Grandine gigantesca: in Argentina infranto un nuovo record

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4 Maggio 2020

Gargantuan Hail: la grandine più grossa di sempre in una tempesta avvenuta in Argentina due anni fa. Chicchi fino a 24 cm di diametro.

Una supercella, ossia un temporale caratterizzato dalla presenza di un mesociclone, cioè di una bassa pressione in rotazione, ha colpito una città in Argentina qualche anno fa con chicchi di grandine così grandi che gli scienziati hanno suggerito una nuova categoria per descriverli: grandine gigantesca Gargantuan Hail.
I ricercatori, che hanno indagato sulla tempesta del 2018, hanno scoperto che un chicco di grandine misurava probabilmente tra i 18 e 24 cm di diametro, stabilendo così con grande probabilità un nuovo record mondiale.
Il record attuale apparteneva a una grandine che misurava 20 cm di diametro, circa le dimensioni di una palla da pallavolo e cadde vicino a Vivian, nel Dakota del Sud.

Gli scienziati hanno proposto che la grandine maggiore di 15 cm dovrebbe essere classificata come gigantesca e hanno affermato che una maggiore consapevolezza di questi eventi, sebbene rari, potrebbe aiutare a mettere insieme una migliore comprensione delle tempeste pericolose.
Matthew Kumjian, professore associato presso il Dipartimento di meteorologia e scienza dell’atmosfera a Penn State ha detto

Qualsiasi cosa più grande di circa un quarto di questa dimensione può ammaccare la tua auto. In alcuni rari casi, la grandine da 15 cm ha attraversato i tetti delle case. Vorremmo aiutare a mitigare gli impatti sulla vita e sulle proprietà, per aiutare ad anticipare questo tipo di eventi.

La tempesta, avvenuta nella popolosa Villa Carlos Paz in Argentina, ha offerto agli scienziati una rara opportunità di studiare un caso ben documentato di grandine grandissima. Mentre la tempesta si svolgeva, i residenti pubblicarono sui social media numerose foto e video dell’accaduto.

I ricercatori hanno un anno dopo hanno cominciato a studiare il fenomeno, intervistando testimoni, visitando siti in cui si sono verificati danni, raccogliendo dati fotogrammetrici e analizzando le osservazioni radar. Usando la fotogrammetria in particolare hanno stimato che uno dei chicchi di grandine caduti in questo evento potrebbe aver stabilito un record mondiale.

 

 

I risultati sono ora riportati nel Bollettino dell’American Meteorological Society.

Un caso così ben osservato è un importante passo avanti nella comprensione degli ambienti e delle tempeste che producono grandine gigantesca e ciò è utile per anticipare e rilevare eventi così estremi

ha detto Kumjian.
L’eventi per pure rimane classificato fra quelli rari, potrebbe però essere più comune di quanto si pensasse una volta, ma i ricercatori hanno bisogno di volontari disposti a segnalare la grandine e fornire misurazioni accurate. Difficile che succeda in Italia perché come riportato dai ricercatori, sono fenomeni più tipici degli Stati Uniti, ma, nel caso, cari lettori noi contiamo sulle vostre misure.

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lunedì 4 maggio 2020 - 15:08
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