Lo strumento Partner Categories, messo a disposizione di aggregatori di dati per raccogliere e rivendere informazioni volte a migliorare la targettizzazione degli annunci, sarà presto dismesso da Facebook.

Gli aggregatori di dati (alcuni nomi sono Experian e Acxiom) utilizzano Partner Categories per creare database di informazioni sugli utenti, che venivano poi rivenduti alle società intenzionate a pubblicare advertisments targettizzati.

Ad esempio un’azienda come Pepsi utilizzava, per le proprie campagne di ads, email presenti nei propri database unitamente a informazioni prese dai profili pubblici e dati provenienti da un aggregatore, nel suo caso Experian.

Partner Categories verrà terminato nell’arco dei prossimi 6 mesi, per migliorare la situazione privacy degli utenti.

In realtà non è questo che ha permesso a Cambridge Analytica di ottenere i dati di 50 milioni di utenti in modo illecito, ma forse con questa mossa Facebook spera di ridare fiducia ai molti utenti perplessi.

 

Dietro ai dati utente c’è una vera e propria economia.

 

Gli aggregatori avranno più difficoltà a creare e fornire database appetibili per i propri clienti, e dovranno rinunciare a parte dei loro guadagni.

Infatti Facebook condivideva parte dei profitti ottenuti quando veniva acquistato uno spazio pubblicitario sulla piattaforma grazie ai dati forniti dagli aggregatori.

E’ importante dire che l’attività degli aggregatori non è illecita, ma probabilmente Facebook vuole evitare di dover correre ai ripari per eventuali futuri problemi e preferisce anticipare certe misure.