La DARPA ottimizza i droni automatici, assicurandosi che possano essere lanciati contro i nemici direttamente ad alta quota.

Immaginatevi un jet che, muovendosi ben fuori dalla portata dello spazio aereo nemico, possa eiettare dei droni automatici a loro volta dotati di missili. Questa è l’idea del progetto LongShot portato avanti dalla Defense Advanced Research Projects Agency.

Stando alle parole del corpo governativo, lo strumento dovrebbe “estendere significativamente le distanze di ingaggio, aumentare l’efficienza delle missioni e ridurre i rischi per i velivoli a pilota umano”.

La DARPA fa anche sapere che i nuovi droni saranno pensati per forma e dimensione in modo che possano essere applicati ai mezzi di combattimento attualmente in uso nell’esercito. Inoltre, potendosi evitare le noie collegate alla fase di decollo, i velivoli riusciranno a rinunciare a molteplici componenti, guadagnandone tanto in velocità, quanto in agilità.

Il progetto LongShot potrebbe essere affidata a una di tre aziende appaltatrici: General Atomics, attualmente impegnata a produrre anche gli SkyBorg, Lockheed Martin, il fabbricante per eccellenza dei fighter jet in stile F-16, e Northrop Grumman, azienda che si è occupata dei bombardieri stealth B-2 e che presto passerà ai bombardieri di nuova generazioni, detti “Raider”.

[Il progetto] LongShot costruirà e farà decollare un modello a dimensione reale con una dimostrazione aerea che andrà a dimostrare di cosa sia capace il sistema di volo controllato, prima, durante e successivamente all’espulsione dell’arma in condizioni operative,

ha promesso la DARPA, senza tuttavia fornire delle coordinate temporali.

 

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