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I Migliori Fumetti Italiani del 2019

502
2 anni fa

16 minuti

Arriva anche la TOP 10 Fumetti Italiani con le migliori uscite di questo 2019. Tutto il meglio del made in Italy a fumetti, secondo Il Trono del Re.

Il 2019 ha segnato indubbiamente un altro trend positivissimo nel mondo della nona arte italiana, anche se sono mancati – giusto per fare alcuni esempi di fumetti “spacca classifiche” – un inedito di Zerocalcare o un nuovo libro potente di Ortolani come è stato quel capolavoro di Cinzia.

Eppure di cose ne sono successe tante e la qualità e la varietà non sono certo mancate in questa annata. Bando alle ciance; abbiamo tanti fumetti di cui parlare ed è giusto lasciar spazio ai veri protagonisti di questo pezzo.

 

 

 

.10

Il Confine

di M. Uzzeo, G. Masi e AA.VV. (Sergio Bonelli Editore)

Il progetto de Il Confine è il primo vero e proprio lavoro crossmediale di casa Sergio Bonelli, il che rappresenta finalmente la concretizzazione di quanto ormai dichiarato a più riprese dalla case editrice milanese. Di fatto il fumetto fa da apripista alla serie tv che Lucky Red sta sviluppando (oltre a probabilmente anche altri prodotti quali romanzi o giochi di ruolo) e questo rappresenta un momento di apertura ed espansione storico per la casa editrice di Tex e Dylan Dog.

La storia creata da Uzzeo e Masi è un thriller dai toni misteriosi, quasi sulla falsariga di Twin Peaks, ambientato tra le montagne del confine italo francese. Un pulmino con numerosi studenti al suo interno scompare letteralmente nel nulla e i due protagonisti – la cinica e determinata agente dell’interpol Laura Denti e l’esperto di montagne e misteri Antoine Jacob – saranno chiamati ad indagare sulla vicenda finendo per sprofondare tra i segreti di un luogo che è esso stesso protagonista.

Il fumetto è coinvolgente, anche se dalle citazioni alle possibili fonti di ispirazione, non brilla per particolare originalità e forse tende ad essere piuttosto freddo, a causa dell’atteggiamento della protagonista con la quale non è facilissimo empatizzare. Ma ha un ritmo rapido, concretezza e competenza nella scrittura e nei dialoghi e soprattutto rappresenta una nuova mentalità in casa Bonelli che di certo apre la strada a molte potenzialità in futuro. I disegni sono affidati agli ottimi Giuseppe Palumbo, Bruno Cannucciari (che firma la performance migliore) e Carlo Ambrosini per le prime tre uscite e il risultato è decisamente soddisfacente.

Bene così, è un ottimo inizio per un progetto che può far molto e non deve deludere.

 

 

 

 

.09

Dogmadrome

di Lorenzo Mo’ (Eris Edizioni)

Ho scoperto tardi la graphic novel di Lorenzo Mo’, precisamente durante le attività preparatorie per il TCBF 2019. Un errore.

Dogmadrome, in un tripudio di riferimenti alla cultura pop e all’immaginario anni ottanta e novanta, ci proietta all’interno di una sessione di gioco di ruolo. O meglio ci rende spettatori dell’immersione totale dei protagonisti adolescenti nel gioco di ruolo, quasi fosse un reboot di Jumanji.

Se da una parte condivideremo il percorso di avventura dei protagonisti, dall’altro analizzeremo i clichè, le contraddizioni, persino le follie che portano le persone a passare al tavolo diverse ore assieme, immaginando mondi fantastici e magie di ogni tipo. E quando qualcosa non andrà come normalmente ci si aspetterebbe inizierà una deriva inaspettata con un finale sorprendente.

Da un po’ non gioco a GDR: la mia ultima esperienza è stata negativa e ho capito che troppi – credendo di essere protetti dalla maschera fittizia del proprio avatar in gioco – tendono a mostrarsi in maniera fin troppo trasparente, lasciando emergere anche quello che non vorresti vedere della propria personalità. Ma questa caratteristica a volte lascia intravedere il meglio dei nostri compagni che, messi alla prova e protetti dall’armatura della fantasia, si dimostrano a volte eroici e altruisti. Ecco anche questo aspetto viene trattato nel libro, il tutto con uno stile grafico assolutamente pop e ammiccante che rimane coerente fino alla fine. Originale e coinvolgente Dogmadrome è stato una fantastica sorpresa.

