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40 film anni ’80 per ragazzi da (ri)vedere

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5 anni fa

49 minuti

the-goonies

Avventura, amicizia, amore, alieni, mostri, mondi fantastici e molto altro sono gli elementi alla base dei film per ragazzi che usciti negli anni ’80 sono divenuti dei veri e propri cult indimenticabili. Ecco un elenco di pellicole dedicate ai più giovani da (ri)vedere.

Gli anni ’80 sono stati un decennio veramente prolifico, almeno dal punto di vista cinematografico. In quella decade videro la luce molti film destinati a entrare nel cuore (e successivamente negli scaffali, in forma di VHS prima, DVD e Blu-ray poi) di molti appassionati e di giovani.

È in questi anni che arrivano sul grande schermo molti film destinati a diventare veri e proprio cult. È in questo decennio infatti che al cinema arrivano pellicole come Terminator di James Cameron, la trilogia di Indiana Jones, Episodio V e VI di Guerre Stellari e molti altri.

Ma i fantastici anni ’80 sono noti anche per essere stati il decennio dove a farla da padrone erano i film dedicati ai ragazzi, pellicole senza tempo con temi e messaggi universali e che ancora oggi vengono trasmesse in televisione e che ogni volta si rivedono con piacere e un pizzico di nostalgia.

Ecco quindi un elenco, o meglio un compendio, di 43 film da rivedere (se siete cresciuti con loro) o da vedere almeno una volta nella vita se non ne avete mai avuto il piacere.

 

 

la storia infinita anni '80

 

 

La Storia Infinita

Ispirato all’omonimo romanzo di Michael Ende, La Storia Infinita è uno di quei film a cui si pensa quasi subito quando si parla di anni ’80.

La pellicola diretta da Wolfgang Petersen fu il più costoso film di produzione tedesca e narra le vicende di Bastian, un bambino che si rifugia nella soffitta della scuola per leggere il libro che dà il titolo al film. Veniamo quindi proiettati nel mondo di Fantàsia, dove facciamo la conoscenza del guerriero Atreyu, dell’Imperatrice Bambina e di tante altre bizzarre creature.

Al primo film, grande successo di pubblico e critica, seguirono due sequel meno fortunati e praticamente trascurabili, il terzo in particolare. Inoltre Ende, autore del romanzo, fu inorridito dalla pellicola a tal punto da definirlo un “gigantesco melodramma di kitsch, commercializzazione, pupazzi e plastica“.

La pellicola è divenuta famosa anche per Never Ending Story, brano principale della colonna sonora cantata da Limahal e composta da Klaus Doldinger e Giorgio Moroder.

 

 

 

 

the goonies anni '80

 

 

I Goonies

Gli anni ’80 sono stati quelli del trio delle meraviglie composto da Chris Columbus – Steven Spielberg – Richard Donner che in quel periodo diedero vita a film indimenticabili, tra cui I Goonies.

Il film è la storia di un gruppo di ragazzi cresciuti nel quartiere Goon Docks (da cui Goonies), ad Astoria e che sta per essere demolito. I ragazzi si preparano quindi a vivere la loro ultima settimana da Goonies, quando in soffitta trovano una mappa che potrebbe portarli al tesoro del pirata Willy l’Orbo. Inizia così per Micky, Chunk, Mouth e Brandon un’incredibile avventura.

I Goonies grazie al giusto dosaggio di avventura e comicità (tutti abbiamo sognato di andare alla ricerca di un tesoro perduto) è entrato di diritto nel cuore dei ragazzi di tutto il mondo e di quei cult che vedi sempre con piacere, come fosse la prima volta.

Con una colonna sonora in pieno stile anni ’80 e con un cast di attori che avrebbero conquistato il cinema e il piccolo schermo – su tutti Josh Brolin ma anche Corey Feldman (protagonista di molti film per ragazzi anni ’80), Martha Plimton (Saving Hope) e Sean Astin (il Sam della trilogia di Il Signore degli Anelli) – I Goonies è uno di quei film che ogni cinefilo non può non aver visto.

Da anni si parla di un possibile sequel, ma speriamo vivamente non vada mai in porto.

 

 

 

 

gremlins anni '80

 

 

Gremlins

Chris Columbus – Steven Spielberg – Joe Dante altro trio e altro cult: Gremlins.

Era il 1984 quando la storia di Billy (Zach Galligan), del suo simpatico Mogwai Gizmo e dei pestiferi mostricciattoli verdi che mettono a soqquadro un’intera città arriva nei cinema. Con la giusta dose di horror, noir e humor la pellicola conquistò in breve critica e pubblico.

Ispirato all’omonimo romanzo di Roald Dahl, il successo del film lo si deve in particolare all’esperto degli effetti speciali Chris Walas creatore dei mostriciattoli verdi e di Gizmo. Mostri così reali che la co-protagonista Phoebe Cates si teneva alla larga dai pupazzi. Inoltre il set dove era ambientata l’immaginaria cittadina di Kingston Falls venne utilizzato l’anno seguente per girare Ritorno al Futuro.

Nel 1990 arriverà Gremlins 2 – La nuova stirpe, che però non ebbe il successo del primo film, principalmente a causa della mancanza di quel mix di horror e comedy.

Probabile sequel in arrivo.

 

 

 

 

E.T. anni '80

 

 

E.T.

Era il 1982 quando Steven Spielberg portò nei cinema di tutto il mondo uno dei suoi film più amati dal pubblico e che entrò in breve tempo nell’immaginario di tutti, grandi e piccini. Ovviamente parliamo di E.T., l’extraterrestre che, smarritosi sulla Terra, vuole telefonare a casa e fa amicizia con il piccolo Elliot, che lo aiuterà a ritrovare i suoi genitori. Una pellicola in cui il regista mette in evidenza sia la crescita dei suoi protagonisti che l’amore incondizionato.

Come spesso accade anche E.T. è una di quelle pellicole dal percorso travagliato. Infatti, passando dall’idea di voler girare un nuovo film di fantascienza dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo a quella di volerne girare uno basandosi sulla sua infanzia sul set de I predatori dell’arca perduta , il regista e la sceneggiatrice Melissa Mathison unirono le due cose, dando così vita al film con cui tutti siamo cresciuti.

Come in molti film degli anni ’80 – per la serie ‘saranno famosi’ – qui troviamo una giovanissima Drew Barrymore, che allora aveva appena 7 anni e ottenne la parte riuscendo a conquistare Spielberg raccontando di essere alla guida di una band punk rock.

 

 

 

scuola di mostri anni '80

 

 

Scuola di mostri

Tutti siamo cresciuti con le storie horror di Dracula, La Mummia, Frankenstein, L’Uomo Lupo e Il Mostro della Laguna, ma le storie dei vari mostri erano sempre incentrate su uno di loro. Sarà grazie alla commedia horror Scuola di Mostri di Fred Dekker che i mostri della letteratura si riuniranno in un unico film.

La trama è molto semplice: ogni cento anni le forze del male, guidate dal conte Dracula, e quelle del bene si scontrano. L’obiettivo del vampiro è quello di liberare le armate del male sulla Terra, i secondi ovviamente vogliono impedirlo. E i buoni sono rappresentati da un gruppo di ragazzi – che per fisicità e carattere ricordano I Goonies – appassionati di racconti horror, tanto da avere un club dei mostri.

Con riferimenti ai classici del genere anni ’30 e ’40 – il look di Dracula e soci ne è un chiaro omaggio – e battute sulle saghe horror, in particolare Venerdì 13, la pellicola non fu molto apprezzata dalla critica ma divenne un piccolo cult per i ragazzi dell’epoca che vi sono cresciuti assieme.

