È difficile recensire Terraforming Mars senza un po’ di timore reverenziale. Pluripremiato dalla critica, osannato dalla stragrande maggioranza degli adoratori di pedine e legnetti, questo gioco si è piazzato in cima alle classifiche di gradimento e non c’è stato modo di schiodarlo da li. Con il culto del nuovo che però avanza è facile farsi prendere dalle sbrilluccicanti novità del momento e dimenticarsi di titoli che sono stati pubblicati nel lontano 2016.

Ora che è terminato il Kickstarter per quella che promette di essere l’espansione più grossa mai rilasciata fino ad ora (stiamo parlando di Terraforming Mars: Turmoil, che potete trovare in late pledge qui) possiamo guardare liberi dalle tinte rosee della novità questo gioco e capire se il successo di Terraforming Mars è meritato e quali espansioni di questo prodotto localizzato in Italia da Ghenos Games valga la pena acquistare.

 

 

 

Meteore e
Matt Damon

In Terraforming Mars ogni giocatore prenderà il ruolo di una Corporation che ha come scopo rendere Marte abitabile e nel frattempo guadagnare il più possibile per i suoi sforzi (in fin dei conti parliamo di Corporation, non di enti benefici).

Una volta che tutti i parametri di Terraformazione (Oceani, Temperatura ed Ossigeno) saranno arrivati al massimo, chi avrà più Punti Vittoria vincerà la partita.

Ad inizio partita la mappa di Marte si presenterà brulla ma ricca di risorse da sfruttare; la Temperatura del pianeta sarà ampiamente sotto lo zero, non ci saranno Oceani o piante e la percentuale di Ossigeno sarà praticamente nulla. 

Nel mezzo di questa situazione abbastanza desolata verranno distribuite le Corporation ai giocatori, ognuna con delle caratteristiche peculiari e poteri unici, che permettono di orientare la strategia in maniera radicalmente diversa.

Scelte le Corp i giocatori pescano 10 carte e con i Megacrediti forniti inizialmente dalla propria Corporation dovranno acquistare quelle che intendono tenere, scartando le altre.

 

Ad inizio partita la plancia di gioco è brulla e desolata…

 

In Terraforming Mars, infatti, una delle meccaniche più interessanti è che le carte che vengono pescate all’inizio di ogni round (chiamato “generazione”) possono essere tenute in mano solo se si vanno a pagare 3 Megacrediti per carta.

Dato che i Megacrediti sono anche la risorsa principale che si utilizzerà per mettere effettivamente in campo queste carte dalla vostra mano, sarà necessario fare un attento lavoro di bilanciamento ricordando che facendo troppo gli ingordi e tenendo troppe carte in mano sarà molto più difficile giocarle dato il nostro portafoglio piangente; di contro, cercando di risparmiare eccessivamente sulle carte rimarremo indietro sulla concorrenza più spavalda col denaro spaziale.

Ogni turno ogni giocatore avrà a disposizione due azioni da spendere prima di passare al giocatore succesivo

Oltre ai Megacrediti possiamo produrre Acciaio (che fungerà da sconto per gli edifici), Titanio (che fungerà da sconto per le strutture spaziali), Piante (che ci permetteranno di piantare foreste e quindi aumentare il livello di Ossigeno), Energia (necessaria per sviluppare Calore e per l’utilizzo di alcune carte) e Calore (che ci servirà ad innalzare la Temperatura di Marte).

Ogni turno ogni giocatore avrà a disposizione due azioni da spendere nel giocare carte, continuare la terraformazione, reclamare obiettivi o attivare le carte giocate nei turni precedenti. Una volta che tutti i giocatori avranno passato il turno senza compiere azioni, si passa alla Generazione successiva, guadagnando un ammontare di Megacrediti pari al proprio punteggio attuale. Una volta che tutti i parametri di Terraformazione (Oceani, Temperatura ed Ossigeno) saranno arrivati al massimo, la partita si concluderà e chi avrà più Punti Vittoria sarà dichiarato il signore incontrastato di Marte.

