PlayStation: storia e marketing attraverso le intro

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2 anni fa

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Le sigle di introduzione delle console sono fra gli elementi che più si imprimono nella memoria dei giocatori, ma esprimono anche strategie di marketing e obiettivi del costruttore.

Per gli appassionati non c’è momento più emozionante del reveal di una nuova console.

Per gli appassionati non c’è momento più emozionante del reveal di una nuova console. Dalle speculazioni pre evento all’hype prima della diretta, fino all’attimo in cui i nostri occhi si posano sulla forma che negli anni successivi diventerà la fedele compagna del nostro televisore.

Da quel momento partono ricerche compulsive sul web leggendo e rileggendo sempre le stesse informazioni da fonti diverse alla ricerca della piccola curiosità inedita non riportata da altri.

Poi arriva il momento tanto atteso dell’acquisto, e quello subito successivo del disimballaggio, del collegamento al televisore e della emozionante prima accensione. Ebbene, le immagini e la musica che si sentiranno in quel momento (al netto delle configurazioni di startup) ci accompagneranno durante gli anni successivi, decretando l’inizio di un tanto agognato e spesso necessario momento di svago, fissando nella memoria ricordi ed emozioni come solo le immagini, ma soprattutto la musica sanno fare.

 

 

PlayStation: le origini

Se pensate che stia esagerando guardate l’immagine che segue e ditemi che musica percepite…

 

 

La “sento” solo io? Non credo.

La mitica startup intro della prima PlayStation è in grado di risvegliare nella mente di milioni di giocatori ormai adulti momenti di gioco della propria infanzia o giovinezza, goduti in solitaria o con amici grazie al multi tap, in luminosi pomeriggi o serate fra pizza e bibite frizzanti.

Riascoltiamola per intero.

 

Se ora non provate niente probabilmente non avete dedicato abbastanza tempo a PlayStation…

Questa sigla iniziale, come buona parte di quelle delle successive PlayStation, è composta da due diverse intro riprodotte in due momenti ben precisi: la startup intro eseguita all’accensione della console, e l’intro di gioco mostrata al lancio di un videogame.

L’intro della prima PlayStation rendeva Sony una diretta concorrente di Nintendo e Sega.

Il jingle che accompagna l’apparizione del logo di Sony Computer Entertainment, severo e misterioso, introduceva con forza la novellina Sony nel mercato delle console, rendendola di diritto una diretta concorrente di colossi quali Nintendo e Sega.

Da qui la probabile necessità di una intro tanto profonda e seriosa come a sottolineare che nonostante Sony fosse l’ultima arrivata, sapeva quello che faceva: PlayStation era arrivata per restare.

Il jingle dell’intro di gioco che accompagna il logo PlayStation prosegue l’atmosfera misteriosa la quale, tramite la crescente durata delle tre note come fossero puntini di sospensione, sembra restare in stasi allungandosi all’infinito.

 

 

 

Welcome to the third place

Il successo travolgente di PlayStation, diventata all’epoca la console più venduta della storia, portò l’hype alle stelle per l’annunciato successore in realizzazione presso i laboratori di Sony.

L’intro di PlayStation 2 entrata nel cuore di milioni di appassionati rappresenta l’ingresso del giocatore nel misterioso Third Place.

Il reparto marketing del colosso giapponese puntò tutto sulla creazione di un luogo immaginario chiamato “Third Place” i cui misteriosi e inquietanti (per non dire disturbanti) meandri venivano esplorati in uno spot girato da David Lynch nell’anno 2000, e tutt’ora considerato uno dei migliori spot in assoluto.

 

 

La dichiarazione ufficiale di Sony su cosa sia il Third Place furono altrettanto fumose:

Nessuno conosce fino in fondo le possibilità e le potenzialità tecnologiche di PS2, che segna un passaggio tra il vecchio e il nuovo, un cancello verso un mondo inesplorato e indefinito: ecco perché il Third Place.

