La Saga di Prince of Persia

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2 anni fa

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Il primo capitolo di Prince of Persia, la celebre serie di videogiochi creata da Jordan Mechner, quest’anno compie trent’anni: riscopriamo tutta la saga.

Dopo il successo del picchiaduro a scorrimento Karateka (1984), il talentuoso game designer Jordan Mechner dedicò tre anni allo sviluppo del suo secondo progetto: Prince of Persia.

 

 

1989: Prince of Persia

Il primo Prince of Persia, pubblicato nel 1989 originariamente per Apple II, fu sviluppato utilizzando una particolare tecnica di animazione nota come rotoscoping, in cui il disegnatore, per ottenere maggiore realismo, ricalca scene e personaggi filmati in precedenza dal vero.

Per il suo progetto, Mechner si servì della collaborazione del fratello, filmandolo mentre correva e saltava.

 

In Prince of Persia, platform con elementi action, il giocatore interpretava un giovane viaggiatore occidentale intento a salvare la propria amata, una principessa, dalle grinfie del malvagio Jaffar, fuggendo dalle segrete in cui era stato intrappolato, percorrendo vari livelli fino a raggiungere la stanza del palazzo in cui è tenuta prigioniera la propria amata.

Il protagonista si muove attraverso livelli labirintici, da portare a termine entro un determinato lasso di tempo, dovendo molto spesso arrampicarsi e saltare per evitare trappole e cadute, facendo attenzione anche a lame e spuntoni che infestavano i livelli.

Di tanto in tanto era necessario affrontare le guardie di Jaffar in duelli con la spada. Il tutto in un’atmosfera orientale degna di Aladdin.

 

 

Il primo Prince of Persia diventò in poco tempo un piccolo classico del genere.

Il gioco, convertito nel corso degli anni successivi per le console a 8 e 16 bit, comprese le portatili, diventò in poco tempo un piccolo classico del genere.

 

 

 

1993: Prince of Persia 2

Nel 1993 arrivò il prevedibile sequel, Prince of Persia 2: The Shadow and the Flame, che manteneva lo stesso impianto del predecessore, aumentando la frequenza dei combattimenti e l’IA dei nemici.

Sul fronte console il titolo venne convertito solamente su Super Nintendo.

 

 

 

 

1999: Prince of Persia 3D

Nel 1999 Jordan Mechner decise di cambiare pelle alla propria creatura con il passaggio al 3D: ecco quindi Prince of Persia 3D. Il titolo, palesemente ispirato al primo Tomb Raider, fu pesantemente stroncato dalla critica a causa di molteplici difetti quali bug, controlli scomodi, pessima IA dei nemici e caricamenti troppo lunghi.

Qualche mese dopo venne pubblicata una versione leggermente corretta per Dreamcast intitolata Arabian Nights, che tuttavia non risollevò le sorti del titolo.

 

 

 

2003: Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo

Successivamente i diritti di Prince of Persia vennero acquisiti da Ubisoft, che diede nuova linfa vitale al titolo con una trilogia per PS2, XBox e GameCube.

Successivamente i diritti di Prince of Persia vennero acquisiti da Ubisoft, che diede nuova linfa vitale al titolo con una trilogia per PS2, XBox e GameCube: nel dicembre 2003 vide la luce Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo.

Il titolo, che riprendeva in pieno lo spirito e l’atmosfera del gioco originale, permetteva al protagonista di “riavvolgere” il tempo utilizzando un mistico pugnale, feature che si dimostrava utile soprattutto nel caso di morte accidentale.

 

 

Il titolo, che si rivelò una hit di vendite del Natale 2003, godette di due seguiti a cadenza annuale: Prince of Persia: Spirito Guerriero (2004) e Prince of Persia: I Due Troni (2005), titoli che mantenevano grossomodo la struttura di Le Sabbie del Tempo, senza però riscuoterne il successo (Spirito Guerriero venne criticato dalla stampa specializzata soprattutto per l’atmosfera dark che aveva preso il posto di quella da fiaba orientale).

 

Le Sabbie del Tempo fu il primo capitolo del “ciclo delle sabbie”.

 

 

2008: Prince of Persia

Il gioco era completamente slegato dai precedenti a livello di trama e di struttura, e possedeva uno stile grafico cel shading

Conclusa la trilogia, con il passaggio alla nuova generazione di console, Ubisoft decise di sviluppare un nuovo capitolo della serie, semplicemente intitolato Prince of Persia.

Il gioco era completamente slegato dai precedenti a livello di trama e di struttura, e possedeva uno stile grafico cel shading; inoltre venivano privilegiati i combattimenti contro i singoli nemici piuttosto che contro manipoli di avversari.

 

 

Nonostante le buone recensioni il nuovo Prince of Persia venne accolto piuttosto tiepidamente dal pubblico, soprattutto a causa del fatto che era impossibile morire durante il gioco (il Principe veniva costantemente salvato dalla coprotagonista Elika).

Inoltre gli utenti non accolsero bene la scelta di Ubisoft di pubblicare sotto forma di DLC a pagamento l’espansione Epilogue, che conteneva il vero finale del gioco. Contestualmente alla pubblicazione di Prince of Persia, uscì sul mercato anche lo spin-off per Nintendo DS The Fallen King.

 

Prince of Persia del 2008 si distaccava completamente dalla trilogia precedente.

 

 

 

2010: Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate

Nel 2010 Ubisoft fece un passo indietro con una sorta di “ritorno alle origini”, pubblicando un nuovo capitolo legato al “ciclo delle sabbie”.

Nel 2010 Ubisoft fece un passo indietro con una sorta di “ritorno alle origini”, pubblicando un nuovo capitolo legato al “ciclo delle sabbie”; Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate, titolo che si collocava cronologicamente fra Spirito Guerriero e I Due Troni.

Il gioco riproponeva gli elementi tipici dei vecchi titoli, con l’aggiunta della possibilità di dominare i quattro elementi (fuoco, acqua, terra e aria), utili soprattutto durante le fasi di combattimento.

 

 

Particolarità di Le Sabbie Dimenticate, era la differenziazione di trama a seconda della piattaforma sulla quale girava il gioco: Su PS3, XBox 360 e PC il titolo era collegato al ciclo delle sabbie, mentre le versioni Wii, PSP e Nintendo DS ne erano sostanzialmente slegate, condividendone solamente alcuni aspetti.

 

Le Sabbie Dimenticate è l’ultimo capitolo della serie.

 

Nonostante le 10 milioni di copie vendute (risultato raggiunto anche grazie alla trasposizione cinematografica della saga, che fece da traino alle vendite), Le Sabbie Dimenticate fu l’ultimo capitolo della serie, con Ubisoft che preferì puntare su Assassin’s Creed (infatti il primo capitolo venne inizialmente pensato come spin-off di Prince of Persia, per poi diventare il titolo che tutti conosciamo).

 

 

Per i fan della saga, la speranza è che Ubisoft decida di togliere dalla naftalina il Principe e rilanciarlo con una nuova serie di avventure.

 

Approfondisci:

 

 

Nel 2003 venne pubblicato anche un gioco per telefono cellulare, Prince of Persia: Harem Adventures, mentre le versioni per PSP di Spirito Guerriero e I Due Troni vennero pubblicate con titoli differenti, rispettivamente Prince of Persia: Revelations e Prince of Persia: Rival Swords (quest’ultimo pubblicato anche per Wii).

 

 

 

 

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