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Il treno d’oro nazista

13
4 anni fa

8 minuti

Sono passati ormai un paio d’anni dalle ultime notizie sul famigerato treno d’oro dei nazisti, ma come ogni cosa “un sacco bella” tarda a venire alla luce. Che sia una bufala?

Si.

Ma la storia è bella quindi ve la racconto. E poi c’è un castello di mezzo, dei tunnel, stanze sotterranee.

E chi sono io per levarvi il piacere di parlare di castelli?

 

Qualche anno fa un team di cacciatori di tesori (capitanati da Piotr Koper e Andreas Richter) nota che al km 65 della ferrovia che porta a Walbrzych in Polonia c’è una strana rientranza di fianco ai binari, come se la collina che contiene la ferrovia sia stata scavata.

 

 

Ora, dopo aver visto tre stagioni di “Oak Island e il tesoro maledetto” sono abbastanza scettico su queste fantomatiche “strutture artificiali create dall’uomo”.

Ma perché non farsi prendere dal fascino del mistero?

Come se non bastasse dal terreno spunta un manufatto in cemento armato, dall’aspetto tipico delle fortificazioni naziste. Più avanti, percorrendo la collinetta, sbucano dal terreno due grossi pozzi quadrati, sempre di cemento armato, di fattura nazista anche questi.

L’ipotesi dei cacciatori di tesori è quindi la seguente: In quella rientranza c’era una stazione di scambio in cui treni e vagoni potevano accedere alla linea Wroclaw-Walbrzych da un binario secondario, che andava a finire sottoterra chissà dove.

Ok, mi rendo conto che la storia non sia particolarmente originale, ma dovete sapere un paio di cose che la rendono verosimile prima di giudicare.

 

 

 

La collocazione geografica

Wroclaw, Breslavia per gli amici italiani, è il quarto paese della Polonia. Poco lontano c’è Gross-Rosen, un campo di concentramento poco noto, ma dal tasso di mortalità tra i più alti del terzo Reich ed il perché lo vedremo più tardi.

 

 

Gross-Rosen è un classico esempio di start-up vincente del Terzo Reich. Nato come sottocampo di Sachsenhausen presto divenne indipendente e subì diversi lavori di ampliamento (aka ristrutturazione aziendale). Arrivò ad ospitare fino a 76.000 prigionieri nonostante l’altissimo tasso di mortalità, dovuto ai lavori forzati di estrazione di granito dal sottosuolo. La particolarità del campo, oltre alla cosiddetta Nacht und Nebel (notte e nebbia, NN nello slang nazi, un particolare trattamento riservato ai prigionieri più “meritevoli” che venivano fatti scomparire nelle notte e nella nebbia) è quella di avere ospitato la più grande componente femminile di deportati, che arrivò a 26.000 detenute.

Si stima che dal campo transitarono 125.000 persone e di queste ne morirono 40.000. Tanto che fu richiesto un ampiamento dell’impianto di cremazione.
Quando vedete un vostro amico nazi (tutti ne abbiamo uno, lo so) raccontategli questa storia.

 

La città sorge su un territorio montuoso e boschivo di difficile accesso, ideale per fare perdere le tracce e seppellire il tesoro del capitano Kidd. Ah no, scusate, non è Oak Island.

Ma torniamo a noi. L’ipotesi è quindi che il Reich abbia sfruttato questo territorio isolato e relativamente ricco per accumulare ricchezze in quel di Breslavia (in parte proveniente dalle ricchezze personali dei detenuti di Gross-Rosen, in parte volutamente portate qui per sottrarle ai territori ormai persi, non dimentichiamo che siamo alla fine della WWII), ricchezze poi caricate su un treno prima che la città fosse invasa dai sovietici e spedite chissà dove.

Anzi, spedite al km 65 dove uno scambio le dirige al sistema sotterraneo.

Tutto molto bello, direbbe Pizzul. Ma che prove abbiamo?

Nessuna.

Ma l’ipotesi è plausibile anche alla luce di altri fatti.

 

 

 

Treni e omicidi

Alcuni vecchietti della zona, tra l’osservazione di un cantiere e l’altro, sono pronti a giurare che al km 65 c’era una lunga recinzione che separava i binari da quella famosa insenatura.

Uno di loro, macchinista ferroviere nei primi anni del secolo, giura di aver visto coi suoi occhi dei vagoni al di là della recinzione, alzandosi in piedi sul cumulo di carbone del treno in viaggio mentre passava da lì, spinto dalla curiosità. Si lo so, è un eroe. E sicuramente era giovane e bello.

Altro indizio: Ci sono due case vicino al km 65: dalle finestre è possibile avere una buona visuale sull’area. Quando i sovietici sono alle porte di Breslavia due bombe esplodono in entrambe le case, uccidendo i proprietari.

La loro morte è riportata, con la data esatta, in un registro ecclesiastico della zona.

Un abbraccio, Adam.

Kadmon non vi ha ancora convinti? Bene, adesso arriva il pezzo da novanta della storia. Se sei un regime, il più spietato della storia, devi avere delle idee del cazzo.

Altrimenti non sei credibile. Avete mai visto un regime che ha idee brillanti?

No, è ovvio.

