Demoni di ogni tipo, roghi e tanto altro ancora. I Krampus sono una delle tradizioni nordiche più storiche legate al Natale, che affascinano e spaventano bambini e adulti. Ma quali sono le loro origini?

Krampus (parola che deriva dal bavarese krampn, ovvero “morto”, “putrefatto”, oppure dal termine kramp, che in lingua tedesca significa “artiglio”) sono dei demoni dalle sembianze mostruose e animalesche che si aggirano per le strade alla ricerca dei “bambini cattivi”.

I loro volti sono totalmente coperti da maschere diaboliche, i loro abiti il più delle volte sono laceri, sporchi e strappati . I Krampus, vagando per le vie dei paesi, provocano dei rumori ottenuti dai campanacci attaccati ai loro abiti o corni, che li accompagnano nel tragitto che compiono mentre colpiscono con frustate la gente.

L’origine di questa antichissima usanza, mantenuta in molti Comuni che fanno parte dell’area ex-austro-ungarica, risale al periodo pre-cristiano (anche se una datazione vera a proprio sfocia nella leggenda). Le informazioni arrivate a noi non sono moltissime e tra le poche certezze c’è il periodo nel quale si festeggiano i Krampus e cioè il solstizio invernale (quando le tenebre hanno la meglio sulla luce).

Tra le varie curiosità c’è sicuramente quella che secondo la tradizione solo l’uomo può mascherarsi da Krampus, a volte anche in abiti femminili visto che il Krampus può essere anche femminile, e in questo caso si chiama Krampa. Altra tradizione è che la maschera da loro indossata non deve mai essere tolta in pubblico e gli spettatori non devono mai cercare di toglierla, pena il disonore per lo smascherato.

 

I Krampus (foto @Claudio Beltrame)

 

 

Ma il Krampus in quale periodo si festeggia e si manifesta?

Il Krampus scende (o sale dagli inferi) durante la festa di San Nicola, vescovo di Myra, nella sera del 5 dicembre. La festa, che si svolge principalmente nell’arco alpino, ha come culmine una sfilata per le vie del paese.

La sfilata solitamente segue un ordine abbastanza rigido e prestabilito: in primis sfila San Nicola, a piedi o sopra di un carro, distribuendo dolciumi e piccoli regali ai paesani. A seguire le orme del santo i Krampus, una schiera di demoni inferociti, armati di fruste e catene che vagano per la città alla ricerca dei bambini per spaventarli.

Questa tradizione, nonostante sia di origine tedesca, è presente anche in Italia soprattutto nella regione del Trentino-Alto Adige, ma anche nell’estremo nord-est del Friuli-Venezia Giulia e in alcune località del Veneto, come in provincia di Belluno.

 

 

 

 

La leggenda dei Krampus

Come abbiamo detto in precedenza il termine di per sé è associato al diavolo, con la parola che deriva dal bavarese krampn, ovvero “morto”, “putrefatto”, oppure dal termine kramp, che in lingua tedesca significa “artiglio.

Il personaggio è la rappresentazione di una figura cattiva, associata oltre che alle tenebre anche a diversi riti pagani, che si collocano nella classica lotta fra bene o male, successivamente riadattati alla mitologia cristiana. Secondo la tradizione cristiana Krampus è il servitore di San Nicola che, dopo aver sconfitto l’essere demoniaco, lo ridusse a schiavo.

 

 

La leggenda narra che durante i periodi di carestia, soprattutto nei paesi di montagna, gruppi di giovani andavano in giro travestiti da mostri con indosso soltanto pellicce e corna di animali morti.

Il travestimento era un trucco per spaventare la popolazione e saccheggiare i beni dei villaggi.

Non passò molto tempo che fra i giovani stessi iniziò a palesarsi il diavolo in persona. Sfruttando la sua parvenza demoniaca riuscì a mimetizzarsi perfettamente all’interno del gruppo iniziando a compiere razzie piuttosto importanti, finchè il gruppo ne scoprì la presenza (l’unico dettaglio che rendeva riconoscibile l’essere erano le zampe che terminavano con zoccoli di capra) a quel punto gli stessi ragazzi invocarono in aiuto il vescovo Nicola, che con un esorcismo riuscì a scacciare la bestia e ne fece un suo servo.

Questa leggenda ha dato il via alla credenza secondo cui San Nicola, protettore dei bambini, bussava ai portoni delle case per donare del bene ai fanciulli meritevoli, accompagnato sempre dal diavolo che invece aveva soltanto l’intento di scovare bambini cattivi da punire.

I primi cortei vedevano quindi giovani uomini che usavano travestirsi da demoni e sfilare lungo le strade dei paesi, portando doni ai bambini buoni e picchiando quelli che si erano comportati male, cercando di emulare la tradizione legata a San Nicola e al diavolo.

 

Con l’arrivo della notte le strade di ogni villaggio di montagna sono popolate da demoni e mostri terrificanti.

Così con l’arrivo della notte, le processioni riempiono ogni angolo di città e villaggio di figure mostruose, con maschere terrificanti dallo sguardo grottesco e particolarmente demoniaco sovrastate dalle immancabili grandi corna, vestite di pesanti costumi in pelliccia, munite di torce infuocate, fruste con cui castigare le vittime e grossi campanacci che ne annunciano l’arrivo.

La sfilata è volutamente rumorosa e caotica: i demoni terrorizzano il pubblico e soprattutto i più piccoli, fra le loro spaventose urla e il frastuono di catene e bastoni vagando alla ricerca di bambini cattivi da punire, come vuole la tradizione, nel mentre che la confortante figura di San Nicola, cerca di infondere gioia e serenità distribuendo caramelle e dolcetti tipici ai più meritevoli.

 

 

Ogni processione ovviamente cerca di ricalcare anche peculiarità e tradizioni tipiche dell’area in cui viene organizzata così da creare un tessuto sociale differente tra varie manifestazioni. Ovviamente è proprio l’originalità e le particolarità di ogni paese e villaggio di montagna che rende ogni processione ricca di attrazione grazie ai grandi valori tramandati in luoghi di questo tipo.

La certezza di ogni processione è soltanto una: mai e poi mai togliere la maschera ad un Krampus e mai cercare di scoprire chi si cela dietro alla demoniache fattezze di quel mostro… sotto potrebbe celarsi il diavolo in persona…