McDonald: macchine per i gelati McFlurry sempre guaste, aperta un’indagine negli USA

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3 mesi fa

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I McDonald di mezzo mondo hanno un problema con le macchine per il gelato: si rompono un po’ troppo frequentemente, al punto che il fenomeno è diventato un mezzo meme ed è pure al centro di alcune vere e proprie teorie della cospirazione. Basta farsi un giro su Reddit o su Twitter per scoprire centinaia di thread su questo tema, accompagnati spesso da congetture campate sul nulla o commenti frustrati.

Negli anni sono uscite anche diverse indagini giornalistiche sul problema dei frequenti guasti delle macchine per il McFlurry. Secondo un articolo uscito quest’anno sul sito boston.com – ma ne esistono di simili pubblicati da Mashable e da altre testate -, la catena di fast food non nasconde nessun segreto: semplicemente le macchine per il gelato sono state progettate – per usare un eufemismo – male e richiedono continue attenzioni ed interventi da parte dei tecnici.

Il McFlurry-Gate recentemente è esploso anche nel Regno Unito, ma in questo caso specifico le macchine per il gelato non c’entrano nulla. Semplicemente la Brexit ha congestionato la fornitura di alcuni prodotti, rendendoli irreperibili nei ristoranti britannici. I prodotti più colpiti? I milkshake e le bibite in bottiglia.

Negli Stati Uniti d’America la Federal Trade Commission ha aperto un’indagine formale sui frequenti guasti alle macchine per il gelato di McDonald.

Negli Stati Uniti il problema dei frequenti guasti alle macchine per il gelato è così sentito che la FTC – l’agenzia federale che si occupa di tutela dei consumatori – ha aperto un’indagine.

Ad inizio di quest’estate, l’agenzia ha inviato diverse lettere formali ai proprietari di alcuni franchise della catena McDonald.

L’interesse della FTC non deve stupire: le macchine per il gelato di McDonald sono da anni al centro di un importante battaglia legale tra due aziende, la Taylor – che le produce – e la Kytch, un’azienda che ha inventato un kit di riparazione che renderebbe le operazioni di pulizia e manutenzione molto più semplici ed economiche.

Moltissimi proprietari di franchise della catena McDonald – e quindi privati che hanno la licenza per operare i ristoranti, ma non sono formalmente dipendenti o associati con l’azienda – avevano iniziato ad usare il kit di manutenzione di terze parti, salvo ricevere una diffida da McDonald e dalla Taylor.

Un giudice ad agosto ha dato ragione alla Kytch, segnando un’importante vittoria per il fronte del diritto alla riparazione, ossia quel mondo di attivisti che si battono per il diritto di riparare hardware e dispositivi tecnologici uscendo dai canali ufficiali delle aziende che li producono.

Le macchine del gelato di McDonald sono da anni al centro di un duello legale tra due aziende. Il problema ha a che fare con il diritto alla riparazione, tema molto attuale negli USA e in Europa

Come sintetizza efficacemente VICE, il problema delle macchine per il gelato di McDonald è in realtà un problema di diritto alla riparazione: i proprietari dei franchise sono obbligati da McDonald ad acquistare le macchine della Taylor e continuare a pagare l’azienda per le complesse e spesso lente operazioni di manutenzioni. In altre parole, non hanno il diritto – da contratto – di provvedere da soli alla riparazione delle macchine usando gli strumenti che ritengono più efficaci o economici.

L’indagine della FTC – riportata per la prima volta questa settimana dal quotidiano The Wall Street Journal – è ancora in una fase estremamente embrionale. Sulla base delle risposte dei proprietari di franchise McDonald, l’agenzia federale deciderà se e come intervenire sulla questione.

Per la nostra azienda non esiste nulla di più importante di garantire i nostri altissimi standard in materia di qualità e sicurezza del cibo, per questo motivo lavoriamo esclusivamente con partner altamente selezionati in grado di fornire soluzioni sicure su un’ampia scala. McDonald non ha nessuna ragione di credere di essere al centro di un’indagine della FTC

ha fatto sapere McDonald con un comunicato stampa.

 

 

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