Un'azienda di New York ha truffato per 13 anni l'esercito USA rivendendogli prodotti cinesi spacciati per americani
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Un’azienda di New York ha truffato il Pentagono rivendendogli equipaggiamento made in China contro ogni regola. I fondatori, ora in manette, conducevano una vita da pascià.

La truffa è stata scoperta per puro caso solamente nel 2018, quando un militare dell’aeronautica si accorse che per qualche ragione il menù della sua body camera era infarcito di caratteri cinesi. Body camera che, come i suoi colleghi, stava attivamente usando all’interno di una base su suolo americano.

Quella bodycamera era stata spacciata al Pentagono dall’azienda newyorchese Aventura come made in USA.

Da una ispezione forense venne fuori che nel codice firmware di quella telecamera erano stati caricati tre loghi: quello dell’aeronautica militare USA, che si vede regolarmente all’accensione del device, ma anche quello di un’azienda cinese e del Ministero della pubblica sicurezza della Cina. Questo non solo provava che il device fosse made in China, ma anche che i produttori sapessero benissimo da chi sarebbe poi stato usato.

Per anni i militari americani hanno usato equipaggiamenti potenzialmente manomessi da una potenza straniera.
Tutto l’equipaggiamento contraffatto veniva ribrandizzato per sembrare prodotto in America

Un’indagine più ampia portò quindi alla scoperta di un sistema ampiamente collaudato che andava avanti da un decennio. Il Pentagono ad un certo punto ordinò dall’azienda in questione una serie di visori notturni. Ne venne intercettato un carico proveniente dalla Cina. Durante le ispezioni i militari contrassegnarono uno dei visori per  ottenere una prova schiacciante. Ed effettivamente quel visore fu poi rinvenuto in una base militare americana solamente due settimane dopo.

Tutto l’equipaggiamento contraffatto veniva ribrandizzato per sembrare prodotto in America. Il Trade Agreements Act proibisce alle agenzie federali di acquistare rifornimenti prodotti da alcuni Paesi inseriti in una blacklist — tra cui la Cina.

La cosa sorprendente è che l’Aventura non aveva adottato poi chi sa quale misura brillante per non farsi beccare: in qualche occasione l’azienda aveva mandato ai suoi clienti alcuni prodotti con tanto di manuale originale completamente in cinese.

Non fosse abbastanza, l’Aventura si era anche qualificata come azienda controllata da un management a guida femminile per ottenere alcune agevolazioni. Non era vero nemmeno questo.

Se questa vicenda vi ricorda qualcosa, è perché la truffa dell’Aventura è molto simile a quella perpetuata dai protagonisti del film di Todd Phillips “War Dogs”. Nel film due ragazzi poco più che ventenni raggirano l’esercito vendendogli centinaia di migliaia di munizioni di fattura sovietica violando un embargo. Ma non si tratta di un caso di realtà che supera la finzione: il film di Todd Phillips si basava su una storia vera.

 

 

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lunedì 11 novembre 2019 - 12:47
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