Beh, un giorno c’è una riunione di gerarchi nazisti. E si cerca un’idea del cazzo per consegnare alla storia il regime nazista.

Alla fine il progetto vincente è il seguente:

Scaviamo chilometri e chilometri di gallerie nel sottosuolo polacco. Lo facciamo fare agli schiavi del campo di concentramento. Poi quando abbiamo finito le gallerie facciamo anche delle camere sotterranee. Anzi no, dei capannoni sotterranei. Tanto la roccia della zona è durissima, che problema c’è? Così ci mettiamo delle fabbriche belliche lì dentro.

Un coro di “genio!” si alzò e così nacque il progetto Riese.

 

 

 

 

Li voglio più grandi

Projekt Riese, progetto gigante, fu un progetto nazista abbandonato nel 1945. Mai completato, si basava su diverse strutture di tunnel sotterranei dallo scopo ad oggi sconosciuto.

 

 

L’ipotesi più probabile è che si volesse costruire un complesso sotterraneo di vie di fuga e fabbriche di armi.

L’ipotesi più probabile è che si volesse costruire un complesso sotterraneo di vie di fuga e fabbriche di armi, rendendone impossibile l’individuazione e quindi il bombardamento.

Prima dell’abbandono furono scavati 9 km di tunnel sotterranei dei quali quasi nessuno rivestito in cemento armato come da progetto iniziale. La manodopera era garantita dal campo di concentramento di Gross-Rosen e da quello di Auschwitz.

Si stima che 5.000 persone persero la vita nei lavori, principalmente per tifo, malnutrizione, incidenti sul lavoro e sevizie varie delle 800 guardie SS che gestivano la supervisione dei lavori. Ci furono 14 prigionieri giustiziati per tentata evasione.

I tunnel erano giganti, paragonabili ad una galleria ferroviaria moderna ma leggermente più alti. E poi c’erano stanze, stanze enormi per larghezza ed altezza.

 

 

Probabilmente il progetto originario prevedeva di percorrerli in automobile e non si esclude che alcuni di questi potessero essere percorsi anche da treni.

Ma dove finivano questi tunnel?

Beh, al castello ovviamente.
Il castello di Książ.

Ve l’avevo promesso ed eccolo qui. È fighissimo e solo questo vale il prezzo del biglietto siore e siori.

 

 

Il castello di Książ, Polonia.

 

 

Da bravo regime, il nazismo ha cercato di deturparlo. E ci è riuscito. L’interno del casello, in alcune stanze, non è quello che promette l’aspetto esteriore ma accontentiamoci.

Anche su questa struttura in chiave nazista abbiamo comunque poche certezze. Edificato a fine del 1200 e passato di signore in signore l’edificio finisce negli anni ’40 in mano nazista.

 

 

Anche qui i gerarchi fecero un rapido summit per votare l’idea del cazzo migliore e si finì per decidere di deturpare l’interno e rendere il castello l’ombelico del progetto Riese.

Così vengono installati 2 ascensori nei sotterranei del castello che portano nel sottosuolo.

I tunnel sottostanti al castello sono gli unici rifiniti in cemento armato dell’intero complesso e rendono un’idea dell’imponenza della struttura sotterraneo voluta da Hitler.

Ad oggi non sappiamo esattamente a chi fosse destinato il castello ma resta valida l’ipotesi che fosse una residenza destinata al Fuhrer in persona ma che le sorti della guerra lasciarono incompiuta.

 

 

 

 

Ricapitoliamo

Abbiamo uno scambio binari che potrebbe esserci, dei tunnel che ci sono, delle ricchezze che sono plausibili e un castello che è una base operativa nazista.

Ecco perché attorno alla notizia del treno si alzò un polverone anni fa.

La realtà dei fatti è che i cacciatori di tesori non hanno trovato un fico secco e che la notizia di allora si basò su un rilievo strumentale interpretato troppo positivamente dai due Indiana Jones.

 

 

Grazie a questo rilievo trovarono però dei fondi per intraprendere lo scavo, fondi che svanirono nel nulla quando un professore dell’Università di Cracovia, esaminando la zona del chilometro 65 con uno strumento più idoneo, dichiarò chiaramente:

Potrebbe esserci un tunnel, ma di sicuro nessun treno.

Piotr Koper e Andreas Richter non la mandarono giù e in fondo non faccio loro un torto per questo: la scienza è spietata e non guarda in faccia a nessuno, tanto meno si fa problemi a infrangere un sogno che hai fin da bambino. Ricordo ancora quanto ci rimasi male quando mio zio medico mi disse che la grappa non è un digestivo.

E così scavarono di tasca loro. Scavarono fino a raggiungere la roccia per la quale non avevano nè una trivella nè un permesso per procedere con i lavori.

Il loro fu un buco nell’acqua prima ancora che nella terra.

Ma li ringrazio comunque, è grazie a loro se oggi sentiamo parlare del progetto Riese. Affascinante e dannato come solo le idee del cazzo naziste possono essere.

E poi c’è un castello…..

 

  • Il progetto Riese (wikipedia.it)
  • Il castello di Ksiaz (wikipedia.it)
  • Il campo di concentramento di Gross-Rosen (wikipedia.it)
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