Carbon Warfare

5 anni fa

6 minuti

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Vi parliamo oggi di Carbon Warfare, un gioco di strategia per dispositivi mobili che si prefigge lo scopo di sensibilizzare sul tema del riscaldamento globale, ponendo l’attenzione sia sui meccanismi che lo sottendono sia sulle sue inevitabili conseguenze.

Prima di procedere alla recensione vera e propria è doveroso riportare un estratto del comunicato stampa con cui ci è stato presentato il gioco, sia per conoscerne meglio gli intenti sia perché andremo poi ad analizzare proprio alcuni dei punti in esso riportati:

Simbolicamente lanciato durante la conferenza COP22 di Marrakech tenutasi dal 7 al 18 Novembre 2016, Carbon Warfare vuole provare ad educare il pubblico senza essere paternalistici.

Il gioco è basato su proiezioni scientifiche di cosa accadrebbe se la temperatura media della terra si alzasse da 15° a 21°.

Il divertimento e l’esperienza coinvolgente che il gioco fornisce, spinge il giocatore ad apprendere scrupolosamente i meccanismi e le cause del riscaldamento globale al fine di padroneggiarle per vincere il gioco.

Il potenziale educativo di Carbon Warfare si basa sia su delle fondamenta scientifiche che riproducono le conseguenze del riscaldamento globale sia su un gameplay veramente immersivo.

 

 

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La struttura del gioco

Il giocatore, in questo caso, veste i panni del cattivo, una sorta di entità maligna che ha il potere di prendere decisioni in ambito geopolitico a vari livelli, con l’intenzione di innalzare la temperatura atmosferica quanto più possibile e provocare così la disfatta del pianeta e l’estinzione della specie umana.

Una scelta sicuramente stimolante per chi gioca, ma utile anche per poter perseguire gli scopi “didattici” che questo titolo si prefigge.

Si tratta di una scelta sicuramente stimolante per chi gioca, ma utile anche per poter perseguire gli scopi “didattici” che questo titolo si prefigge: se mi passate la metafora, come un mestiere lo si impara “andando a bottega”, allo stesso modo è più facile osservare le meccaniche degli eventi (e le loro conseguenze) dal punto di vista di chi prende le decisioni, piuttosto che da semplice cittadino.
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Come potete vedere gli scenari di gioco sono più di uno, ognuno con una diversa impostazione: lo scenario “Ira Della Natura”, per fare un esempio, è incentrato sulla varietà dei fenomeni catastrofici che il surriscaldamento globale può generare.

Aiuta a comprendere meglio l’entità dei fenomeni e in che modo essi interagiscano.

In questa modalità si impone non tanto una diversificazione degli investimenti economici o mediatici, bensì ambientali e ciò ci aiuta a comprendere meglio l’entità dei fenomeni e in che modo essi interagiscano, essendo l’uno fattore predisponente per l’altro in una sorta di effetto domino. Naturalmente ogni scenario presenta tre difficoltà di gioco progressive.
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Dinamica di Gioco

 

Fondamentalmente i parametri da tenere in considerazione sono tre:

  • Il profitto: permette ulteriori investimenti, sia in ambito economico che mediatico;
  • L’emissione di CO2: è il motore delle catastrofi naturali;
  • La consapevolezza: è l’indice di attenzione da parte della gente e l’unico che, ovviamente, deve restare il più basso possibile.

Ogni continente svilupperà, a seconda delle scelte che farete, valori diversi per ciascuna di queste tre voci e il vostro compito sarà bilanciare il tutto in modo da condurre inesorabilmente la Terra verso la catastrofe prima che il “Programma di Cattura del Carbonio” arrivi a compimento.
Bisogna tenere presente anche ogni continente rappresenta un territorio d’investimento peculiare: investire ad esempio in Nord America e in Europa genererà maggiori profitti ma aumenterà rapidamente anche l’indice di consapevolezza (soprattutto in Europa), mentre l’Africa è il territorio adatto per incrementare le emissioni di CO2 senza che la popolazione sia allarmata.
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Attenzione a non sottovalutare gli algoritmi dell’applicazione!

