WandaVision, la recensione del sesto episodio: YO-MAGIC!

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2 anni fa

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La recensione del sesto episodio di WandaVision: gli anni ’90, costumi di Halloween e nuove consapevolezze. Attraverso gli occhi di Visione il dubbio si insinua anche in noi: Wanda sta passando al Lato Oscuro? Su Disney Plus.

La recensione del sesto episodio di WandaVision non può che partire con la classica frase: dolcetto o scherzetto? Sì, siamo finalmente arrivati alla puntata dedicata ad Halloween (il titolo originale è All-new Halloween Spooktacular!): aspettavamo questo momento fin da quando è stato rilasciato il primo trailer della serie Marvel disponibile su Disney Plus.

Da quelle immagini era chiaro che i costumi indossati dai protagonisti sono un omaggio ai fumetti (Wanda e Visione sfoggiano quelli delle loro prime apparizioni cartacee) e sarebbero apparsi nell’episodio dedicato agli anni ’90. E così è stato.

 

 

Questo capitolo si apre con l’effetto più nineties possibile: quello della schermata delle vecchie videocamere, con tanto di filtro pellicola sgranata. La sigla richiama serie tv come Malcom (in originale Malcom in the Middle) e continua a mostrarci Agnes (Kathryn Hahn) quale elemento sempre più vicino alla famiglia. La vera novità è però – dopo il grande colpo di scena con cui si era chiuso il quinto – l’ingresso di Pietro (Evan Peters) nella vita domestica: pieno di voglia di scherzare, è l’idolo dei nipoti e infatti si fa chiamare uncle P (zio P).

 

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La sua affabilità e allegria suonano però stonate nella testa di Wanda (Elizabeth Olsen): tanti piccoli dettagli sembrano fuori posto. Quando il fratello ricorda l’Halloween festeggiato da bambini, la donna dice di non ricordare quel fatto “esattamente così”. E quando invece lei chiede al fratello un dettaglio legato alla loro vita in orfanotrofio lui sembra non capire a cosa si riferisca. È dovuto al fatto che, presumibilmente, questo Pietro Maximoff è quello di un altro universo e quindi oltre alla sua faccia, cambia leggermente anche la sua storia, o forse non è esattamente chi dice di essere?

D’altra parte il suo arrivo è ancora avvolto dal mistero e né Wanda né lui sembrano aver capito bene come sia accaduto.

 

Al solito, se non avete ancora visto l’episodio, tornare a leggere questa recensione dopo!

 

 

 

La visione di Visione

L’omaggio agli anni ’90 è un piacere: questa volta ci sono delle citazioni obbligate come quella a Top Gun (Pietro pronuncia la celebre frase “I feel the need… the need for speed”) e altre raffinatissime. Ovvero: per sottolineare l’atteggiamento spaccone del gemello, Wanda lo chiama “kick-ass”, che è il titolo di un film interpretato da Aaron Taylor-Johnson, l’attore che è stato Pietro in Avengers: Age of Ultron (applausi!).

Ma soprattutto lo spot pubblicitario del fittizio yogurt YO-MAGIC!: girato in stop-motion, con protagonista uno squalo che ricorda molto i personaggi della serie animata Street Sharks, sembra suggerire una volta per tutte che non c’è proprio niente da scherzare.

 

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Questa pubblicità, in apparenza così fuori contesto e scioccante, ci dice che qui “si sta mettendo male”.

Il primo ad averne ormai la certezza è proprio Visione. La sua mente e i suoi occhi si sono aperti e passa questa puntata a sottrarsi al controllo di Wanda, cercando di capire cosa stia realmente succedendo. Paul Bettany è bravissimo a sottolineare questo passaggio: i sorrisi a sessantacinque denti sono ormai lontani e il suo sguardo si fa sempre più cupo. Vede intorno a sé gli effetti dell’“incantesimo di Wanda” e non riesce più a sopportare l’inganno e la sofferenza di cui è complice.

 

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La rivelazione importante arriva però proprio da parte di Agnes, ma non come ce la aspettavamo: più ci si allontana da Wanda, più le persone subiscono anche fisicamente le conseguenze del suo controllo. Tra loro ritroviamo la vicina, in macchina, bloccata all’incrocio tra Ellis ave e Rolling Hill (da come si sovrappongono sembrano formare la scritta hell, ovvero inferno: un caso?). Come avevamo visto nel trailer della serie Disney Plus, è proprio lei a rivelare all’androide che è morto. Non solo: una volta era uno degli Avengers. Nel dirlo però la donna sembra confusa e inerme: nonostante abbia un costume da strega che dovrebbe spingerci a considerarlo un ulteriore indizio della sua vera identità, ovvero quello di Agatha Harkness, vedendo questa scena non ne siamo più così sicuri. E se fosse anche lei una semplice pedina, una vittima casuale di Wanda? Oppure sta fingendo e accelera di proposito il percorso di presa di coscienza di Visione?

 

 

 

Il lato oscuro di Wanda

La recensione del sesto episodio di WandaVision sta diventando una serie di supposizioni che si aggiungono alle molte già esistenti: non può essere altrimenti. Questo segmento del racconto come funzione è infatti speculare al quarto: è come un respiro fisiologico, una breve pausa dopo la grande rivelazione della puntata precedente. Ci spiega alcune cose ma introduce nuovi interrogativi. Tra cui uno che si fa sempre più insistente:

Wanda sta per abbracciare completamente il suo lato oscuro, diventando molto probabilmente la (o una dei) villain di questa Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe.

L’accenno al soprannome fatto da Hayward, il capo della S.W.O.R.D., nell’episodio precedente si unisce infatti al costume da Scarlet Witch indossato in questo e a una frase che Visione le dice proprio mentre lei porta: “fai la brava”. Ci riuscirà?

Da quello che abbiamo visto non c’è da essere ottimisti. Anche perché l’anomalia da lei generata, che Darcy chiama Hex, è nociva: sta cambiando le cellule di chi ne fa parte (il sangue di Monica Rambeau ne è la prova). Lei stessa, confidandosi con il fratello, dice di essersi sentita completamente sola e disperata poco prima di arrivare a WestView. E sappiamo tutti cosa succede quando un supereroe con grandi poteri comincia a non curarsi delle proprie responsabilità crogiolandosi nel dolore.

 

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Se all’interno dell’anomalia Wanda, Visione e Pietro hanno diverse questioni da risolvere (con i gemelli che ci mettono il carico aggiuntivo), all’esterno le cose non vanno meglio.

Monica (Teyonah Parris) è stata contaminata da Hex (sentite odore di superpoteri anche voi? Che si faccia chiamare Photon, Pulsar o Spectrum avere qualcuno in grado di manovrare l’energia elettromagnetica può sempre tornare utile) e Hayward sembra nascondere molti segreti.

Noi spettatori siamo sempre più come lei, Darcy Lewis (Kat Dennings) e Jimmy Woo (Randall Park): continuano a confonderci e dare informazioni che non sappiamo decifrare bene, ma abbiamo capito che le ultime tre puntate (e in generale questa nuova era del MCU) saranno sempre più cupe. La morte aleggia su WandaVision, come un fantasma che ogni tanto ci ricorda che ci sta osservando in silenzio.

 

 

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