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Le verità supposte: i Protocolli dei Savi di Sion

38
4 anni fa

18 minuti

Nel 1902 un piccolo giornale russo citava trascrizioni di un incontro segreto “rubate da un giornalista a Nizza”. Era uno scoop che divenne subito virale, ma si rivelò una fake news da manuale.

Scoop vuol dire cucchiaiata, palettata, nel senso di notizia molto sostanziosa: notare come non si menzioni se tale notizia (news) sia fasulla (fake).

 

L’anno dopo le trascrizioni o Protocolli uscirono a puntate per esteso sul giornale Znamya (bandiera) edito da Pavel Krushevan, un nobile minore moldavo e membro dei Centoneri, gruppo ultranazionalista. Descrivevano un incontro che avveniva ogni “cento anni” tra gli “anziani di Sion”, capi di una società segreta ebraica formata allo scopo di governare il mondo.

 

I Protocolli erano il capitolo 12 del libro Il grande nel piccolo e l’anticristo: una possibilità politica imminente. che ipotizzava la sua prossima presa del potere in Russia. L’autore era Sergei Nilus: figlio di un proprietario terriero di origini svizzere, visse a Parigi dopo la laurea in legge. Dopo la bancarotta tornò a casa, e un incidente a cavallo gli ricordò un voto di gioventù: si trasferì in un famoso monastero a scrivere titoli di film per Lina Wertmueller finché non venne cacciato.

 

Pubblicati anche come libro a sé, dei Protocolli  uscirono almeno 20 edizioni fino al 1912, con titoli come I nemici della razza umana. Ognuna aveva le sue particolarità: Nilus li aveva divisi in 22 capitoli, altre edizioni ne avevano diversi. Tutte iniziavano con l’incontro notturno nel cimitero di Praga perché governare il mondo da un ufficio è troppo mainstream.

 

un incontro che avveniva ogni “cento anni” tra gli “anziani di Sion”, capi di una società segreta ebraica formata allo scopo di governare il mondo.

 

 

 

La diffusione

L’emigrazione di ufficiali e nobili zaristi dopo la rivoluzione del 1917 diffuse i Protocolli nel mondo.

L’emigrazione di ufficiali e nobili zaristi dopo la rivoluzione del 1917 diffuse i Protocolli nel mondo. La loro struttura li rende adattabili a qualunque cospirazione: non ci sono date o dettagli e i nomi sono pochissimi. Il Philadelphia Public Ledger pubblicò la prima versione  statunitense a puntate nel 1919 sostituendo “ebreo” con “bolscevico”, presentandolo come “manifesto comunista”, giocando sul primo terrore rosso, cioè che bolscevichi e anarchici si diffondessero anche negli Stati Uniti.

I comunisti erano divisi in bolscevichi che volevano diffondere il comunismo  in tutto il mondo (soluzione “maggiore”: Bol’scioi in Russo vuol dire grande ,come il teatro) e menscevichi, per la soluzione “minore” di farlo sviluppare in un solo Paese.

 

Henry Ford, più tardi ammiratore del regime nazista, ne stampò 500mila copie, prima a puntate sul suo settimanale Dearborne independent e poi nei libri International Jew dove raccoglieva  le storie più popolari: il primo volume si intitolava “il problema principale del mondo” e conteneva una prefazione ed i Protocolli stessi, più altro.

  • un riccone proprietario di media ammiratore di regimi totalitari che aveva trovato la causa di tutti i problemi del mondo. Sembra ierioggi

La prima edizione tedesca arrivò da immigrati ucraini nel 1920. Il teorico del nazismo Alfred Rosenberg ne curò un’edizione divenuta bestseller e li fece conoscere ad Hitler, che li citò nel Mein Kampf: “che il Frankfurter Zeitung lamenti ogni settimana che siano falsi è la miglior prova che sono autentici”. Li usò nei sui discorsi sin dal 1921, facendoli leggere a scuola ed usare nella propaganda per giustificare la persecuzione degli Ebrei.

  • i nazisti erano cioè contro i “media delle ka$ta” e il like si dava alzando il braccio destro.

La prima edizione inglese fu quella dei Britons, gruppo antisemita ed anti-immigrazione che la pubblicarono nel 1920; apparvero anche a puntate sul London Morning Post.  L’edizione più famosa e diffusa nel mondo anglosassone è del 1923.