 

….Ma si popolerà rapidamente dopo qualche Generazione

 

 

Competizione
e Terraformazione

Dire che Terraforming Mars è un bel gioco è riduttivo. Ignoriamo per un attimo i premi che ha vinto. Fingiamo di non sapere che occupa il quarto posto nella classifica dei migliori giochi su BoardGameGeek e facciamo finta che sia normale che un gioco della durata media di 3-4 ore abbia avuto così tanto successo da raccogliere unmilionetrecentosessantamila dollari per la campagna kickstarter della sua QUINTA espansione.

La cosa che mi ha convinto a fare una recensione a freddo di questo gioco è stato un episodio avvenuto in una delle associazioni ludiche che frequento. Al mio arrivo in sede ho trovato un tavolo occupato da Terraforming Mars, circondato da un capannello di 6-7 persone che erano intente a scrutare la partita come avvoltoi e ad accaparrarsi un posto non appena possibile. Stiamo parlando di un gioco che ha una durata media sulle 3 ore e la gente era disposta lo stesso ad aspettare per poter giocare o anche solo guardare.

La seconda partita è poi iniziata a mezzanotte e mezza e suppongo sia finita ad orari improponibili. Siamo a livelli “dipendenza da metanfetamina”, con altri giochi ottimi che finiscono a prendere polvere sullo scaffale mentre la gente si combatte a morsi e pugni l’unica copia disponibile (che sia il caso di prenderne un’altra?).

 

I cubetti delle risorse sono scintillanti, scenici e mi fanno sentire un pappone interplanetario

 

Terraforming Mars è un piccolo capolavoro di game design. Le meccaniche non sono di per sé troppo complicate: ogni turno si hanno due azioni ed esse sono limitate dalle risorse che si hanno a disposizione.

L’interazione tra giocatori c’è ma è ridotta ad un livello tale che non c’è il rischio di entrare a gamba tesa nei piani di un avversario trascinandolo a fondo con sé; è possibile mettersi i bastoni fra le ruote ma non vi capiterà di perdere una partita stravinta perché qualcuno ha deciso di immolarsi contro di voi.

Al tempo stesso, le diverse Corporation e l’immane quantità di carte vi permettono di avere partite sempre fresche, anche se per un novellino non rendersi conto delle interazioni tra diverse carte sarà sempre svantaggioso.

Questo gioco è strategia allo stato puro

ogni punto guadagnato è sudato e gli errori sono praticamente sempre imputabili ad una pianificazione errata piuttosto che ad un semplice, irrinunciabile colpo di sfiga. Non che manchino eh, la carta giusta al momento giusto può dare una bella spinta, ma l’aleatorietà è ben distante dall’essere un elemento cruciale.

Alcune pecche gliele si trova comunque, prima fra tutte la durata delle partite che molto spesso rende difficile intavolarlo se si pensa di voler fare qualsiasi altra cosa nella serata; altro dettaglio non trascurabile è la netta differenza che si vede tra chi è più esperto e chi si approccia per la prima volta ad una partita che difficilmente risulterà vittoriosa.

Si tratta però davvero di inezie di fronte ad un gioco che è diventato meritatamente un fenomeno nel mondo del boardgame per la sua profondità strategica unita ad un tema sviluppato egregiamente.

 

Circondare le proprie città di foreste fa bene all’ambiente quanto al portafoglio

 

 

 

Espansioni verso
l’infinito ed oltre

Se ci è piaciuto così tanto il gioco base, a che servono le espansioni?

Le espansioni nascono da una necessità figlia del grande successo di questo prodotto. Quando ti ritrovi a fare 50, 100 partite sempre sulla stessa mappa con le stesse carte c’è il rischio di poter avere un’esperienza un po’ stantia e Jacob Fryxelius (l’autore) ha pensato bene di utilizzare le espansioni per rendere l’esperienza di gioco calzante a pennello per ciò che desidera ogni giocatore. Parliamo quindi delle singole espansioni e cos’ha da offrire ognuna:

 

Hellas ed Elysium

Questa espansione è molto semplice da descrivere: si tratta semplicemente di una mappa alternativa con due lati che presentano delle sfide peculiari e degli obiettivi bonus diversi da quelli standard, oltre che una diversa disposizione delle risorse. È probabilmente l’espansione che meglio incarna lo spirito del “se non è rotto non aggiustarlo”: niente meccaniche nuove, la lunghezza della partita rimane inalterata, solo una rinfrescata al gioco che amate con tutto il necessario per aprire la confezione e mettersi a giocarci in due minuti senza spiegazioni aggiuntive.