Il Third Place non può essere precisato, perché non esiste, se non in ognuno di noi. E’ uno stato mentale, un luogo spirituale dove vivere liberamente, dove tutto può accadere e dove chiunque può essere realmente se stesso o ciò che preferisce essere. Basta liberare la mente, creare un proprio personaggio ed esplorare l’ignoto, come pionieri di una nuova terra non segnata su alcuna cartina geografica.

È un luogo ancora sconosciuto, ma che può essere scoperto oltrepassando una porta immaginaria, non per scappare dalla realtà, ma per scoprire un nuovo modo di essere. Un luogo che offre esplorazione, scoperte e tanta adrenalina. È un luogo emotivo, è sogno e realtà. Né fuori né dentro, né vero né falso, né qui né altrove perché il Third Place è dove e come si vuole che sia.

Questa è l’idea base del nuovo film pubblicitario, intitolato “Welcome to the Third Place”, che conduce lo spettatore in una dimensione sconosciuta, un lungo corridoio in cui eventi ed emozioni si confondono fino a giungere ad una porta che introduce il “Terzo Luogo”.

 

Chiaro? Direi di no.

L’intro di PlayStation 2, anch’essa entrata nel cuore di milioni di giocatori, rappresentava proprio questo: l’ingresso nel misterioso Third Place.

 

 

Le quattro lucine in movimento, che riportavano i colori dei tasti del controller, davano un assaggio della nuova gestione particellare della console.

Le quattro lucine in movimento, che riportavano i colori dei tasti del controller, davano un assaggio della nuova gestione particellare della console, mentre i cubi trasparenti ne esaltavano le capacità di rifrazione dell’immagine.

Il numero di cubi bianchi renderizzati sullo sfondo variava in base alla quantità di salvataggi presenti sulla memory card inserita:

Più ore avevate passato nel Third Place, più cubi comparivano ai suoi cancelli.

Una volta entrati, l’intro di gioco mostrava il logo PlayStation 2 accompagnato da un semplice effetto sonoro.

 

 

 

Tempo di portabilità

Dopo aver dominato il mercato delle home console, per Sony era arrivato il momento di sfidare il monopolio di Nintendo in ambito portatile. Ecco quindi arrivare PSP.

Modernità e design per la portatile di casa Sony.

L’obiettivo di Sony era quello di competere non solo con Nintendo DS in ambito videogame, ma anche con iPod di Apple per la riproduzione di contenuti multimediali in mobilità.

Per questo, PSP venne dotata di un design elegante e alla moda, ricalcato perfettamente dalla grafica e dalla musica dell’intro.

 

Ciò che subito salta all’occhio è la grafica a onde mostrata durante la startup intro e diventata un simbolo del brand PlayStation.

L’intro di gioco invece presentava il logo PSP con uno sfondo che variava velocemente dall’azzurro al verde per poi stabilizzarsi sul bianco, accompagnato da un semplice jingle composto da due note di uno strumento a corda, molto in linea con l’idea di giovane modernità che si voleva dare alla console.

Al fine di gestire ogni contenuto multimediale, la console montava per la prima volta un sistema operativo (il XrossMediaBar, pronunciato “cross-media bar”) che portò come conseguenza la riproduzione non consecutiva delle intro di startup e di gioco, la seconda delle quali veniva appunto eseguita nel momento in cui un gioco veniva lanciato.

 

 

 

Re-design in HD

Dopo aver stabilito la cifra tutt’ora record di oltre 150 milioni di console vendute con PlayStation 2, i vertici di Sony davano il successo di PlayStation 3 per scontato.

La nuova console venne dotata di grande potenza di calcolo, contenuta in un ingombrante chassis dalle eleganti forme lucide e arrotondate, stile ripreso anche dalla prima startup intro mostrata nello splendore dell’HD.