Anche per Scuola di Mostri si è parlato per molto tempo di un remake, mai realizzato.

 

 

 

stand by me anni '80

 

 

Stand by me

Wil Wheaton, River Phoenix, Corey Feldman e Jerry O’Connell sono i protagonisti di Stand by me – Ricordo di un’estate, uno di quei film degli ’80 che ti rimangono impressi nella memoria. Diretto da Rob Rainer (La Storia Fantastica, Harry ti presento Sally) la pellicola è tratta dal racconto Il Corpo, contenuto nella raccolta di novelle Stagioni diverse di Stephen King.

Stand by me è il ricordo di un lungo flashback dell’estate del 1959, anno in cui i quattro amici dodicenni Gordon ‘Gordie’ Lachance, Chris Chambers, Teddy Duchamp e Vern Tessio essendo venuti a sapere dell’esistenza del cadavere di un ragazzo, decidono di cercarlo e divenire così degli eroi agli occhi della comunità. Spinti ognuno da un motivo diverso i quattro amici affronteranno un percorso pieno di ostacoli che li porterà a crescere, in quella che sarà una delle più grandi avventure della loro infanzia.

Girato tra il giugno ed il luglio del 1985 tra Californi a ed Oregon, Stand By me, come ogni film che si rispetti, ha aneddoti che lo riguardano. Il più noto riguarda la scena della corsa sul ponte. Poiché Wil Wheaton e Jerry O’Connell non riuscivano ad avere un’espressione abbastanza spaventata, il regista li sgridò fino a terrorizzarli e solo allora li ritenne pronti a girare.

Un film che ogni ragazzo dovrebbe vedere e rivedere.

 

 

 

un compleanno da ricordare anni '80

 

 

Un compleanno da ricordare

La timidezza nerd di John Cusack, la sfrontatezza genuina di Anthony Michael Hall, la bellezza acqua e sapone di Molly Ringwald e una colonna sonora che è un tripudio glam anni ’80, tra cui David Bowie, Spandau Ballet e Billy Idol per citarne qualcuno. Tutto questo e molto di più è Un compleanno da ricordare, pellicola del 1984 scritta e diretta da John Hughes, regista che più di ogni altro ha legato il suo nome agli anni ’80.

Con il suo stile inconfondibile John Huges ci porta nella vita incasinata e frenetica di Samantha “Sam” Baker. È il suo sedicesimo compleanno ma tutta la sua famiglia sembra essersene dimenticata poiché troppo presa dal matrimonio della sorella. Come se non bastasse Sam è innamorata di Jack Ryan, il bello della scuola, ma è invisibile anche per lui. L’unico che le presta attenzione, o meglio la tartassa, è lo sfacciato Geek. Ma sarà proprio grazie a lui che Jake, stufo della superficialità della sua ragazza, noterà finalmente Sam la quale infine festeggerà il compleanno in un modo inaspettato.

Un compleanno da ricordare è uno di quei film che, nonostante non brilli per originalità, è riuscito comunque ad entrare nell’immaginario di tutti poiché riesce in qualche modo a riflettere le difficoltà della vita di una liceale qualunque. E ogni vostra amica che è cresciuta con questo film vi dirà che ha contribuito “a farmi crescere deviata dall’idea che il più figo del liceo ti voglia“.

La pellicola è stata citata e parodiata più volte nel corso degli anni, memorabile quella de I Griffin.

 

 

 

the breakfast club anni '80

 

 

The Breakfast Club

Ancora John Huges, ancora Molly Ringwald e Anthony Michael Hall ed ancora il liceo. Nel caso di The Breakfast Club però più che sulla vita di tutti i giorni dei ragazzi al liceo il regista decide si soffermarsi su cinque outsider, riuniti il sabato mattina in biblioteca per punizione, ognuno per un motivo diverso.

I cinque protagonisti, che includono anche Emilio Estevez (fratello di Charlie Sheen), Judd Nelson e Ally Sheedy, con caratteri molto diversi saranno costretti non solo a confrontarsi tra di loro spesso attraverso dialoghi taglienti ma anche con loro stessi dovendo scrivere un tema dal titolo “Chi sono io?“. Grazie al duro confronto che i cinque avranno riusciranno finalmente a capire i loro errori e a capirsi a vicenda, riuscendo così a fare un passo decisivo verso la maturità.

Come spesso accade nei film di Huges le figure autoriali – qui il preside della scuola – vengono derisi per il loro giudicare i ragazzi con superficialità, disprezzo e superiorità invece di cercare di capirli. Memorabile l’inizio in cui in voice over viene letto il tema svolto dai ragazzi, i quali chiedono al preside che senso abbia quel compito se tanto lui li vede come vuole, ovvero: un cervello, un atleta, un’handicappata, una principessa ed un criminale.

Memorabile anche il brano della colonna sonora Don’t You (Forget About Me) cantata dai Simple Minds, scelti dopo il rifiuto di Billy Idol – che anni dopo ammetterà l’errore – che fecero diventare il brano un classico.

 

 

 

the karate kid anni '80

 

 

Karate Kid

«Metti la cera, togli la cera» è forse una delle battute più famose del cinema anni ’80 e non solo. Anche chi non ha mai visto Karate Kid (e qui ci si chiede come sia possibile) conosce tale battuta e tutti abbiamo provato a fare la mossa della gru.

La storia del film diretto da John G. Avildsen (Rocky) è molto semplice: Daniel LaRusso (Ralph Macchio) si trasferisce dal New Jersey alla California. Le cose inizialmente sembrano andare bene per il ragazzo che riesce a farsi degli amici ma il contrasto con il bullo abile nelle arti marziali Johnny Lawrence (William Zabka) farà precipitare le cose. Daniel diviene vittima di Johnny e dei suoi amici ed inizia ad evitare la bella Ali (Elisabeth Shue) per paura di ulteriori fastidi da parte dei bulli. Deciso a non farsi più mettere i piedi in testa da nessuno Daniel deciderà di prendere lezioni dal Signor Miyagi (Pat Morita, candiato all’Oscar come miglior attore non protagonista) il quale non solo lo aiuterà con l’arte marziale ma anche a credere in se stesso e a crescere.

Bulli, sport (in questo caso arti marziali), amore, liceo: tutti ingredienti immancabili (o quasi) per un film sulla crescita di un adolescente che imparerà sulla propria pelle la durezza della vita e che non ci si deve arrendere davanti le difficoltà.

Parodiato e citato a più riprese (fantastica quella del classico Disney Hercules) Karate Kid avrà ben tre seguiti, tutti più o meno trascurabili, che vedono nel quarto episodio protagonista la futura due volte premio Oscar Hilary Swank. Inoltre nel 2010 arriva il remake The Karate Kid – La leggenda continua con Jackie Chan e Jaiden Smith in cui il ragazzo impara inspiegabilmente il kung fu.

 

 

 

 

 

chi ha incastrato roger rabbit anni '80

 

 

Chi ha incastrato Roger Rabbit

Robert Zemeckis è uno di quei registi che è sempre stato all’avanguardia e Chi ha incastrato Roger Rabbit è uno di quei film che ha dimostrato la lungimiranza del regista.

Girato in tecnica mista, il film è ambientato in un mondo dove esseri umani e cartoni convivono. Protagonista è Bob Hoskins nei panni del detective Eddie Valiant, assunto dal proprietario degli studi di animazione R.K. Maroon per indagare sulla presunta relazione tra Jessica Rabbit, moglie di Roger Rabbit, con il proprietario della ACME Corporation Marvin Acme. L’indagine, che porterà il detective a Cartoonia, sarà tutt’altro che facile e porterà Valiant a smascherare il vero colpevole dell’omicidio di Marvin Acme.

