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Wunderwaffen: i Prototipi Heinkel

4 anni fa

11 minuti

La Heinkel fu una delle aziende che più sostenne lo sforzo della Luftwaffe durante la guerra, e una delle più prolifiche di progetti per iniziativa del suo fondatore, Ernst Heinkel.

Sono purtroppo terminate le Wunderwaffen aeree prodotte in serie: da questo articolo si parlerà di prototipi. Si vedranno quindi aerei di cui fu costruito almeno un esemplare, anche se da altri e/o dopo la guerra. Saranno divisi per azienda, in modo da mostrare l’evoluzione dei disegni e le peculiarità dei progettisti.

 

 

 

L’Azienda

Fondata nel 1922, il suo primo successo commerciale fu lo He.70 Blitz (lampo) del 1932: monomotore metallico con sei posti passeggeri, usato dalla Lufthansa per consegnare la posta.

Stabilì vari record di velocità, e venne poi usato dalla Luftwaffe e da altre aviazioni collegate come ricognitore o bombardiere leggero. Venne ritirato dal servizio nel 1954 dall’Ejército del Aire spagnolo.

 

Heinkel He.70 Blitz

 

Lo He.70 aveva l’ala con estremità ellittica, marchio di fabbrica dei progettisti gemelli Günther, poi ripresa anche nel loro bombardiere He.111 Doppel-Blitz: quest’ultimo venne usato in Spagna fino al 1958, e prodotto su licenza come come CASA 2.111 praticamente identico a parte i motori Rolls-Royce.

Usato fino al 1973 come trasporto (ed in film di guerra al posto del suo predecessore), l’ultimo impiego bellico fu il supporto tattico contro la sollevazione di Sidi Ifni nel 1957-1958, durante il processo di indipendenza del Marocco.

 

 

Le proposte di caccia per la Luftwaffe, come lo He.100 che competè ad armi pari (o qualcosa in più come prestazioni) con il Bf.109, vennero rigettate più che altro per motivi politici: il RLM concentrò la produzione di caccia alla Messerschmitt e di bombardieri alla Heinkel.

Nonostante questo il caccia notturno He.219 Uhu, innovativo per la Luftwaffe (carrello triciclo anteriore) e il mondo (seggiolini eiettabili di serie) venne prodotto in buoni numeri nonostante la complessità del progetto.

Fusa nel 1941 con la Hirth, l’azienda fu così messa in grado di sviluppare in proprio motori che stava già progettando: gli HeS, ovvero Heinkel-StrahlTriebwerke (Motore a getto Heinkel).

 

 

Dopo la guerra produsse scooter, motorini e microcar (la Heinkel Kabine da due posti). Tornò a produrre aerei su licenza, in specifico lo F-104G per la nuova Luftwaffe dopo il 1956.

Fu assorbita nel 1965 dalla Vereinigte Flugtechnische Werke (VFW), a sua volta la fusione di Focke-Wulf e Weser Flugzeugbau GmbH dell’anno prima, ed il tutto fu acquisito da Messerschmitt-Bölkow-Blohm (MBB) nel 1980.

Entrò poi nella EADS (European Aeronautic Defence and Space) che è infine diventata il gruppo Airbus.

 

 

 

Le Persone

 

Ernst Heinkel

Nato nel 1888 a Grunbach in Baden-Württemberg, rimase affascinato dagli Zeppelin studiando all’accademia tecnica di Stoccarda: costruì il suo primo aereo nel 1910 usando i piani pubblicati da Henri Farman, aviatore francese.

L’anno dopo distrusse l’aereo in atterraggio e rimase gravemente ferito, cosa che gli fece includere maggiori misure di sicurezza nei suoi modelli.

Lavorò alla LVG che produceva aerei Farman su licenza, poi alla Albatross e infine alla Hansa-Branderburg, progettando velivoli per l’Impero Germanico e Austro-Ungarico durante la Grande Guerra.

La suaHeinkel-Flugzeugwerke disegnò aerei postali e idrovolanti, nonchè aerei militari prodotti su licenza in Svezia. Progettò anche aerei da lanciare tramite catapulte navali soprattutto per la marina militare giapponese.

Oltre a restare suoi affezionati clienti per decenni, erano anche membri del comitato di controllo del trattato di Versailles sulla produzione di aerei militari: lo avvertivano in anticipo delle ispezioni per controllare se la Germania seguisse le regole, e gli aerei da combattimento venivano nascosti dietro la fabbrica.

Divenne WehrWirtschaftFührer (leader dell’industria della difesa) per la partecipazione al riarmo nazista, e ottenne il premio nazionale tedesco per le arti e le scienze nel 1938.

