Amazon sostiene che nessun dipendente urini nelle bottiglie e Twitter risponde con foto

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6 mesi fa

I dipendenti di Amazon di tutto il mondo stanno iniziando a trovare la forza di unirsi in sindacati e di far sentire la propria voce, condividendo con i giornalisti e con il pubblico una serie di storie raccapriccianti con l’intento di lacerare il velo di omertà che copre condizioni lavorative di dubbia eticità. Tra le vicende che più indignano la Rete c’è quella che suggerisce che i magazzinieri e gli autisti di Amazon non abbiano il tempo di andare il bagno e che debbano conservare la loro urina in bottigliette d’acqua.

In effetti, questa semplice e grottesca immagine è divenuta una sorta di manifesto per sollevare le voci di protesta, trasformando la vicenda – che è comunque poca cosa se si considerano le altre accuse subite dalla nota ditta – in una vera e propria propaganda. Gli addetti delle relazioni pubbliche del gigante dell’e-commerce hanno cercato di smontare questa storia con un tweet negazionista, tuttavia la cosa gli si è ritorta contro.

Twitter è impazzito, giornalisti di tutto il mondo hanno iniziato a condividere schermate di chat, fotografie e scansioni di documenti che provavano come effettivamente le bottigliette piene di urina non siano solamente presenti, ma un elemento ricorrente nell’universo aziendale espanso consolidato da Amazon.

In effetti bisogna riconoscere che molti dei documenti pubblicati sul social non facciano tecnicamente riferimento ai dipendenti interni all’azienda, bensì al personale assunto da ditte terze a cui però vengono subappaltate certe mansioni. Consegna dei pacchi in primis.

Anche ammesso che la questione sia esclusivamente “esterna” alla rete lavorativa di Amazon, cosa comunque sbugiardata dalla testimonianza del giornalista James Bloodworth, resta il fatto che la posizione espressa dal tweet aziendale non sia in contatto con la realtà dei fatti e che abbia finito con il creare proprio quell’effetto valanga che avrebbe voluto tanto evitare.

 

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