La pellicola prodotta dalla Touchstone Pictures e dalla Amblin Entertainmente ebbe una lunga gestazione. Infatti sin dal 1982 la Disney aveva comprato i diritti del romanzo Who censored Roger Rabbit? di Gary K. Wolf ma solo anni dopo la produzione entrò nel vivo. Inizialmente come regista venne scelto Terry Gilliam che rifiutò, poi pentendosi, perché riteneva il progetto troppo complicato.

Tre Oscar più che meritati per montaggio, montaggio sonoro ed effetti speciali per un film che unisce attori in carne ed ossa, ottime le interpretazioni di Bob Hoskins e Christopher Lloyd, e personaggi dei cartoni animati (Disney, Warner Bros., Metro-Goldwin-Mayer, Paramount Pictures, Universal Studios, Terrytoon) per un’avventura avvincente che tiene con il fiato sospeso e gli occhi puntati sullo schermo.

 

 

 

navigator anni '80

 

 

Navigator

Prodotto dalla Disney e diretto da Randal Kleiser (Grease, Laguna Blu) Navigator è un film di fantascienza del 1986 la cui trama è basata sul paradosso dei gemelli (una implicazione della teoria della relatività) di Einstein.

4 luglio 1978. Il dodicenne David scivola in un anfratto nel bosco mentre rincorre il fratello minore. Risvegliatosi corre a casa ma scopre che i suoi genitori si sono trasferiti e di essere nel 1986. Nonostante siano passati ben 8 anni David ha lo stesso aspetto ed età che aveva nel 1978. Tutto ciò è possibile perché David è stato trasportato sul pianeta Phaelon dall’astronave Trimaxion (poi chiamata Max) per essere studiato, ma nonostante il viaggio sia durato solo 4,4 ore sulla Terra sono trascorsi otto anni. Ritrovata Max e liberata dalla custodia NASA David vivrà un’avventura incredibile a bordo dell’astronave volta al ritorno a casa del protagonista.

Navigator rappresenta una pellicola molto particolare poiché forse per la prima volta l’alieno in un film di fantascienza è un’astronave e non un essere vivente organico. Nel film non mancano riferimenti ad altri film del genere, E.T. in primis, e nel cast è presente anche una giovane Sarah Jessica Parker.

 

 

 

labyrinth anni '80

 

 

Labyrinth

Una giovanissima Jennifer Connelly interpreta la quindicenne Sarah, una ragazza arrabbiata con il mondo che intraprenderà un viaggio pieno di pericoli per poter salvare il fratellino rapito dagli gnomi. Un viaggio insidioso e fantastico all’interno di un intricato labirinto al cui centro sorge il castello di Jareth, il re dei Goblin, interpretato da un magnifico ed enigmatico David Bowie.

Diretto da Jim Henson (ideatore dei Muppets) Labyrinth – per stessa ammissione degli ideatori – è fortemente ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Mago di Oz e le opere di Maurice Sendak e di M. C. Escher e rappresenta uno dei cult del genere fantastico più amati di sempre grazie a scenari e creature che sono riusciti a rendere al meglio l’aspetto fantasy della pellicola.

Un film che racconta un percorso di crescita – dove la protagonista non rinuncia a sognare – e di un amore fraterno in cui tutti possono riconoscersi. Colonna sonora ovviamente ad opera del Duca Bianco.

 

 

willow anni '80

 

 

Willow

È il 1988 quando il duo George Lucas – Ron Howard porta sullo schermo Willow, la fantastica avventura del nano che dà il titolo al film.

Willow Ufgood (Warwick Davis) è un contadino di un villaggio di Nelwyn, ma il suo sogno è quello di diventare uno stregone. Un giorno trova sulla riva del fiume la neonata umana Elora Danan, che scoprirà in seguito essere una principessa destinata a sconfiggere la malvagia strega regina Bavmorda. Inizierà così per Willow un lungo viaggio per riportare la bambina al suo popolo. Con lui nel viaggio Madmartigan (un giovane Val Kilmer), due folletti, l’anziana strega Fin Raziel e in un secondo momento Sarsha.

Magia, guerrieri, gnomi, creature fantastiche e chi più ne ha più ne metta per una favola fantastica che vede protagonista «una piccola persona nel ruolo di protagonista», elemento preponderante della filmografia di Lucas: «molti miei film riguardano un piccolo ragazzo contro il sistema, qui l’interpretazione è un po’ più letterale».

Con effetti speciali all’avanguardia ad opera della Industrial Light and Magic il film viene ricordato come il primo in cui viene utilizzato il morphing digitale e fu un discreto successo di pubblico, divenendo in poco tempo cult.

 

 

 

bella in rosa anni '80

 

 

Bella in Rosa

Di nuovo la coppia John Huges (sceneggiatura) e Molly Ringwald, diretta questa volta da Howard Deutch, per una nuova commedia romantica.

Questa volta l’attrice veste i panni di Andie Walsh, studentessa che, prossima ai diciotto anni, lavora part time in un negozio di dischi, gira su una macchina rosa ed ha un padre disoccupato e depresso. Grazie ad una borsa di studio accede ad una facoltosa scuola frequentata da ragazzi ricchi e snob. Nonostante le prese in giro ad opera dei compagni per il suo aspetto e ceto – Andie si cuce i vestiti da sola – grazie all’amico Duckie, da sempre innamorato di lei ma non ricambiato – e al bel Blane, che ricambia il suo amore, le cose sembrano andare meglio. Sarà al ballo della scuola che tutti i nodi verranno al pettine e ci sarà l’immancabile lieto fine.

Il film, il cui titolo è ispirato al brano Pretty in Pink dei Psychedelic Furs, è stato girato nella stessa scuola in cui fu ambientato Grease ed è una versione moderna di Cenerentola, dove una ragazza fragile e umile non si lascia schiacciare dalla cattiveria delle persone che la circondano.

Anche qui nel cast non mancano i ‘saranno famosi’, su tutti James Spider (Stargate) e John Cryer, futuro protagonista stella della sit-com Due uomini e mezzo.

 

 

 

tron 1982 anni '80

 

 

Tron

In informatica il termine Tron – contrazione di Trace On – è un comando del linguaggio Basic impiegato per la ricerca di errori nelle linee di programma, e probabilmente da questa contrazione è derivato il titolo del film. Anche se il regista, Steven Lisberger, ha dichiarato che il titolo del film derivi dalla contrazione di electronics.

Qualunque sia l’origine del titolo, Tron è annoverato tra i cult per essere stato uno dei primi film sulla realtà virtuale con un stile visivo unico e all’avanguardia per l’epoca. La pellicola prodotta dalla Disney e con protagonisti Bruce Boxleitner, Jeff Bridges, David Warner e Cindy Morgan fu candidata agli Oscar per i costumi ed il sonoro ma non per gli straordinari effetti speciali poiché l’Academy considerò scorretto l’uso della computer grafica nei confronti degli altri film animati a passo uno.

La storia vede protagonista il programmatore di videogames Kevin Flynn (Bridges) il quale per poter dimostrare che la Encom, potente società informatica, si è impadronita dei suoi progetti, deve poter recuperare i dati che sono all’interno del computer centrale. Per farlo l’unico mezzo è entrare all’interno del computer dove scopre l’esistenza di un universo digitale parallelo. Grazie all’aiuto di Tron e Yori – alter ego virtuali di Alan e Lori, amici di Flynn – il programmatore riuscirà nel suo intento.

A distanza di 26 anni dal primo capitolo nel 2011 arriva il sequel Tron: Legacy, il quale però non riuscì a bissare il successo del primo. Si è parlato molto di un terzo capitolo ma per ora non sembra si farà.