 

Il Deutscher Nationalpreis für Kunst und Wissenschaft fu istituito per sostituire il Nobel, a cui i Tedeschi non poterono più partecipare dal 1935 perché vinto da uno scrittore antinazista. Dava anche 100mila Reichsmark: ne furono attribuiti nove tra il ’37 e il ’39, una delle onorificenze più rare del nazismo. Con lo scoppio della guerra venne abbandonato.

 

Iscritto al partito nazista dall’inizio, si lamentò di dover licenziare i suoi impiegati di origine ebrea dopo le leggi di Norimberga: la sua azienda però sfruttò poi il lavoro forzato, tanto da essere considerato un modello dal governo.

Dopo la forzata nazionalizzazione che lo costrinse a cedere il controllo a Goering fondò un’azienda parallela a Vienna continuando a proporre modelli al RLM.

Dopo la guerra torno alla progettazione e pubblicò la sua biografia Stürmisches Leben (una vita tempestosa). Morì a Stoccarda nel 1958. Diceva che le idee sono come le more:  ne nascono tante, ma per dare frutto devono essere sostenute con i fondi.

 

 

Hans von Ohain

Nato a Dessau nel 1912 e laureato a Goettingen in aerodinamica e fisica nel 1935, brevettò l’anno dopo un motore che generava flussi d’aria per muovere un aeroplano.

Disegnò nel 1937 un motore turbogetto con una turbina centrifuga alimentata da un compressore: Frank Whittle in Gran Bretagna ne aveva brevettato un modello assiale nel 1930, ma von Ohain criticava il suo lavoro.
Il suo primo modello funzionante fu lo HeS.1 che bruciava idrogeno: era però un modello “da banco”, ovvero non in grado di essere montato su un aereo.

Il successivo HeS.3 usava invece normale gasolio, ma aveva comunque troppa poca spinta: venne seguito dallo HeS.6, prodotto con i fondi del RLM, che era più potente e consumava molto meno.

Lo HeS.8 e lo HeS.30 erano riprogettazioni dello HeS.6 più potenti e con più autonomia, ma furono soppiantate dallo HeS.011, un disegno completamente nuovo che fu prodotto però solo in 19 esemplari alla fine della guerra

 

Nello HeS-011 la combinazione di un compressore assiale a 3 stadi e uno centrifugo a 2 (distribuzione “diagonale”) alimentati da una turbina a 2 stadi doveva fornire una potenza di 12,7kN a 11.000 giri. Per confronto, lo JuMo004D di produzione aveva 8 stadi assiali ed una turbina a uno stadio, fornendo 10,3kN a 10.000 giri, anche se pesava di meno (750kg contro 950).
I motori che comprendono compressori centrifughi hanno però di solito una sezione più larga di quelli assiali, perchè il flusso viene diretto verso l’esterno, creando problemi di aerodinamica.

 

Finito oltreoceano con il progetto Paperclip, lavorò per l’USAF, si dedicò all’insegnamento ed allo studio dei carburanti, registrando vari brevetti e vincendo numerosi premi: morì in Florida nel 1998.

Il suo studente Paul Bevilacqua ha progettato lo ILFPS (Integrated Lift Fan Propulsion System) per le versioni a decollo verticale dell’F35: diceva che “a scuola ho imparato a muovere i pezzi, Hans mi ha insegnato a giocare a scacchi”.

 

 

I Prototipi

Heinkel era convinto che l’aereo fosse il futuro del trasporto, ed era un appassionato del volo ad alta velocità: molti suoi prototipi vennero costruiti di sua iniziativa ed in segreto per battere la concorrenza, e solo dopo presentati al RLM (ReichsLuftfahrtMinisterium, Ministero dell’Aviazione del Reich) che però a sua volta faceva progettare in segreto motori a getto a BMW e Junkers.

 

He.176

Fu il primo aereo a razzo, volato il 20 giugno 1939. Completamente in legno, ad ala dritta e con carrello retrattile, aveva una cellula completamente trasparente annegata nel muso per ridurre la resistenza nell’aria.

Utilizzava uno dei primi motori Walter e ne era prevista una versione più avanzata, che però non venne costruita a causa del disinteresse del RLM.

I dati dei voli ed i progetti sono andati persi durante la guerra: dovrebbe aver raggiunto i 750 km/h e aver avuto una autonomia di 109km.

 

 

Il sistema di sicurezza era complesso: il pilota avrebbe fatto staccare il muso  con un comando ad aria compressa. Il muso sarebbe caduto con un parafreno, cioè un paracadute che doveva rallentarlo: il retro si sarebbe aperto e il pilota avrebbe aperto il proprio paracadute.

