Una tempesta si sta scatenando contro la rivista scientifica open access PLOS One colpevole di aver pubblicato un articolo creazionista sul funzionamento della mano. Probabilmente la revisione del giornale non è così severa come sembra.

PLOS One è una celebre rivista scientifica caratterizzata dalla garanzia di libero accesso a chiunque. Mentre le maggiori riviste chiedono un salato abbonamento annuale, PLOS One prende tutti gli articoli liberamente consultabili da chiunque. Nonostante questo, il giornale mantiene le caratteristiche del peer reviewed, ovvero le ricerche, prima di essere pubblicate, vengono valutate da un team di scienziati competenti e indipendenti che verificano la correttezza dei dati e delle conclusioni.

PLOS One è noto per aver commesso diversi scivoloni durante questi anni.

Grazie a questo metodo migliaia di articoli superficiali o contenenti errori vengono scartati ogni anno, tuttavia PLOS One è noto per aver commesso diversi scivoloni durante questi anni. Infatti se non sono richiesti contributi ai lettori, un articolo può venire a costare oltre 1000 euro all’autore.

 

si paga per pubblicare

Questo metodo può facilmente far sorgere sospetti sulla qualità della revisione dei pezzi, visto che si paga per pubblicare. I sospetti diventano maggiori se un articolo sul creazionismo passa inosservato allo sguardo dei revisori della rivista.

 

Un articolo di un autore cinese pubblicato a Gennaio su PLOS One cita infatti esplicitamente il contributo di un Creatore nella formazione della mano. Non era difficile scoprire l’idea dell’autore dell’articolo intitolato Biomechanical Characteristics of Hand Coordination in Grasping Activities of Daily Living, basta leggere le prime righe:

 

The explicit functional link indicates that the biomechanical characteristic of tendinous connective architecture between muscles and articulations is the proper design by the Creator to perform a multitude of daily tasks in a comfortable way.

 

 

Un Creatore dunque che però non può essere usato come spiegazione scientifica, non essendo stata mai dimostrata l’esistenza di un creatore in altri lavori.

Un Creatore dunque che però non può essere usato come spiegazione scientifica, non essendo stata mai dimostrata l’esistenza di un creatore in altri lavori. La svista dei revisori di PLOS One sta costando cara al giornale che è tempestato di proteste e vede minata seriamente la sua credibilità.

 

Sono nati addirittura due hashtag per l’occasione:

#creatorgate e #handofgod

 

La redazione della rivista ha deciso di ritirare l’articolo che è, tuttavia, ancora disponibile. Speriamo stia valutando anche come evitare ulteriori “sviste” in futuro. Purtroppo non è il primo scivolone di PLOS One, ad essere onesti anche altri giornali hanno pubblicato articoli poco affidabili. I ricercatori sono esseri umani ed è possibile incappare in errori e sviste, ma fortunatamente i lavori scientifici devono essere riproducibili e quindi verificabili da chiunque abbia competenze e mezzi.

 

I ricercatori sono esseri umani e possono sbagliare

Pubblicare articoli errati o peggio falsi non è quindi qualcosa di semplice o da prendere alla leggera. I revisori spesso sono molto scrupolosi e anche in caso di leggerezze qualunque scienziato del mondo potrebbe cercare di riprodurre i risultati e, non riuscendoci, chiedere il ritiro dell’articolo contenente gli errori.
Al di là delle questioni metodologiche, in questo caso, il termine Creatore è citato dopo 10 righe di testo in maniera molto chiara.

 

Più che una svista, sembra proprio superficialità!