Responso: Consigliata

 

Prelude

Questa espansione dovrebbe essere considerata ormai parte del gioco base. Introduce il concetto dei Prelude, che altro non sono che carte pescate all’inizio del gioco che forniscono ai giocatori dei bonus ad uso singolo. Questi bonus permettono una notevole accelerata del motore di gioco tagliando in media un’oretta di gioco dal totale della partita; questo rende possibile giocare in tempi umani e fa entrare subito nel vivo la partita. Oltre a questa comodità innegabile aggiunge anche 7 carte progetto e 5 nuove Corporation.

Responso: Fondamentale

 

Venus Next

In Venus Next andremo ad aggiungere alla plancia principale la plancia di Venere, pianeta che potrà venire terraformato come Marte e sul quale andremo a costruire città fluttuanti ed altre meraviglie tecnologiche. Aggiunge circa 50 carte al mazzo e 5 Corporation, oltre a nuovi obiettivi e modi di guadagnare punti vittoria. Le Corp non sono nulla di che, mentre le carte hanno delle meccaniche che comunque si integrano bene senza appesantire troppo il gioco e che creano sinergie e strategie interessanti.

Responso: Consigliata

 

Colonies

In merito alle meccaniche extra,nessuna espansione ha finora battuto Colonies. Nella scatola troveremo tutto occorrente per esplorare e colonizzare il resto del sistema solare; non c’è pianeta nano o luna di Giove che venga risparmiata, e potremo commerciare con queste colonie guadagnando risorse ed espandendo influenza della nostra Corp . Anche se ci sono parecchie idee interessanti in questa espansione, il carico di meccaniche è davvero alto e trovarsi bloccati dalle mille possibilità è un rischio serio che potrà essere evitato solo dai giocatori più esperti; rassegnatevi al fatto, inoltre, che i tempi di gioco si allungheranno inevitabilmente.

Responso: Solo per fan hardcore

 

Turmoil

La più consistente delle espansioni di Terraforming Mars, introdurrà un sistema politico che aggiungerà ulteriore spessore all’interazione tra i giocatori. Non c’è stato modo di provarla, dato che il Kickstarter è appena terminato; tuttavia l’aspetto è di un bel mattonazzo di meccaniche che andrà a cambiare molto le carte in tavola. Sembra, come Colonies, un’espansione che mira a mettere molta carne al fuoco, tuttavia non ci sbilanceremo fino a quando non avremo potuto toccarla con mano.

Responso: TBD

 

 

Le plance dei giocatori sono l’unica pecca di materiale di questo gioco. Sottili, piccole e basta uno scossone per smadonnare allegramente nel risistemare i cubetti

 

 

Il commento finale si scrive da solo.

Terraforming Mars è un gioco fantastico, ricco di strategia e di profondità, ed è entrato ormai di diritto nella hall of fame dei giochi da tavolo.

Le espansioni permettono di cucirsi addosso l’esperienza che più preferiamo, ma se doveste sceglierne una su tutte il nostro consiglio andrebbe sicuramente su Prelude, che è l’unica che consiglierei anche ad un neofita di questo gioco che ci si approccia per la prima volta.

Non ci resta che aspettare di vedere come Turmoil scombinerà le carte in tavola e quanto verrà sconvolta la lotta per il potere su Marte.

 

 

81
Terraforming Mars
Recensione di Giacomo Trevisan
ME GUSTA
  • Meccaniche ottime, snelle ma estremamente profonde
  • Rigiocabilità incredibile
  • Materiali di tutto rispetto (eccezion fatta per le plance dei giocatori)
FAIL
  • Le partite hanno una durata non trascurabile
  • Un giocatore più esperto finisce per non giocare mai ad armi pari con un novellino