 

 

Lo stile di PlayStation 3 prendeva tanto da PSP: dalla XrossMediaBar fino appunto alla intro, introducendone una versione potenziata. L’onda, che fungeva anche da sfondo del sistema operativo, riportava linee molto più sinuose rispetto alla controparte portatile, presentandone sovrapposizioni e ombreggiature che ricordano quelle di un tessuto leggero.

Questo gioco di ondulazioni poteva essere fruito con grande chiarezza grazie al supporto delle nuove risoluzioni HD. La controparte audio, composta da un crescendo di archi, accompagnava con eleganza le forme sinuose visualizzate a schermo.

PlayStation 3 è stata l’unica console Sony a cambiare intro durante il proprio ciclo di vita.

L’avvio del disco era invece accompagnato dal suono di una campanella, mentre il logo PlayStation 3 compariva a schermo raffigurato con il font di Spider-Man su cui Sony aveva basato tutta la propria campagna marketing.

Il resto della storia è ben nota, e per cercare di riprendere terreno rispetto a Wii e Xbox 360, Sony operò un pesante re-design di ogni aspetto visivo della console concomitante con l’uscita del modello slim di PlayStation 3.

Il re-design fu talmente radicale che l’aggiornamento del firmware alla versione 3.0 andò addirittura a sostituire l’intro.

 

Il suono degli archi si fece più potente, mentre la scritta “Sony Computer Entertainment” venne sostituita dai nuovi loghi di PlayStation 3.

Il simbolo di PlayStation per l’occasione perdeva infatti la colorazione a strisce orizzontali che l’aveva caratterizzato fino a quel momento lasciando il posto ad un bianco tinta unita, mentre il font di Spider-Man veniva abbandonato definitivamente (anche sulle scatole dei giochi) per far posto ad un logo più somigliante a quello della vincente PlayStation 2. A seguire vennero aggiunte anche le avvertenze per gli affetti da epilessia. Da quel momento sparì definitivamente la intro di lancio dei giochi.

 

 

 

Semplicità, avvertenze e musica ambient

Arriviamo quindi all’attuale generazione di console parlando contemporaneamente sia di PlayStation 4 sia di PlayStation Vita, in un accorpamento dovuto dalla condivisione della medesima intro in entrambe le console.

 

 

Minimal, vero?

La scelta di Sony per le ultime due arrivate è all’insegna della semplicità. Sfondo nero, logo bianco, silenzio. Seguono le avverte per gli affetti da epilessia ormai diventati consuetudine.

A questo punto parte una musica ambient che ci accompagnerà durante tutta la navigazione dei menù, introdotta, esclusivamente su PlayStation 4, da un un jingle di tre note che ci dà il benvenuto sulla dashboard.

L’intro di PlayStation 4 riuscirà ad entrare nei cuori dei giocatori come quelle delle altre console Sony?

Ebbene, la scelta di rendere la startup intro così semplice, così silenziosa e soprattutto dedicata per metà ad avvertenze mediche non fa che rendermi dubbioso su quello che lascerà nelle nostre memorie quando PlayStation 4 sarà archiviata da anni.

Non fraintendete, rispettare chi è ammalato e permettergli di fruire di una console senza rischi è assolutamente fondamentale, ma è davvero necessario dedicare a queste avvertenze un muro di testo (come è davvero nelle PS4 italiane, diversamente da quanto viene mostrato nel video soprastante) ogni volta che viene avviata la console?

Una cosa è certa, in qualsiasi ambito la musica è un mezzo in grado di fissarsi indissolubilmente ai ricordi e farli riaffiorare alla memoria anche dopo tanti anni.

Per questo possiamo prevedere con ogni probabilità, che fra una ventina di anni per i ragazzi di oggi, sarà ben più emozionante riascoltare le musiche di sottofondo delle dashboard, piuttosto che rivedere una spoglia e silenziosa startup intro soffocata da freddi e anonimi messaggi anti denuncia.

 

 

 

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