Gli utenti Twitter russi sono stati tra i primi a notare pesanti rallentamenti alla connessione, in quella che sembrerebbe essere una nuova strategia di censura da parte di Mosca. Pochi giorni fa è infatti stato pubblicato un report che denuncia come i disagi subiti a metà marzo dal popolo internettiano siano stati causati artificiosamente, adoperando strumentazioni di Deep Packet Inspection.

Secondo alle accuse, il Governo locale avrebbe attaccato tutti i servizi e i portali che si appoggiano sul dominio t.co, tra i quali Microsoft, Reddit e, ovviamente, Twitter. Si presume che l’intenzione fosse quella di strangolare il traffico del social e che le altre pagine siano state più che altro colpite per un errore di valutazione.

Il risultato è che una fetta non indifferente del web è calata di colpo a 128kbps, con i numeri della navigazione che sono andati a creare un grafico che è sospetto sin dal primo colpo d’occhio.

Roskomnadzor – il corpo federale russo che si occupa, tra le altre, di censura – aveva già anticipato l’intenzione di rallentare tutto il traffico relativo a Twitter, ufficialmente con l’intenzione di punire la Big Tech per la sua inaffidabilità del rimuovere contenuti compromettenti, tra cui contenuti di pedofilia e di istigazione al suicidio.

A distanza di poco tempo, vediamo il progetto concretizzarsi e, tralasciando qualche goffaggine esecutiva, i risultati sono molto impressionanti. Appoggiandosi a questo approccio, l’establishment non solo può, a sua discrezione, rendere virtualmente inutilizzabili alcune pagine web, ma può anche filtrare chiunque stia adoperando programmi quali VPN o Tor.

Questa azione punitiva, è da notare, giunge in un periodo scottante per le relazioni tra Russia e mondo Occidentale. Un’esercitazione militare russa sta inquietantemente lambendo i confini con l’Ucraina e alcuni si stanno preparando a foschi scenari.

 

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