 

 

 

 

legend anni '80

 

 

Legend

Ogni leggenda che si rispetti necessita di un giovane eroe, di una fanciulla in pericolo, di creature fantastiche e di un essere malvagio da sconfiggere che odia la luce. Diretto da Ridley Scott e con protagonisti Tom Cruise, Mia Sara e Tim Curry il film fantastico Legend ha tutti gli elementi del caso.

Tenebra, il signora delle tenebre, odia la luce e tutti i buoni sentimenti e per riuscire a far sprofondare il mondo nel buio deve uccidere gli ultimi unicorni rimasti. Ad impedirglielo, non senza difficoltà ci penseranno i giovani Jackili, grazie all’aiuto di un elfo, una fata ed alcuni nani.

Accolto con freddezza dalla critica e soprattutto dal pubblico il film ha ben tre versioni che si differenziano per la lunghezza (89 minuti quella USA, 94 minuti quella Europea, 113 directors il director’s cut) e addirittura una doppia colonna sonora, composte da Jerry Goldsmith ed utilizzate nella versione europea, mentre per volere della Universal – che voleva rendere più moderna la musica e attirare così più giovani – nella versione USA le musiche sono opera dei Tangerine Dream.

 

 

 

tesoro mi si sono ristretti i ragazzi anni '80

 

 

Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi

Il professor Wayne Szalinski (Rick Moranis) è un inventore ma non riesce proprio a farsi prendere sul serio. Sua ultima invenzione è una macchina capace di rimpicciolire le cose. Un giorno per sbaglio il professore rimpicciolisce i suoi figli Amy (Amy O’Neill) e Nick (Robert Oliveri) e quelli del terribile vicino, Russ (Thomas Wilson Brown) e Ron (Jared Rushton), per i quali inizia un’incredibile avventura.

Successo di critica e pubblico nel 1989 tanto da risultare la commedia fantascientifica con l’incasso più alto al botteghino fino al 1997, quando fu superata da Men in Black. Pochi sanno che Rick Moranis fu solo la terza scelta della Disney nei panni del professor Szalinsky. Inizialmente la scelta era caduta su Chevy Chase il quale però era impegnato con le riprese di National Lampoon’s Christmas Vacation. Venne allora contattato John Candy il quale rifiutò il ruolo e propose al regista proprio Rick Moranis.

Dal film, diretto da Joe Johnston (Jumanji, Captain America – Il primo Vendicatore), vennero tratti un cortometraggio dal titolo Honey, I Shrunk the Audience nel 1994, due sequel intitolati Tesoro, mi si è allargato il ragazzino (1992) e Tesoro, ci siamo ristretti anche noi (1997) e anche una serie tv composta da tre stagioni andata in onda dal 1997 al 2000.

 

 

 

la donna esplosiva anni '80

 

 

La donna esplosiva

Il decennio 1980-1989 è stato quello di John Huges il quale nel 1985 scrive e dirige una delle sue commedie più riuscite ed amate: La donna esplosiva.

Protagonisti della vicenda sono Gary (ancora Anthony Michael Hall) e Wyatt (Ilan Mitchell-Smith) due ragazzi imbranati ed impacciati, soprattutto con le ragazze, e per questo oggetto di scherno dei loro coetanei. Dopo aver visto in tv un film di Frankenstein decidono di servirsi del computer per creare la donna ideale. Il loro esperimento dà vita a Lisa (la bella e conturbante Kelly LeBrock) ragazza perfetta e con poteri straordinari. Grazie a lei i due ragazzi riusciranno a maturare e a credere in loro stessi.

Nuovi personaggi, nuova avventura ma sempre gli stessi vecchi problemi. Filo conduttore della filmografia di John Huges è infatti la crescita dei protagonisti delle sue storie tramite peripezie più o meno reali e che avvengono in maniera bizzarra e divertente. Nel cast anche Bill Paxton e un giovane e ribelle Robert Downey Jr..

Inizialmente John Huges non avrebbe dovuto girare la pellicola ma occuparsi solo della sceneggiatura, scritta in due giorni. Cambiò idea quando la produzione gli disse che se avesse diretto la pellicola gli avrebbero successivamente prodotto The Breakfast Club. Per di più Anthony Michael Hall pur di lavorare nuovamente con Hughes rinunciò al seguito di National Lampoon’s Vacation e Kelly LeBrock in un primo momento rifiutò poiché non voleva interrompere la vacanza in Francia.

 

 

 

national lampoon's vacation anni '80

 

 

National Lampoon’s Vacation

Tutti siamo andati in vacanza con i nostri genitori e tutti ci siamo spesso dovuti fare lunghe ore di macchina per arrivare nel luogo di villeggiatura. National Lampoon’s Vacation diretto da Harold Ramis è tutto questo e molto di più.

La pellicola con Chavy Chase, Beverly D’Angelo, Anthony Michael Hall, Dana Barron e John Candy è un divertente road movie familiare in cui la strampalata famiglia Griswold ne vivrà di tutti i colori sulla strada per raggiungere la loro meta: il parco divertimenti di Walley World in California.

La storia raccontata nel film prende spunto da un racconto scritto da John Hughes intitolato Vacation ’58 e pubblicato sulle pagine della rivista National Lampoon. Il primo a credere nelle potenzialità del racconto fu il produttore Matty Simmons che lo propose prima alla Paraount che rifiutò e poi alla Warner Bros. dove il progetto andò in porto grazie all’intervento di Mark Canton.

Alla divertente pellicola sono seguiti ben cinque film tra sequel e spin-off e tutti con il fil rouge dell’ostinazione della famiglia Griswold di raggiungere un obiettivo.

 

 

 

ritorno al futuro anni '80

 

 

Ritorno al Futuro

«Grande Giove!» è forse l’esclamazione di stupore più nota in ambito cinematografico e tutti coloro cresciuti con Ritorno al Futuro l’hanno pronunciata almeno una volta. Sceneggiato da Bob Gale e Roberte Zemeckis, e diretto da quest’ultimo, il film con Michael J. Fox e Christhoper Lloyd è uno dei simboli degli anni ’80.

La trama è nota a tutti: l’indisciplinato diciassettenne Marty McFly aziona per errore la macchina del tempo – una DeLorean – inventata dal suo amico Emmett “Doc” Brown e si ritrova nel 1955, anno in cui i suoi genitori si sono conosciuti. Nel suo soggiorno nella Hill Valley degli anni ’50 Marty, che è in cerca di Doc per riuscire a tornare nel suo tempo, fa la conoscenza di quelli che saranno i suoi genitori, modificando così la linea temporale e mettendo a rischio la sua esistenza e quella dei suoi fratelli. Con l’aiuto di Doc il ragazzo escogiterà un piano per rimettere le cose a posto.

Avvincente, entusiasmante ed ironico, il primo capitolo della trilogia è stato da subito un successo di pubblico e critica, tanto da essere nominato a ben 4 premi Oscar (vincendo quello per il miglior montaggio sonoro) e divenendo cult in pochissimo tempo. Visto il successo di Ritorno al Futuro, dei sequel erano inevitabili.

Nel 1989, quattro anni dopo, arriva nei cinema Ritorno al Futuro – Parte II, che contiene la celebre battuta «Strade…? Dove andiamo noi non ci servono “strade”!» ambientato in un 1985 alternativo rispetto a quello del primo film, nel futuro (21 ottobre 2015 vi dice nulla?) e nuovamente nel 1955 la pellicola è probabilmente la più avvincente della trilogia. L’anno successivo è la volta di Ritorno al Futuro – Parte III, ambientato nel far west che vede Marty e Doc affrontare Cane Pazzo Tannen, antenato di Biff Tannen, antagonista dei primi due capitoli.

