Sentry, l’uomo col potere di un milione di soli che esplodono

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2 anni fa

10 minuti

Se qualche volta vi siete chiesti chi sia l’eroe più potente dell’universo Marvel, nella lista dei pesi massimi assoluti non può mancare Sentry, l’uomo col potere di mille soli che esplodono. Queste sono le sue origini, la storia del guardiano dorato inizia da qui, nel 2000, assieme a tutti i suoi problemi.

Sentry, l’uomo col potere di un milione di soli che esplodono. O mille. Dipende dalle traduzioni. Un claim che grida forte appunto come una supernova. Ma se nell’universo Marvel da grandi poteri derivano grandi responsabilità, si può dire che a volte i grandi poteri generino anche grandi problemi.

E nel caso del nostro Bob Reynolds non potrebbe essere più vero. Ma su questo ci arriveremo con calma. Procediamo con ordine perché la sua storia editoriale contiene una delle iniziative di marketing più geniali e spregiudicate del mondo dei supereroi moderni.

Bob Reynolds fa il suo esordio nel 2000, ad opera di una coppia che avrebbe poi lasciato il segno nell’industria dei comics americani, ovvero Paul Jenkins e Jae Lee. Ma più del quando è interessante il come, in questo caso.

Già perché l’esordio fumettistico di Sentry è avvenuto dopo un’attenta strategia di marketing approntata in epoca pre-social che andrebbe studiata ancora oggi per l’impegno e la spregiudicatezza con la quale è stata messa a punto.

 

In principio furono messe in circolazione delle notizie false, secondo le quali un uomo Marvel si sarebbe lasciato scappare una sorta di leggenda della Casa delle Idee.

In principio furono messe in circolazione delle notizie false, secondo le quali un uomo Marvel si sarebbe lasciato scappare una sorta di leggenda della Casa delle Idee, cioè di un personaggio creato da Stan Lee e Jack Kirby, addirittura il primo supereroe creato dalla coppia, sviluppato sull’archetipo di Superman, ma definitamente troppo potente per poter apparire su un albo a fumetti e svilupparne la continuity e così ben presto abbandonato a favore di eroi più “friendly” come i Fantastici Quattro e tutti gli altri poi di seguito. Insomma il primo supereroe perduto di casa Marvel. Roba da indiana Jones e Goonies messi assieme.

Di questo personaggio si perse ogni traccia, finchè la Casa Delle Idee non si sarebbe decisa appunto, nel 2000, a rivisitarne il progetto coinvolgendo due astri nascenti dei comics, ovvero Paul Jenkins (che era fresco di Eisner per i suoi Inumani) e il coreano Jae Lee, dal tratto autoriale e decisamente peculiare per il mondo dei comics.

Marvel tuttavia non confermò mai alcuna voce ovviamente e fece calare un lungo silenzio sulla questione, alimentando i dibattiti nei forum e la curiosità dei lettori. Poi improvvisamente sganciò la bomba.

Con la totale complicità di Stan Lee, un magazine pubblicò la storia di questo fantomatico Sentry, del suo ritiro dai piani editoriali, del mancato coinvolgimento del King Kirby e del ruolo di un misterioso Artie Rosen (che era di fatto la fusione dei nomi dei letteristi Artie Simek e Sam Rosen) nella realizzazione. E se devi proprio raccontare una bugia, devi raccontarla per bene. Infatti Marvel fece trapelare “disegni dell’epoca” con il character design in pieno stile anni 60 del guardiano dorato.

 

 

Tutto questo avvenne poco prima del debutto ufficiale sulla propria testata omonima, ma a quel punto l’hype era schizzato alle stelle e tutto il comic fandom americano non vedeva l’ora di leggere di questo eroe perduto.

Una strategia di – concedetemi il termine – “evil marketing” davvero azzeccatissima, anche se basata su una discreta valanga di bugie.

Il volume di cui vi parlo oggi, recentemente pubblicato da Panini Comics nella collana Greatest Hits, è esattamente la raccolta dei primi numeri della serie The Sentry e degli speciali che completano la storia di esordio del dorato.

Robert “Bob” Reynolds si sveglia nel cuore della notte, terrorizzato da una sensazione di disagio che preannuncia l’arrivo di una qualche forma di calamità.

