Amazon non vuole che si ripeta l’incidente social delle bottigliette piene di urina

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5 mesi fa

Amazon ha decretato che tutti i dipendenti, compresi gli autisti subappaltati ad aziende terze, debbano presentarsi con capelli, unghie, orecchie e denti opportunamente puliti, nonché debbano assicurarsi di non postare mai contenuti “osceni” sui social media.

La modifica è stata resa nota da Bloomberg, testata che ha intercettato un documento interno che andrebbe a definire con dovizia di particolari i nuovi diktat diretti ai Delivery Service Partners (DSPs), aziende dirette che si occupano del trasporto e della consegna dei pacchi dell’e-commerce.

Proprio da loro, lavoratori lasciati al margine della struttura aziendale, era partito lo scandalo del come molti fossero costretti a urinare nelle bottigliette d’acqua perché impossibilitati a trovare il tempo di effettuare soste per utilizzare i sanitari. Molti di questi autisti sono già controllati a tempo pieno da IA che monitorano performance e tempistiche dei dipendenti, ma presto dovranno subire a campione il controllo antidroga.

Importante da ricordare: i soggetti in questione non sono dipendenti Amazon e l’azienda scarica su di loro tutti i costi del lavoro, le responsabilità legali e penali di infrazioni del codice della strada. Un problema, se si considera che molte testimonianze concordano sul sottolineare che i target dell’azienda spingano endemicamente a una guida spericolata e a parcheggi creativi.

Cornuti e mazziati, insomma, perché le nuove norme di Amazon li caricano di ulteriori obblighi senza fornire loro maggiori garanzie, il tutto in un contesto per cui non potranno più denunciare le loro criticità sui social privati e personali.

 

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