Allegare con feuilleton (oggi detti “inserti”) puntate di libri fidelizzava i clienti dei giornali mentre gli autori raggiungevano un pubblico più vasto. La stampa costava, e per questo  si preferivano spesso contenuti “a tinte forti” per attirare attenzione: era il “romanzo d’appendice”, oggi sostituito da <<clicca qui per scoprirlo.>>

 

La prefazione di Julius Evola all’edizione italiana del 1937 chiosava che “il problema dell’autenticità di questo documento è secondario, e deve essere rimpiazzato dal molto più serio ed essenziale problema della sua verità”, in sintesi “è il principio che conta” odierno, in cui la verifica delle accuse del libro non era nemmeno tentata. Ma chi può dubitare di un filosofo, poeta, esoterista, pittore, et alia? Può uno scoglio arginare il mare?

 

Gli Ebrei

Gli Ebrei erano minoranza in vari centri dell’Impero Romano e oltre [1]. Il Cattolicesimo religione di Stato aumentò la diffidenza verso di loro: i quartieri appositi gli consentivano di mantenere le tradizioni e ai governanti di controllarli anche nel medioevo, alimentando però pregiudizi, delega a lavori che altri non potevano o volevano fare come il prestito ad interesse[2], e accuse come rapimento di infanti, deicidio, ecc. [3] Erano cioè perfetti capri espiatori, ironicamente una locuzione ebraica [5].

Dalla mescolanza con l’ebraico nacquero parecchie lingue, come il giudeo-ispanico e il giudeo-berbero. Il più famoso è lo Yiddish, oYiddish-Teitsch che in ebraico significa appunto “giudeo-germanico”.

 

Espulsi dalla Spagna e territori collegati, cioè all’epoca gran parte d’Europa, a fine Reconquista molti andarono nella confederazione polacco-lituana degli Jagelloni che controllavano anche Bielorussia e Ucraina e necessitava di artigiani e commercianti: venivano invogliati perché avevano le competenze con vantaggio di non poter diventare nobili o fare il servizio militare.

 

Era più facile spostarsi con mercanzie e competenze che immobili: gli Ebrei si specializzarono quindi nella conoscenza, anche dovendo imparare sin da piccoli un’altra lingua anche scritta [6]. Baruch Spinoza, ebreo portoghese trapiantato in Olanda, nel ‘600 fu l’apice del razionalismo guadagnandosi l’herem (censura) dei rabbini e l’indice dei libri proibiti cattolico.

 

Per i pochi rimasti in occidente le restrizioni aumentarono: il primo ghetto fu a Cannaregio (Venezia), spostandoli nel 1516 dalla Giudecca, quartiere non cintato. Il termine potrebbe  venire dalla fonderia (getto) dell’isola, da borghetto  o dall’ebraico get (separazione).

Gli Zar arrivarono a fine ‘700: dopo tentativi di conversione od espulsione li costrinsero nella zona di residenza, in città minori o villaggi appositi (shtetl) negli ex domini Jagelloni, con esenzioni per artigiani, nobili minori e coscritti. Nel frattempo erano cresciuti di numero arrivando al 40% degli Ebrei al mondo, ma sempre minoranza mal vista anche per la politica di russificazione dei Romanov che provocava insurrezioni e complotti anche altrove. 

Molte società segrete russe erano nazionaliste e antisemite: erano dette narodniks quelle ispirate al populismo (Narodnichestvo), lo stesso delle völkische Bewegung di cui si è parlato in occultismo e nazismo. Ironicamente, molti populisti russi erano nobili o ricchi borghesi come in Italia anche oggi.

 

Dopo l’esecuzione del patriarca ortodosso a Costantinopoli nel 1821 i Greci di Odessa si ribellarono e linciarono 14 Ebrei, iniziando l’epoca dei pogrom che toccò l’apice nel 1881 con l’attentato che uccise Alessandro II. Il successore Alessandro III varò la nuova polizia segreta Ochrana [7] che istigò pogrom più violenti fino al 1884 mentre le “temporanee” leggi di maggio limitavano i diritti di proprietà, movimento e scambio (anche finanziari come prestiti, mutui ecc.) nella zona di residenza.

