Perseverance: il sito d’atterraggio di Marte ha tracce di antichi fiumi

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25 Aprile 2020

cratere jezero marte

Delle ricerche sul cratere Jezero mostrano tracce di antichi fiumi, facendo sperare bene per la spedizione del rover Perseverance.

La missione Mars 2020 vedrà il rover Perseverance atterrare sul cratere Jezero per esplorare il suolo di Marte e scoprire tracce di ogni tipo. Mentre il dispositivo partirà dalla Terra a luglio (grazie ad un allineamento comodo tra i due pianeti) e arriverà sul suolo marziano a febbraio 2021, delle immagini della superficie fanno ben sperare sul sito d’atterraggio: sembra infatti che le increspature stiano a significare che, tempo fa, in quelle zone ci passavano degli antichi fiumi.

Secondo uno studio dell’Università di Stanford gli antichi fiumi hanno passato abbastanza tempo su quella parte di suolo da poter lasciare tracce molto utili per la ricerca. Studiando la forma dei vari solchi e crateri si riesce a capire che non si parla di fiumi dalla vita breve, ma di vere e proprie zone che potrebbero essere ricche di tracce di qualsiasi tipo, persino di vita.

 

marte mars 2020 perseverance

 

Mathieu Lapôtre, professore assistente di scienze geologiche presso la Scuola della Terra, Energia e Scienze Ambientali di Stanford, ha detto:

Probabilmente c’è stata acqua su Marte per una lunga parte della vita del pianeta, e quelle zone quasi sicuramente erano abitabili, anche se aride. Abbiamo mostrato inoltre che i sedimenti creati dai fiumi erano rapidi, e che quindi se c’è stata traccia di vita su Marte molto probabilmente è stata velocemente sotterrata da questi, e quindi potremmo trovarle protette e preservate.

I calcoli partono dalla gravità di Marte: presupponendo che il Pianeta Rosso non ha piante di alcun tipo, gli scienziati hanno stimato che la foce nel cratere di Jezero ha impiegato a formarsi dai 20 ai 40 anni, anche se non c’è alcuna certezza che questi abbiano avuto un processo di sedimentazione continuativo, visto che potrebbe essere stato un processo discontinuo per migliaia di anni.

Una delle informazioni che potrebbero essere ricavate da questa spedizione è anche l’evoluzione della vita sulla Terra: se c’è stata vita su Marte, con tutta probabilità non si è mai evoluta oltre lo stadio della singola cellula. Il cratere di Jezero si è formato 3.5 miliardi di anni fa, molto prima che gli esseri viventi terrestri diventassero multicellulari, e quindi su Marte deve essere successo qualcosa che ha messo in stallo l’evoluzione.

Di conseguenza, se le teorie si rivelassero fondate, potremmo avere su Marte una sorta di capsula del tempo contenente tracce di vita emuli dell’evoluzione avvenuta sulla Terra, ma che in qualche modo non sono andate avanti nel processo.

 

 

 

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sabato 25 Aprile 2020 - 11:25
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