 

 

 

.08

Alice di sogno in sogno

di G. Macaione e G. Adragna (Bao Publishing)

Dopo aver portato a casa questo libro è rimasto sul comodino per un po’ di tempo, sopraffatto dalle tante urgenze. Lo ha letto mia moglie per prima e una sera, accogliendomi a casa, mi dice: “Hai già letto Alice di Sogno in Sogno? Se non lo hai fatto non sai che ti stai perdendo!”.

Quando l’ho letto ho capito. Alice e il suo potere di entrare nei sogni di chi le sta accanto hanno il potere di insinuarsi nel lettore, anche grazie ai disegni efficaci e raffinatamente pop e leggeri dell’autore, soprattutto in virtù di una componente emozionante di alto livello. Non a caso Bao aveva già previsto il potere del titolo in questione inserendolo tra i dieci titoli celebrativi dell’anniversario della casa editrice milanese.

Una classica storia di crescita e maturazione, ma che riesce ad avere una genuinità e una dolcezza di grande livello, oltre ad una componente di mistero assolutamente inaspettata.

È un libro dall’approccio facile (anche per via dei disegni e dei colori gradevolissimi) ma che cela più livelli di comprensione e pur rispettando certi archetipi di genere riesce ad emozionare e sorprendere!

 

 

 

.07

La Lupa

di L. Palloni, L. Lenci (saldaPress)

Con questo fumetto (e con Instantly Elsewhere di Shockdom) Lorenzo Palloni ha vinto il premio come miglior sceneggiatore prima al Treviso Comic Book Festival (Premio Boscarato) e poi a Lucca Comics (Gran Guinigi). E non poteva esserci premio più meritato.

La storia di Ginger, divisa tra il ruolo di madre/moglie e agente di riscossione debiti per la malavita, è cruda, intensa, ricca di emozioni. Soffrirete con lei ad ogni pugno ed ogni minaccia, avrete il fiatone durante la lettura e sentirete l’ansia correre lungo le vostre dita tra le pagine. Il ritmo martellante con la struttura francese a 9 vignette per pagina è inarrestabile e Lorenzo riesce cavalcare la narrazione con una padronanza totale, riuscendo a dare prova anche di un solido disegno mai fuori luogo.

Ci ho pensato molto se inserire questo titolo tra le migliori uscite, visto che sul sito di Mammaiuto questa storia era già uscita diverso tempo fa  in bianco e nero ma, con i colori di Luca Lenci e l’ottima cura di saldaPress, La Lupa è diventato un libro magnifico. Da leggere e far leggere, il libro di Palloni è una di quelle storie violente, ferali ed emozionanti che caratterizzano un autore completo di razza, ora pienamente maturo e consapevole delle proprie capacità.

 

 

 

.06

Mercedes

di Daniel Cuello (Bao Publishing)

Aspettavo con ansia il nuovo libro di Daniel. Residenza Arcadia mi era piaciuto tantissimo e volevo assolutamente vedere quanto sarebbe cresciuto il talento del nostro italo-argentino.

Mercedes racconta di una donna terribile, deus ex machina delle cose peggiori successe al mondo negli ultimi anni, nella sua disperata ma sempre lucida fuga verso la libertà. Lei, donna avida di potere e di sentimenti, si trasformerà durante il viaggio e cambierà anche il nostro atteggiamento nei suoi confronti.

Mercedes racconta la nostra società e i suoi stereotipi, ma è anche un viaggio tra tutte quelle notizie che spesso sentiamo al TG, senza ormai quasi farci più caso, come se inquinamento, tangenti, crisi finanziarie e sfruttamenti fossero la normalità. Daniel riesce ad accompagnarci nella lettura facendoci arrivare dove vuole lui ma senza farci sentire la sua presenza di traghettatore. Il libro va giù che è una meraviglia e i piccoli trucchi narrativi (come il non sapere praticamente fino alla fine di cosa si è macchiata la protagonista) rendono il tutto piacevolissimo e intrigante.

Non so dire se Daniel sia cresciuto o meno, so solo che questo libro mi è piaciuto molto e tanto basta.

 

 

 

.05

Celestia Libro 1/2

di Manuel Fior (Oblomov)

La prima parte del nuovo racconto di Manuel Fior mi ha sorpreso. Perché pensavo di trovarmi di fronte a chissà quale opera autoriale, più incentrata sulle meravigliose tavole che su una narrazione affascinante e concreta, e invece mi sono trovato per le mani un’avventura a tratti quasi miyazakiana, più vicina ai miei cari vecchi X-Men di quanto avrei immaginato.