E’ come se un ricordo, terribile ed importantissimo, stesse forzando per ritornare a galla, pronto a rivelare la vera identità sopita dell’uomo che abbiamo di fronte. La casa, la moglie Lindy che dorme al suo fianco, tutto ciò che lo riguarda sembra essere “fuori posto”, quasi fittizio.

 

 

 

Ed ecco che tra le vignette cominciano ad affiorare i disegni del passato, disegni che mostrano (con lo stile anni ’60) un supereroe in costume giallo oro e blu scuro con una “S” lucente in vita. Flash di memoria, del tutto decontestualizzati.

Capiamo che Bob e Sentry sono in realtà la stessa persona, ma è come se per tutti gli ultimi anni se ne fosse semplicemente dimenticato, vittima di un sogno. Ma la minacciosa entità che sta per tornare sta avendo un effetto distruttivo sulla sua psiche che un passo alla volta ricompone il suo ricordo.

Sentry era il primo e più potente eroe della storia, il guardiano dorato che con il suo infinito e semi divino potere ha salvato la terra prima di chiunque altro.

Il suo potere deriva da un composto chimico, un milione di volte più potente e specifico del siero del super soldato che ha trasformato il magrolino Steve Rogers in Captain America. La sua struttura molecolare lo fa essere presente in due stati dimensionali differenti, rendendolo in grado di modificare la realtà stessa.

E’ immortale, immune a qualsiasi tipo di infezione ed attacco chimico, capace di emettere energia e dotato di una velocità incalcolabile. Quasi un dio insomma.

E’ stato grande amico di Reed Richards dei Fantastici Quattro e dell’Incredibile Hulk con il quale ha vissuto tante battaglie per il bene, allievando le sofferenze del Golia Verde con la sua unica aura.

Pian piano, mentre il suo aspetto cambia e il suo costume si riforma attorno al suo corpo Bob, o meglio Sentry, comincia a ricordare le esperienze e gli incontri con Peter Parker, Stephen Strange, gli Avengers, la sua prima spalla Billy “Scout” Turner e ogni particolare.

Con questi ricordi però comincia a materializzarsi anche il ricordo della sua arcinemesi, il nemico che sterminò senza pietà milioni di vite nell’ultimo scontro di Sentry, l’uomo nero, l’oscurità contrapposta alla luce, Void.

 

 

Tutti gli eroi non ricordano nulla di Sentry ma messi di fronte alle dichiarazioni dello strano individuo che hanno di fronte cominceranno a percepire la sensazione di dejavù, al pari di ogni altro abitante di New York. Finalmente il ricordo di Sentry comincerà ad affiorare ed anche il terrore per ciò che nella mente di tutti ha portato alla morte dell’eroe dorato.

Se Sentry era il più grande e il più eroico di tutti, perché il mondo sembra averlo dimenticato? Chi è responsabile di questo progetto misterioso? Cosa sta per accadere al mondo e perché servirà l’aiuto di tutti gli eroi, anche se il tentativo sembra così disperato da terrorizzare persino Hulk? E infine chi è veramente Void, il terribile nemico che sembra non avere rivali nell’universo?

 

 

Con un percorso narrativo che svela piccoli pezzi alla volta Paul Jenkins ci presenta uno degli eroi più impattanti del mondo recente della Casa Delle Idee.

Jenkins raccoglie la strategia di marketing che aveva preceduto l’esordio, la raffina e la rende incredibilmente affascinante, coinvolgendo nella storia un cast con alcuni dei maggiori eroi Marvel.

Il ritmo crescente della vicenda, la minaccia incombente che si fa sempre più vicina aumentando la tensione narrativa, la verità delle azioni di Reed Richards e Strange (poi riprese in qualche modo in World War Hulk, storia peraltro dove è coinvolto Sentry) rendono questa storia un piccolo gioiellino supereroistico.

Il ritmo crescente della vicenda, la minaccia incombente che si fa sempre più vicina aumentando la tensione narrativa, la verità delle azioni di Reed Richards e Strange (poi riprese in qualche modo in World War Hulk, storia peraltro dove è coinvolto Sentry) rendono questa storia un piccolo gioiellino supereroistico.

Ad accompagnare il tutto un cast di disegnatori davvero eccellente capitanato da Jae Lee che interpreta perfettamente l’eroe che fuoriesce dal proprio bozzolo come una farfalla. Ma nelle ultime parti della storia arriveranno anche Rick Leonardi, il sempre incredibile Bill Scienkiewicz e Mark Texeira.

