Il designer della LEGO Simon Kent ha raccontato dei suoi continui viaggi negli uffici della NASA per ottenere ispirazione e consigli preziosi su come rendere i set della linea Lego City (e non solo) molto più accurati di quanto si pensi.

Dal 1978 ad oggi l’azienda ha prodotto set a tema spaziale dedicati in egual misura ai bambini e agli adulti, che vanno da ricostruzioni estremamente dettagliate dei razzi realmente usati dagli astronauti, a costruzioni più improntate sul gioco.

 

 

Proprio in occasione del cinquantesimo anniversario dell’allunaggio, l’azienda si è superata con due dei suoi set più riusciti di sempre: il NASA Saturn V [21309] e il NASA Apollo 11 Lunar Lander [10266].

Kent ha spiegato che il suo team visita frequentemente gli stabilimenti della NASA. Al punto che ormai sono di famiglia.

Ma quando si tratta di set di fantasia, LEGO non è interessata a fare un semplice copia e incolla dei veicoli che le agenzie spaziali di tutto il mondo stanno progettando in questi anni:

There’s “a sort of artistic twist that we tend to put on these themes, where we don’t want to focus necessarily on the pasts; we want to be relevant and future-looking.

So we’re looking into what might be launched into space in the next few years.

 

Per Kent uno dei motivi che spinge LEGO a pescare così spesso dal mondo dell’esplorazione spaziale è perché si presta molto ad incuriosire i giovanissimi, fornendo non solo un ottimo scenario di gioco, ma anche spunti per appassionarsi alla scienza.

[We want to] support the stories that kids hear at school or in the media about space agencies like NASA the European Space Agency of SpaceX.

Il designer ha anche raccontato che ogni tanto il suo team pensa di star correndo un po’ troppo con la fantasia, andando ad inserire tecnologie e soluzioni che forse sono un po’ eccessivamente futuristiche.

Poi, puntualmente, quando visitano gli studi della NASA scoprono che l’agenzia sta già realmente lavorando a buona parte delle cose che loro avevano solo immaginato.

The irony is that the stuff we thought pushed the far-future a little too much, when we saw what they were exploring, we were taken aback that they were doing a lot of this stuff already

 

Kent menziona un set in particolare che avrebbe largamente beneficiato degli spunti dategli dalla collaborazione con la NASA: il Deep Space Rocket and Launch Control [60228] della linea Lego City.

Avevano deciso di ricreare un piccolo rover sperimentale e di rappresentarlo con una lucente verniciatura bianca.

Ma i tecnici della NASA gli hanno spiegato che non lo avrebbero mai dipinto in quel modo, avrebbe aggiunto troppo peso, così alla fine anche nel set il veicolo è rappresentato privo di vernici.

Anche lo schema colori del set Lego City Lunar Space Station 60227 è stato cambiato per motivi simili.

La loro dedizione è ampiamente ricompensata dall’amore che gli stessi dipendenti della NASA dimostrano di avere per le loro creazioni.

Quando abbiamo visitato il Mission Control del Johnson Space Center, praticamente ogni dipendente aveva uno dei nostri set sulla scrivania.