La storia dell’albero di Natale

1 anno fa

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L’albero di Natale secondo tanti è nato alcuni in Estonia, nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. Ma ci sono tante altre storie intorno allo stesso albero.

L’albero di Natale è una di quelle tradizioni che vuoi o non vuoi ti porti dietro dall’infanzia, quei mega scatoloni dei genitori pieni di palle di ogni tipo, sciarpe argentate e metri e metri di luminarie che nel momento del montaggio facevano diventare il salotto di casa come la spiaggia di Lost dopo la caduta dell’aereo.

Per molti di noi è impensabile festeggiare il Natale senza un bellissimo abete sempreverde, circondato da regali incartati con brillanti fiocchi multicolore. Come la maggior parte delle tradizioni natalizie, tra cui la celebrazione del Natale stesso o la figura di Babbo Natale, l’origine dell’albero di Natale può essere fatta risalire anche ad antiche tradizioni pagane. La storia più vicina a noi è quella risalente all’est Europa, quando nel 1441, fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. Questa tradizione fu poi ripresa dalla Germania del XVI secolo, difatti la cronaca di Brema del 1570, racconta che all’epoca gli alberi venivano decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. La tradizione di decorare un albero in realtà è anche più antica: dai Celti ai Vichinghi ci sono testimonianze di popoli che decoravano alberi sempreverdi soprattutto nel periodo del solstizio d’inverno. Andiamo a ricercare un po’ di curiosità su questo simbolo così iconico.

Le origini

Come dicevamo probabilmente la primissima tradizione è pagana poiché l’abete è una pianta sempreverde ei Druidi- i sacerdoti celti – fecero di quest’albero un simbolo di vita e lo onoravano in varie cerimonie.

Molti popoli infatti nell’antichità, credevano che il sole fosse l’incarnazione di un dio e che l’inverno arrivasse ogni anno perché il dio del sole si ammalava e si indeboliva.

Per questo motivo, celebravano il solstizio d’inverno perché significava che, finalmente, il dio Sole avrebbe iniziato a riprendere le sue forze e a guarire per portare nuova vita e fertilità sulla terra. rami appesi nelle case delle piante sempreverdi simboleggiavano per loro tutte le piante verdi che sarebbero cresciute di nuovo quando il dio del sole sarebbe stato forte e l’estate sarebbe tornata. Anche i Romani, alle calende di gennaio (il primo giorno di quel mese), usavano regalarsi un rametto di una pianta sempreverde come augurio di buona fortuna.

Per andare ancora più indietro, nell’antico Egitto si venerava un dio chiamato Ra ed era rappresentato come un uomo con la testa di un falco, che portava il sole, come un disco ardente nella sua corona. Durante il solstizio, quando Ra iniziava la sua guarigione dalla lunga malattia, gli egiziani riempivano le abitazioni di foglie di palma verdi, a rappresentare la vittoria della vita e la sconfitta della morte, una sorta di rinascita. Gli antichi dominatori dei mari, i mitici Vichinghi dei paesi scandinavi, pensavano che le piante sempreverdi fossero le preferite del dio del sole, Balder o Baldur, il più bello e il più saggio degli Asi, che splendeva di luce propria quindi delle piante molto sacre.

L’idea dell’abete come rappresentazione della vita eterna venne, poi, ripreso dai cristiani, che ne fecero il simbolo di Cristo stesso oppure, secondo altre leggende, dell’albero della vita di cui parla la Bibbia o di quello del bene e del male, che crescevano entrambi nell’Eden. Nei secoli poi si sono sviluppate moltissime altre leggende e teorie attorno all’albero di Natale. Secondo alcuni studiosi, per esempio, l’abete fu scelto dai Cristiani fra tutti gli alberi sempreverdi per la sua forma triangolare, che rappresenterebbe la Santa Trinità.

L’albero di Natale moderno

Probabilmente le vere origini degli alberi di Natale, quelli più vicini all’attuale abete che troviamo nelle nostre case, sembrano essere radicate in Germania, durante il Medioevo. Nel 1419, una corporazione di Friburgo eresse un albero, che portava come decorazioni mele, cialde di pasta di farina e pan di zenzero. Inoltre nelle Fiandre si ritrovano testimonianze di alberi decorati con filo di lana, paglia, mele, noci e salatini.

