Ragioniamo su Pokémon Ultrasole e Pokémon Ultraluna

3 anni fa

10 minuti

Attesi come il regalo di addio da parte di Game Freak nei confronti della presunta ultima console portatile Nintendo, Pokémon Ultrasole e Ultraluna sono usciti per Nintendo 3DS lo scorso 17 novembre non con pochi trambusti e opinioni discordanti.

I titoli sono l’ultima versione della celebre saga, ormai ventunenne, stanno chiaramente vendendo molto, ma sembra che, soprattutto in confronto al capitolo precedente Sole e Luna, qualcosa sia andato storto. Sembra.

 

 

 

L’antefatto

Sole e Luna cercarono di reinventare alcuni aspetti della saga, convincendo solo in alcuni casi.

Dopo il successo dei titoli usciti nel 2016 che hanno introdotto la settima generazione di mostriciattoli tascabili, era lecito aspettarsi una risposta “repentina” da parte di Game Freak per cavalcare l’onda solo come Pikachu sa fare, complice anche quel Pokémon GO che mise tutta la popolazione in ginocchio l’estate prima.

Sole e Luna cercarono di reinventare alcuni aspetti della saga (niente palestre, forme regionali di vecchi Pokémon, mosse Z) convincendo solo in alcuni casi, questo perché il team si era diviso per portare avanti più progetti contemporaneamente, tra cui i prossimi titoli per Nintendo Switch.

Pertanto, visti i successi, ma anche alcuni difetti di Sole e Luna, era lecito aspettarsi qualcosa di più, per rifinire quegli aspetti rimasti più grezzi, un labor lime per salutare nel migliore dei modi la console portatile.

Questo si è avverato solo durante l’E3 2017 quando fu mostrato un timido trailer che confermava l’esistenza di questi “Ultra” Sole e “Ultra” Luna. Poi, il buio, poche notizie, qualche immagine e lo scetticismo incrementava: “sono dlc a prezzo pieno”, “non vale la pena pagare una seconda volta per lo stesso gioco” e via discorrendo.

 

La regione di Alola è una delle più belle in cui abbiamo mai messo piede.

 

Effettivamente i dubbi c’erano e Game Freak ha mantenuto un silenzio stampa agli antipodi della pubblicità quasi martellante dell’anno prima per promuovere Sole e Luna, finendo per dar via il grosso solo a un mese dall’uscita.

Oltretutto visto l’esperimento riuscito con Bianco 2 e Nero 2, sequel a tutto tondo, diversi, compreso il sottoscritto, si aspettavano un seguito agli eventi narrati in Sole e Luna e invece sembrava a tutti gli effetti di ritrovarsi alla vecchia strategia di marketing che ci regalò giochi come Cristallo, Smeraldo e Platino, titoli ottimi, ma che aggiungevano principalmente elementi per il post-game, aggiustando solo alcuni aspetti della trama di partenza.

D’altro canto man a mano che passavano i giorni furono rilasciati alcuni trailer che sembravano promettere una trama dalle proporzioni epiche che avrebbe messo una grandiosa parola fine alla settima generazione: viaggiare tra gli Ultramondi, il ritorno del Team Rocket e del suo capo, Giovanni, scoprire la vera identità del terzo leggendario, Necrozma. Insomma, tantissima carne al fuoco. L’hype arrivò alle stelle quando cominciarono a trapelare alcune tracce della nuova colonna sonora, in genere sintomo di grandi eventi in arrivo.

Anche solo una media dell’8 risicato avrebbe significato il miracolo, invece spuntarono addirittura diversi 9.

Nota particolare per le recensioni: due giorni prima dell’uscita, vennero pubblicate le recensioni (bisogna sempre sottolineare che la scadenza anticipata dell’embargo sia un elemento positivo, questo perché il produttore è fiducioso del gioco e non vuole che gli elementi negativi emergano ancora prima che la massa, ignorante, possa comprare; vero, Destiny?) e, stando alla stampa mondiale, si tratta di giochi buoni/ottimi, questo perché, generalmente, sembrava che Ultrasole e Ultraluna migliorassero qualsiasi aspetto dei predecessori.

Anche solo una media dell’8 risicato avrebbe significato il miracolo, trattandosi di giochi apparentemente copie di Sole e Luna, invece spuntarono anche diversi 9, infatti la media su metacritic è di un onestissimo, e meritato, 85.