 

gruppo di famiglia dell’Ochrana

In Russo gromit significa distruggere, demolire: all’epoca divenne sinonimo per rivolte antisemite favorite od organizzate dal governo. Leggi di maggio e zona di residenza rimasero formalmente attive fino al 1917: il “provvisorio” russo appare molto simile a quello italiano.

 

Il numero di Ebrei che potevano andare a scuola o esercitare certe professioni fu limitato.

Il numero di Ebrei che potevano andare a scuola o esercitare certe professioni fu limitato: oltre due milioni si spostarono allora soprattutto in UK, USA ed Argentina. Associazioni Hovevei Zion (amanti di Sion), promossero l’emigrazione verso la Palestina, all’epoca sotto l’Impero Ottomano che vietò fino al 1856 di vendere terra a stranieri. Il divieto continuò nella pratica, mentre le associazioni si unirono prima a congresso e poi in una ONLUS nel 1890.

La Sublime Porta [x] aveva una politica di tolleranza: agli Ebrei in genere chiedeva la tassa dovuta dai non musulmani, più o meno come il fiscus judaicus romano. L’antisemitismo fu “importato” nel’800 con le istanze nazionalistiche che scossero il “grande malato d’Europa”.

 

Nel 1896 Theodor Herzl pubblicò Der Judenstaat (lo Stato degli Ebrei), lettera aperta ai Rothschild perché guidassero la fondazione di uno Stato ebraico in Palestina od Argentina. Il pamphlet  popolarizzò il sionismo e proponeva accordi tra Stati invece dell’infiltrazione di privati, per evitare frizioni con i locali.

L’idea di dare agli Ebrei una terra eliminando così l’antisemitismo altrove fu respinta dal capofamiglia barone Edmond temendo mettesse in pericolo gli Ebrei nel mondo e le proprie attività.

 

 

 

La confutazione

Già nel 1905 un’indagine segreta del nuovo primo ministro Pyotr Stolypin sui Protocolli li identificò come falsi circolanti a Parigi dal 1897: Nicola II ne ordinò il sequestro perché “una buona causa non può essere difesa con mezzi sporchi”.

Nel 1921 Il corrispondente del Times da Costantinopoli Graves rese noto il plagio del Dialogo all’inferno in una serie di articoli subito pubblicati in un libro negli USA collaborando con Allen Dulles, diplomatico americano nell’ex impero ottomano [8]. Più tardi capo della CIA. Dulles provò a far denunciare il falso pubblicamente dal Dipartimento di Stato, purtroppo senza successo.

Il Fronte Nazionale li pubblicò in Svizzera provocando i processi di Berna e di Basilea nel 1934-35 come testi osceni ed immorali. La corte li giudicò un’opera politica e condannò gli editori ad una multa, non alla prigione: per questo qualcuno scrisse che l’autenticità dei Protocolli era stata riconosciuta, cosa non vera.

Forse la migliore prova fu di Erich von dem Bach-Zelewski, alto ufficiale SS incaricato della repressione di rivolte: “la massa degli Ebrei fu presa completamente di sorpresa… l’antisemitismo mente quando dice  che gli Ebrei cospirano perché altamente organizzati: se lo fossero stati anche solo in minima parte, molti si sarebbero salvati… Niente era preparato, assolutamente nulla.”  Per la sua testimonianza a Norimberga  non fu incriminato, ma venne condannato più tardi e  morì in prigione nel 1972 per l’assassinio di oppositori nelle SS durante la guerra.

 

 

 

 

Gli autori

L’analisi comparata del testo ha identificato il redattore in Mathieu Golovinski, figlio di un un nobile siberiano amico di Dostojevsky e membro di un’associazione progressista. Il padre morì che Mathieu aveva 10 anni: lui venne cresciuto dalla madre francese.

 

Laureandosi in legge aderì alla santa fratellanza, società nazionalista e antisemita: scrisse articoli filo-governativi sotto pseudonimo per conto dell’Ochrana. Maxim Gorky lo rese pubblico costringendolo a trasferirsi a Parigi, dove scrisse per Le Figaro continuando a lavorare per l’Ochrana sotto Pyotr Rachkovsky, che controllava i rivoluzionari all’estero.

