L’azienda gestita dal guru di Twitter ha deciso di pagare 297 milioni di dollari tra contanti e stock finanziari per ottenere una “quota maggioritaria significativa” della piattaforma sonora di cui il rapper è un importante co-proprietario. Cosa voglia fare Dorsey di Tidal è però ancora un mistero.

Gli unici indizi che abbiamo a disposizione sono quelli fornitici dai due Vip. Sappiamo dunque che il cambio di guardia porterà un “sistema di retribuzione dello streaming completamente nuovo” e che anche le “esperienze d’ascolto” risulteranno del tutto inedite.

 

 

Jay-Z starebbe inoltre per entrare nel comitato direttivo di Square, perseguendo al fianco di Dorsey una “visione condivisa” che permetta di trovare strategia originali con cui retribuire i musicisti.

Internet sta impazzando nel tentativo di interpretare cosa queste ambigue uscite possano voler dire nei fatti, ma i principali filoni di teorie si direzionano verso tre rami principali: servizi ai gruppi musicali, merchandising e NFT.

Nel primo caso, Tidal diventerebbe una vera e propria casa discografica specializzata sul creare immaginari e scenografie a cui gli artisti devono attingere per ottenere maggiore visibilità e, quindi, migliori possibilità di successo.

La seconda opzione è che magliette, cappellini e altri prodotti legati alle band vengano distribuiti da uno store centralizzato che condividerebbe i profitti con le parti coinvolte.

Infine, la situazione più radicale e interessante: elementi musicali – appunti, prove, demo – potrebbero venir tradotti in token da rivendere sul sempre più florido mercato delle criptovalute. Un’idea neppure troppo inverosimile, se si considera che Dorsey e Jay-Z stiano già collaborando su progetti incentrati sul Bitcoin.

 

 

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