Citata e parodiata a più riprese, la trilogia è tra le più amate di sempre e fortunatamente non vi saranno sequel e remake, almeno finché Robert Zemeckis avrà vita.

 

 

 

 

ghostbusters 1984

 

 

Ghostbusters

Più o meno tutti da bambini avevamo paura dei mostri e tra questi vi sono i fantasmi, e molti avrebbero voluto poter chiamare il 555-2368, ovvero il numero degli Acchiappafantasmi (Ghostbusters in originale).

Partendo da un soggetto di Dan Aykroyd la stesura definitiva della sceneggiatura fu scritta in circa tre settimane dallo stesso Aykroyd insieme ad Harold Ramis, interpreti rispettivamente del Dott. Raymond “Ray” Stantz e del Dott. Egon Spengler; i due inventarono anche gli zaini protonici e tutta l’attrezzatura dei Ghostbusters.

Ad affiancare i due sul set anche Bill Murray nei panni dell’irriverente Dott.Peter Venkman, e Ernie Hudson, in quelli di Winston Zeddemore, a dirigere Ivan Reitman. Unendo azione, comicità, fantastico e un pizzico di horror Ghostbusters in poco tempo conquista tutti, anche grazie al viscido Slimer e all’uomo Marshmellow.

Il grande successo del film darà vita ad un sequel, Acchiappafantasmi II (Ghostbusters II), e ben due serie animate.

Ricordate, se dovete liberarvi di un semidio sumero – se vi chiede se siete un dio rispondete SÌ, mi raccomando – o di una melma psicomagneterica «Who you gonna call? Ghostbusters!».

Nell’estate del 2016 è arrivato il tanto discusso remake diretto da Paul Faige. Con protagoniste Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon, Leslie Jones e Chris Hemsworth la pellicola sin dal suo annuncio ha fatto infuriare i fan di tutto il mondo.

 

 

 

 

licenza di guida anni '80

 

 

Licenza di guida

Sedici anni è un’età importante, in particolare negli Stati Uniti poiché è l’età in cui i ragazzi prendono la patente di guida. Licenza di guida  (License to Drive) di Greg Beeman si sofferma proprio su questo importante rito di passaggio.

Protagonista della vicenda è Les (Corey Haim), sedicenne che desidera avere la patente per poter così andare in giro a divertirsi con i suoi amici. Purtroppo però Les viene bocciato all’esame e i suoi sogni vanno in fumo. Almeno fino a quando non decide di prendere la Cadillac di suo nonno e portare fuori la bella Mercedes (una diciottenne Heather Graham). Inizierà così per i due ragazzi una notte piena di peripezie che causerà la distruzione della macchina.

Piacevole commedia on the road senza troppe pretese incentrata sulla classica notte che il protagonista ricorderà per sempre. Inoltre secondo quanto dichiarato da Corey Feldman, lui ed il protagonista Corey Haim stavano progettando una trilogia i cui sequel si sarebbero dovuti intitolare License to Fly e License to Dive.

 

 

tutto quella notte anni '80

 

 

Tutto quella notte

Cosa potrebbe andare storto nel fare da babysitter ad una bambina grande fan del super eroe Thor, di suo fratello quattordicenne e dell’amico strampalato di lui? Nulla, almeno finché la tua migliore amica ti chiama per dirti che è scappata di casa e che vuole che tu la vada a prendere. Inizia così per Chris (Elisabeth She), i tre ragazzi a cui deve badare e la sua amica Brenda (Penelope Ann Miller), una notte piena di peripezie, avventure e di corse contro il tempo per poter tornare a casa prima del ritorno dei genitori dei ragazzi.

Chris Columbus dirige Tutto quella notte (Adventure in Babysitting) una divertente avventura per le strade di Chicago dove la freschezza di Elisabeth Shue, la spensieratezza adolescenziale e una colonna sonora tipicamente anni ’80 la fanno da padrone. Una commedia senza pretese che conquista da subito anche grazie a personaggi particolari. Nel cast anche un biondo Vincent D’Onofrio.

Ormai si sa che ad Hollywood è scoppiata la remake/reboot mania e i film anni ’80 sono tra i più colpiti. Non fa eccezione Tutto quella notte di cui nel 2016 è arrivato il rifacimento per la televisione ad opera di Disney Channel. Diretto da John Schultz la pellicola vede protagoniste Sabrina Carpenter e Sofia Carson.

 

 

una pazza giornata di vacanza anni '80

 

 

Una pazza giornata di vacanza

Marinare la scuola è qualcosa che non solo abbiamo pensato più volte di fare, ma che abbiamo anche fatto. Una pazza giornata di vacanza (Ferris Bueller’s Day Off) è una commedia del 1986 con protagonista Matthew Broderick che mette in scena la giornata che Ferris Bueller (Broderick) e i suoi amici Cameron (Alan Ruck) e Sloane (Mia Sara) passeranno a Chicago tra la partita dei Chicago Cubs, la visita alla Willis Tower, l’Art Institute of Chicago e molto altro.

Scritto e diretto da John Huges (sì ancora lui) il film è una divertente commedia che mette in risalto l’anima più frivola, burlona e spensierata della gioventù americana e che deride le istituzioni scolastiche, fin troppe chiuse e troppo impegnate a sentirsi superiori ai ragazzi invece di cercare di comprenderli. Road movie per le strade di Chicago di cui il regista voleva riprendere «lo spirito».

Tutti gli amanti dei film anni ’80 ed in particolare di quelli di John Huges avranno sicuramente notato la citazione della pellicola nella scena extra di Deadpool, che appunto riprende il finale del film con Broderick.

 

 

howard e il destino del mondo anni '80

 

 

Howard e il destino del mondo

Stroncato sia dal pubblico che dalla critica di tutto il mondo, vincitore di ben 4 Razzie Award (peggiore film, attore esordiente, effetti visivi e sceneggiatura) Howard e il destino del mondo rappresenta uno di quei pochi casi in cui nonostante la pellicola faccia acqua da molte parti (se non tutte) sia riuscita nel tempo a divenire un cult. Fa parte dei cosiddetti so bad, so good, termine tecnico per descrivere quei film così brutti ma così brutti da risultare in qualche modo affascinanti.

Basato sul personaggio Marvel Howard il Papero, sceneggiato e prodotto da George Lucas e diretto da Willard Huyck la pellicola è la storia di Howard, una papero alieno, che si ritrova a Cleveland, trasportatovi a causa di un esperimento svolto da scienziati terrestri con lo scopo di studiare le razze aliene. Nel tentativo di riportare Howard a casa, usando nuovamente il raggio traente, gli scienziati peggiorano la situazione portando sulla Terra uno degli Occulti Super Sovrani dell’Universo, il cui intento è distruggere il pianeta. Sarà compito di Howard, Beverly e di Phil Blumburtt salvare il pianeta.

Nel cast figurano Lea Thompson (Ritorno al Futuro), un ventottenne Tim Robbins e Jeffrey Jones. Da anni si parla di un possibile remake della pellicola, voci che si sono fatte più insistenti dall’apparizione del personaggio nella scena extra de I Guardiani della Galassia.

 

 

wargames giochi di guerra anni '80

 

 

Wargames

Gli anni ’80 sono gli anni in cui iniziano a diffondersi i personal computer e in cui l’intrattenimento video-ludico inizia a spostarsi dalle sale giochi alle case. E proprio la passione per i videogames e l’impazienza di provarne di nuovi spingeranno David (Matthew Broderick) a cercare di scaricare illegalmente i nuovi prodotti della Protovision, nota casa di videogiochi.