Il sistema di sicurezza era probabilmente mutuato dalle ricerche effettuate prima della guerra dal DFS (Deutsche Forschungsanstalt für Segelflug, istituto di ricerca tedesco per il volo a vela) per gli alianti: l’immagine qui accanto riguarda infatti il prototipo DFS 346, che prevedeva una procedura simile.

 

 

 

He.178

Fu il primo turbogetto a volare il 27 agosto 1939, usando il motore HeS.3. Volò poi il 1mo novembre di fronte a Udet e Milch, rispettivamente Ministri per la Produzione Aeronautica e per le Risorse: nonostante in quel momento montasse il più potente motore HeS.6, raggiunse solo i 600km/h.

L’autonomia era di circa 10 minuti, coprendo circa 200km: pur avendo il carrello retrattile, durante i voli di prova non venne mai ritirato. Era completamente in metallo.

Ne vennero costruiti due esemplari: il secondo doveva avere il nuovo motore HeS.8, ma questo venne sospeso indefinitamente per far dedicare l’azienda allo sviluppo del più promettente HeS.30, e se ne sono perse le tracce. Il primo esemplare fu esposto nel museo dell’aviazione a Berlino e venne distrutto in un bombardamento.

 

 

 

 

He.280

Prodotto sempre in autonomia ed in segreto,  era un bimotore progettato per gli HeS.8 oppure HeS.30 e infine gli HeS.011.

Poiché i motori tardavano si provò ad adattarlo al già pronto JuMo 004, ma non riuscì bene: durante le prove ci fu il primo successo nell’uso reale del seggiolino eiettabile, previsto a livello di progetto fin dall’inizio.

Nel 1943 un prototipo vinse contro un Focke-Wulf 190 in velocità e manovrabilità : divenne interessante per il RLM perché i motori potevano usare anche cherosene invece di carburanti ad alto numero di ottani.

Purtroppo il Me.262 era già in produzione con prestazioni superiori, per cui ne vennero costruiti solo 9 esemplari. Durante i voli di prova raggiunse gli 820km/h: i consumi erano però elevati e l’autonomia prevista era di soli 230km e l’armamento composto di 2 cannoni da 20mm. Per confronto il Me.262 toccava i 900 km/h con un raggio  di 1.050km, ed era armato di 4 cannoni da 30mm.

 

Heinkel He.280

 

 

 

He.343 / Il.22

Nel gennaio ’44 la Germania era ormai sulla difensiva: Heinkel presentò comunque al RLM lo StrahlBomber  (bombardiere a reazione) He.343, anche detto StraBo 16.

Aveva una semplice ala dritta e quattro turbogetti JuMo 004, o qualunque modello fosse disponibile al momento, assecondando la lezione dell’He.280.

La somiglianza con l’Arado 234 non è casuale: un modello simile già in volo significava pezzi riutilizzabili, e questo doveva invogliare il RLM a considerarlo. Avrebbe dovuto toccare i 910km/h, con un raggio di 2.800km portando fino a 3 tonnellate di bombe.

 

Modellino di He.343

 

Ne vennero prodotti due prototipi che non volarono mai: uno però venne preso dai Russi che ne ricavarono il disegno dello Ilyushin Il-22, primo bombardiere a reazione sovietico a volare nel 1947. Ne venne costruito uno solo: usava i primi turbogetti autoctoni, i Lyulka TR-1 che non raggiungevano la spinta prevista e consumavano più del preventivato. Ciò nonostante, durante le prove raggiunse i 720km/h a 10.000 metri: poteva portare 2 tonnellate di bombe a 850km. il progetto si evolse diventando lo Ilyushin Il-28, prodotto in oltre 8mila esemplari dal 1949 e rimasto in servizio fino agli anni ‘90.

 

 

 

P.1077

Lo He.343 ricevette dal DFS la sigla P.1068, che era stata riciclata da un progetto già presentato per lo Jaegernotprogramm: quando la ditta propose il progetto di un intercettore razzo denominato Julia, a questo venne data la sigla P.1077.

Doveva avere un motore Walter, una corta ala dritta con orecchie di Lippisch e decollare con l’aiuto di razzi a propellente solido, atterrando poi su una slitta fissa ventrale come il Me.163. Ne vennero progettate varianti con il pilota prono o seduto, ed una versione denominata Romeo con motore a pulsogetto.

 

Modellino di P.1077

 

Fu prodotto in un unico esemplare, distrutto in un bombardamento prima di poter volare: avrebbe dovuto raggiungere i 1.000km/h con un’autonomia di 5 minuti e due cannoni da 30mm come armamento.

 

 

 

In testata all’articolo e in cover oggi: Heinkel He.100, screenshot tratto da World of Warplanes, ©Wargaming.net

Questo articolo è parte di una serie: Wunderwaffen

 

 

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