 

Rachkovsky creava piani per azioni violente con cui adescava i radicali che faceva poi arrestare: otteneva così lustro presso lo Zar e credito dai governi esteri che li temevano. Tentò di avvicinare la Russia al Vaticano per combattere il malcontento nella cattolicissima Polonia e lavorò per  l’alleanza franco-russa del 1893, una delle cause della Prima Guerra Mondiale.

 

L’idea di una cospirazione mondiale giudaica coincide con il suo modus operandi: avrebbe distolto l’attenzione esterna ed interna dai problemi che avrebbero causato la rivoluzione del 1905, quella della Corazzata Potemkin. I Protocolli sarebbero arrivati in Russia tramite il potente generale Orzheyevsky, zio della sua agente Yuliana Glinka, aristocratica e sensitiva.

Dire che tutti i Russi siano antisemiti è la fallacia dello stereotipo: trovarne uno che non lo è, il famoso cigno nero, la confuta, quindi chi lo trova avvisi.
Dire che gli avvocati russi siano suggestionabili, grafomani e non originali, quindi un avvocato è sempre suggestionabile, ecc.: è la fallacia d’associazione.
Sono fallacie che non funzionano anche sostituendo “russo” con “ebreo”, “gay” o “negro” e trovando un difetto diverso da “avvocato” o lasciandolo li a fare il proprio lavoro, ovvero panini.

 

 

 

 

La costruzione

La descrizione dell’incontro “nel cimitero di Praga” viene dall’omonimo ultimo capitolo del romanzo Biarritz di Hermann Goedsche, a sua volta copiatofortemente ispirato ad una  scena del Giuseppe Balsamo di Dumas padre in cui Cagliostro parla della collana della regina.
Goedsche lo trasformò nel rendiconto sul piano di conquista del mondo, facendo apparire il Diavolo a mezzanotte per dare pareri e consigli perché Satana come spin doctor fa figoi soldi non motivano abbastanza.

Impiegato alle poste, Goedsche era anche un agente della polizia segreta prussiana che falsificava lettere e scritti per screditare rappresentanti dell’Assemblea Nazionale. Scoperto e licenziato, scrisse ancora come “Sir John Retcliffe” pur essendo anti-britannico e fortemente nazionalista, oltre che apertamente antisemita.

  • Si vede che il doppio lavoro a nero degli impiegati pubblici non c’è solo in Italia.
Il contenuto dei Protocolli viene dal resto del romanzo, a sua volta un plagio del Dialogo all’inferno tra Machiavelli e Montesquieu, di Maurice Joly. La prima edizione russa ne copia almeno il 6% del testo con lo stesso ordine delle frasi: altre edizioni fanno ben di più. Gli scambi tra i due statisti diventano piani e enunciazioni di vecchie canard[9] antisemite: molte venivano dal libro Il talmud e gli Ebrei di  Hyppolytus Lutostansky. che ipotizzava gli Ebrei tramassero per uscire dalla Zona di residenza e dividersi la Russia.
La prima edizione del 1879 fu premiata dallo Zar Alessandro II e diffusa in tutto il Paese: In un’edizione successiva Lutostansky citò i Protocolli senza rendersi conto che questi a loro volta citavano da lui, in fallacia di ragionamento circolare.

 

L‘opera di Joly critica la politica di Napoleone III: Machiavelli sostiene le ragioni del dispotismo e Montesquieu quelle del liberalismo. L’autore fu arrestato importandolo in Francia dal Belgio e il libro bandito fino alla fine dell’Impero nel 1870. Umberto Eco nel suo il cimitero di Praga  afferma che sia a sua volta plagio de Les Mystères du peuple di Eugène Sue.

 

Lutostansky era un prete polacco: accusato di furto e peculato, perse la tonaca e si convertì al credo ortodosso. Pensava che il leone britannico indicasse la discendenza dalla tribù di Giuda, l’arpa irlandese da quella di re David e che la tribù di Manasse avesse popolato gli USA [10].
Non conosceva Ebrei di persona: si definiva sionista perché “auspicava  una emigrazione in Palestina”, ed un inasprimento delle leggi di maggio.

