Le escape room diventano digitali: ne abbiamo provata una da casa

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12 mesi fa

9 minuti

Può un’escape room diventare digitale? Ce lo siamo chiesti e abbiamo scoperto che è possibile, grazie a Escape Room da Casa Tua: l’abbiamo provata e vi raccontiamo com’è andata.

Ci sono attività che richiedono inevitabilmente la presenza di un certo numero di persone all’interno di un ambiente chiuso, circoscritto: non ammassate, ma quasi, soprattutto quando gli enigmi lo richiedono. Eppure il digital ci ha permesso di convertire anche queste tipologie di entertainment in qualcosa di gestibile dalle nostre abitazioni.

 

 

La fase di preparazione

Sebbene il lockdown sia oramai giunto alle sue fasi finali e la quarantena sia oramai quasi alle spalle, continuano le importanti indicazioni sul distanziamento sociale e sulle attività ricreative limitate proprio per evitare assembramenti e pericolosi picchi di contagi: i videogiochi sono ovviamente salvi e continueranno a esserlo, avendoci alleggerito questo periodo di clausura, ma tantissime altre attività che appartengono alla nostra cultura hanno dovuto necessariamente reinventarsi e adattarsi ai tempi.

Tra queste le escape room, un format che dopo il fenomeno esploso intorno al 2008 in Giappone è finalmente arrivato anche da noi in Italia, raccogliendo un buon numero di consensi e di appassionati. Ovviamente requisito minimo di una escape room è ritrovarsi all’interno di una stanza e trovare la strada di fuga più facile per raggiungere l’uscita, tra cunicoli ed enigmi da risolvere: come potete ben capire, infattibile in un periodo come questo. Per questo abbiamo deciso di lanciarci nel format delle Escape Room da casa con Escape Room da Casa Tua.

Una escape room da casa viene gestita totalmente su Whatsapp, attraverso un gruppo creato ad hoc. Non vi servirà altro.

Rispondiamo subito alla prima domanda che vi sarete posti e che ha condizionato anche noi: una escape room da casa viene gestita totalmente su Whatsapp, attraverso un gruppo creato ad hoc. Va da sé che ogni gruppo potrà decidere come meglio gestire la fase di ragionamento, di riflessione, di consultazione: noi abbiamo utilizzato una chiamata su Whatsapp parallela a quella con l’animatore, limitata purtroppo a quattro giocatori, ma nel caso in cui fossimo stati di numero maggiore avremmo potuto affidarvi a qualsiasi altro software in grado di supportarci per mettere tutte le teste a pensare su come risolvere l’enigma.

Tema dell’esperienza era La casa di carta, il che ci ha portati a compiere un viaggio verso un colpo da compiere, guidati da un animatore che ci indicava i passaggi da seguire attraverso dei messaggi di testo e audio sul gruppo Whatsapp creato per l’occasione.

Il primo ostacolo, che comprendiamo possa rappresentare un problema per qualcuno, è stato quello di dover adattare la nostra immagine profilo a quanto richiesto dall’organizzatore: siamo improvvisamente diventati, quindi, Rio, Nairobi, Tokyo e Denver, e tali saremmo dovuti restare per 24 ore, quindi fino al giorno dopo. Va da sé che se questo aspetto permette a tutti di entrare meglio nel personaggio e di tenere il gioco a quella linea narrativa che spingerebbe il Professore a fidarsi di voi solo se state tenendo le vostre identità segrete, ammettiamo che mantenere per 24 ore un’immagine profilo di Whatsapp che richiama a una serie TV e con il brand della start up bene in vista non è il massimo, soprattutto se il nostro numero lo utilizziamo per attività professionali. Superata questa impasse iniziale, ci siamo calati nell’esperienza.

 

 

 

Un’arma in più: il web

“Se da un lato le escape room sono chiuse, dall’altra le persone hanno sempre voglia di mettersi in gioco e continuare a divertirsi”, ci ha detto Lorenzo Polentes, tra i creatori del format

In questi mesi abbiamo visto nascere alternative al mondo fuori casa – tra sport online e videotutorial – ma l’offerta di intrattenimento in compagnia è quella che ha sofferto di più. Cinema, teatro, locali: tutto è ancora fermo.

Abbiamo quindi deciso di reinventarci, offrendo un prodotto di intrattenimento e l’esperienza dei nostri animatori, a tutti gli italiani che ancora oggi non possono rivedere i propri amici.

La voglia di giocare e divertirsi non sono mai mancati, allora noi offriamo i mezzi: cinque, per tutti i gusti e livelli.

 

 

Se una escape room fisica vi porta a dover risolvere gli enigmi con l’unico ausilio del vostro ingegno, è inevitabile che una escape room digitale pretenda l’utilizzo di internet: lo strumento fondamentale diventa così il web, soprattutto nel momento in cui dovrete intuire che alcuni numeri che vi sono stati forniti rappresentano delle coordinate da inserire su Google Maps, che alcuni indizi dovranno essere recuperati da rilevamenti sul territorio che non potranno che essere svolti se non con il medesimo motore di navigazione, arrivando così a proiettarvi da casa vostra direttamente al centro del Vaticano, luogo scelto per il colpo.

Se una escape room fisica chiede solo il vostro ingegno, è inevitabile che una escape room digitale pretenda l’utilizzo di internet

Tra messaggi da decifrare, audio da ascoltare, indicazioni da trasmettere all’animatore, l’esperienza è stata arricchita anche da un’interazione più profonda rispetto a quelle che abbiamo in una escape room fisica, dove spesso ci si sente lasciati al proprio destino, senza supporto e con degli animatori che si limitano a premere un tasto e nient’altro.

Stavolta, infatti, ai partecipanti che erano stati meno attivi nel gruppo allestito su Whatsapp sono stati inviati due messaggi in codice morse per far sì che si attivassero anche loro per scoprire cosa si nascondesse dietro alla comunicazione ricevuta: un ottimo modo per ridestare eventuali giocatori passivi, che attendono sempre che siano gli altri compagni di squadra ad attivarsi per la risoluzione dell’enigma.

Allo stesso modo, ognuno di noi ha ricevuto una telefonata dall’animatore, che ha richiesto di compiere determinate azioni di nascosto rispetto ai nostri compagni, tendando l’inevitabile test dell’egoismo o del rispetto per il gruppo.

 

 

 

 

Si aprono inevitabili diversi scenari, laddove deciderete di condividere con gli altri l’informazione ricevuta in privato o di tenerla per voi e svolgere il ruolo di doppiogiochisti.

Scelte che impreziosiscono la narrazione di un intrattenimento che nel suo doversi adattare alle esigenze del momento riesce a evolversi e a raggiungere uno step successivo.

 

 

 

Durata e costi dell’escape room

L’escape room nelle nostre mani è durata poco più di un’ora, ma non sarebbe comunque andata oltre i 90 minuti.

L’escape room nelle nostre mani è durata poco più di un’ora, ma sarebbe stata comunque interrotta nel caso in cui dopo i novanta minuti non fossimo stati in grado di risolverla: per ammissione degli stessi organizzatori, si è trattata di una delle risoluzioni più immediate da quando la versione digitale ha debuttato, a inizio aprile.

Questo dato è stato utile per capire che l’approccio da gamer che abbiamo avuto noi del gruppo ci ha spinti immediatamente alla risoluzione degli enigmi, intuendo sin da subito dinanzi a cosa ci trovassimo, mentre la finalità ultima degli organizzatori era quella di creare un prodotto che si approcciasse molto di più ai casual gamer, non necessariamente avvezzi a vivere tra enigmi e puzzle da risolvere ogni giorno.

Nonostante questo aspetto di targettizzazione, abbiamo più che apprezzato l’esperienza finale, che, come si suol dire in questi casi, non ci ha fatto nemmeno notare che avessimo trascorso un’ora a telefono tra di noi a confrontarci su come risolvere i vari percorsi.

 

 

Ovviamente il dispendio dal punto di vista dell’organizzazione è molto più alto rispetto alle canoniche escape room, dovendo l’animatore preoccuparsi di seguire passo per passo tutte le risoluzioni e anche oltre: nei momenti di stasi, infatti, quando non siamo riusciti a comprendere in maniera adeguata l’enigma, qualche battuta piccata da parte del nostro interlocutore ha reso molto più divertente e interattiva l’esperienza, quindi sia scriptata, con tutti i testi già preparati, ma anche suscettibile di variazioni e di interventi estemporanei che possano leggere la situazione al momento. Insomma, nessun bot a gestire il tutto, ma un animatore vero e proprio con il quale poter interagire.

Il costo di una escape room è di 60 euro, come vi dicevamo per un massimo di 90 minuti di avventura: tale prezzo resta bloccato fino a sei partecipanti, mentre per con il settimo e l’ottavo di scende fino ad arrivare a 9 euro a persona.

Un prezzo molto in linea con quelli richiesti dalle escape room fisiche nel nord Italia, ma parliamo di quei format basici che si sviluppano in massimo tre ambienti e che non richiedono l’intervento da parte di nessun animatore in corso d’opera.

Il costo di una escape room è di 60 euro, per un massimo di 90 minuti di avventura e per sei persone: in caso di una settima o un’ottava il prezzo scende a 9 euro a testa

La libertà offerta da un’animazione digitale permette inoltre all’utente di scegliere anche l’ambientazione che meglio preferisce: accanto a La casa di carta è presente la variante Anonymous, basata su un mix di elementi presi da Mr. Robot e V per Vendetta, in alternativa, invece, è possibile ribaltare i ruoli e le parti.

Nella nostra prova eravamo chiamati a supportare un team di ladri professionisti chiamati a entrare in un caveau per compiere una rapina, mentre se avessimo scelto la variante fuga, avremmo dovuto aiutare e supportare un gruppo di persone a lasciare un luogo all’interno del quale erano rinchiusi: insomma, una escape room al contrario, ambientata nel mondo di Harry Potter o de Il grande Gatsby.

Un format che arriverà nelle prossime settimane è invece La cena con delitto digitale, che il team promette sarà ancora più interattiva e che ci incuriosisce per la sua natura molto più attoriale e per una interazione con i personaggi ancora più profonda e necessaria: digitalizzarla sarà una bella sfida, ma l’escape room è riuscita a fugare tutti i nostri dubbi e a divertirci non vediamo perché non possa accadere altrettanto anche con la cena con delitto.

 

 

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