Cars 3: intervista al regista Brian Fee e al produttore Kevin Reher

4 anni fa

7 minuti

cars 3

Il 14 settembre arriverà nei cinema italiani Cars 3, nuovo capitolo del franchise Pixar con protagonista la macchina da corsa Saetta McQueen. In attesa di tornare nuovamente in pista con il numero 95 abbiamo incontrato il regista Brian Fee e al produttore Kevin Reher.

Cars è senza dubbio uno dei film Pixar più amati dal pubblico dei più piccoli. Era il 2006 quando John Lasseter ha portato sul grande schermo la storia di Saetta McQueen che ha conquistato il pubblico, incassando oltre 460 milioni di dollari.

Dopo il sequel del 2011 che vede Saetta McQueen partecipare al World Grand Prix e gareggiare con le più veloci macchine da corsa del mondo, il numero 95 torna per un terzo capitolo in cui affronterà giovani e moderni rivali e dove dovrà dimostrare ancora una volta di essere il migliore.

In attesa di poter vedere Cars 3 nei cinema italiani – l’uscita è prevista per il 4 settembre – il regista Brian Fee e al produttore Kevin Reher hanno incontrato la stampa romana, dove hanno svelato la loro passione per le macchine da corsa e molto altro.

Cars 3 è un film sulla motivazione e sul saper capire quando cambiare e ritirarsi. Potete parlarci di questi aspetto.

Brian Fee: Si, film parla di cambiamento. Tra l’altro quello che io ho portato in termini di esperienza in Cars 3 è la mia esperienza di padre. Diventare genitore è un grande cambiamento. Ho due figlie e l’atteggiamento cambia, non sei più la persona che eri abituato ad essere. Oggi quello che mi preoccupa è il loro benessere e il loro successo. Quindi un grande cambiamento che portato nella pellicola.

Kevin Reher: Per quanto riguarda me sono 24 anni che sono alla Pixar e diciamo che la parola pensionamento mi suona molto vicina.

Uno degli argomenti trattati nel film è il fallimento, è qualcosa che fa parte della Pixar? A quali film sportivi vi siete ispirati?

Brian Fee: Diciamo che il fallimento è uno dei temi di Cars 3 ma ritengo che ciò che ci rende felici è il vero successo, a prescindere da cosa succede. Quando siamo felici quello per noi è un successo. È quello che fondamentalmente fa Saetta McQueen perché da un’opportunità a qualcun’altra e questo lo rende vincitore da un punto di vista emotivo. Per quanto riguarda il concetto di fallimento e sconfitta all’interno della Pixar John Lasseter dice sempre che ogni film attraversa varie fasi e c’è sempre una fase in cui è il peggior film che abbiamo mai fatto. Impieghiamo 5 anni per fare un film, ci prendiamo così tanto tempo perché lo lavoriamo in continuazione mentre cerchiamo il modo migliore per raccontare la storia. John Lasseter dice sempre: fallite rapidamente e fatelo il prima possibile.

Kevin Reher: Per quanto riguarda i film abbiamo visto molti film sulle corse Nascar, abbiamo visto Rush, i film di Rocky, Karate Kid, Fast & Furious. Inoltre lo sceneggiatore.

 

 

cars 3 saetta mcqueen cruz

 

 

Che tipo di studio avete fatto per le location del film?

Brian Fee: Ogni location è ispirata luoghi veri e reali. Alcune sono ispirate a luoghi dove hanno avuto vere corse Nascar. A volte sono un mix. Ad esempio la spiaggia dove si allenano Saetta McQueen e Cruz è ispirata a Daytona Beach, la spiaggia dove si è tenuta la prima corsa Nascar sulla sabbia. Anche l’architettura e la natura sono specifici dei luoghi in cui Cars 3 è ambientato.

Quali sono le sfide dietro il processo creativo di un film arrivato al terzo capitolo? Come funziona il processo di casting?

Kevin Reher: Il difficile con i sequel è non ripetersi, non creare qualcosa che lo spettatore possa dire “l’ho già visto”. La grande sfida è creare sempre nuove storie ed avventure. Per quanto riguarda il casting in genere scegliamo in base alla descrizione dei personaggi una decina di attori e li presentiamo al regista il quale ne seleziona tre. Di questi tre indica il suo preferito. Poi andiamo da John Lasseter senza dire qual è il preferito del regista nella speranza scelga la stessa persona. Poi una volta scelta la voce si contatta l’attore scelto. Nella versione americana siamo stati fortunati, abbiamo ricevuto tutti si.

