Non è insolito che le bibite in lattina costruiscano joint venture con brand pop quali quelli tratti da anime e manga – sulla mensola di chi scrive ci sono una “Potion” di Final Fantasy, un energy drink di Metal Gear Solid e almeno due Oransoda a tema One Piece -, tuttavia proprio questo genere di trovate promozionali avrebbe salvato la pellaccia all’industria giapponese del caffè, industria martoriata dalla pandemia, ma anche da alcune importanti rivoluzioni sociali.

Ad attestare un simile successo è la DyDo Drinco, ditta nipponica che ha avuto la genialata di unire il proprio brand a quello del popolarissimo anime e manga Demon Slayer. La genialata non consiste tanto nel fatto che su ogni lattina fosse stampata l’effige di uno dei protagonisti, quanto il fatto che le lattine venissero distribuite esclusivamente attraverso le macchinette automatiche.

Che differenza fa? Semplice, nel comprare la bevanda è impossibile scegliersi la lattina preferita, cosa che a sua volta scatena una febbricitante gara al collezionismo sfrenato. “Gotta catch them all” nella scala delle bibite caffeinose, insomma.

DyDo Drinco ha condiviso con il mondo i risultati della sua impresa: a distanza di tre settimane dal lancio del caffè legato al celebre manga, si sono vendute 50 milioni di lattine. Il lancio, avvenuto nel pieno della crisi sanitaria del 2020, è riuscito a tamponare l’assenza dei consumatori tradizionali, con il risultato che il giro d’affari è rimasto comunque su livelli notevoli.

A contribuire a un simile successo, inutile negarlo, è anche il fatto che Demon Slayer sia mostruosamente pop, cosa che ha spinto tutta una serie di clienti atipici a gettarsi sulla bibita, dai bambini alle donne, fino ad arrivare agli stuoli di anziani.

 

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