L’albero è collegato anche con la tradizione dei mercatini perché sembra che nel più antico mercatino di alberi di Natale (a Strasburgo in Alsazia) queste piante venivano vendute nel XVII secolo come Weihnachtsbaum, termine tedesco indicante l’albero di Natale. Le cronache raccontano che nel XV secolo, a Strasburgo, la domanda di alberi di Natale era così alta che furono approvate delle leggi apposite per limitare il taglio di rami o alberi di abete.

Nel 1530, tali ordinanze, in tutta la regione dell’Alsazia, limitavano ogni famiglia ad avere un solo albero di Natale.

Nel caso in cui gli alberi non erano disponibili, alcuni costruivano delle piramidi in legno e le decoravano con rami di piante sempreverdi e con candele (da lì l’usanza di usare anche alberi “finti”). In Francia, invece, il primo albero di Natale fu addobbato nel 1840 dalla duchessa d’Orleans. I cattolici, infatti, dopo la riforma di Martin Lutero (1483-1546), consideravano un’usanza protestante quella di decorare alberi per celebrare il Natale e come abbiamo scritto nell’introduzione furono proprio i prussiani, i “predecessori” dei tedeschi, a contribuire alla sua diffusione anche all’interno dei paesi non toccati dalla riforma di Lutero. A Tallinn nel 1441, fu eretto un grande abete nella piazza del municipio, attorno al quale uomini e donne non sposati ballavano alla ricerca di un’anima gemella.

Decorare l’albero di Natale

Le prime decorazioni in vetro soffiato vennero messe in vendita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti già alla fine del XIX secolo. Molti di questi erano prodotti in piccoli laboratori in Germania e Boemia. Al vetro ben presto furono aggiunti orpelli, decori di carta, piombo fuso, perline, carta pressata e ovatta. Alla fine del secolo furono aggiunte anche le file di lucine colorate. Tuttavia un preciso momento da collocare per l’introduzione delle luci appunto colorate è un po’ difficile da individuare. Sappiamo che nel 1882 Edward Hibberd Johnson, inventore e socio in affari di Thomas Edison, ebbe l’idea di attorcigliare un filo di lampadine colorate intorno al suo albero di Natale.

Secondo gli scritti erano ottanta lampadine rosse, bianche e blu delle dimensioni di una noce.

Il giorno era il 22 dicembre 1882 e l’albero era quello nella sua casa a New York. La storia fu riportata nel giornale Detroit Post and Tribune da un reporter di nome William Augustus Croffut. Da quel momento in poi, le luminarie sono entrate a far parte delle tradizioni natalizie dell’epoca. Non solo per un uso quotidiano e casalingo come quello dell’albero di Natale, ma anche le strade, gli esterni e gli interni delle case, furono resi strabilianti grazie a ghirlande di luci di ogni colore, che rendevano l’atmosfera del Natale più calda.

Nel 1895, il presidente degli Stati Uniti Grover Cleveland sfoggiò il primo albero illuminato elettricamente alla Casa Bianca, con più di cento luci multicolori. Ovviamente avendo capito la potenzialità di questo usanza, le prime luci di Natale ad essere commercializzata in massa furono fabbricate dalla Edison General Electric Company di Harrison, in New Jersey.

Il presidente Calvin Coolidge diede vita invece per primo alla cerimonia nazionale di illuminazione dell’albero di Natale sul prato della Casa Bianca nel 1923.

Negli anni trenta, sempre negli Stati Uniti furono creati i primi alberi di Natale artificiali fatti di setole di spazzole (per ovviare alla problematica del disboscamento folle che si faceva i primi di dicembre). Negli anni cinquanta e sessanta si iniziarono a produrre in serie alberi in alluminio e plastica, in PVC. Gli alberi artificiali hanno, purtroppo, guadagnato una popolarità sempre maggiore a scapito della tradizione e del rispetto della natura. Purtroppo perché come abbiamo scritto nel pezzo sulla domanda “Albero Finto vs Albero Vero” possedere un albero di plastica non è poi così meglio rispetto ad un albero vero, magari preso da un bosco certificato e utilizzato post-natale come compost.

Insomma tra tutto è veramente difficile individuare esattamente quando e dove queste tradizioni si sono trasformate nella consuetudine odierna: sia per quanto riguarda il primo albero sia per le prime decorazioni. E’ talmente conosciuto e mainstream in tutto il mondo che diversi paesi affermano di essere il luogo di nascita dell’albero di Natale, con mitologie in competizione che cercano di spiegare cosa significa tutto questo. Ovviamente ci piace pensare, anche, che ogni paese abbia contribuito a questa bellissima tradizione che sicuramente ci portiamo dietro da centinaia di anni e che, speriamo, di continuare a tramandare a lungo.

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