Il Cattivo Poeta, la recensione: gli ultimi anni di uno scomodo artista

2 anni fa

7 minuti

Il Cattivo Poeta, la recensione: gli ultimi anni di uno scomodo artista

Gabriele D’Annunzio è un artista che non necessita di presentazioni. Tra i maggiori poeti italiani, e non solo, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo fu tra i maggiori esponenti del decadentismo e si distinse non solo per le sue opere ma anche per la sua indole eccentrica. Vero e proprio personaggio di spicco della letteratura e della politica italiana, militare e giornalista, visse i suoi ultimi anni di vita, precisamente dal 1921 fino alla sua morte nel 1938, nella villa di Cargnacco ribattezzata Il Vittoriale degli Italiani, sita nel comune di Gardone Riviera in provincia di Brescia.

Proprio degli ultimi anni di vita del Vate e del suo rapporto con il federale di Brescia Giovanni Comini è incentrato il film scritto e diretto da Gianluca Jodice con protagonisti Sergio Castellitto e Francesco Patanè, al cui fianco troviamo Tommaso Ragno, Clotilde Courau, Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi, Elena Bucci, Lidiya Liberman, Janina Rudenska, Lino Musella. Nella recensione di Il Cattivo Poeta analizziamo l’opera che porta sul grande schermo una storia poco conosciuta ma non per questo meno intrigante.

Il Cattivo Poeta racconta una storia poco conosciuta ma affasciante ed intrigante.

 

Un poeta scomodo

La storia racconta del rapporto tra Gabriele D’Annunzio e il federale Giovanni Comini.

Italia, 1936. Benito Mussolini è al potere e governa l’Italia con il pugno di ferro tramite il Partito Fascista. La guerra sembra sempre più vicina e il dittatore non può permettersi dissidenti. Per questo motivo il segretario del partito e numero due del regime Achille Starace convoca a Roma il federale di Brescia Giovanni Comini, il più giovane d’Italia. La sua missione sarà quella di ottenere la fiducia del Vate, Gabriele D’annunzio, e di controllarlo, evitando che con la sua retorica possa nuocere al regime e a Mussolini e mettere quindi a rischio la sua alleanza con Hitler.

Inizierà così per il giovane federale un’avventura che lo porterà a conoscere un artista eccentrico e pieno di vita nonostante l’età avanzata. Un poeta eternamente ribelle che vede l’arrivo dei tempi bui prima di tutti ma definito pazzo. Un incarico dove dovrà usare tutta la sua astuzia per tenere a bada un intellettuale ferocemente lucido e umorale e che gli cambierà per sempre la vita.

Recensione di Il Cattivo Poeta

Questa la trama di Il Cattivo Poeta, opera prima di Gianluca Jodice che, dopo averci presentato il giovane Giovanni Comini appena promosso a federale, ci porta nel vivo della vicenda. Passiamo così brevemente dai festeggiamenti della famiglia Comini per la promozione, alla sua convocazione d’urgenza a Roma, all’assegnazione dell’incarico al suo arrivo alla villa Il Vittoriale.

Il Cattivo Poeta porta sul grande schermo un incontro che cambierà la vita del Vate e di Giovanni Comini.

Veniamo quindi catapultati nelle vite di un poeta che vede tutto con malinconia e rassegnazione ed un giovane ingenuo e fiducioso che si avvicina ad un importante personaggio con soggezione e curiosità. Un rapporto quello tra l’artista ed il giovane gerarca fascista che cresce con il passare dei giorni, dall’iniziale indifferenza da parte del Vate nei suoi confronti fino alla confidenza più genuina negli ultimi giorni di D’annunzio.

Un incontro quello tra Gabriele D’Annunzio e Giovanni Comini che cambierà la vita di entrambi. Se l’artista torna in qualche modo a sentirsi nuovamente vivo, perché ha accanto a sé un giovane dal quale sembra attingere forza in qualche modo, dall’altra abbiamo un fascista convinto che inizierà lentamente ad essere non solo affascinato da un personaggio eccentrico ma che imparerà ad aprire gli occhi su cosa sia realmente il fascismo, iniziando a notare cose che prima ignorava e che prendeva solo come voci messe in giro da chi voleva screditare il partito.

Recensione di Il Cattivo Poeta

Una maturazione ed un cambiamento quello del gerarca che lo porteranno quindi a mettersi in discussione e a chiedersi cosa sia realmente il fascismo. Un’evoluzione raccontata ponendo l’accento sui momenti passati insieme a l’uomo oggetto del suo incarico – che non gli lesinerà prese in giro, scatti d’ira e malinconia – e una provincia specchio dell’Italia di allora, dove i suoi stessi genitori hanno paura di lui per cose da nulla.

La politica italiana è filtrata tramite le vicende che accadono a Il Vittoriale.