In un primo momento potrà sembrarvi tutto molto semplice e lineare, ma come accade in ogni gioco di strategia che si rispetti, ad un certo punto i nodi vengono al pettine. La possibilità di effettuare determinati investimenti ed il loro costo sono dinamici e sono influenzati (anche se inizialmente potreste non rendervene conto) dal livello di consapevolezza del rispettivo continente ma anche a livello globale.
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Esperienza Complessiva

Tecnicamente parlando, l’interfaccia di gioco è piuttosto chiara e funzionale, anche se qualche piccolo difetto non può mancare, soprattutto visto che parliamo di un titolo strategico giocato sullo schermo di uno smartphone.

La responsività si è dimostrata ottima (si può entrare ed uscire dal gioco con reale immediatezza) e durante il nostro test non abbiamo riscontrato alcun bug (abbiamo provato la versione per iOS su iPhone 6).

Dal punto di vista della giocabilità e dell’intrattenimento il livello è piuttosto alto, soprattutto in virtù della varietà degli scenari e del numero delle variabili presenti durante il gioco.
L’unica nota negativa è che le meccaniche di gioco che distinguono i vari scenari non sono sempre spiegate molto chiaramente, è necessario giocare e ricavarsele in parte in modo autonomo.

 

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L’aspetto scientifico non è puramente funzionale alle dinamiche del gioco, ma è stato sviluppato con la partecipazione di Yoram Bauman.

Quello che più abbiamo trovato interessante è stato però il bagaglio informativo che Carbon Warfare porta con sé: l’aspetto scientifico non è puramente funzionale alle dinamiche del gioco, ma è stato sviluppato con la partecipazione di Yoram Bauman, un economo ambientale dell’Università di Washington all’interno del Programma dell’Enviroment Bainbridge School, e la collaborazione della Lakeside School.

Certi aspetti messi in luce e alcuni dati riportati sono sicuramente nozioni se non di dominio pubblico, comunque note ai più, anche se spesso la nostra conoscenza è solo superficiale e non sempre si traduce in una reale consapevolezza.

Quello che ci è piaciuto è però il fatto che durante il gioco, soprattutto grazie alle descrizioni degli investimenti e dei loro effetti, prendiamo quasi inconsapevolmente coscienza del significato reale di certe scelte e scopriamo quanti in realtà siano i meccanismi con cui la globalizzazione sta portando, nei vari settori, ad una vera e propria intossicazione del pianeta, suggerendoci aspetti su cui magari non ci eravamo mai soffermati.
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Impariamo a capire quali siano le necessità affinché questa “fucina” non si fermi mai.

Stando dalla parte di chi ha interesse nel profitto e non si cura dell’impatto ambientale, impariamo a capire quali siano le necessità affinché questa “fucina” non si fermi mai: l’essenzialità di investimenti diversificati che alimentino il portafoglio dell’industria ed il bisogno di interferire sui processi di ricerca e di sensibilizzazione, ostacolando fondazioni e conferenze (screditando ad esempio personaggi influenti) o procurando continue distrazioni e bisogni sempre nuovi alle persone, come il lancio della moda dei SUV corredato di slogan d’effetto.

I contenuti sono presentati senza retorica né paternalismo, aspetto che abbiamo notevolmente apprezzato, e soprattutto il gioco è strutturato in modo che sia il giocatore a scoprire, per gradi, tutte le informazioni in ambito ecologico e a comprendere quindi quali siano le soglie d’allerta, i segni di sofferenza del pianeta, costruendosi da sé la propria consapevolezza.

Le premesse (e le promesse) poste nella presentazione del gioco sono quindi realmente mantenute.
78
ME GUSTA
FAIL
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