iTunes: Apple trascinata in causa per l’uso del termine “compra”

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2 anni fa

David Andino ha avuto un’intuizione geniale, nella sua semplicità: iTunes si riserba il diritto di sospendere l’accesso ai contenuti acquistati, allora perché da a intendere che il pulsante “compra” garantisca il possesso dei lungometraggi e della musica presenti sul portale? Questa discrepanza ha spinto l’uomo a trascinare in causa Apple, la quale rischia ora di vedersi applicare dei provvedimenti ingiuntivi.

Come dimostra il caso di Matthew Price, in causa con l’azienda di Cupertino per un account Apple sospeso contenente più di 20.000 euro di licenze, non è insolito che lo scarto di senso vada a ingannare, o perlomeno infastidire, certi clienti.

Apple, dal canto suo, ha cercato di far immediatamente cadere l’accusa sostenendo che nessuno si aspetti davvero che il “compra” di iTunes possa veramente significare che l’utente possa comprare il prodotto a cui vuole accedere.

Apple afferma che nessun consumatore ragionevole potrebbe pensare che il contenuto acquistato possa rimanere sulla piattaforma iTunes a tempo indefinito, tuttavia il termine “compra” significa nell’uso comune l’ottenimento del possesso di un qualcosa. Sembra quindi plausibile, almeno all’attuale stato della mozione, che i consumatori si possano ragionevolmente aspettare che il loro accesso non possa essere revocato,

ha esposto il Giudice John Mendez, bocciando le obbiezioni della Big Tech.

Risulta molto improbabile che la causa possa concludersi con risultati stravolgenti e risarcimenti milionari, tuttavia non è poi così improbabile che, in questo particolare periodo storico, un tribunale possa decidere di imporre alla ditta tech uno stravolgimento di termini, in modo da imporre che il servizio offra maggiore trasparenza al pubblico.

Se si raggiungesse un simile epilogo, la decisione costituirebbe un precedente che potrebbe a sua volta causare un effetto domino capace di colpire una fetta notevole di aziende digitali. Nonostante Andino si sia mosso contro ad Apple, è infatti facile riscontrare la stessa scelta di termini anche su innumerevoli altri servizi.

 

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