Alcuni ricercatori dell’università statunitense Purdue University hanno raffinato la loro già impressionante ricetta per la vernice bianca, ottenendo una riflessione della luce che è pari al 98,1 per cento. Il team ha comunicato i suoi risultati attraverso uno studio pubblicato sul ACS Applied Materials & Interfaces.

A differenza del celebre Musou Black, la vernice talmente nera che sembra far scomparire il mondo intero, questa particolare tinta bianca ha ben poco di impressionante, anzi è addirittura abbastanza noiosa, per quanto riguarda il mero aspetto estetico.

A essere interessante è piuttosto il lato pratico e funzionale, lato a cui hanno mirato gli scienziati: una migliore riflessione dei raggi solari vuol dire anche un minor accumulo di calore. Il progetto sarebbe quindi quello di creare un colore per pareti tanto performante nel deflettere la luce da rendere più fresche e vivibili le città che lo applicano sui propri edifici.

Solitamente pensiamo che tra il 90 e il 98 per cento non ci sia molta differenza, tuttavia dobbiamo pensare nell’ottica dell’assorbimento della luce solare. La nostra vernice assorbe l’1,9 per cento della luce solare, ma quelle attualmente in commercio, anche quelle riflettenti, ne assorbono il 10 per cento – cinque volte quanta ne assorbe la nostra pittura. Sembrano bianche, sono tendenzialmente bianche, ma non sono bianche abbastanza,

ha dichiarato Xiulin Ruan, ricercatore a capo dello studio.

Il prodotto è stato creato incorporando nella mistura alte concentrazioni di solfato di bario, un agente chimico usato anche nella cosmesi e nella fotografia, in un mix composto da particelle di diverse dimensioni, cosa che, stando alle parole degli universitari, contribuisce a riflettere le diverse lunghezze d’onda dei raggi solari.

La rivista Gizmondo non manca di far notare che, nell’applicazione pratica, la vernice sarebbe comunque soggetta a smog, pioggia e altri elementi di patinatura che ne andrebbero a intaccare l’efficienza.

 

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