In occasione del Netflix See What’s Next, abbiamo fatto quattro chiacchiera con Mikkel Boe Følsgaard, protagonista della prima serie originale danese The Rain. Ecco la nostra video intervista!

Cosa potrebbe succedere al nostro mondo se, da un giorno all’altro, la pioggia dovesse uccidere l’intera popolazione senza pietà? È esattamente quello che accade in The Rain, la prima serie originale danese di Netflix ideata da Jannik Tai Mosholt, Esben Toft Jacobsen e Christian Potalivo.

La serie è stata presentata in anteprima lo scorso Aprile a Roma durante la seconda edizione del See What’s Next, evento durante il quale Netflix ha presento le sue novità per la futura stagione e tutti i suoi progetti in cantiere per il futuro prossimo.

 

In occasione della convention, abbiamo incontrato il protagonista di questa serie, Mikkel Boe Følsgaard, giovane attore danese, vincitore nel 2012 dell’Orso d’argento per il miglior attore con Royal Affair al Festival di Berlino.

Insieme a Mikkel abbiamo parlato di questa nuova linea politica di Netflix che vede sempre più coinvolta l’Europa nella produzione di serie originali molto amate oltre oceano, di come le cose stanno cambiando, ma anche di come una serie come The Rain, nonostante la sua natura catastrofica, abbia non poco da spartire con la realtà attuale.

Non possiamo controllare la natura e se continuiamo a fregarla ci ritroveremo a fregare noi stessi. Dovremmo davvero stare attenti a come curare l’ambiente.

 

The Rain non è solo l’esempio di una serialità europea sempre più in espansione, ma da anche la possibilità ad un giovane cast di mettersi alla prova, attraverso un’idea che in parte attinge da canoni passati, ma dall’altra parte si mostra essere estremamente originale, parlando non poco del Paese in cui è ambientata e prodotta.

La cosa interessante è che vedi raffigurata la parte buona della società danese, riconosciuta come perfetta – noi siamo considerati il popolo più felice del mondo. Nel primo episodio, invece, questa grande nazione è completamente distrutta.

 

Qui potete vedere la nostra intervista completa: