Il Traditore Tipo e i migliori film sullo spionaggio

5 anni fa

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Spionaggio

Il genere di spionaggio è uno di quei generi che, per fortuna, non ha nessuna intenzione di morire. Moltissimi dei film che si vedono ancora adesso al cinema fanno sempre riferimento a quello che è stato il grande cinema di spionaggio, riproponendo avvenimenti storici e tematiche che sono già state toccate in passato.

Nonostante negli anni le tecniche di sicurezza siano diventate sempre più pervasive e tecnologiche, il cinema non è poi così affascinato da tutta questa modernità.

Quando si parla di costruire un buon agente segreto il cinema ama ancora la spia vecchio stile.

Quando si parla di costruire un buon agente segreto il cinema ama ancora la spia vecchio stile. Il fare elegante e al tempo stesso adrenalinico del classico film di spionaggio, riprendendo anche un modello più galante alla James Bond.

La tecnologia è si un ottimo mezzo di supporto, ma il cinema vuole che i suoi protagonisti si sporchino le mani. Vuole che il pubblico senta quell’inevitabile pressione sul collo. Quell’ansia nel trovarsi in bilico tra la vita e la morte, pronti ad arrivare fino in fondo, soprattutto quando la posta in gioco è molto alta.

Non è un caso, infatti, se Susanne White ha puntato su un romanzo (Il Traditore Tipo) di John Le Carré, scrittore ed ex agente segreto del Secret Intelligence Service, autore di numerosi libri di spionaggio divenuti a loro volta riuscite e fortunate trasposizioni cinematografiche, come per esempio Lo Specchio delle Spie con Anthony Hopkins, The Costant Gardener – La Cospirazione di Fernando Meirelles, La Talpa di Tomas Alfredson con Gary Oldman e La Spia – A Most Wantend Man, ultimo film di Philip Seymour Hoffman.

Una giovane coppia inglese sulla trentina – lui insegnante a Oxford e idealista intransigente, lei brillante avvocato rampante – si concede una sospirata vacanza sull’isola di Antigua, Caraibi. Lì vengono avvicinati da Dima, un ricchissimo e carismatico russo cinquantenne in compagnia della famiglia che, con la scusa di una partita a tennis non li lascia più. Il motivo? Consegnare ai due malcapitati materiale scottante desinato ai servizi segreti britannici per ottenere in cambio protezione per sé e per la sua famiglia e accoglienza nel suo britannico.

 

 

 

Quando nasce il film di spionaggio?

Le radici del film di spionaggio le troviamo già dal cinema muto: il primo a introdurre alcuni degli elementi che poi sarebbero stati caratteristici per questa tipologia di film fu Fritz Lang nel 1928 con L’inafferrabile.

Il maestro della suspense Alfred Hitchcock fu uno dei massimi esponenti del film di spionaggio. Molte sono le pellicole nelle quali il genere si ripresenta, come L’uomo che sapeva troppo (1934), Sabotaggio (1936), Notorius – l’amante perduta (1946) e Intrigo Internazionale (1959).

Il secondo dopoguerra è indubbiamente stato il vero periodo di lancio per questo genere, per poi trovare il massimo della sua espressioni negli anni sessanta, durante la guerra fredda, soprattutto per le tematiche così legate all’attualità dell’epoca che portava con sé.

Questi sono gli anni in cui nasce il celebre personaggio di James Bond.

Questi sono gli anni in cui nasce il celebre personaggio di James Bond dalla penna dello scrittore Ian Fleming, per poi trovare la sua maggiore fortuna in una saga cinematografica iniziata nel 1954 – con qualche tentativo televisivo non proprio riuscitissimo – che continua ancora oggi.

Non sono pochi gli interpreti che si sono susseguiti nel ruolo del più amato Agente 007, da Sean Connery a Roger Moore, passando per George Lazenby, arrivando a Timothy Dalton, Pierce Brosnan e l’attuale Daniel Craig.

Ma quali sono gli esempi più elettrizzanti e che più ci hanno fatto tenere il fiato sospeso nel cinema di spionaggio?

 

 

 

Intrigo Internazionale

Alfred Hitchcock, 1959

Abbiamo iniziato proprio parlando di Alfred Hitchcock come uno dei massimi amanti del cinema di spionaggio. Intrigo Internazionale, appartenente al periodo americano del maestro, è sicuramente l’esempio migliore.

A far parte del cast un ormai consolidato Cary Grant, il quale viene scambiato per un fantomatico agente segreto, George Kaplan.

