Falerii Novi: la città romana abbandonata riscoperta tramite misure Radar senza scavi

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1 anno fa

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Falerii Novi è stata una fiorente comunità: dalla sua fondazione nel 241 a.C. fino all’inizio del Medioevo. Ora usando la tecnologia Radar è stata possibile mapparla dettagliatamente senza ricorrere a scavi.

C’era una volta Falerii Novi, cittadina poco distante da Civita Castellana, nel Lazio ed era grande almeno la metà di Pompei: se ne vedono le mura, ma la città è ancora sotterranea.

È stato possibile grazie all’applicazione al campo archeologico della tecnologia Radar GPR che permette di esplorare aree ampie in alta risoluzione come mai avvenuto prima.

GPR, infatti, sta per Ground penetrating radar si tratta cioè di un georadar, strumento utilizzato in geofisica per lo studio del sottosuolo, che ricostruisce le immagini grazie all’analisi degli impulsi prima trasmessi e poi riflessi dal terreno.

Le terme, un mercato, un tempio, i canali di un acquedotto. Falerii Novi per centinaia di anni è stata abitata da persone che hanno camminato per le strade, hanno vissuto le loro vite sotto i suoi tetti e hanno fatto acquisti nei suoi mercati e pregato nei suoi templi. La cittadina fu fondata nel 241 a.C. e venne abbandonata all’inizio del Medioevo intorno al 700 d.C. lasciata in gran parte alle devastazioni del tempo.

In seguito fu costruita un’abbazia su una parte del sito, ma la cittadina fiorente, che un tempo si trovava lì, ha lasciato la sua impronta sotto il suolo e gli archeologi sono riusciti a coglierla grazie a un georadar e senza rompere il terreno.

La loro ricerca ha rivelato un sito tentacolare di 30,5 ettari che comprende un complesso termale, un mercato e un tempio, nonché strade e persino un sistema di tubature dell’acqua, che collega l’acquedotto e i bagni pubblici. Hanno anche identificato le prove del furto di pietre.

 

 

Regolando la profondità della penetrazione del radar, il team, composto da una collaborazione tra l’Università di Cambridge nel Regno Unito e l’Università di Gand in Belgio, è stato addirittura in grado di vedere i cambiamenti della città nel tempo.

Il radar a penetrazione terrestre (GPR) è stato usato per decenni in una vasta gamma di applicazioni, come in ingegneria e in campo militare. Si basa sull’invio di onde radio nel terreno e sulla misurazione del modo in cui vengono riflesse.

Poiché materiali diversi riflettono le onde radio con ampiezze e tempi di viaggio diversi, ciò significa che possiamo vedere efficacemente sotterra con un’alta risoluzione senza bisogno di scavi.

Questa tecnica sta vedendo un uso crescente in archeologia: nell’ultimo decennio, si è evoluto dall’ondeggiamento manuale di una singola antenna sul terreno al rimorchio di array di antenne multiple da veicoli fuoristrada, associando le misurazioni al GPS satellitare.

 

Quad che traina il sistema GPR con il membro del team Dr Lieven Verdonck (Università di Gand) sul sito Falerii Novi. Immagine: Frank Vermeulen

 

Questo è ciò che i ricercatori hanno usato per mappare Falerii Novi. È ancora in corso un’analisi completa dei risultati: le scansioni hanno prodotto 28,68 miliardi di punti dati, ovvero circa 4,5 GB di dati grezzi per ettaro e lo studio richiederà tempo.

Tuttavia, i ricercatori hanno già fatto alcune scoperte sorprendenti, soprattutto considerando quanto la città sia stata ampiamente studiata in precedenza.

L’indagine GPR a Falerii Novi ha rivelato edifici pubblici precedentemente non registrati, come un tempio, un macellum o un edificio commerciale e un complesso termale. Mentre questi edifici rientrano nel repertorio atteso di una città romana, alcuni sono architettonicamente sofisticati, più elaborati di quanto sarebbe di solito quello che ci si aspetta in una piccola città.

hanno scritto i ricercatori nel loro articolo.

Sono state osservate due strutture molto grandi adiacenti alle mura: immediatamente ad est della porta nord c’è un recinto definito su tre lati da un porticus duplex (ossia un passaggio coperto con una fila di colonne centrali) di circa 90 × 40 metri di dimensioni.

Il team ha identificato diverse case che si aprono sulla strada. La stratificazione di questi edifici mostrano che sono state ristrutturate nel tempo, esattamente come ristrutturiamo le nostre case per soddisfare i gusti o le circostanze mutevoli.

Anche la struttura della città era molto meno “standardizzata” del previsto, il che suggerisce che la nostra comprensione dell’urbanistica di epoca romana non è ancora completamente chiara.

Un sito come Falerii Novi è troppo grande per essere scavato archeologicamente, ma questa ricerca dimostra che le misure GPR possono essere un modo eccellente di studiare rovine inaccessibili sotto terra.

Ci sono alcune limitazioni, ovviamente. Molti siti antichi sono rimasti in uso e hanno strutture moderne costruite su di essi o sono coperti da boschi: in questo caso risultano inaccessibili anche con questa tecnica.

Inoltre, alcuni tipi di terreno, come l’argilla, non sono molto adatti al GPR in quanto genera la perdita di potenza del segnale, mentre il terreno roccioso può disperdere il segnale.

In ogni caso i dati sono eccitantissimi e quello che vediamo davvero straordinario.

 

 

Il sorprendente livello di dettaglio che abbiamo raggiunto a Falerii Novi e le incredibili caratteristiche che il GPR ha rivelato, suggeriscono che questo tipo di indagine potrebbe trasformare il modo in cui gli archeologi investigano i siti urbani nel loro complesso.

ha affermato l’archeologo Martin Millett dell’Università di Cambridge.

È ora realistico che il GPR venga utilizzato per studiare altri grandi città come Mileto in Turchia, Nicopoli in Grecia o Cirene in Libia. Vedremo quindi cosa questa tecnologia ci aiuterà a scoprire su tutto quello che ancora non sappiamo della vita urbana romana.

 

 

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