Il ragazzo è convinto di aver raggiunto il computer della Protovision, invece si connette con il super computer del NORAD, il cui compito è valutare azioni e contromosse per un eventuale attacco sovietico. Volendo provare i giochi inizia così una partita a Guerra Termonucleare Globale dove assume il ruolo dei sovietici. Inizia così una guerra simulata tra David ed il computer che mette in allarme il comando maggiore degli Stati Uniti.

Con un ritmo ed una suspance da spy story Wargames – Giochi di guerra tiene lo spettatore con il fiato sospeso e non solo tratta temi caldi dell’epoca – innovazione tecnologica, guerra fredda, paura del nucleare – riesce anche ad anticipare quella che sarà la realtà odierna: la pirateria via internet.

Costato 12 milioni di dollari ne incasserà circa 80 e sarà candidato agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia e miglior sonoro. Nel 2008 è uscito in dvd il sequel, Wargames 2 – Il codice della paura, con una trama analoga ma dove la Guerra Fredda viene sostituita dalla lotta terrorismo, ed era anche stata valutata l’ipotesi di un remake.

 

 

footoloose 1984

 

 

Footloose

Uno scatenato Kevin Bacon, una colonna sonora memorabile, conflitti generazionali, proibizionismo (del divertimento). Tutto questo è Footloose, pellicola del 1984 di Herbert Ross.

Nella piccola cittadina di Beaumont il ballo ed il divertimento sono stati banditi a causa di un incidente che è costato la vita al figlio del pastore. Da quel giorno ogni forma di divertimento, anche la più piccola, è stata bandita. Le cose cambieranno con l’arrivo di Ren McCormack (Kevin Bacon), etichettato da subito come un ragazzo senza morale, che si batterà con tutte le sue forze per far capire l’assurdità di tale comportamento.

Film coinvolgente e dalle coreografie di ballo entrate di diritto nella storia del cinema, fa riflettere sull’imperante bigottismo e mania di controllo presente nelle cittadine americane, e non solo. In occasione del 30esimo anniversario della pellicola Kevin Bacon al Tonight Show di Jimmy Fellon ha riproposto i passi di danza che lo hanno lanciato ad Hollywood.

Nel 2011 è arrivato esclusivamente per il mercato home video il remake. Diretto da Craig Brewer il film ha come protagonisti Kenny Wormald (Ron McCormack), Julianne Hough (Ariel Moore), Miles Teller (Willard Hewitt) e Dennis Quaid (reverendo Shaw Moore). Inguardabile.

 

 

il piccolo grande mago dei videogames anni '80

 

 

Il piccolo grande mago dei videogames

Un massiccio product placement per un film in cui a farla da padrone sono i videogames, le sale giochi e la Nintendo. Non è un caso che Il piccolo grande mago dei videogames (The Wizard) venne criticato per l’onnipresenza della casa giapponese.

La pellicola del 1989 diretta da Todd Holland vede protagonista Jimmy Woods (Luke Edwards), bambino di nove anni che a causa di un trauma infantile si è chiuso in se stesso, suo fratello Corey (Fred Savage, La storia fantastica) e Haley Brooks (Jenny Lewis) e la loro avventura per arrivare a Los Angeles e far partecipare così Jimmy ad Armageddon Video, torneo di videogames il cui montepremi è di 50mila dollari.

Commedia on the road che tocca temi importanti – come l’amore fraterno e l’autismo – il film divenne in breve un cult perché fu uno dei primi ad essere incentrato sui videogiochi. Di sicuro è stato il primo ad essere una spudorata marchetta. Infatti il film è servito come trampolino di lancio per Super Mario Bros. 3.

Nel cast anche un diciottenne Christian Slater.

 

 

giochi stellari anni '80

 

 

Giochi Stellari

Come già detto gli anni ’80 sono il periodo in cui si iniziano ad affermare i videogiochi, è quindi naturale che siano oggetto di molti film per ragazzi dell’epoca.

Alex (Lance Guest) è cresciuto in un parco di baracche in mezzo alla natura, ai margini della società. Il ragazzo è un campione di Starfighter, simulatore di volo 3D sparatutto da sala giochi. Completato il videogioco, Alex scopre che è in realtà un modo molto particolare di reclutare i migliori piloti di Gunstar, caccia da guerra della Lega Stellare, unione planetaria il cui scopo è proteggere la galassia contro Xur e l’armata di Ko-dan (esattamente come nel videogioco). Toccherà al ragazzo portare a termine la missione come ultimo Starfighter.

Giochi Stellari (The Last Starfighterè ricordato per essere stato tra i primi – insieme a Tronad usare completamente la computer grafica (CGI) ed il primo a mostrare battaglie spaziali girate in tale modo.

 

 

i dominatori dell'universo anni '80

 

 

I dominatori dell’Universo

«Per la forza di Greyskull… la grande forza è con me!» in quanti abbiamo detto questa frase giocando con i nostri amici? In fondo tutti volevamo essere He-Man, l’uomo più forte dell’universo e cavalcare una tigre gigante parlante.

Ispirato ai giocattoli Mattel del 1981 e alla serie animata del 1983, I Dominatori dell’Universo (Masters of the Universe)vede protagonista un pompatissimo Dolph Lundgren – reduce dal successo di Rocky IV in cui interpretava Ivan “Ti spiezzo in due” Drago – nei panni di He-Man intento ad impedire al malvagio Skeletor di conquistare sia il mondo di Eternia che la Terra, con l’aiuto del fedele amico Man-At-Arms e la figlia di lui Teela.

Costato 17 milioni di dollari ne incassò appena 19 non riuscendo a conquistare il pubblico a causa di una trama sin troppo semplice, effetti speciali non all’altezza e le troppe differenze con la serie animata. Anche in questo caso nonostante l’evidente bruttezza la pellicola con il tempo divenne un piccolo cult, anche grazie alla presenza di una giovane Courtney Cox, ovvero la Monica di Friends.

Anche per la pellicola diretta da Gary Goddard nel 1987, di cui non venne girato il sequel a causa delle alte royalties che la Cannon avrebbe dovuto pagare alla Mattel, da anni si parla di un remake ma per ora non ci sono novità riguardo al progetto.

 

 

explorers film anni '80

 

 

Explorers

Un cast di giovani e promettenti attori – su tutti Ethan Hawke e River Phoenix – per un film di fantascienza on the road, o meglio on the galaxy, diretto da Joe Dante.

La trama è molto semplice: tre amici costruiscono dei circuiti che uno di loro ha sognato e scoprono che l’apparecchio ottenuto è di origine aliena e che permette la creazione di una bolla che sa vincere la gravità e quindi volare. I tre ragazzi decidono quindi, con l’uso di rottami, di costruire un’astronave e, guidati dagli stessi alieni che avevano mostrato in sogno a Ben i circuiti, li raggiungono. Ma l’esito non è quello sperato.

Secondo i rumor la sceneggiatura di Explores girava da anni tra gli uffici delle case di produzione di Hollywood prima che venisse girato. La produzione pensò di affidare il film a Wolfgang Petersen ma il regista voleva girare nella sua Germania, ma non volendo portare la produzione all’estero venne ingaggiato Joe Dante reduce da Gremlins.

Con molti riferimenti a film e serial di fantascienza anni ’50 Explorers è una coinvolgente avventura nello spazio.

 

 

la storia fantastica anni '80

 

 

La storia fantastica

Vero e proprio cult anni ’80, dal titolo italiano – il titolo originale è The Princess Bride – si evince benissimo che tipo di film sia. Unendo in maniera sapiente il genere fantastico, i film d’avventura e romantici e la comicità, Rob Reiner (Stand by me, Harry Ti presento Sally) dà vita ad una pellicola che conquista da subito. Anche perché in anni in cui i videogames spopolano, il regista decide di andare controtendenza cercando di far capire l’importanza della fantasia e della lettura, non a caso l’incipit vede un nonno leggere una favola al nipote malato poiché non sopporta di vederlo giocare tutto il tempo ai videogiochi.

