The Hunger di Tony Scott

6 anni fa

6 minuti

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MustSee speciale e commemorativo quello di questa settimana. Ancora sconvolti dalla tragica e inaspettata notizia, vogliamo ricordare il meraviglioso Duca Bianco, David Bowie, con uno dei film più gotici e controversi che Tony Scott ci ha regalato ai suoi esordi alla regia, Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger). Ad affiancare il poliedrico artista inglese ci sono una bellissima e raffinata Catherine Deneuve – nei panni della protagonista – e Susan Sarandon.

Se di recente avete visto American Horror Story: Hotel vi dirò che la conturbante Contessa – la recente vincitrice di un Golden Globe Lady Gaga – e la sua strana natura “vampiresca”, altro non è che un omaggio alla bellissima e potente Miriam da parte di Ryan Murphy. La stessa scena che ci introduce lo stile di vita della Contessa e del suo attuale compagno Donovan (Matt Bomer) sono un tributo alla sequenza iniziale del film.

Atmosfere tra il goth e il romantico. Giochi di luce psichedelici. La musica dei Bauhaus apre la quotidiana caccia notturna di Miriam e del suo compagno John. Conosciuti circa tre secoli prima, Miriam e John consumano in un gioco di seduzione e lussurioso piacere la loro cena, ricercando una coppia di giovanissimi e bellissimi ragazzi, immersi nella musica e nella droga.

 

miriam si sveglia a mezzanotte

 

Un rituale di accoppiamento, feroce e brutale, ma proprio per questo estremamente sofisticato e accattivante. Tra baci e carezze audaci, sia Miriam (Catherine Deneuve) che John (David Bowie) consumano il loro pasto per poi ritornare nella loro meravigliosa villa, e scivolare languidi e bellissimi come angeli eterei sotto la doccia in un lunghissimo bacio.

I colori della passione lasciano il posto a quelli più chiari e pastello di una mattina appena iniziata, dove Miriam sprofonda in un sonno quasi mortale, mentre John si perde nei ricordi malinconici del passato, stavolta accompagnato dalle note di Franz Schubert del secondo movimento del Trio in Mi Bemolle Maggiore (Op. 100 D 929).

 

 

Sebbene John sia vampiro tanto quanto Miriam, i primi sintomi dell’invecchiamento si iniziano a vedere sul suo volto perfetto. Miriam, infatti, è costretta a cambiare compagno ogni due/tre secoli a causa di questo strano invecchiamento che conduce all’estinzione qualsiasi suo partner.

Sia Miriam che John cercano l’aiuto della dottoressa Sarah Roberts (Susan Sarandon), specialista della progeria, ma il suo intervento arriva troppo tardi. Intanto Miriam, “sepolto” l’ennesimo compagno, si innamorata di Sarah. La dottoressa, inspiegabilmente attratta da Miriam si lascia sedurre, diventano la sua nuova compagna. Ma la storia si ripeterà ugualmente?

 

miriam si sveglia a mezzanotte

 

Miriam si sveglia a mezzanotte, tratto dall’omonimo romanzo di Whitley Strieber, è un cult degli anni ’80. Opera prima per Tony Scott, fratello maggiore di Ridley, salito sull’olimpo dei grandi grazie a Top Gun (1986), è un film con dentro una fortissima sensibilità per l’estetica e la poesia dell’immagine.

Scott arriva alla regia mostrando immediatamente il suo stile e il suo tipo di cinema, perfettamente in voga con quel periodo e che ben si sposa con la figura poliedrica di David Bowie.

La ricerca minuziosa ai dettagli e la spasmodica attenzione alla fotografia sono da esempio per qualsiasi tipo di film.

La ricerca minuziosa ai dettagli e la spasmodica attenzione alla fotografia sono da esempio per qualsiasi tipo di film. In questo venne in aiuto dell’esordiente regista il suo passato nelle pubblicità. Scott costruisce il suo film su giochi di seduzioni attraverso ombre e colori, passando da toni caldi e intensi a quelli più freddi, mantenendo costantemente una dose elevata di delicatezza, a contrasto con la natura bestiale dei suoi personaggi.

Le sue stesse scene, in particolar modo la sequenza di amore saffico tra la Deneuve e la Sarandon, suscitarono non poco scalpore nel pubblico dell’epoca. Tony Scott attrasse a sé non poche occhiate, sia negative che positive, riscrivendo totalmente la storia del cinema “horror osè” legato alla figura del vampiro, ripreso successivamente da registi come Neil Jordan, Jim Jarmusch e lo stesso Francis Ford Coppola.

Il correlativo oggettivo è quello che salta subito all’occhio, sottolineato dal tipo di montaggio dinamico che alimenta gran parte del film.

Fin dall’inizio il regista da un senso di mortalità e umanità ai suoi “vampiri”, usando in particolar modo il personaggio di John come punto di confronto. Scene più esemplari sono quelle iniziali: il regista, in sequenze alternate, mostra la caccia di Miriam e Scott e contemporaneamente gli studi sull’invecchiamento precoce del centro di Sarah che stanno effettuando su una scimmia. I dottori spiegano i comportamenti dell’animale e contemporaneamente si vedono i movimenti di caccia degli esseri immortali. Attraverso lo stesso escamotage viene mostrato il precoce, e strabiliante per quei tempi, invecchiamento di John.

La sensibilità di Bowie nell’approcciarsi a questo personaggio è davvero magnifica.

La sensibilità di Bowie nell’approcciarsi a questo personaggio è davvero magnifica. A differenza di Miriam, ormai indifferente allo scorrere del tempo, John si muove perennemente in bilico tra l’audacia di un novizio e l’amarezza di un dannato. In questo caso Tony Scott è fedele al modello più romantico che si ha del vampiro, ma con uno stile piuttosto freak e molto patinato. A vederlo adesso potremmo quasi definirlo al limite del trash, ma Miriam si sveglia a mezzanotte è un vero film simbolo dell’epoca, portato fuori concorso al 36. Festival del Cinema di Cannes.

 

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I riferimenti simbolici usati da Tony Scott in questo film sono moltissimi, a cominciare dal piccolo pugnale con il quale Miriam e John recidono la gola alle proprie vittime per poi nutrirsi, ovvero una croce ansata, simbolo egiziano raffigurante la vita.

La doppia valenza simbolica è racchiusa anche nel titolo originale della pellicola, The Hunger, rappresentante la fame. Vita è quindi il nutrimento dei vampiri, i quali per sopravvivere recidono la vita altrui, quella degli esseri umani, conducendoli alla morte.

La stessa colonna sonora rappresenta il tema e i personaggi del film

La stessa colonna sonora rappresenta il tema e i personaggi del film, come per esempio la canzone d’apertura dei Bauhaus: Bela Lugosi’s Dead, usata su di uno sfondo dinamico in bilico tra la vita e la morte, che poi si dimostrerà essere quasi rivelatrice e anticipatoria sugli eventi finali. Nonché la continua alternanza tra musica classica, per lo più di stampo romantico, e la musica pop anni ottanta.

Un film fuori da qualsiasi schema, ricco di citazioni riguardanti il mondo della letteratura ma anche della credenza contemporanea. Una pellicola che si lascia ammirare in ogni sua sfumatura, a partire dai suoi bravissimi interpreti, fino a perdere nei tecnicismi registici più minuziosi.

Miriam si sveglia a mezzanotte è un film non solo per gli amanti del genere, ma anche per chi ama perdersi nelle atmosfere passate o per gli appassionati della contaminazione. Una pellicola differente per ricordare David Bowie e che, sicuramente, sarà difficile da dimenticare.

 

 

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