 

spionaggio

 

Intrighi, segreti e una fitta rete di vicissitudini con il massimo della suspense lascerà davvero il povero “George” con poche vie di fuga. Una meravigliosa sequenza che voglio assolutamente ricordare è il finale sul monte Rushmore. Pura poesia con la macchina da presa.

Se siete dei veri cinefili, questa pellicola deve essere tra le vostre preferite. Le sue sequenze sono zeppe di storia del cinema.

 

 

 

The Manchurian Candidate

John Frankenheimer, 1962

Conosciuto in Italia anche con il nome Va’ e uccidi, The Manchurian Candidate di John Frankenheimer è un film tratto dall’omonimo libro di Richard Condon, ambientato nel periodo della Guerra Fredda.

 

Spionaggio

 

Nei panni dell’eroe di guerra troviamo Laurence Harvey, al fianco di Frank Sinatra nel ruolo del maggiore Bennet Marco. Questa pellicola è tra le più iconiche del cinema in generale, in particolar modo di questo filone. Nel 2004, infatti, Jonathan Demme fece un remake con Denzel Washington nei panni del maggiore Marco, Liev Schreiber nei panni di Raymond Shaw e Meryl Streep.

Sebbene il film sia piuttosto diverso rispetto a quello del ’62, la resa finale fu comunque soddisfacente e venne apprezzato sia dalla critica che dal pubblico. Del resto non c’era d’aspettarsi un risultato diverso da un regista come Jonathan Demme.

 

 

 

Agente 007 – Missione Goldfinger

Guy Hamilton, 1964

Non so voi, ma io ogni volta che vedo questo film rimango tremendamente affascinata, e al tempo stesso inquietata, dalla sequenza in cui Shirley Eaton, viene interamente ricoperta d’oro.

Certo, la fine che fa la poveretta non è certo delle migliori, senza contare la scia di vendetta che si porterà dietro, ma qualcosa rende quella scena incredibilmente affascinante.

 

Spionaggio

 

Terzo film della serie ufficiale di James Bond, diretto da Guy Hamilton e interpretato da Sean Connery, Missione Goldfinger è tra le pellicole più riuscite di questa saga, sia per sceneggiatura che per regia. Suggestivo, carico di suspense e azione. Fu il primo film sull’agente 007 a vincere un Oscar.

Questo è stato l’ultimo film visto da Ian Fleming sul suo fortunato agente segreto, proprio perché morì lo stesso anno.

 

 

 

I Tre Giorni del Condor

Sydney Pollack, 1975

Gli anni settanta sono un’ondata di novità per il genere spionistico. Sia nella saga di James Bond che nei film di Hitchcock è possibile notare una netta distinzione tra bene e male. Si cerca di sottolineare sempre un atteggiamento quanto mai etico che ricorda moltissimo l’inizio del cinema classico americano.

Gli anni settanta risentono, invece, di moltissimi cambiamenti, come la morte di Kennedy e successivamente quella di Martin Luther King. Nel ’65 iniziò la guerra del Vietnam, portando con sé solo morti e zero risultati. L’America stava vivendo una profonda spaccatura all’interno della quale il vero nemico non erano più i sovietici, ma gli americani stessi.

 

Spionaggio

 

Nel ’75 Sydney Pollack raccoglie tutti questi spunti in un unico film, I tre giorni del Condor, che vede come protagonista un giovane e bravissimo Robert Redford nei panni di un “analizzatore” di romanzi per conto della CIA.

Così come l’America subisce dei forti scossoni, all’interno della CIA le cose non sono certo migliori, e una lotta tra settori mette in pericolo la vita del protagonista.

Pollack non si risparmia in un thriller dalla forte adrenalina. L’interpretazione di Redford è magnetica, ma ciò che sorprende ancora di più è l’attualità della pellicola che, vista ancora oggi, traccia tutti quelli che sono i difetti, le bugie e l’omertà della nostra società.

 

 

 

Nikita

Luc Besson, 1990

Chi ha detto che il privilegio di essere una spia è prettamente maschile? Le donne possono riservare non poche sorprese, come per esempio fa la celebre Nikita di Luc Besson, “sorella minore” di Leon.

 

Spionaggio

 

Anne Parillaud interpreta la spietata killer professionista assunta dal governo francese.

Nikita è una pellicola che si muove su più piani, sfociando da atmosfere più tese a quelle più drammatiche. Quello di Nikita è un personaggio che ha successivamente dato vita a molti prodotti spalmati su più medium, dalla televisione al videogioco.