I recensori, tutto sommato, hanno apprezzato tutte le piccole aggiunte, giungendo quasi tutti alla stessa conclusione: si tratta di una versione rifinita e potenziata di Sole e Luna, quindi, avendo sulle spalle il peso di essere dei potenziamenti dei giochi precedenti, non possono essere dei capolavori, ma hanno sempre tanto da offrire, forse tra i titoli più longevi della saga di sempre.

La recensione di Lega Nerd di Francesco Ventrella che ha dato 8 al gioco:

 

 

L’Opinione

Oggettivamente: Non si può non concordare con le recensioni uscite. Le rifiniture si notano sin da subito: un ritmo molto più elevato rispetto al lento inizio di Sole e Luna (personalmente, gli inizi lenti son positivi perché lasciano immergere più dolcemente nella storia, ma il tutto è altamente opinabile), una miriade di piccole novità, la possibilità di avviare un mini gioco, il Surf Mantine, per navigare per l’arcipelago di Alola e tante sub quest utili e divertenti.

 

Aggiunte come il Surf Mantine sono tra i punti di forza di questi titoli, su cui gli sviluppatori dovranno investire di più perché uniscono l’utile al dilettevole con l’entusiasmo tipico della serie.

 

Probabilmente, proprio queste ultime sono il vero punto di forza dei titoli, infatti, nel corso dell’avventura e dopo, avremo la possibilità di svolgere delle missioni secondarie completamente slegate dalla storia, non semplici commissioni, bensì delle mini avventure, dalle più semplici, come reperire un messaggio al suo destinatario, alle più dure e lunghe, come affrontare diversi allenatori, ciascuno specializzato nell’uso di una evoluzione di Eevee, per poi ottenere una profumata ricompensa.

Il tutto è condito da una difficoltà finalmente ben bilanciata, stimolante ma a portata di mano. Oltre a tutto questo, finita la storia principale, bisognerà affrontare l’Episodio RR, della durata di circa 5 ore al massimo, che riguarda proprio il ritorno del Team Rocket e solo dopo si potrà viaggiare per Ultramondi a caccia di Ultracreature e tutti, sì, tutti i leggendari, esclusi quelli mitici/misteriosi. Il tutto è condito da una difficoltà finalmente ben bilanciata e che giustifichi l’uso del Condividi Esperienza, che prima rendeva semplicemente i giochi più facili, mentre ora è necessario a evitare il grind pesante per livellare i Pokémon, insomma, una vera sfida, stimolante ma a portata di mano.

Tuttavia, quel succitato labor lime tanto sperato è venuto solo in parte.

Chiaramente, c’è un “ma” ovvero che, per quanti nuovi contenuti abbiano aggiunto, quel succitato labor lime tanto sperato è venuto solo in parte, questo perché i titoli presentano ancora alcune lacune o, peggio, la nuova storia raccontata presenta delle lacune, quindi non tutte le novità sono state confezionate con i fiocchi. Alcune aggiunte hanno giovato alla definizione di alcuni personaggi, offuscandone tuttavia altri, mentre altre, come l’Alola Photo Club, che permette di realizzare foto con i propri compagni di squadra, risulta un’aggiunta carina ma che solo una nicchia sfrutterà diverse volte, questo perché si tratta di una semplice distrazione, al contrario del Surf Mantine, che permette di ottenere punti con cui acquistare strumenti utilissimi.

 

Soggettivamente: A conti fatti Lylia era stata la protagonista indiscussa di Sole e Luna, elemento che forse si sarebbe aspettato anche nelle versioni Ultra.

È giunto il momento di dire la mia: è doveroso premettere che il sottoscritto ha adorato Sole, ha smesso di giocarci in modo compulsivo solo dopo 120 ore quasi ininterrotte, passate a finire l’Albero della Lotta, vincere tutte le Battle Royal e completare il Pokédex (di “soli” 301 creature) in meno di un mese dall’uscita, quando ancora non era possibile trasferire quelli catturati in passato attraverso la Banca Pokémon.

Tutto questo perché la regione di Alola e i suoi abitanti hanno avuto un impatto mai provato prima, la storia principale, molto intima, conquistò il cuore del sottoscritto, per non parlare delle emozioni provate durante i titoli di coda. Visto il finale di Sole e Luna, sinceramente, avrei preferito un sequel pur di sapere come continuava la storia di Lylia, a conti fatti la vera protagonista di questi giochi, quindi, queste versioni Ultra lasciarono dell’amaro in bocca all’annuncio.

