7 Minuti dopo la Mezzanotte, la difficile consapevolezza della perdita

4 anni fa

6 minuti

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Dal 18 maggio maggio sarà al cinema 7 minuti dopo la mezzanotte, storia della particolare amicizia tra un ragazzo dodicenne a cui il mondo sta crollando addosso e un mostro con la passione per le storie. Un legame che aiuterà il giovane Conor a prendere di coscienza della perdita e la consapevolezza che voler smettere di soffrire è naturale.

Da sempre la letteratura è stata fonte di ispirazione per il cinema. Negli anni molti sono i libri trasposti in film per il grande schermo. 7 minuti dopo la mezzanotte (A Monster Calls) dello scrittore britannico Patrick Ness è solo l’ultimo di una lunga lista.

Dopo il successo letterario il romanzo 7 minuti dopo la mezzanotte arriva al cinema.

Edito nel 2011 il romanzo è divenuto un best seller mondiale, tanto da essere stato tradotto in oltre 40 lingue. Ora dopo il successo letterario arriva al cinema al cinema grazie al regista Juan Antonio García Bayona, noto per aver diretto The Orphanage e The Impossible. Alla sceneggiatura troviamo lo stesso autore, mentre come protagonisti il giovane Lewis MacDougall (Pan – Viaggio sull’isola che non c’è), Sigourney Weaver, Felicity Jones e Liam Neeson.

Conor è ragazzo dodicenne in cui aiuto arriva un mostro appassionato di storie.

Conor è un dodicenne per cui la vita è tutt’altro che facile. Il ragazzo è vittima di bullismo a scuola, ogni giorno viene picchiato e deriso da un gruppo di coetanei. Come se non bastasse la madre è gravemente malata e con il padre che vive oltreoceano è costretto a vivere con la nonna, una donna fredda e distante.

In soccorso di Conor arriva una creatura fantastica che si manifesta ogni sera, 7 minuti dopo la mezzanotte. Il mostro lo aiuterà a sfuggire alla solitudine del mondo reale e lo accompagnerà in un difficile e tortuoso viaggio emotivo alla ricerca della dolorosa verità.

 

7 minuti dopo la mezzanotte felicity jones

 

Spesso la realtà è troppo brutta per essere vera. E l’unico modo per sottrarvisi è rifugiarsi in un mondo fantastico dove le cose sono completamente diverse. O chiedere aiuto ad un essere soprannaturale con la speranza che ci dia una mano. Partendo da questo secondo presupposto, prende vita 7 minuti dopo la mezzanotte.

Non lasciatevi ingannare dal titolo, di horror il film non ha nulla.

Non lasciatevi ingannare dal titolo, di horror il film non ha nulla. Se non la terribile realtà che vive il protagonista. Una realtà a cui quest’ultimo cerca di trovare un senso e lo farà invocando un mostro che lo accompagnerà lungo un difficile percorso di crescita.

In 7 minuti dopo la mezzanotte assistiamo così alla vita del giovane Conor, divisa tra la quotidianità tra scuola e famiglia e i dialoghi con il mostro che viene a fargli visita. Una creatura che si presenta all’improvviso, ma il cui tempismo è perfetto.

Il film racconta una lenta ma inesorabile maturazione.

Con il procedere della storia si verifica la lenta ma inesorabile maturazione del protagonista. Una crescita che va di pari passo con la presa di coscienza di Conor che la sua esistenza sta per cambiare per sempre. Una verità che il ragazzo cerca di fuggire con tutte le sue forze.

 

7 minuti dopo la mezzanotte liam neeson

 

Grazie ai racconti del mostro, Conor scoprirà molte verità su sé stesso.

Come nel Canto di Natale di Dickens, il personaggio di Lewis MacDougall capirà come stanno davvero le cose a seguito di rivelazioni che gli verranno fatte nel corso della vicenda. A differenza del racconto dello scrittore britannico, al posto degli spettri abbiamo il mostro invocato dal ragazzo e invece di un viaggio in tre differenti epoche abbiamo tre storie. Racconti che serviranno al giovane per imparare verità su sé stesso, sulle persone che gli sono accanto e sulla realtà che sta vivendo.

Fiabe utili per comprendere ciò che sta vivendo. Perché non sempre la vita è di così facile lettura e non tutto è bianco o nero. E quando hai dodici anni è ancora più difficile riuscire a venirne a capo e a comprendere a pieno il fatto che sia naturale voler smettere di soffrire.

7 minuti dopo la mezzanotte racconta con tatto, dolcezza ed emozione una cruda e dolorosa presa di coscienza.

Una storia quella di 7 minuti dopo la mezzanotte che racconta con tatto, dolcezza ed emozione una cruda e dolorosa presa di coscienza, che emerge in maniera a tratti violenta e incontrollata. Perché quando hai 12 anni e ti stanno portando via la cosa più cara che hai e non puoi fare nulla per impedirlo, non ti resta che urlare fino a rimanere senza fiato.

 

 

7 minuti dopo la mezzanotte Lewis MacDougall

 

 

Una pellicola che usa la fantasia per esplorare il senso di colpa e impotenza di un ragazzo solo, a cui il mondo sta cadendo addosso. Fantasia che diventa rifugio e conforto ma allo stesso tempo luogo del confronto di Conor con la sua paura più grande. Un’angoscia così terribile che non vuole ammettere.

Il film usa la fantasia per esplorare il senso di colpa e impotenza.

Il film di Bayona è anche la storia di una particolare amicizia tra un ragazzo smarrito e un mostro molto particolare. La creatura infatti spronerà Conor, in maniera anche molto brusca, a fare i conti con i suoi sentimenti più profondi e nascosti e ad ammettere a sé stesso la sua più grande paura. Rappresenta quell’amico cinico e burbero che tutti abbiamo e che ci costringe a confrontarci con quella realtà che ci rifiutiamo di vedere.

Una storia struggente e commovente ben raccontata.

Una pellicola struggente e commovente in cui la malattia viene analizzata dalla prospettiva di un ragazzo che ne subisce le conseguenze in prima persona. Di sicuro una scelta non originale, ma ben narrata e che nonostante un ritmo non sempre incalzante riesce a catturare lo spettatore.

 

7 minuti dopo la mezzanotte Sigourney Weaver

 

L’immaginazione e la fantasia sono colonne portanti del film.

7 minuti dopo la mezzanotte è un racconto in cui l’immaginazione e la fantasia sono colonne portanti. Il mostro che appare a Conor e le sue storie sono il modo che il ragazzo trova per fuggire dalla realtà che vive. Ma sono anche un modo per affrontarla. La creatura che gli appare non è altro che la sua coscienza. È la sua parte più razionale e lo guiderà verso un percorso difficile ma necessario.

Buona la regia di Juan Antonio García Bayona in grado di portarci nel pieno dell’animo del protagonista. Convincente la prova del cast, a partire dal giovane Lewis MacDougall. Il ragazzo restituisce appieno un dodicenne in piena crisi. Al suo fianco una introversa Sigourney Weaver e una dolce Felicity Jones.

Punti di forza sono la regia e l’interpretazione del cast. Non convincono del tutto gli effetti speciali.

Convincono in parte gli effetti speciali. Se il mostro interpretato da Liam Neeson è ben reso con la CGI, in alcune scene il green screen è fin troppo evidente. Un difetto imperdonabile per una pellicola con un budget di 43 milioni di dollari. Nonostante ciò, 7 minuti dopo la mezzanotte riuscirà a catturare lo spettatore. E a farlo commuovere.

 

 

7 minuti dopo la mezzanotte sarà nei cinema dal 18 maggio.

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