Riconoscimento facciale: rifarsi il naso in Cina è una pessima idea

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3 anni fa

Per mandare in tilt i sistemi di riconoscimento facciale basta rifarsi il naso. Se sei un criminale è un’ottima notizia, se vivi in un Paese come la Cina dove tutti i servizi dipendono da questa tecnologia molto meno.

Il South China Morning Post ha infatti raccontato la storia per molti versi allucinanti di Huan Huan (il nome è di fantasia), una ragazza di 21 anni che dopo essersi rifatta il naso ha mandato in tilt i sistemi di riconoscimento facciale, perdendo la possibilità di fare pagamenti online in diverse piattaforme, viaggiare e perfino segnare la sua presenza a lavoro.

Già, perché in Cina per accedere ad i treni ad alta velocità bisogna per forza passare lo scanner di riconoscimento facciale. Per fare check-in negli hotel, pure. Le aziende? Il badge non lo usano più, anche qui i lavoratori attaccano e staccano dal loro turno dopo lo scan facciale.

Huan Huan ad ogni modo non biasima la tecnologia per questo inconveniente:

[my] entire face looks very different. Even my mum couldn’t recognise me after the surgery

E alla fine è riuscita a risolvere il problema.

After the surgery, there was a big difference. Facial recognition could not recognise her as many key parameters had been altered. So I suggested that she update her ID card [to update her appearance in the system]

ha spiegato il chirurgo che l’ha operata.

E così la ragazza ha fatto. Dopo essersi rifatta la carta d’identità è tornata in possesso dei diritti basilari che appartengono ad una persona libera, e che in Cina possono dipendere interamente dai sistemi di riconoscimento facciale. Ad ogni modo, Huan Huan dice che anche dopo questo incidente —che l’ha resa per qualche momento fondamentalmente un fantasma— è molto contenta di aver fatto l’operazione, perché il nuovo look, dice, le sta molto bene. A noi questo fa molto piacere.

 

 

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