Horiyoshi III è una leggenda vivente del tatuaggio tradizionale giapponese e mondiale. In un affascinante documentario di Vice racconta il suo rapporto con i tatuaggi che trascende la semplice esecuzione del pezzo e che diventa una metafora della vita.

Il nome di Horiyoshi III (a.k.a. Yoshihito Nakano), classe 1949, è ormai scolpito nell’Olimpo dei grandi tatuatori.

Horiyoshi III è specializzato nell’arte dell’Irezumi.

È specializzato nell’esecuzione dei cosiddetti Irezumi, i tipici tatuaggi a corpo completo che rappresentano miti e leggende della tradizione giapponese. Iniziò a interessarsene in giovane età, dopo avere per caso visto in una sauna un membro della Yakuza, la mafia giapponese, il cui corpo era ricoperto da tatuaggi.

 

yoshihitonakano

 

Nakano diventa apprendista del leggendario Horiyoshi I e nel 1971 gli viene insignito del titolo di Horiyoshi III dal suo Maestro.

Dopo questo episodio visitò più volte il leggendario Yoshitsugu Muramatsu, ovvero Horiyoshi I e si fece tatuare da suo figlio, Horiyoshi II poco prima di diventare apprendista del grande Maestro a 25 anni. Nel 1971 finalmente Nakano è stato insignito dal suo maestro del titolo di Horiyoshi III, il cui prefisso Hori significa in giapponese “scrivere, scolpire”. È il secondo tatuatore in tutto il giappone ad avere avuto questo onore.

 

Non voglio che i miei tatuaggi siano solo arte. La vera bellezza degli Shisei è che sono sia arte che spirito.

 

Qui l’Irezumi è bello quasi quanto la sua “tela”!

 

Lo Shisei per Horiyoshi III è una vera e propria filosofia di vita.

In questo affascinante documentario ci racconta come la filosofia dello Shisei, ovvero del tatuaggio, si intreccia con la filosofia di vita del Maestro. Ad esempio, il momento il cui si tatuano le linee dello Shisei (outlining), viene paragonato al “il piano della vita” di una persona, le cui linee devono essere definite e precise. Ci parla anche del dolore che si prova nel momento del tatuaggio, metafora delle difficoltà della vita:

Se non puoi tollerare il dolore non sei un uomo. Non puoi mollare a metà strada: devi sconfiggere il dolore fisico con quello mentale. 

 

Infine vi lasciamo ad un mini-documentario realizzato da Vice Japan. Vi assicuriamo che sono 15 minuti ben spesi!