Paper Mario: The Origami King, la recensione del ritorno della serie RPG su Switch

18
10 mesi fa

13 minuti

La nostra recensione di Paper Mario: The Origami King, il nuovo capitolo della serie GDR tutta dedicata all’idraulico baffuto in uscita su Nintendo Switch.

Nello scrivere la recensione di Paper Mario: The Origami King è impossibile non farsi travolgere dai ricordi. Del resto, quella di Paper Mario è una saga che ha alle spalle ben 20 anni di storia.

Storia che parte con un primo capitolo uscito su Nintendo 64 che ha avuto l’ambizione di avvicinare l’iconico idraulico baffuto alle principali regole del lessico ruolistico, senza mai rinunciare però a tutti gli elementi che da sempre rendono l’immaginario “mariesco” inconfondibile (anche se fatto di carta).

Sebbene nasca come versione parodistica dei tradizionali J-RPG, la serie non è rimasta però per sempre fedele agli stilemi del gioco di ruolo. Emblematico, infatti, è il caso di Super Paper Mario: uscito originariamente su Wii nel 2007, il gioco portava il nostro esile eroe di carta a vivere un’avventura che strutturalmente si discostava moltissimo dagli episodi precedenti, avvicinandosi più ai ritmi di un platform che a quelli del GDR, rinunciando all’esplorazione e limitando la profondità del sistema di combattimento.

Un cambio di rotta che portò la saga a perdere ben presto parte della sua identità (complice senza dubbio anche il target di riferimento, allora decisamente più giovane), costringendo così il team di sviluppo a tornare sui suoi passi nel tentativo di ritrovare l’estro perduto.

E se da un lato il nuovo The Origami King, tenta di fare proprio questo, cercando di rinnovare la formula della serie mantenendo uno sguardo rivolto al passato, dall’altro non si distacca dalla sua voglia di sperimentare. Più che tornare ai fasti iniziali, dunque, il nuovo capitolo di Paper Mario tenta di trovare un nuovo equilibrio tra le due anime che hanno caratterizzato il brand, puntando tutto sull’enfatizzazione delle meccaniche di esplorazione, sulla varietà dell’ambientazione e dei puzzle e proponendo un sistema di combattimento più ricercato e particolare.

Un mix che, per quanto appaia vincente sulla carta, sul piano reale si va a concretizzare invece in un progetto che mostra ancora tutta una serie di incertezze.

 

 

 

Avventure di carta

In The Origami King, il nostro sottile eroe di carta viene invitato al castello dalla Principessa Peach per festeggiare l’Origami Festival.

In Paper Mario: The Origami King, il nostro sottile eroe di carta viene invitato al castello dalla Principessa Peach per festeggiare l’Origami Festival. Qualcosa però va storto e Mario si ritrova improvvisamente coinvolto in un processo di origamizzazione che ha coinvolto Bowser e tutti i suoi arcinoti nemici. Scampato per un soffio all’incantesimo di “piegatura” di Re Olly, Mario si ritroverà – ancora una volta – a dover salvare la Principessa e le sorti dell’intero regno, non prima però di aver fatto la conoscenza della dolce Olivia, sorella plissettata del malvagio sovrano, che lo accompagnerà per tutta la durata del suo viaggio.

Inizia così la nuova avventura di Paper Mario, con un richiamo neanche troppo velato a quella che fu la storia del primissimo episodio del franchise. Del resto, il team non ne ha mai fatto mistero: questo nuovo capitolo intende rifarsi sul piano stilistico e strutturale a quelli che sono stati i primi, storici episodi del brand, iniziando proprio dal recuperare tutto il carisma, la ricercatezza e l’umorismo leggero che hanno animato i vecchi capitoli.

 

 

 

Lo storytelling del gioco resta di fatto in linea con le caratteristiche delle avventure passate, fatte di personaggi splendidamente caratterizzati, situazioni originali e trovate brillanti che saranno in grado di strapparvi più volte un sorriso (complice anche l’ottimo adattamento in italiano che ben restituisce al titolo la sua naturale impronta comica e genuina).