Solo con gli ultimi trailer cominciai ad essere veramente eccitato, perché sembravano veramente proporre pura epicità, che poteva starci benissimo, proprio in opposizione al racconto più intimo dei titoli “non Ultra”. Infine, devo ammettere che Sole colpì così tanto da aver pensato più e più volte di acquistare anche Luna, quindi, tecnicamente, questi Ultra avrebbero dovuto essere un’opzione migliore, perché, pur trattandosi di un’esperienza simile, si presentavano come giochi nuovi.

 

La nuova storia proposta ruota attorno al leggendario Necrozma e le sue nuove forme, ottenute prendendo il possesso del corpo e dei poteri dei leggendari Solgaleo e Lunala e sarà nostro compito svelare il loro mistero.

 

Dunque, come è stato questo viaggio di 75 ore in Ultrasole (ho voluto attendere il completamento del Pokédex anche qui, questa volta fino a 402 creature)?

L’esperienza che avrei voluto provare, esattamente quella, condita da tantissime aggiunte che non hanno fatto altro che rendere il tutto ancora più appetibile. Disposto anche a ripetere le stesse azioni compiute già in Sole, la versione Ultra dà la possibilità di viverle in maniera abbastanza diversa, pur mantenendo molti aspetti immutati, eppure, parte del divertimento è stato proprio nel cogliere le sottili differenze.

Promossi a pieni voti il Surf Mantine, l’Episodio RR e tutte le quest secondarie, tutti elementi che rendono questi capitoli molto più lunghi nella durata. Invece, proprio quell’elemento apparentemente promesso da Game Freak mi sento dover bocciare: la nuova storia.

Oltre a non spiegare veramente il legame tra Necrozma e gli altri due leggendari, anziché approfondire alcuni aspetti, sono solo stati aggiunti altri elementi non rifiniti, su tutti, i nuovi personaggi dell’Ultrapattuglia e il loro mondo, l’Ultramegalopoli.

Questo nuovo racconto ha permesso di approfondire e delineare meglio alcuni personaggi che in Sole e Luna, per alcuni, non avevano brillato, tuttavia, ciò è ottenuto a scapito della “povera” Lylia, che da motore di gioco viene relegata a fanciulla da salvare, un downgrade triste. Il ricordo più bello di Sole sarà sempre averla vista crescere come personaggio, mentre in Ultrasole avremmo potuto agire anche senza che ci accompagnasse nell’ultima fase di gioco.

Game Freak ha saputo spalmare sapientemente tutte le novità, ma ciò non significa che vengano tutte promosse a pieni voti.

Un plauso quindi alla mole di cose da fare, come già avvenuto per i vecchi “terzi titoli” Cristallo, Smeraldo e Platino, forse anche meglio distribuite, anziché aggiungere un unico, grande, Parco Lotta (che però un po’ manca a tutti), Game Freak ha saputo spalmare sapientemente tutte le novità, mentre l’elemento caratterizzante di queste versioni Ultra, ovvero la storia di Necrozma, prende veramente il volo solo dopo almeno 20 ore di gioco per poi concludersi in massimo una trentina di minuti, quindi le critiche di alcuni fan sono pienamente giustificabili.

 

Un poster del genere non può far altro che eccitare ogni fan.

 

Per chiudere: i seguaci della serie compreranno sempre ogni titolo Game Freak rilasci, quindi questi Ultrasole e Ultraluna sono sì per loro, e strizzano loro l’occhio con tutte le citazioni possibili alle passate generazioni (prima in primis, scusate la battuta), ma non sono pensati per questo tipo di acquirenti.

Né, tantomeno, sono pensati ai giocatori occasionali che hanno già avuto la loro dose di settima generazione con Sole o Luna, al contrario, per chi volesse farne una prima esperienza, questi sono i titoli che chiunque si sentirebbe di consigliare.

Una lettera d’amore, scritta con qualche sbavatura, a chi ha amato Alola.

Pertanto, cosa sono Pokémon Ultrasole e Pokémon Ultraluna? Per il sottoscritto, si tratta di una lettera d’amore, scritta con qualche sbavatura, a chi ha amato Alola.

Più generalmente, invece, sono il degno saluto al Nintendo 3DS e una promessa: le tante quest secondarie, mai approfondite così prima d’ora, non lasciano che sperare in un impiego massiccio di queste ultime nei titoli futuri, in sviluppo sulla più potente Switch.

Quindi, ci si rivedrà, allenatori, per la prossima grande impresa, nostra e di Game Freak, nel mentre, torniamo a immergermi nella splendida regione di Alola.

 

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