Dora e Pierrot abitano a Celestia, il nuovo nome che ha assunto Venezia dopo la sua separazione totale dalla terraferma in un distopico futuro. I due protagonisti sono degli esper e condividono questo dono con altri membri del ghetto veneziano in cui risiedono. Le risorse scarseggiano e i pericoli sono molti ma sulla terraferma vige ora la legge del più forte e del popolo mascherato, minaccioso eppure in qualche modo attraente.

E sarà sorprendente quando i due i spingeranno oltre i confini e oltre i propri limiti, venendo a contatto con un mondo quasi al rovescio. L’avventura e la scoperta riportano davvero alla memoria certe atmosfere di Miyazaki e l’attribuzione di poteri ESP rende i protagonisti dei giovani ed inesperti X-Men in cerca di un posto nel mondo.

Le tavole di Fior sono esaltanti, ogni dipinto si posa lieve sulle pagine facendo scaturire un tripudio di fascino e di emozioni, i riferimenti architettonici sono esaltanti ma soprattutto l’autore resta perfettamente al timone di una storia che non vedo l’ora di poter continuare a leggere.

 

 

 

.04

Desolation Club Vol. 1 – Nuovo Mondo Antico

di Lorenzo Palloni e Vittoria Macioci (saldaPress)

Lorenzo Palloni è nel bel mezzo di una positive streak devastante. Il suo nuovo libro, Desolation Club, è realmente uno dei più riusciti di quest’anno.

Immaginate Breakfast Club, oppure Stand By Me, proiettati in un futuro in cui il mondo ha perso del tutto la propria gravità e l’umanità è costretta a vivere separata dalla superficie che l’ha generata. I giovanissimi protagonisti, punk e ribelli fino all’osso, brameranno la libertà e l’autodeterminazione più di ogni altra cosa ma finiranno presto per scontrarsi con le gravi conseguenze delle proprie azioni in una società militarizzata, opprimente e neanche tanto vagamente fascista.

Vittoria ha un talento esplosivo. Il suo stile è dannatamente caratteristico e riconoscibile e ogni tavola è uno spettacolo rendendo tutto il fumetto pop e accattivante. Lorenzo scrive una sceneggiatura solidissima, prende il meglio dai riferimenti cinematografici di cui sopra, campiona, rielabora e sintetizza in una prima parte davvero potente.

Mi è piaciuto tutto: atmosfera, ambientazione, dialoghi (con lo slang inventato proprio per l’occasione), caratterizzazione dei personaggi, disegni e colori.

Un’uscita per me imperdibile e alla portata di tutti.

 

 

 

.03

Nomen Omen Vol. 3
“As the World Falls Down”

(Panini Comics)

Del potenziale della serie di Camagni e Bucci ce ne siamo accorti fin da subito. Alla prima lettura del primo volume dissi platealmente “questo fumetto è stato pensato per essere pubblicato in America”. E così è stato.

Il mondo urban fantasy di Nomen Omen è originale, curato e dettagliatissimo. La protagonista Becky è una strega moderna che cerca di salvare la propria vita dall’invasione del mondo magico nel nostro mondo “reale” e finisce in una guerra che non ha chiesto ma nella quale si trova in mezzo.

Un po’ romanzo fantasy, un po’ teen drama, pieno di strizzatine d’occhio alla nerd culture (persino al cosplay), Nomen Omen è un prodotto originalissimo che meriterebbe di essere trattato decisamente di più dai media. Motivo per cui l’ho messo sul podio.

Anche perché dopo l’escalation del secondo volume si è arrivati a questo terzo capitolo decisamente maturo, concreto e ricco di colpi di scena. Gli autori danno l’idea di sapere esattamente dove andare e procedono sicuri, tra disegni pazzeschi (lo ammetto, è uno stile “marvel oriented” che amo), bellissimi colori, grande personalità nel character design e una storia che attrae senza scampo. Inizialmente pensavo di paragonarlo a Wicked and the Divine di Kieron Gillen, ma la deriva qui è decisamente diversa.

Nomen Omen è sbarcato negli States con Image Comics e io vorrei che tutti lo conosceste e ne andaste fieri di questo nostro prodotto italiano. Bravi ragazzi, continuate così!

 

 

 

.02

Cheese

di Zuzu (Coconino Press)

Cheese è il libro di esordio della giovane Zuzu, la quale ha già fatto parecchio parlare di sé.

Il libro racconta della stessa autrice e dei suoi due amici Riccardo e Dario, in mezzo ai tumulti dell’adolescenza in quel di Brentonico (TN), alla continua ricerca di un’affermazione individuale, di sicurezza e di accettazione di sè. Peccato che in mezzo ci sia un mostro terribile con cui fare i conti: quello della bulimia, che ribalta lo stomaco e i sentimenti, che stravolge tutto e non chiede scusa.