Candidato agli Oscar per la miglior canzone (Storybook Love) a Willy DeVille e vincitore di due Saturn Award (miglior film fantasy e migliori costumi) anche se non lo si è mai visto è uno di quei film di cui le battute si sanno per sentire dire, in particolare una: «Hola. Mi nombre es Inigo Montoya. Tu hai ucciso mi padre… Preparate a morir».

Nel cast Peter Falk, Fred Savage, Cary Elwes, il wreastler André the Giant, Mandy Patinkin e Robin Wright.

 

 

piramide di paura anni '80

 

 

Piramide di Paura

«Elementare, Watson!». Chiunque al mondo conosce questa esclamazione, anche senza aver mai letto un romanzo, un racconto o aver visto un film dedicato al detective più famoso del mondo: Sherlock Holmes.

Diretto da Barry Levinson (Goodmorning, Vietnam) e sceneggiato da Chris Columbus in Piramide di paura si seguono le gesta di un giovane Holmes e del suo inseparabile amico Watson, che si ritroveranno ad indagare su una serie di misteriosi omicidi che li porterà nei sotterranei di Londra ed a scoprire una shockante verità.

L’avvincente pellicola è una delle trasposizioni del detective nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle più affascinanti ed intriganti ed è stato uno dei primi film in cui appare un personaggio creato completamente in computer grafica, realizzato dal gruppo di lavoro di John Lasseter, noto per aver portato al successo la Pixar.

 

 

 

il tempo delle mele anni '80

 

 

Il tempo delle mele

Le prime feste, le prime cotte, la timidezza nel dichiararsi alla persona che ti piace, i conflitti generazionali con i genitori, tutto ciò e molto di più sono stati gli anni dell’adolescenza. Anni che sono stati ritratti in maniera piuttosto fedele e veritiera in Il tempo delle mele (titolo originale La Boum, La Festa), film del 1980 diretto da Claude Pinoteau con protagonista una giovanissima Sophie Marceau.

Sbancando i botteghini di tutto il mondo, Il tempo delle mele divenne in breve tempo il film simbolo degli adolescenti anni ’80 anche grazie al brano Reality cantato da Richard Sanderson, tema portante della colonna sonora. Scena simbolo è quella del ballo in cui il protagonista maschile, Mathie, mette le cuffie del walkman a Vic, nel mezzo di un ballo scatenato, per poter così isolarsi e ballare abbracciati.

Nel 1982 arriva il seguito Il tempo delle mele 2 che segue le nuove vicende amorose di Vic e un finto terzo capitolo, equivoco nato solamente in Italia poiché il titolo originale de Il tempo delle mele 3 è L’étudiante e la protagonista è Valentine. Con i primi due film gli unici punti in comune sono il regista Claude Pinoteau e la protagonista Sophie Marceau.

 

 

corto circuito anni '80

 

 

Corto Circuito

Commedia, fantascienza, avventura e soprattutto il simpatico robot desideroso di input Numero 5. Ispirandosi ai vari film di fantascienza con protagonisti robot, il regista John Badham (La febbre del sabato sera, Wargames) si è chiesto cosa accadrebbe se un robot prendesse realmente vita e come reagirebbe la gente. La risposta ovvia è che nessuno ci crederebbe, atteggiamento fatto assumere dai nemici del robot nel film, e sarà proprio Numero 5 a doverli convincere di essere vivo.

Con protagonisti Steve Guttenberg (il Mahoney di Scuola di polizia), Ally Sheedy (The Breakfast Club, Wargames), Fisher Stevens e G.W. Bailey (il Tenente Harris di Scuola di polizia) Corto Circuito ebbe un enorme successo tanto che nel 1988 arrivò il secondo capitolo, che però non riuscì a bissare il successo del predecessore.

Il grosso del budget del film fu utilizzato per la realizzane di Johnny 5 del quale furono create diverse versioni a seconda delle scene da girare e la maggior parte dei movimenti del braccio erano guidati tramite una telemetry suite, ovvero uno scheletro metallico della parte superiore del corpo indossato da un tecnico. Inoltre il robot venne doppiato in tempo reale in modo da fornire un’interazione più realistica tra Johnny 5 e gli attori.

 

 

grosso guaio a chinatown

 

 

Grosso Guaio a Chinatown

Il miglior Kurt Russel e un John Carpenter all’ennesima potenza per una delle commedie action fantastiche migliori degli anni ’80 e non solo: Grosso Guaio a Chinatown.

L’idea originale di Carpenter era di girare un film ambientato nel far west dove il protagonista sarebbe dovuto essere il classico cowboy senza passato che arriva in città e libera la bella del paese dalle grinfie del malvagio stregone Lo Pan. Successivamente la storia venne ambientata ai giorni nostri e furono introdotti elementi orientaleggianti, inediti per il cinema dell’epoca.

Nonostante battute irriverenti entrate nell’immaginario collettivo, personaggi spacconi – come il protagonista Jack Burton – e una buona dose di avventura e fantasia il film si rivelò un insuccesso commerciale, probabilmente anche a causa della strategia marketing della produzione, ma grazie al suo successo in home video divenne presto un cult. Nel cast anche una bellissima Kim Cattrall.

In arrivo il remake con protagonista Dwayne Johnson alias The Rock.

 

 

 

 

scuola di polizia anni '80

 

 

Scuola di Polizia

Cosa succede se i nuovi regolamenti dell’accademia di polizia permettono praticamente a chiunque di arruolarsi? Semplicemente che tra i cadetti si trovano personaggi a dir poco stravaganti. Così il Tenente Harris si troverà a dover addestrare cittadini di ogni sorta: dagli ultra convinti e disciplinati, passando per il gigante buono, l’amante delle armi, l’indisciplinato, il rumorista e così via.

Sceneggiato e diretto da Hugh Wilson, Scuola di polizia è una commedia irriverente che grazie a gag riuscite, situazioni esilaranti e personaggi strambi riuscì a conquistare il pubblico e la critica.

Al film, il cui prologo si ispira ad un fatto realmente accaduto a Miami dopo l’aumento della criminalità spinse la polizia ad assumere un ingente numero di agenti, seguirono ben 6 sequel, che però non riuscirono a ripetere il successo del capostipite, e due serie tv di cui una animata.

 

 

ladyhawke rutger hauer anni '80

 

 

Ladyhawke

Rutger Hauer (Blade Runner), Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick sono i protagonisti di Ladyhawk, film fantastico del 1985 diretto da Richard Donner (Superman, I Goonies, Arma Letale).

Girata interamente in Italia la pellicola è ambientata nel 1200 e narra la tragica storia d’amore tra il cavaliere Etienne Navarre (Hauer) e la bella Isabeau D’Anjou (Pfeiffer) costretti a vivere separati a causa di una maledizione lanciata loro dal malvagio Vescovo di Aguillon, innamorato di Isabeau e quindi geloso del loro amore. Ad aiutare i due amanti nel tentativo di sciogliere la maledizione, il ladruncolo Philippe Gaston.

Duelli all’arma bianca, maledizioni, magia, una donna bellissima (la Pfiffer qui è di una bellezza unica), avventura e così via che conquistò subito il pubblico grazie alla sua semplicità, ad una storia avvincente e ad un trio di attori perfetto per i ruoli ricoperti.