The Origami King tende a valorizzare molto di più la componente ruolistica rispetto al passato

In termini ludici, come dicevamo in apertura di questa recensione di Paper Mario: The Origami King, qui si tende a valorizzare molto di più la componente ruolistica rispetto al passato, grazie al ritorno dei combattimenti a turni e la scelta di riservare maggiore enfasi all’esplorazione. Tra i compiti di Mario vi sarà anche quello di riportare il reame ai suoi antichi fasti: non a caso, l’avvento del malvagio Signore degli Origami ha avuto conseguenze disastrose per tutto il Regno: le colline sono disseminate da squarci da risanare, molti piccoli Toad sono stati accartocciati e dispersi chissà dove e il Reame pullula di soldati origami di ogni specie.

Tra un combattimento e l’altro, dunque le cose da fare non mancheranno: Mario potrà infatti tappare i buchi lanciando un tripudio di coriandoli, recuperati abbattendo nemici o scuotendo la vegetazione, e liberare i Toad accartocciati con un semplice colpo di martello.

Senza parlare poi dei numerosi segreti, che si nascondono tra le colline di carta del Reame, dei blocchi nascosti, degli enigmi e dei vari indovinelli che animano la nuova avventura di Paper Mario. I singoli livelli degli episodi precedenti lasciano ora spazio a quella che è a tutti gli effetti una open map, che rivela la presenza di un level design sopraffino, pieno zeppo di zone liberamente esplorabili, di scorciatoie, di luoghi nascosti e di ambientazioni molto più dettagliate ed estese rispetto alle precedenti iterazioni.

The Origami King recupera così di fatto quell’attenzione e quel rispetto per la componente adventure, portando il giocatore ad esplorare ogni anfratto del mondo di gioco, ad interagire con i suoi abitanti e con l’ambiente circostante.

 

 

Complice senza dubbio anche l’introduzione di alcune interessanti novità capaci di svecchiare ed ampliare le possibilità del gameplay. Tra queste, spicca senz’altro l’introduzione degli Arti Magni, ossia la possibilità di trasformare le braccia di Mario in lunghe fisarmoniche cartacee estensibili, utili in fase di esplorazione, in combattimento e più precisamente per la risoluzione di alcuni puzzle.

Questo talento, oltre a sfruttare in maniera efficace e divertente i sensori di movimento dei joy-con, si accompagna a tutta una serie di nuovi poteri cartacei, paragonabili perlopiù a delle vere e proprie evocazioni. Sfruttando quindi la piccola Olivia, Mario potrà evocare alcune creature, le cui capacità elementali torneranno utili per gli stessi scopi sopracitati.

Ogni mondo dopotutto ospita il tempio di un Cartomagno, creatura leggendaria che una volta sconfitta rilascerà un tomo magico con cui Mario potrà apprendere un’evocazione, non prima però di aver superato brillantemente tranelli, enigmi e svariate prove di abilità.

 

Paper Mario The Origami King Recensione Ballo

 

 

Carta, forbici e sasso

Ovviamente, parte del cuore dell’avventura risiede nel suo inedito e particolare sistema di combattimento.

Ovviamente, parte del cuore dell’avventura e di questa recensione di Paper Mario: The Origami King sta nel suo inedito e particolare sistema di combattimento, che introduce per la prima volta nel franchise alcune interessanti novità. Nonostante Mario sia ancora armato di tutto punto con martello e scarponcini come in passato, è bene sottolineare che The Origami King si discosta fortemente dal combat system adottato nei precedenti episodi, in favore dell’acquisizione di un sistema che mescola meccaniche da puzzle game ad elementi più spiccatamente strategici.

Ogni combattimento avviene all’interno di un’arena circolare: l’obiettivo del giocatore è quello di riuscire a coordinare strategia e tempismo, allineando i vari nemici in un tempo limite all’interno di questo anello, opportunamente diviso in spicchi e tasselli.

 

 

Potremo ruotare i vari tasselli sia in orizzontale che in verticale, ma le combinazioni di allineamento saranno solo e soltanto due (in gruppi o file da 4), entrambe ascrivibili al range di attacco delle armi. In questo nuovo capitolo, il sistema di progressione del personaggio lascia così spazio all’ottenimento dei potenziamenti delle armi: esplorando il mondo o recandoci presso i vari mercanti sparsi per tutto il reame, potremo recuperare versioni via via più potenti di scarpe e martelli.