Brian Fee: Quello che cerchiamo quando facciamo il casting delle voci è una voce che buchi lo schermo. Non guardiamo mai i volti degli attori ma ascoltiamo solo la sua voce. Dobbiamo capire se la voce abbia quella qualità extra che renda memorabile il personaggio. Cerchiamo un attore che sappia migliorare il personaggio, in particolare per i personaggi secondari che non hanno tante scene e quindi la voce deve essere perfetta. Deve essere reso interessante e gradevole perché non c’è tempo di raccontare antefatti.

In Cars 3 ritorna Doc Hudson, la cui voce originale è quella di Paul Newman. Qual è stato il procedimento per riportare in vita tale leggenda?

Kevin Reher: Abbiamo cercato una voce che gli somigliasse, ma nessuna di queste funzionava. Fortunatamente Joh Lasseter durante la sessione di doppiaggio di Paul Newman in Cars ha lasciato il microfono sempre aperto. Abbiamo così ascoltato le ore di registrato con la voce di Newman in cui parla di corse e altre cose. Abbiamo fatto la trascrizione e poi adattato il dialogo in base a ciò che avevamo.

Brian Fee: Sin dall’inizio volevamo che Doc Hudson fosse presente. Proprio perché è un film che ha a che fare con il rapporto tra le varie generazioni ed il concetto di essere mentore di qualcun altro. Volevamo mostrare il rapporto tra Doc e McQueen e come questo rapporto si è sviluppato e come in Cars 3 Saetta non ha più il suo mentore e si accorge di dover divenire lui mentore di qualcun’altra.

 

 

Cars 3 disney pixar

 

 

In Cars 3 si parla di fallimento e scambio generazionale, temi che generalmente esulano da quelli classici presente nei film per bambini. Come vi aspettate il film possa essere accolto dai più piccoli?

Brian Fee: Ho due figlie di 8 e 11 anni e nel corso degli anni ho avuto modo di osservarle e di parlarci. Devo dire che i bambini tendenzialmente hanno paura di fare cose dove temono di non riuscire a farcela. Spesso poi tendono a fare la distinzione tra cose per bambini e per bambine, tendono ad etichettare e se pensano siano non adatte a loro non vogliono provarle. Invece quello che vogliamo fare è farsi che i bambini capiscano che è possibile provare qualsiasi cosa, a prescindere se sia per maschi o per femmine. Crediamo i bambini capiranno cosa sta succedendo a Saetta McQueen.

Cars 3 lascia la porta aperta a nuove possibili avventure, avete intenzione di continuare il franchise? I riferimenti alla Ferrari sono voluti?

Kevin Reher: Adoro la Ferrari, vorrei una Giulia Quadrifoglio. Come ogni sequel se c’è un’idea per Cars 4 ci si può lavorare, ma per ora non c’è nulla di pianificato. Ma non si sa mai.

Brian Fee: Cars 3 è una lettera d’amore alle corse e alla automobili, ma il film è per tutti, anche per coloro che non amano le corse. Vogliamo che la storia posso piacere a tutti. È un omaggio a questa passione che abbiamo per le macchine.

Come mai nella versione originale non avete usato Vettel ma avete usato Hamilton?

Kevin Reher: Lewis Hamilton si è divertito molto ad essere in Cars 2 e saputo stavamo facendo Cars 3 ha chiamato dicendo che avrebbe voluto essere anche in Cars 3. Gli abbiamo detto che non c’erano gare di F1 nel film, gli ho detto che nel caso avrebbe dovuto fare il computer e ha detto «ok, farò il computer». Vettel non ci ha telefonato!

Brian Fee: È venuto alla Pixar per registrare ed è stato molto cordiale. Mi ricordo che a pranzo lui mangiava un’insalata ed io una pizza. Mi ha chiesto com’era la pizza e gli chiesto se voleva assaggiarla. Mi ha detto di no perché doveva perdere 5kg. È così magro che non ha 5kg da perdere! Il motivo è che più lui è magro più può essere aggiunta tecnologia alla sua macchina da corsa o benzina.

 

 

Cars 3 arriverà nelle nostre sale il 14 settembre 2017

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