 

 

teen wolf voglia di vincere anni '80

 

 

Voglia di vincere

 

 

E se un giorno scopriste di appartenere ad una famiglia di lupi mannari? È quello che succede a Scott Howard, studente liceale non proprio popolare. Grazie alla sua diversità il ragazzo diventa popolare anche perché grazie alla sua trasformazione diviene un campione di basket. Ma il preside, che ha un conto in sospeso con il padre del ragazzo, farà leva sul complesso di Frankenstein degli studenti per farlo emarginare.

Voglia di vincere (Teen Wolf) fu un grande successo commerciale ed oltre a segnare il debutto al cinema di Michael J. Fox, protagonista fino ad allora di sit-com come Casa Keaton, ha un sequel che vede protagonista il cugino di Scott. Il film non ebbe lo stesso successo del primo.

Curiosità: Voglia di vincere in Italia uscì dopo il successo di Ritorno al Futuro quindi i distributori italiani decisero di cambiare il nome del protagonista da Scott in Marty per sfruttare il successo della pellicola di Zemeckis.

 

 

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L’attimo fuggente

Con la scuola molti di noi hanno avuto un rapporto non proprio idilliaco, e la causa è stata anche la presenza di professori che non sono riusciti a stimolarci o a rendere le lezioni interessanti. Tutti noi abbiamo sempre desiderato avere un insegnante fuori dagli schemi, in grado di coinvolgerci. E proprio di questo parla L’attimo fuggente (Dead Poet Society) di Peter Weir (The Truman Show).

Ambientato nel 1959 la pellicola racconta del rapporto tra i professore di letteratura John Keating e i suoi allievi del college maschile di Welton. Grazie al suo entusiasmo e ad un metodo di insegnamento insolito Keating conquista in breve tempo i suoi studenti ai quali insegna sia a “guardare le cose da angolazioni diverse” che a cogliere l’attimo e seguire le proprie passioni. Consiglio che porterà gli studenti a guardare dentro loro stessi e capire chi sono. Purtroppo viene licenziato a seguito di una tragedia che coinvolge uno dei suoi allievi e di cui è ritenuto diretto responsabile, ma nonostante ciò i ragazzi lo salutano dimostrandogli di aver appreso appieno i suoi insegnamenti.

Presentato fuori concorso alla 46ª Mostra di Venezia il 14 settembre 1989 fu un grande successo di pubblico e critica non solo Italia ma in tutto il mondo, tanto da vincere il premio Oscar per miglior sceneggiatura originale ed essere nominato anche nelle categorie miglior film, miglior regia a Peter Weir e miglior attore protagonista a Robin Williams.

Per la Figura dei John Keating lo sceneggiatore Tom Schulman si ispirò alla figura del suo insegnante di letteratura inglese alla scuola privata Montgomery Bell Academy di Nashville. Il professor Samuel F. Pickering, che a sua volta in gioventù aveva frequentato la Montgomery Bell Academy, era solito fare lezione in cima ai banchi, fuori dalla finestra o con i piedi nei cestini delle cartacce. A differenza con il suo alter ego cinematografico però tale modo di tenere lezione aveva solo l’intento di divertire se stesso.

In ogni caso Robin Williams per la sua interpretazione si basò invece su John C. Campbell, suo professore di storia alla Country Day School di Detroit, il quale tradizionalmente nella prima lezione gettava il libro di testo nell’immondizia. Venne licenziato dopo 28 anni di insegnamento per non aver dimostrato “soddisfacente volontà ad adattarsi agli standard accademici e professionali”.

Anche la produzione di questa pellicola non fu propriamente liscia. Inizialmente la Disney aveva pensato a Jeff Kanew per la regia, il quale a sua volta aveva scelto Liam Neeson per interpretare Keating. Per la regia si offrì anche Dustin Hoffan desideroso di esordire alla regia ed interpretare anche Keating, ruolo offerto anche a Tom Hanks che però rifiutò. Successivamente venne scelto Weir che decise di affidare la parte del protagonista a Robin Willians.

A differenza di quanto accade di solito L’attimo fuggente venne girato in ordine cronologico per volere di Weir il cui intento era rendere al meglio il crescente legame tra il professore e la sua classe.

 

 

big-tom-hanks-1988

 

 

Big

Da piccoli tutti abbiamo sognato di divenire subito grandi perché desiderosi di essere più liberi e indipendenti. E proprio su tale desiderio si basa Big, commedia fantastica diretta da Penny Marshall (Jumpin’ Jack Flash).

Josh Baskin è un ragazzo di dodici anni di New York ed follemente innamorato di Cynthia Benson, sua compagna di scuola più grande lui. Josh è il classico ragazzo timido che non riesce a dichiararsi e che inoltre è costretto a fare da babysitter a sua sorella minore. Un giorno al luna park dopo essere stato umiliato davanti a Cynthia si ritrova di fronte ad una macchinetta che riproduce le fattezze del mago Zoltar ed esprime il desiderio di diventare grande. L’indomani Josh si risveglia trentenne ed iniziano così per lui una serie di avventure nel mondo degli adulti.

Il film fu un ottimo successo di pubblico tanto da incassare oltre 150 milioni di dollari nel mondo (fu il primo film diretto da una donna a superare i 100 milioni di incasso) e venne nominato agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale e miglior attore.

Big rientra in quel filone di commedie che appartengono alla age-changing che si sviluppò alla fine degli anni ’80 – di cui fanno parte film come Like Father Like Son (1987), 18 Again! (1988), Vice Versa (1988) – inoltre per la pellicola la produzione americana si è ispirata al film italiano Da grande con Renato Pozzetto uscito l’anno prima.

Indimenticabile la scena in cui Tom Hanks e Robert Loggia suonano il piano gigante con i piedi dentro al negozio di giocattoli.

 

 

flash gordon anni '80

 

 

Flash Gordon

Diretto da Mike Hodges ed ispirato all’omonimo personaggio dei fumetti fantascientifici ideati da Alex Raymond nel 1934, il film vanta un cast internazionale: Max Von Sidow, Sam Jones, Timothy Dalton, Ornella Muti, Mariangela Melato.

La pellicola segue le avventure spaziali del giocatore di Football Flash Gordon, della giornalista Dale Arden (Melody Anderson) e dello scienziato Hans Zarkov (Chaim Topol). I tre partono alla volta del Pianeta Mongo al fine di sconfiggere il malvagio imperatore Ming, il quale sta devastando la Terra con calamità climatiche ed ambientali.

Accolto freddamente dalla critica e dal pubblico – Sam Jones fu candidato ai Razzie Award come peggior protagonista – Flash Gordon è uno di quei casi in cui il film viene rivalutato con il tempo fino a divenire cult, chiedere ai protagonisti di Ted.

Mitica colonna sonora ad opera dei Queen, autori dell’omonimo album.

 

 

say anything anni '80

 

 

Say Anything…

Concludiamo la lunga carrellata dei film con una commedia romantica. Scritta e diretta da Cameron Crowe (Quasi Famosi) la pellicola, nota in Italia con il titolo di Non per soldi… ma per amore, vede protagonisti John Cusak nei panni del mediocre studente e aspirante kickboxer Lloyd Dobler e Ione Skye in quelli della studentessa modello Diane Court e si focalizza sulla loro storia d’amore e sulle difficoltà che i due ragazzi incontreranno.

La pellicola grazie ad una buona recitazione e regia e ad una trama in cui molti possono riconoscersi, venne ben accolta dalla critica ed amata da subito dal pubblico divenendo in breve un cult. Parodiato e citato più volte, ha nella canzone In your eyes di Peter Gabriel il brano principale della colonna sonora.

Nel cast anche Joan Cusak, sorella di John, e Lili Taylor con la quale John Cusak condividerà il set di Alta Fedeltà e l’amico Jeremy Piven con il quale reciterà in svariati film.

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