  • In sintesi Lutostansky voleva aiutarli ad andare a casa loro, giocandosi la combo ed ignorando che abitavano lì da circa 350 anni quando uscì il suo libro.
Come poteva qualcuno che non conosceva Ebrei scrivere un libro al riguardo? Ovviamente copiandolo: gli argomenti vengono da La conquista del mondo da parte degli Ebrei, edito a Basilea nel 1873 da Frederick Milligen, medico anglo-greco dell’esercito turco col nome di Osman Seifi Bey. Il testo si trova ancora in rete: le sue affermazioni sono senza spiegazioni, spesso in contrasto tra loro e unite solo dall’idea ribadita nella conclusione: “sia il nostro motto quindi: abolire il dominio ebreo sul mondo!”

 

  • Milligen era cioè la versione belle epoque del ricercatore (medico) indipendente di oggi
Copiarsi tra loro indica un forte bias di conferma, ovvero dare un peso maggiore alle tesi che supportano le nostre convinzioni indipendentemente dai fatti. Nel caso di Milligen, in cui sia una tesi che il suo opposto “confermava” il dominio ebraico sul mondo, si rasenta la fissazione.

 

 

 

 

Conclusioni

Parlare in modo incomprensibile, incontrarsi per scopi non immediatamente chiari, fare cose che non fanno tutti o viceversa, conoscere argomenti inconsueti: così si marchiano i “diversi”, soprattutto con caratteristiche negative. Il violento di turno oggi gioca sempre a sparatutto ottenuti magari illegalmente.

È la fallacia logica di appello alla paura: solo uno tra P e Q è vero; Q fa paura, quindi P è vero. Ma è un falso sillogismo: la paura di Q non implica la verità di P. Inoltre ci potrebbero essere alternative a P e Q, cioè avere la fallacia del falso dilemma. Come lo stereotipo e l’associazione, sono comunissime in marketing e politica. Coincidenza?

Verificare le fonti all’epoca dei Protocolli era difficile, e la diffusione costosa ma i pregiudizi erano tanto diffusi che ebbero un ruolo chiave nell’Olocausto. Non furono certo l’unica causa, ma se avessero provocato una sola vittima sarebbe poco? Una certa è stata il tedesco Walther Rathenau, ucciso nel 1922 perché creduto un Anziano di Sion.

Purtroppo ancora qualcuno ci crede: nel 2012 un membro di Alba Dorata ne ha citato un passo al Parlamento greco ed un’edizione italiana del 2010 è stata ritirata condannando l’editore per diffamazione. Li pubblicano ancora un cospirazionista e predicatore cristiano in USA e il Fronte Nazionale della Nuova Zelanda, tra gli altri.

Oggi si fa tutto con un click: c’è chi condivide notizie “nel dubbio” e diffonde quindi FUD (Fear, Incertainty, Doubt). Ci vuole veramente poco per essere l’ebreo (o il negro, o il gay, ecc.) di qualcun altro, tanto “non sto facendo nulla di male” a parte stimolare qualcun altro che invece decida di farlo, prima o poi. La “supposta” dell’opera non è certo la verità: è sempre meglio controllare prima, e nel dubbio l’unica cosa giusta è non diffondere.

 

Potrebbe interessarti: Come ragionare bene, ovvero: una guida semiseria al buon discorso

 

In testa a questo articolo e in cover oggi: Monaco di Baviera, 1937-1938. Manifesto della mostra antisemita L’eterno ebreo. Il frustino sta ad indicare che, per i nazisti, l’obiettivo degli ebrei era il dominio del mondo. Come strumenti, usavano in maniera intercambiabile sia l’oro (cioè la finanza e il capitalismo) sia il comunismo. Nell’estate 1938, una mostra simile fu allestita anche a Vienna. via

 

 

Note

[1] Dopo la rivolta del 66-70 la provincia di Iudaea (da Yeudah, la maggiore tribù ebrea della zona) divenne Syria Palaestina, dai precedenti abitanti, i Filistei. Agli Ebrei fu proibito entrare a Gerusalemme: con la rivolta di Kito (cioè Quieto, il generale romano che la vinse, 115-117) e di bar Kochba (lett. figlio della stella, 132-136) furono espulsi da altre province romane, portandoli anche in Arabia e in Persia ed iniziando la diaspora, dal greco per “dispersione, disseminazione”.
Furono definitivamente cacciati dalla Palaestina  dopo aver appoggiato i Persiani nella guerra contro Bisanzio (614-617), o forzati a convertirsi al cristianesimo: appoggiarono quindi anche la conquista araba del 634.

