Nasce il Game Boy senza batterie (ma che si spegne ogni pochi secondi)

8 mesi fa

engage

Tenuto in vita dall’energia solare mista e da quella cinetica, l’Engage è un Game Boy che riesce a funzionare anche in assenza di batterie.

Jasper de Winkel, informatico danese dell’Università di Tecnologia di Delft, ha passato gli ultimi anni della sua vita a costruire una console portatile in grado di operare in maniera totalmente green, una console chiaramente ispirata alla topica handheld a marchio Nintendo.

L’intento del creatore e dei suoi collaboratori non è tuttavia quello di plagiare la libreria videoludica che è alle fondamenta del gaming, piuttosto vogliono dimostrare al mondo che sia possibile creare apparecchiature elettroniche dal basso impatto d’inquinamento.

L’Engage, d’altronde, è tutt’altro che utilizzabile: a seconda del titolo emulato dall’apparecchio, le sessioni di gioco finiscono con l’auto-sospendersi ogni dieci secondi nell’attesa che venga accumulata l’energia necessaria a proseguire la partita.

La console sussiste interamente sulle energie che ottiene tramite i pannelli solari che ne ricoprono la superficie e sull’energia sfogata dagli utenti nel premere forsennatamente i tasti di gioco. Una scelta consapevole che rimarca lo scopo del progetto di ricerca.

La creazione di de Winkel mira infatti a dimostrare le potenzialità inespresse dell’elaborazione intermittente, campo emergente dell’ingegneria informatica la cui applicazione pratica risulta ancora grandemente contenuta.

Possiamo trovare esempi lampanti di questa tecnologia in strumenti semplici e immediati quali torce elettriche che si ricaricano con il movimento, ma tutto ciò che è più complesso di così deve affrontare i problemi derivanti dal doversi spegnere a distanza di pochi istanti.

Nel caso specifico, per evitare che Super Mario venga riavviato da capo ogni dieci secondi distruggendo ogni progresso di gioco ottenuto dagli utenti, il gruppo di informatici ha sviluppato un sistema di salvataggio per checkpoint capace di operare nell’arco di millisecondi.

La speranza di de Winkel è quella di dimostrare come questa tecnologia possa essere integrata in molti dei dispositivi che al giorno d’oggi sono alimentati a batterie, ottimizzandone le performance e, quindi, arginando gli sprechi derivanti dalla produzione di pile superflue.

Questo “Game Boy” privo di batterie, ben lungi dall’essere ufficialmente riconosciuto dall’azienda nipponica, sarà presentato ufficialmente il 12 settembre a UbiCompSept, una conferenza annuale lanciata dalla Association for Computing Machinery.

 

 

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