Giulia Spagnulo, in arte Zuzu, con un tratto decisamente caratteristico e molto più adulto e maturo di quello che normalmente apparterebbe ad una autrice della sua età, riesce a condensare uno slice of life importante e imponente, affermandosi anche con la vittoria di importanti premi nazionali e facendosi scegliere da Gipi tra alcuni artisti del domani da tenere sott’occhio.

L’approccio punk al libro è sintomo di spontaneità ed immediatezza così come il disegno grottesco, disordinato, disarmante quanto ad efficacia e varietà. Ogni tavola è un simbolo, una metafora; ogni segno riempie i vuoti o sottolinea le assenze, portandoci ad entrare intimamente a contatto con l’autrice, il suo mondo, le sue esperienze.

Cheese grida forte e lo fa con un’intensità tale da meritarsi il podio.

Ed è un esordio. Fate un po’ voi.

 

 

 

.01

Iron Kobra

di AkaB e Officina Infernale (Stigam – Eris Edizioni)

Premessa: questo fumetto non si trova sulla cima del podio a causa della tragica scomparsa del suo autore. È qui perché credo sinceramente che se lo meriti. Ora potete continuare a leggere.

Iron Kobra è una prova folle, un concentrato di originalità grafica che difficilmente trova dei paragoni.

Di Andrea Mozzato ve ne ho già parlato altre volte, così come della sua “passione” nel tentare sempre nuove strade, all’apparenza impossibili o difficilissime. Ecco Iron Kobra è il suo ultimo esperimento in tal senso, un fumetto che non ha nemmeno un disegno.

Ogni tavola è realizzata mediante collage, grafica digitale, fotomontaggi e chissà che altro si è inventato.

Potreste pensare a certe grafiche anni ’70,  alle tavole di Occhio di Falco di David Aja o a certi espedienti visti nel fantastico Mister Miracle di Mitch Gerards, ma la verità è che la sperimentazione su Iron Kobra si trova ad un livello be più profondo.

Il protagonista è un supereroe (Henry Novak), avvolto in una tuta speciale, che fugge da un’autorità superiore che lo ha privato della sua identità e in maniera del tutto claustrofobica lo avviluppa a sé.

In una struttura a livelli che potrebbe ricordare quella dei videogame, ma anche il continuo accrescimento delle strutture metropolitane moderne, il nostro protagonista fugge, corre, si dimena esplodendo tra le pagine in un caleidoscopio di colori e atmosfere lisergiche e riscoprendo pian piano la propria identità e il proprio scopo nel mondo, per quanto brutto e deprimente esso sia. A volte parla Henry Novak, a volte è la tuta, quindi la tecnologia, a prendere il sopravvento e fuoriesce Iron Kobra. Sarà il colore dei ballon a svelarci il meccanismo.

Tra i riferimenti potreste pensare alla serie tv Il Prigioniero, ma anche in questo caso l’opera di Akab e Officina Infernale riesce a trovare un’identità indipendente e un’originalità spiccata.

È una roba matta (come ho già detto varie volte riguardo le opere di Mozzato), è sfacciata e soprattutto credo che sia anche un progetto pienamente riuscito, cosa sulla quale non avrei scommesso un penny.

Difficilmente troverete artisti con altrettanto coraggio in circolazione.

 

 

 

Menzioni Speciali

(non sono entrati in classifica ma meritano di essere citati)

Le Ragazze del Pillar di T. Radice e S. Turconi (Bao Publishing): un libro che ha conquistato mia moglie e che ho apprezzato per la sua estrema scorrevolezza. Le avventure delle ragazze del Pillar To Post sono confortanti. Sanno di buoni sentimenti e di sogni che possono realizzarsi e la loro quotidianità è quasi una comfort zone che invoglia alle lettura. Come sempre anche grazie agli splendidi disegni e colori. Una favola classica, con tocchi di modernità e atmosfere di tempi andati: una formula vincente.

Brindille Voll. 1 e 2 di F. Brremaud e F. Bertolucci (saldaPress): non sono in classifica perché, nonostante i due autori siano italiani, Fréderic Brrémaud e il plurinominato agli Eisner Federico Bertolucci, il fumetto è stato “importato” dalla francese Glénat. La storia di crescita della piccola Brindille è una fiaba per tutte le età, maestosamente disegnata da quel drago di talento di Bertolucci. Incantano i tanti riferimenti alla natura, alla crescita, alla ricerca di sé ed è un fumetto ideale per far avvicinare i più giovani all’apprezzamento della nona arte. Solo che con dei disegni del genere poi diventa dura tenere il passo della qualità grafica.

 

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