Senz’altro interessante se pensiamo che ogni tipologia di arma è più o meno efficace contro un certo tipo di nemico, ma meno quando ci accorgiamo che ognuna di queste si usura con l’utilizzo fino a rompersi. Una soluzione poco efficace che a conti fatti sembra essere stata adoperata solo per spingere il giocatore a spendere in qualche modo le – sempre troppo copiose – monete ottenute durante l’esplorazione.

Le armi però non saranno gli unici oggetti equipaggiabili dal nostro Mario: esplorando il mondo o recandoci dai soliti mercanti, potremo recuperare tutta una serie di accessori che ci permetteranno di usufruire di diversi bonus in battaglia o durante le fasi di esplorazione, tra cui la possibilità di estendere il timer o gli HP, di ridurre i danni subiti in battaglia e scovare blocchi e tesori nascosti.

 

Paper Mario: The Origami King Recensione

 

Ma torniamo per un attimo agli scontri in questa nostra recensione di Paper Mario: The Origami King. Come dicevamo, se saremo capaci di allineare i nemici con successo, otterremo un bonus di attacco, oltre alla possibilità di colpire tutti gli avversari presenti sul campo di battaglia con le varie armi che Mario ha a disposizione. In The Origami King, così come in passato, potremo saltare sulla testa dei nemici, massimizzare la potenza di attacco premendo il tasto giusto al momento dell’impatto oppure tramortire i nemici con una sonora martellata.

Ancora, potremo usare i Power-Up al posto delle tradizionali armi, scegliendo tra fiori di fuoco e code di procione, e respingere l’attacco nemico premendo il tasto dedicato alla difesa al momento giusto, in maniera analoga a quanto accade durante la fase offensiva.

Paper Mario: The Origami King tende ad optare una formula decisamente originale e molto più strutturata rispetto a quanto visto in passato

Insomma, Paper Mario: The Origami King tende ad optare una formula decisamente originale e molto più strutturata rispetto a quanto visto in passato, lasciando spazio però a tutta una serie di limitazioni che sfortunatamente finiscono con l’appiattire alcune dinamiche legate al posizionamento e agli scontri. L’assenza di un sistema di progressione del personaggio, l’esiguo numero di mosse e configurazioni di allineamento, contribuiscono rendere gli scontri alla lunga ripetitivi e poco stimolanti, anche a fronte delle nuove variabili introdotte.

 

 

Discorso diverso è invece quel che concerne le boss fight, che si dividono in due tipologie ben distinte: a turni ed in tempo reale. Per quanto concerne gli scontri a turni, le battaglie contro i boss ribaltano di fatto le regole descritte sino ad ora, ponendo il boss al centro dell’arena e Mario all’esterno. Stavolta lo spostamento dei tasselli servirà per delineare il percorso che permetterà al nostro esile eroe di avvicinarsi al boss.

Anche in questo caso, il tempismo e la giusta strategia si riveleranno indispensabili si fini della vittoria: oltre alle frecce direzionali, alcuni tasselli saranno associati a specifici bonus (come monete, cuori o suggerimenti) e a delle icone che ci permetteranno di sfruttare i nostri poteri (Arti Magni o Evocazioni). Un’idea che si mostra senz’altro molto più solida, gratificante e soprattutto divertente, rispetto a quanto visto per gli scontri standard. Merito senza dubbi anche dello splendido design dei nemici che con i loro pattern ed il loro carisma vanno a bilanciare gli scontri in termini di ricchezza e strategia.

 

Paper Mario The Origami King Recensione

 

 

Un tripudio di colori

La versione cartacea del Regno dei Funghi sbarca finalmente su Nintendo Switch.

La versione cartacea del Regno dei Funghi sbarca finalmente su Nintendo Switch, con i suoi fondali di carta pesta, le sue casette di cartone e i suoi soliti personaggi bidimensionali. Come dicevamo poc’anzi, i mondi si presentano molto più estesi e dettagliati rispetto a quanto visto in precedenza, con una varietà di ambientazioni molto ampia, tutte rifinite e caratterizzate al millimetro con la classica cura per i dettagli prediletta da Nintendo. Ogni mondo è costituito da diversi biomi e colori: si passa facilmente dalle tinte autunnali di un paesaggio montuoso, passando per quelle più accese di un parco divertimenti, fino ad arrivare a quelle più calde di un misterioso ed affascinante deserto.

