Era il 2006 quando Will Smith, sotto la regia di Gabriele Muccino, vestiva i panni di Chris Gardner in La Ricerca della Felicità, per interpretare un ruolo iconico in un film cult capace di diventare l’emblema delle storie di tenacia e motivazione. A distanza di sedici anni è arrivato nelle sale Una Famiglia Vincente – King Richard, lungometraggio in cui Will Smith interpreta il padre delle sorelle Williams, ormai leggende affermate del tennis, in una storia di origini dei due miti sportivi che ricalca i principi de La Ricerca della Felicità. In questa recensione di Una Famiglia Vincente – King Richard terremo proprio questo filo parallelo con La Ricerca della Felicità, sottolineando più volte la connessione tra i due film.

Will Smith ed una performance perfetta

Una Famiglia Vincente - King Richard, la recensione

Una Famiglia Vincente – King Richard racconta la storia di Richard Williams, un uomo la cui vita è stata spesso condizionata dalla sua appartenenza razziale e dal suo essere afroamericano, ma che ha pianificato un progetto di vita per le sue due figlie, Venus e Serena, considerando che fin dalla loro nascita ha progettato un disegno per farle diventare delle campionesse del Tennis mondiale.

Sembra una storia frutto di un soggetto originale, ma in realtà è il racconto di vita di due delle più grandi campionesse della storia del Tennis.

L’impatto nel film di Will Smith è notevole, considerando che, al contrario del Chris Gardner de La Ricerca della Felicità, in Una Famiglia Vincente – King Richard il personaggio protagonista è piuttosto controverso, si tratta di una figura fallibile, che ha molto del suo passato che emerge e viene a galla attraverso le sue azioni, e che lo porta ad agire in maniera spesso dura e testarda. Il Richard Williams interpretato da Will Smith non è un personaggio capace di creare sempre empatia, anzi, a volte allontana lo spettatore, e questo è un punto di forza della performance di Will Smith. Il celebre attore riesce a sfruttare (supportato da un’ottima sceneggiatura) i momenti in cui lo spettatore riesce poco ad empatizzare con Richard, per poi farne capire le ragioni in momenti dal peso drammatico notevole. E sarà anche per questo motivo che Will Smith ha già vinto un Golden Globe per il ruolo, ed è accreditato per la vittoria degli Oscar.

Ma, oltre allo stesso Will Smith, è tutto il cast di Una Famiglia Vincente – King Richard a funzionare in maniera congeniale.

Saniyya Sidney e Demi Singleton, le interpreti di Venus e Serena Williams, sono più che credibili nei loro ruoli, ed anche la sinergia con le altre sorelle della famiglia Williams è più che consolidata, e infonde al lungometraggio una credibilità forte. L’idea della famiglia unita, capace di mostrare i suoi pregi ed i suoi difetti, senza troppa enfasi ma con un’autenticità che arriva a bucare lo schermo, è uno degli elementi vincenti di questo lungometraggio, che riesce a raccontare una storia di sport, motivazione e tenacia in maniera più che efficace.

Ottima è anche la performance di Aunjanue Ellis nei  panni di Oracene “Brandi” Williams, personaggio capace di supportare il marito, ma allo stesso tempo di essere forte e risoluta, ed in grado di far capire tutte le motivazioni che la spingono ad agire in un determinato modo, soprattutto in una scena dura di confronto con Richard, che si può accostare ad alcune delle migliori performance di coppia in una singola scena mai viste negli ultimi anni (e tra Storia di un Matrimonio e Malcolm & Marie, ultimamente di grandi momenti di questo genere ne abbiamo visti diversi). Da notare anche la performance di Jon Bernthal nei panni dell’allenatore Rick Macci, che, per una volta, non indossa i panni del personaggio duro e drammatico, ma riesce più che bene a interpretare una figura guida per le sorelle Williams.

Una storia vera, ma ben scritta

Una Famiglia Vincente - King Richard, la recensione

Ma Una Famiglia Vincente – King Richard è un film che si regge, oltre che sulle ottime performance di un cast più che azzeccato, anche sulla buona regia di Reinaldo Marcus Green, e su una grande sceneggiatura realizzata da Zach Baylin. Proprio la scrittura in film del genere è fondamentale, e quando si cerca di raccontare le carriere degli sportivi non è sempre facile saper selezionare i momenti più adatti per una trasposizione sullo schermo. In questo caso, considerando il ruolo centrale di Richard Williams, era chiaro che l’inizio della carriera delle sorelle Williams fosse il nodo fondamentale da analizzare, ma i momenti messi al centro della storia, i dialoghi scelti, e le scene centrali del film sono state tutte azzeccate e hanno dato una grande forza a questo Una Famiglia Vincente – King Richard.

Essendo questa una storia di sport viene data la giusta attenzione ad i momenti di campo, e le scene dedicate alle gare funzionano più che bene, e mostrano un montaggio efficace. Ma, considerando il parallelo con La Ricerca della Felicità, sono i momenti di solitudine dei personaggi e di confronto tra i protagonisti a segnare questo film, e tra questi sottolineiamo una scena di confronto tra l’interprete di Venus ed il padre Richard in cui, quest’ultimo, tira fuori le origini delle sue dinamiche mentali che lo hanno portato spesso ad agire come figura dura e dispotica. Si tratta del momento più alto di performance di Will Smith, ed una delle scene meglio riuscite di tutta la carriera del celebre attore.

Concludiamo questa recensione di Una Famiglia Vincente – King Richard sottolineando come si tratti di un film più che consigliato, sia agli appassionati di sport, ma adatto per tutti coloro che hanno voglia di seguire una storia ben realizzata, capace di far uscire fuori dalla sala con un po’ più di motivazione e riflessione su sé stessi e su ciò che si vuole fare per dare il massimo valore alle proprie vite.

      Una Famiglia Vincente – King Richard è al cinema dal 13 gennaio distribuito da Warner Bros.

70
Una Famiglia Vincente - King Richard
Recensione di Davide Mirabello

Una Famiglia Vincente - King Richard è la storia della nascita del mito delle sorelle Williams, rese grandi da un padre tenace e con un piano ben preciso in mente. Un grande Will Smith viene assistito da un cast perfetto e da performance che rafforzano un'ottima sceneggiatura.

ME GUSTA
  • Will Smith offre una delle sue migliori performance di sempre.
  • Ottimo tutto il cast che rafforza una sceneggiatura ben scritta.
  • Una bella storia di sport e motivazione.
FAIL
  • A volte i film con storie motivazionali fanno storcere il naso ad un certo tipo di pubblico. Questa è una storia puramente motivazionale.