Jae Lee trova il suo apice nelle manifestazioni di Void, contrapposte alla luce di Sentry e nelle espressioni sofferenti e granitiche dei personaggi. Il coreano non è mai stato un disegnatore particolarmente dinamico, ma la sua capacità di cristallizzare gli stati d’animo è sicuramente unica come il suo stile graffiante e fortemente personale.

Vi ricordate che all’inizio di questo articolo vi ho detto che da qui inizia la storia di Sentry e anche tutti i suoi tanti problemi?

Ben presto scoprirete che Bob Reynolds possiede un potere di origine solare molto simile a quello di Superman, il che lo rende con buona probabilità uno dei personaggi più forti e potenzialmente devastanti dell’universo Marvel, confrontabile e a tratti persino superiore a personaggi quali lo Sfregio Verde (la manifestazione finale di Hulk), Jean Grey/Fenice, Carol Danvers/Binary, Ultron.

Inoltre Sentry è uno scrittore eccellente, uno scienziato ed un genio, eternamente affascinato dal progresso e dalle scoperte al pari di Reed Richards.

Tuttavia Bob Reynolds/Sentry è afflitto anche da un gran numero di problemi psichici: agorafobia, crisi depressive che finiscono in abusi di medicinali e alcol, stati di schizofrenia, personalità dissociata, ed è proprio quest’ultima la peggiore di tutte.

Già perché, come avrete intuito, Sentry e Void sono la stessa persona. Finchè esiste uno esisterà l’altro. Più forte diventerà la luce del guardiano dorato più oscura sarà la tenebra del suo alter ego.

 

 

Un motivo più che valido per cancellare Sentry dall’esistenza e far sparire il suo ricordo dalla mente di chiunque.

Il personaggio di Sentry è affascinante ed eccitante, ma allo stesso tempo terribilmente complicato da gestire. Una così grande quantità di potere in una mente così debilitata e fragile rappresenta una sfida notevole per qualunque sceneggiatore.

Dal 2000 ad oggi è stato protagonista di numerosi avvenimenti (Civil War, World War Hulk, Dark Reign, Assedio) e sicuramente rappresenta una delle migliori creazioni Marvel dell’epoca recente.

Tuttavia sembra che l’inganno che ha prodotto la sua creazione si sia ritorto contro la stessa Marvel, visto che il suo infinito potere è davvero difficile da conciliare con la maggior parte delle continuity della Casa Delle Idee.

 

L’unico modo per contenere un personaggio che con uno schiocco di dita è in grado di distruggere un pianeta è renderlo pauroso ed emotivamente instabile. Anche se, almeno per il sottoscritto, questo dovrebbe essere un valore aggiunto, narrativamente parlando.

L’unico modo per contenere un personaggio che con uno schiocco di dita è in grado di distruggere un pianeta è renderlo pauroso ed emotivamente instabile. Anche se, almeno per il sottoscritto, questo dovrebbe essere un valore aggiunto, narrativamente parlando.

Invece il personaggio è stato più volte accantonato e ripreso e solo recentemente grazie al talento di Jeff Lemire e alle trovate di Donny Cates è riuscito a trovare una collocazione interessante e potenzialmente fruttuosa (vedi la puntata dedicata e Il Trono Del Re).

Recuperate questo volume, nel vale la pena anche per l’alta qualità e singolarità dell’esordio e per scoprire un personaggio che mi auguro faccia prestissimo la sua comparsa nel Marvel Cinematic Universe.

Un film sulle sue origini, rispettoso del fumetto originale e con un cast di comprimari di livello altissimo (basterebbero i Fantastici Quattro) sarebbe davvero un’ottima trovata.

 

78
ME GUSTA
  • Fantastica la trovata di marketing con il quale è nato Sentry
  • Sceneggiatura davvero ispirata e originale per la nascita di un supereroe
  • Ottimo reparto grafico, con Jae Lee, Bill Sienkewicz, Rick Leonardi e Mark Texeira
  • Alta tensione narrativa, con un tocco di origini "d'altri tempi"
FAIL
  • L'origine di Sentry è tanto affascinante quanto poco sfruttata nell'immediato futuro
  • Più che l'inizio di una nuova serie sembra una graphic novel autoconlusiva, e considerati gli intenti non è esattamente "centrare l'obbiettivo"
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