Il colpo d’occhio, per quanto essenziale, appare certamente delizioso e sicuramente d’impatto, anche se a tal riguardo non possiamo non segnalarvi alcune scelte stilistiche che ci sono apparse un po’ pretestuose da parte del team. Tra una struttura di carta e l’altra, abbiamo notato la presenza di alcuni inspiegabili “elementi realistici” (blocchi pietra, fiamme, polvere ecc..), che in concreto stonano con l’aspetto cartoonesco e stilizzato di tutti gli altri elementi presenti a schermo.

Un dettaglio che ci ha spinto a pensare che forse Intelligent System avrebbe fatto meglio a rendere l’ambientazione di gioco interamente cartacea, adoperando magari diverse tipologie di superfici, senza inserire elementi di diversa natura.

 

 

Non mancano anche i consueti minigiochi, che in questo capitolo appaiono più spassosi e numerosi che mai

A popolare il colorato universo che stiamo descrivendo in questa recensione di Paper Mario: The Origami King, ci saranno anche i classici personaggi spalla, che ritornano dopo essere stati esclusi da Super Paper Mario e che fungono essenzialmente da aiutanti. Questi personaggi compaiono in specifici momenti della storyline principale e saranno provvisti di alcune qualità che si riveleranno indispensabili per Mario per il completamento delle quest principali. Ovviamente, non mancheranno infine anche i consueti minigiochi che in questo capitolo appaiono più spassosi e numerosi che mai, e capaci di smorzare i ritmi delle main quest tra un combattimento e l’altro.

Paper Mario: The Origami King recupera insomma gran parte dei valori produttivi degli episodi storici, con il tentativo di operare una sintesi ben bilanciata tra la deriva spiccatamente puzzle-platorm intrapresa dal brand e la sua antica dimensione ruolistica.

Il risultato è un prodotto che, al di là dell’indiscutibilequalità dell’impianto narrativo, fatica infine a trovare un suo equilibrio, anche a fronte degli sforzi compiuti dal team nel tentativo di rinnovare la ricetta ludica andando ad intervenire lì dove la platea aveva mostrato il suo malcontento.

Se è vero che la banalità di fondo degli scontri di Sticker Star e Color Splash possono considerarsi ormai solo lontano ricordo, bisogna ammettere che questo tipo sistema seppur divertente nell’immediato lascia presto spazio alla ripetitività e alla monotonia, spingendo il giocatore ad evitare quanto più possibile i nemici nell’attesa di imbattersi in battaglie dai toni più appaganti.

 

Paper Mario The Origami King Recensione

 

Al di là di questo, però, Paper Mario: The Origami King resta un’avventura estremamente piacevole, divertente e variegata, che mostra tutto il suo potenziale soprattutto nelle fasi esplorative e di puzzle solving e con una storia che ancora una volta denota la presenza di dialoghi brillanti, situazioni originali e personaggi indimenticabili.

Concludiamo con una rassicurazione sulla longevità, veramente consistente soprattutto se il vostro obiettivo è finire il titolo nella sua integrità (recuperando quindi tutti i collezionabili) e sull’eccezionale comparto sonoro, composto da uno svariato numero di tracce e capace di trasmettere positività nonché quel feeling leggero e scanzonato così tipico del franchise.

 

83
ME GUSTA
  • Avventura longeva, ricca e divertente
  • Artisticamente delizioso
  • Gli Arti Magni sfruttano efficacemente i sensori di movimento dei Joy-Con
  • Tantissimi mini-giochi e prove da abilità
  • Storyline brillante, in linea con quella degli episodi precedenti
FAIL
  • Sul piano ludico non riesce a sfruttare pienamente il suo potenziale
  • Gli scontri alla lunga diventano ripetitivi
  • Le armi si rompono e si consumano in fretta
  • Assenza di un sistema di level-up
  • Gli elementi realistici stonano con il resto dell'ambientazione
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