[2] gli interessi sui prestiti sono vietati in finanza islamica e Antico Testamento (Esodo 22,24 e Levitico 25, 35-37 con l’eccezione degli stranieri). Per i Cristiani tutti dovrebbero essere fratelli, e sia in Luca 6,35 che nei concili di Nicea (325) e Cartagine (398) l’usura venne proibita: gli Ebrei, in quanto non-cristiani e non-musulmani, potevano facilmente essere esclusi dai “fratelli” lasciandogli questo settore, ma anche e soprattutto l’utilità altrui.

[3] Joshua era stato formalmente condannato dal romano Ponzio Pilato, responsabile della giustizia all’epoca nella zona. Era politicamente più comodo esaltare l’istigazione locale che aveva salvato Barabba al posto del “figlio di dio”.

L'”accusa di sangue” era di rapire bambini per berne il sangue durante le cerimonie. Potrebbe essere una deformazione della circoncisione, in cui il rabbino può baciare la parte appena incisa per pulirla dell’eventuale perdita di sangue, equivalente ad un taglio sul minolo (quinto dito del piede).

[4] quattro

[5] nel giorno d’espiazione (yom kippur) il sacerdote caricava tutti i peccati del popolo “per la rimozione” (la-azazel) su un capro da portare nel deserto e gettare da una rupe.
In psicologia il capro indica un individuo o gruppo A che accusa B di una propria mancanza perché B ha qualcos’altro, che c’entri o meno con la mancanza.  Ad esempio, il calo del prezzo del cotone fece aumentare i linciaggi di persone di colore nel sud degli USA tra il 1882 e il 1930.

[6] L’età adulta per gli Ebrei inizia con il bar mitzvah (figlio del comandamento) in cui devono  leggere in sinagoga un passo della torah (insegnamento). Considerazioni (in inglese) sulla istruzione ebraica e le persecuzioni qui.

[7] Ochrana viene da Ochrannoe otdelenie, sezione di sicurezza. Sostituiva la Tret’e otdelenie, la terza sezione (della Cancelleria privata di sua maestà imperiale) creata da Nicola I contro moti militari come quelli decabristi.
Alessandro II aveva una carrozza corazzata dono di Napoleone III, ma i membri del gruppo Narodnaya Volya (volontà del popolo) usarono tre bombe diverse.

[8] La fonte di Dulles chiese di essere pagata garantendo un mutuo che aveva contratto. Il Times diede la garanzia, ma il mutuo non fu ripagato. Probabilmente era Michail Raslovleff, un espatriato che parlò “per non dare agli Ebrei leve di nessun tipo”.

[x] “sublime porta” indica il governo ottomano, dall’usanza dei regnanti bizantini ripresa dai Turchi di far annunciare le loro decisioni davanti la porta dei loro palazzi.

[9] Canard è francese per anatra: equivale all’inglese hoax. Potrebbe derivare dal detto “vendere un’anatra a metà”, riferito ad un cartello “due franchi” e sotto più in piccolo “per mezza anatra” in un periodo in cui le anatre si vendevano vive. Hoax appare dal 17mo secolo probabilmente storpiando hocus pocus, le classiche parole magiche a loro volta deformazione della formula della messa latina hoc est corpus.

[10] Le tribù erano una per ciascuno dei dodici figli di Giacobbe detto Israele. Quella di Giuseppe si divise tra i due figli alla sua morte, ma quella di Levi venne scelta per fornire sacerdoti e si sarebbe dovuta disperdere tra le altre, facendole restare in dodici.

Gli Assiri di Tiglatpileser III occuparono la Palestina tra il 732 e il 720 a.C.: nove tribù furono deportate in Mesopotamia ed oltre, la cosidetta “cattività babilonese”. Rimasero quella di Giuda a cui si sarebbe unita quella di Simeone nel sud, ed a nord quelle di Beniamino e Levi divise. La decima tribù perduta sarebbe costituita dai resti di quella di Giuseppe.

[] Visto come ci si casca?

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