East of West: quando il western e la fantascienza si incontrano su carta

4 anni fa

5 minuti

Questo è il mondo. Non quello che meritavamo, ma quello che abbiamo costruito. Polvere, laser, sangue e sputi per terra. Se pensavate che il western non potesse mischiarsi con la fantascienza, East of West vi farà ricredere.

Ho appena chiuso il terzo volume di questa fantastica serie e sono rimasto folgorato da come ti serva perle di filosofia su piatti grondanti sangue. Non è la presenza dei quattro cavalieri dell’apocalisse, non sono gli efferati omicidi, non è nemmeno la leggerezza con cui i personaggi si ingannano uno con l’altro. Niente di tutto questo. Sono le botte di adrenalina pura che i disegni di Dragotta e i testi di Hickman riescono a trasmetterti.

 

death

 

Siamo nel bel mezzo di un futuro imprecisato in cui la terra è completamente desolata e gestita da individui chiamati “I Prescelti”.

Andiamo per gradi. Di cosa parla East of West? Siamo nel bel mezzo di un futuro imprecisato, in cui la terra è completamente desolata e gestita da individui chiamati ‘I Prescelti’, che riportano le fattezze di un vecchio sciamano, un carismatico uomo d’affari, un dittatore cinese e un presidente che non è difficile accostarlo a quello americano.

La società va avanti seguendo le leggi del Messaggio, una sorta di Bibbia che detta regole e comportamenti del mondo intero; tutto ruota intorno ai dettami di queste sacre scritture. Sembra quindi che il mondo, pur nella sua desolazione, viva una pacifica realtà, anche se Hickman decide di non concentrarsi minimante sulla popolazione ma mettere la sua lente di ingrandimento solo e unicamente sui personaggi principali.

Non sarà difficile trovarvi a fare il tifo per Morte che scorrazza per gli enormi paesaggi desolati in groppa a un cavallo meccanico che al posto della testa ha un cannone ultrasonico.

Fin qui tutto bene.Peccato solo che il il primo volume (la serie è composta di 6 volumi, 4 dei quali già usciti in Italia per conto della Panini Comics) apre con l’ingresso di 3 bambini decisi a distruggere il mondo; essi rappresentano tre dei quattro cavalieri dell’apocalisse: Guerra, Carestia e Pestilenza. Ma Morte che fine ha fatto? Bè lui ha deciso di mettersi da parte per inseguire un altro scopo: l’amore. Non vado oltre perchè non voglio creare spoiler, ma da questa piccola descrizione potete già capire di quanti parallelismi possa essere impregnata quest’opera.

Non sarà difficile trovarvi a fare il tifo per Morte che, in groppa a un cavallo meccanico con un cannone ultrasonico al posto della testa, scorrazza per gli enormi paesaggi desolati. Basta un nitrito e tutto quello che vi trovate attorno viene letteralmente spazzato via. 

 

cavalieri

 

Dragotta fa un lavoro sublime che non spezza minimamente il ritmo della sceneggiatura

Che dire poi dei cosiddetti Prescelti? Ovvero coloro che detengono il potere sul mondo. Sono così corrotti e schifosi, che quasi quasi non sapete quale di loro possa essere il bastardo migliore.

Tutto questo immaginatevelo calato in un contesto grafico che riesce a creare le giuste pause quando bisogna riflettere sulle frecciate filosofiche di Hickman, ma che non ci pensa due volte nel mettere il piede sull’acceleratore quando c’è da enfatizzare la brutale e schizofrenica violenza dei nostri protagonisti.

Dragotta fa un lavoro sublime che non spezza minimamente il ritmo della sceneggiatura; anzi, sembra quasi accompagnarla in modo magistrale. Hickman poi si lascia andare a complicate riflessioni socio-religiose in cui il potere e tutto ciò che ne deriva dall’averlo, ha il ruolo di protagonista principale. Il potere corrompe l’uomo o è l’uomo ad essere naturalmente incline alla corruzione?

 

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Inutile dire che tale libertà di scrittura non poteva essere trovata se non alla Image, famosa casa editrice americana che lascia carta bianca ai suoi autori, non solo per quanto riguarda l’espressività artistica ma anche per tutto ciò che concerne la proprietà intellettuale dell’opera.

Questo spinge gli autori a dare il meglio di sé, per emergere in un mercato, quello dei fumetti, che ormai è un vero e proprio business da molti zeri.

Hickman e Dragotta con questo East of West fanno un lavoro sublime che di sicuro non vi farà rimpiangere i soldi spesi

Hickman e Dragotta con questo East of West fanno un lavoro sublime che di sicuro non vi farà rimpiangere i soldi spesi; vi ritroverete spesso a leggere e rileggere alcuni passaggi per cercare di sviscerare fino all’ultima virgola tutto quello che avete letto, e una volta chiuso il terzo volume, avrete voglia di andare in giro per strada con pistole laser ai fianchi, con la voglia di incrociare qualcuno per giustificare l’utilizzo delle vostre armi letali.

East of West è un’opera che non dovete lasciarvi scappare

Insomma, questa East of West è un’opera che non dovete lasciarvi scappare se siete amanti dei bei fumetti, della fantascienza e delle trame intelligentemente complesse.

Vi lascio con una frase presa direttamente dal terzo volume che mi ha letteralmente inchiodato al muro:

Dare un nome alle cose confonde la logica necessaria per avere capacità decisionali efficaci.
In parole povere: non volevi che la morale ostacolasse la mia logica…i nomi trasmettono umanità, infondono compassione.

Una volta finito, decidete voi l’aggettivo da dargli. Io ancora non l’ho trovato.

 

East of West potete trovarlo in fumetteria e online:

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