 

 

 

Spy Game

Tony Scott, 1990

Il film di spionaggio degli anni duemila, frutto della mente del grande Tony Scott, è Spy Game.

 

Spionaggio

 

Spy Game è una vera escalation di suspense.

Spy Game è una vera escalation di suspense, un meccanismo finissimo costruito su una fitta rete di ingranaggi e colpi di scena. Molto ben riuscito il duo Robert Redford e Brad Pitt, indiscussi protagonisti della pellicola.

Tornano nuovamente le tematiche più strettamente legata all’America e alle sue spaccature interne, come abbiamo già visto nel film I Tre Giorni del Condor.

 

 

 

Munich

Steven Spielberg, 2003

“Zio Steven” è tornato quest’anno al cinema con Il ponte delle spie, film di spionaggio con protagonista Tom Hanks, candidato a numerosi Oscar, ma questa pellicola del 2003, Munich, è decisamente uno tra i suoi film più riusciti.

 

Spionaggio

 

1972, Olimpiadi di Monaco. Spielberg fa rivivere in questo bellissimo film il terrore e la tensione di una delle giornate più sanguinose e drammatiche della nostra storia contemporanea.

Assieme a Daniel Craig, Eric Bana Matthieu Kassovitz veniamo condotti tra le pagine di uno dei capitoli più delicati e violenti riguardanti il mondo dello spionaggio internazionale.

 

 

 

Le vite degli altri

Florian Henckel von Donnersmarck, 2006

È tra i film più belli che il cinema tedesco post muro abbia mai regalato al mondo. Scritto e diretto da Florian Henckel von Donnersmarck, Le Vite degli Altri è quanto di più vero ci sia nel narrare il terribile periodo in cui la Stasi – la polizia segreta del Ministero per la Sicurezza dello Stato – controllava tutta la Berlino Est degli anni Ottanta.

Impossibile pensare di avere una conversazione senza essere sorvegliati ventiquattro ore su ventiquattro.

 

Spionaggio

 

Una pellicola suggestiva ed emotiva, capace di mostrare come lo spionaggio non si rivolga solo alle potenze straniere o alle spie, ma anche agli stessi cittadini del proprio Paese. Una critica nuda e cruda che evidenzia, ancora una volta, quelli che sono stati gli orrori e i rimasugli di una Guerra che ha cambiato definitivamente il mondo.

La pellicola vinse il Premio Oscar come miglior film straniero, e conquistò ben 77 milioni di incasso dopo esserne costati solo 2 per la realizzazione. Una bella soddisfazione!

 

 

 

Nessuna Verità

Ridley Scott, 2008

Se Tony Scott ci sorprende nel 2001, non da meno vuole essere il fratello Ridley con un film dal cast stellare, da Leonardo Di Caprio a Russel Crowe, da Mark Strong a Oscar Isaac, passando per Golshifteh Farahani.

 

Spionaggio

 

Sebbene il film non abbiamo ottenuto lo stesso successo, sia di critica che di pubblico, e non sia colmo di quella perfezione stilistica che più si addice al mood di Tony Scott, Ridley Scott riesce comunque a creare un meccanismo che, nonostante non sia chissà quanto complicato, risulta essere particolare.

Molto convincente il lasciare letteralmente appesi al filo del telefono la vita di molte di persone, dando alla pellicola un tocco di suspense in più.

 

 

 

La Talpa

Tomas Alfredson, 2011

Lo abbiamo accennato prima del successo dei romanzi di John Le Carré al cinema: Il Traditore Tipo è solo l’ultimo, per ora, di una lunga schiera di film basati sulle storie dell’autore britannico.

Indubbiament tra le trasposizioni meglio riuscite c’è La Talpa di Tomas Alfredson, pellicola complessa e particolarmente verbosa, ma davvero molto bella. Anche qui ci troviamo di fronte a un cast eccezionale e di un certo spessore: Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, Mark Strong, Benedict Cumberbatch, John Hurt e molti altri.

 

Spionaggio

 

Alfredson riesce a rendere un soggetto già di per sé molto ricco e originale ancora più minuzioso e ricco di sfumature. Un film complesso, si, ma che riesce a indagare e approfondire anche il lato più oscuro dell’animo umano, facendo uscire fuori anche un aspetto più umano e quasi sentimentale, ma che riesce a sposarsi perfettamente con il mood della pellicola. Un film veramente molto gustoso!

 

Qual è, invece, il vostro film di spionaggio preferito?

 

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