi giorni tra i titoli più visti, è la storia (romanzata) di Anna Delvey, ricchissima ereditiera tedesca che… non è mai esistita. A interpretarla è Julia Garner, sempre più brava dopo il ruolo di Ruth Langmore in un’altra serie Netflix, Ozark, per cui ha vinto due Emmy.

Ispirata all’articolo di Jessica Pressler “How Anna Delvey Tricked New York’s Party People” (ovvero: come Anna Delvey ha ingannato la gente festaiola di New York) pubblicato su New York magazine, la serie Inventing Anna racconta l’ascesa, la caduta, l’arresto e il processo di Anna Sorokin, truffatrice che tra il 2013 e il 2017 ha ingannato hotel, ristoranti, negozi di lusso e uomini d’affari convincendoli a farsi dare soldi, cene e pernottamenti con la promessa di restituirli grazie al suo enorme patrimonio bloccato in Europa.

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Anna Sorokin, nata in realtà in Russia, ha creato un alter ego, Anna Delvey, curando perfettamente ogni dettaglio: account Instagram, abbigliamento, accessori, scelta dei vini. Stava anche per farsi dare fondi per aprire una galleria d’arte. A interpretare la giornalista che ha raccontato la storia, ribattezzata nella serie Vivian Kent, è Anna Chlumsky (ve la ricordate piccola in Papà ho trovato un amico?). Completano il cast Laverne Cox e Katie Lowes, nei ruoli di una personal trainer e una giornalista che diventano amiche di Anna e ne pagano le conseguenze. Abbiamo incontrato le attrici via Zoom, per parlare dell’ultima fatica nata in casa ShondaLand.

Inventing Anna: intervista a Julia Garner, Anna Chlumsky, Laverne Cox e Katie Lowes

Inventing Anna: Anna Delvey è un algoritmo umano

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Come è stato possibile per una ragazza di venti anni senza un soldo ingannare persone di esperienza come uomini d’affari e direttori d’albergo? Semplice: ha creato un’identità completamente falsa ma curata in ogni dettaglio. Ostentando ricchezza e recitando la parte con convinzione (Anna Sorokin è davvero arrivata a chiedere vestiti firmati da indossare al processo) ha creato attorno a sé un’aura di benessere e prestigio, che ha convinto la maggior parte delle persone con cui ha avuto a che fare. Come un “algoritmo umano”, Anna Delvey ha mostrato alle persone ciò che volevano vedere, nascondendo la verità in pieno sole.

Come si può rimanere umani quando tutti, grazie ai social media, possono crearsi un’identità alternativa e farci credere di essere quello che non sono? Lo abbiamo chiesto alle attrici di Inventing Anna:

Julia Garner:

È veramente assurdo: non avrei mai messo queste due parole nella stessa frase. Un algoritmo umano! Non ci ho pensato perché penso che tutti oggi siano in qualche modo degli algoritmi umani. Tutti hanno un social media e una immagine pubblica finta. Ormai siamo tutti algoritmi umani ed è per questo che la serie è così importante: riflette la realtà. Non facciamo tutti esattamente la stessa cosa, ma ci sono delle costanti.

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Anna Chlumsky:

È verissimo, soprattutto oggi, in tempi in cui la tecnologia permette di scambiare persone con bot. Ci sta sfuggendo di mano. Dov’è il confine? Lei è un algoritmo umano e abbiamo un algoritmo che cerca di sembrare umano. Un giorno faranno amicizia?! Per restare umani dobbiamo rimanere connessi ai nostri corpi prima di tutto: cosa significa essere in questo stato? Questa domanda porta a una risposta spirituale! Se siamo tutti qui, in carne e ossa, cosa significa? Quando partiamo da questo ci rendiamo conto della nostra intera esistenza: diventa molto più facile pensare agli altri e relazionarci a loro come ad altri esseri umani. Si spera che aiuti anche a capire chi non è un essere umano.

Laverne Cox:

Penso che te lo ruberò: un algoritmo umano. È perfetto!

Katie Lowes:

Penso che lo ruberò anche io! Anna mostra a ogni persona esattamente ciò che vuole. Proprio come Instagram e le pubblicità che appaiono sui nostri schermi.

 

Inventing Anna è su Netflix dall’11 febbraio.