Un’Italia filtrata anche attraverso Il Vittoriale, palazzo dove D’Annunzio trascorre i suoi ultimi quindici anni di vita. La villa diviene il filtro tramite cui lo spettatore vive il Paese e la sua evoluzione politica negli anni antecedenti all’alleanza con la Germani nazista di Hitler. Un Paese nella morsa della paura, dove dire una barzelletta è reato e i cui vertici politici sono accecati dai falsi benefici della guerra e da una grandezza che in realtà non esiste. Uno stato che controlla tutto e tutti e dove ogni cittadino è un potenziale nemico che va schiacciato prima che possa causare anche il minimo danno.

D’Annunzio è il maggiore pericolo per il regime.

E D’Annunzio è il nemico numero uno, un uomo dalla facile parlantina capace di smuovere gli animi dei suoi concittadini, un uomo lungimirante capace di vedere quello che gli altri ancora devono capire – più volte si definisce profeta – e dall’animo mai domo. Un uomo che per quanto vecchio e decadente è pericoloso perché caratterizzato da una lucida crudeltà distruttiva e dalla mente raffinata.

Rock star ante litteram

Con Il Cattivo Poeta Gianluca Jodice porta sullo schermo gli ultimi anni di una rock star ante litteram, un uomo sempre controcorrente, che non ha paura di dire quello che dice e che ha fatto dell’eccesso il suo marchio di fabbrica. Isolatosi volontariamente dopo la delusione della conclusione dell’esperienza di Fiume, dalla sua villa-museo continuerà a fare arte e a diffondere il suo pensiero riguardante una Nazione che stenta a riconoscere. Anticoformista ed estroso non nasconde mai la sua frustrazione.

Sergio Castellitto interpreta al meglio una rock star ante litteram.

Ad interpretarlo un Sergio Castellitto che fornisce una prova attoriale degna di nota. L’attore romano riesce a restituire al meglio le sfumature di un personaggio controverso, sempre sopra le righe e mai banale. Odiato ed amato allo stesso tempo, riesce a far arrivare allo spettatore tutte le contraddizioni che caratterizzavano il Vate. Dalla lucida follia, alla sferzante ironia, fino alla sua ira incontrollata perché l’unico capace di vedere in che direzione sta andando l’Italia.

Buona anche l’interpretazione di Francesco Patanè.

Al suo fianco un sorprendente Francesco Patanè nei panni del federale di Brescia Giovanni Comini. Il giovane attore interpreta al meglio un ragazzo che passerà dalla fede assoluta nel partita fascista ad una critica nei suoi confronti dopo aver visto con i suoi occhi ed aver vissuto sulla sua pelle cosa sia veramente il fascismo. Un ragazzo ingenuo che diventa uomo capendo i suoi errori.

Due personaggi a tutto tondo, pieni di sfumature e zone d’ombra ben caratterizzati dalla sceneggiatura scritta da Gianluca Jodice, che però da vita ad un racconto fin troppo frammentario e quindi poco fluido. Discreta invece la regia, sempre opera di Jodice, che riesce a portarci nel vivo della vicenda e a far divenire lo spettatore uno dei membri della “corte” dannunziana, testimone degli ultimi anni di un artista sempre fedele a sé stesso.

Non sono da meno i costumi e le scenografie, che ricostruiscono al meglio l’Italia degli anni ’30. Dall’arredamento delle piccole case popolari, agli enormi uffici fascisti, passando per le divise degli appartenenti al Partito Fascista e gli abiti indossati da D’Annunzio. Personaggio silente ma sempre presente Il Vittoriale: magnifico, imponente, solitario ed irraggiungibile. Proprio come il suo proprietario. Specchio dell’animo di un uomo ed un artista che ha fatto letteralmente la storia.

Il Cattivo Poeta è un film da vedere assolutamente.

Il conclusione della recensione di Il Cattivo Poeta, il film di Gianluca Jodice è un’opera che, al netto dei difetti evidenziati qualche riga sopra, ha il grande pregio di portare sullo schermo una vicenda poco nota raccontata con enfasi e supportata da due grandi prove attoriali. Assolutamente da vedere.

 

 

Il Cattivo Poeta dal 20 maggio al cinema.

70
Il Cattivo Poeta
Recensione di Emanuele Bianchi

Il Cattivo Poeta è un biopic ambizioso che racconta gli ultimi anni di uno dei più grandi poeti italiani vissuti tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. Una storia poco conosciuta che porta sul grande schermo un rapporto tra un artista considerato scomodo dal regime fascista e un giovane gerarca che rimarrà affascinato dalle sue contraddizioni. Nonostante una narrazione troppo frammentaria, il film riesce a catturare anche grazie a grandi interpretazioni.

ME GUSTA
  • Le interpretazioni di Sergio Castellitto e Francesco Patané
  • La ricostruzione storica
  • I costumi e le scenografie
  • La regia di Gianluca Jodice
FAIL
  • Narrazione troppo frammentata
  • Personaggi secondari poco caratterizzati
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