Inutile dire che questa combo “visita ai set” + New York Comic-Con è veramente letale per quanto riguarda il mio livello di paraculaggine e nerdaggine combinata. Sono stati invitati blogger e youtuber da tutto il mondo, siamo una quindicina e ho la fortuna di essere l’unico italiano… e anche l’unico “blogger” visto che a quanto pare gli youtuber ormai vanno per la maggiore. Ho conosciuto gli altri a cena martedì sera e oggi e nei prossimi report ve ne farò conoscere qualcuno, ce ne sono di davvero interessanti.

Ma bando alle ciance: dopo la cena di martedì sono andato a letto in pieno jet lag, ma trepidante: oggi mi aspettava una visita ai set di Daredevil e Luke Cage!

 

Il paranoico livello di sicurezza che la Marvel impone sui suoi set

La prima cosa che bisogna capire in questi casi è il paranoico livello di sicurezza che la Marvel impone sui suoi set e production studios. Già la sera prima ci era stato devo che avremmo dovuto lasciare in albergo camere e quant’altro perché dentro ai set, neanche a dirlo, non avremmo potuto filmare un bel niente. Neanche qualcosa dietro alle quinte, niente. Sul set ci hanno poi fatto qualche foto (ne ho una con me davanti alla mitica porta con “Nelson & Murdock Attorneys at Law”!) ma ci verranno inviate tra un “paio di mesi” e potremo renderle pubbliche solo dopo l’uscita della stagione, la prossima primavera. Non meravigliatevi quindi se ci sono poche foto in questo articolo, non avevo alternative.

La prima tappa, dopo aver firmato l’ennesimo NdA, è stato il set dove è ricreato il mitico ufficio della “Nelson & Murdock” che abbiamo visto nella prima stagione di Daredevil e rivedremo nella seconda.

Non si stava filmando nulla, semplicemente abbiamo avuto la possibilità di entrare e guardarci attorno: niente di che ovviamente, ma ho potuto letteralmente toccare con mano la perfezione con cui il set è stato creato. Ogni singolo foglio, libro, sedia… è tutto davvero reale: i libri nella libreria? veri e sfogliabili. I fogli sparsi sulle scrivanie? pieni di appunti e testi realistici, che potrebbero davvero essere in uno studio legale. Dalla cucina alla sala d’attesa, dall’ufficio di Matt a quello di Foggy alla reception di Karen, tutto è bello, dark, duro e “gritty” come abbiamo amato in Daredevil.

Oltre alla mia visita personale, ho assistito anche a quella dei ragazzi di Ampisound, un canale youtube reso famoso dai suoi video di parkuor, che hanno avuto la geniale idea di improvvisare una scena per il loro prossimo video, girando proprio sul set di Daredevil… ovviamente la SD card su cui hanno girato gli è stata “requisita” e il girato gli verrà ridato a embargo scaduto (in primavera)… ma quanti youtuber possono pubblicare un video girato in quel set fantastico? grandi.

Ad ogni serie viene assegnato un “nome in codice” durante la produzione…

Un’altra curiosità interessante che riguarda queste produzioni è che ad ogni serie, prima di iniziare il tutto, viene assegnato un “nome in codice” che viene poi utilizzato ovunque, sui set etc, al posto del vero nome.

Non posso rivelarvi i nomi in codice di Daredevil e Luke Cage (oddio, basta una ricerca su Google in realtà, ma ho firmato carte su carte…) ma posso adottarne due per finta per farvi capire il concetto. Facciamo finta che Daredevil venga chiamato “Boomerang” e Luke Cage invece “Stiletto”. Ecco allora che sul set di Daredevil tutto è marchiato come “Boomerang Law Office” o “Boomerang Hot Set” o “Boomerang Cameras” etc.

…perché i fan sono dei rompi palle.

Perché tutta questa paranoia? Perché i fan sono dei rompi palle: se si venisse a sapere dove stanno girando la tal serie, sarebbe strapieno di curiosi a bussare ad ogni minuto o, peggio, ad intrufolarsi di giorno e/o di notte per scattare qualche foto o rubarsi il telefono di Matt o la sedia su cui ha poggiato il culo Karen…

Ecco allora che scatta l’operazione super segreto e non basta cambiare nome alla serie, no, si va oltre, si finge che gli studi di produzione siano in realtà un’altro tipo di attività, in modo tale che se anche doveste passarci di fronte per caso, non capireste mai che dietro quella porta stanno girando Daredevil o Luke Cage o Jessica Jones, etc.

Dopo la visita al primo set ci siamo spostati agli uffici di produzione che, almeno da fuori, sembravano infatti tutt’altro. Uno di fianco all’altra c’erano due insegne, una era “Boomerang Art Gallery” e l’altra “Stiletto Construction”. Il tutto super anonimo, con due loghi fatti al volo, ma perfettamente credibili.

Aperta la porta comune si salgono le scale e si arriva ad una porta chiusa a cui si può accedere unicamente con una card di accesso. Passata questa porta ci siamo ritrovati in una stanza apparentemente vuota, con vari disegni appesi con tanto di artista e prezzo di vendita. Eravamo nella “Boomerang Art Gallery” apparentemente. Se però ti avvicini ti rendi conto che i disegni sono scarabocchi (ho scoperto poi che erano stati fatti da uno stagista che il primo giorno aveva dichiarato di “disegnare bene”) e i prezzi non hanno senso (9000 dollari per uno scarabocchio di un dito sulle labbra a mimare “fai silenzio”? WTF!) ma soprattutto che dietro alla parete a cui sono appesi si apre uno spazio gigante con tanti altri piccoli uffici secondari, pieno di gente che sta lavorando… alla produzione di Daredevil.

 

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Una delle porte interne protette da vari sistemi di sicurezza. Notare il poster con il Cap che richiama alla sicurezza, ce n’erano ovunque, sempre col Cap che ti guardava con sguardo accusatore :D

Questi uffici non sono stabili: vengono affittati ed allestiti in concomitanza con le riprese di una serie e poi vengono liberati.

Dal dipartimento artistico a quello che gestisce gli attori e le comparse, tutto è organizzato e diviso perfettamente in puro stile americano. Questi uffici non sono stabili: vengono affittati ed allestiti in concomitanza con le riprese di una serie e poi vengono liberati e usati per altro.

Questo in particolare dove mi trovo è stato creato lo scorso anno per la prima stagione di Daredevil ed è stato espanso quest’anno per ospitare anche la prima di Luke Cage.

Di fianco infatti alla”Boomerang Art Gallery” sorge la “Stiletto Construction”, una finta ditta di costruzioni che ospita la produzione di Luke Cage. La cosa davvero incredibile sono gli spazi, prima ridotti e poi immensi, che ti lasciano a bocca aperta perché davvero non ti aspetti minimamente di ritrovarti in una stanza del genere dopo che eri un secondo prima in una finta reception di una ditta di costruzioni.

Dicevo: apriamo l’ennesima porta protetta da un sistema di sicurezza e mi ritrovo in quella che sembra un’enorme mensa. Ci sono oltre 150 comparse che stanno pranzando. Sono in pausa tra una scena e l’altra che stanno girando sul set che sorge, scoprirò poi, sempre in questo infinito edificio, un night club in cui si muoverà Luke Cage durante la prima stagione, di proprietà di Cottonmounth.

Superato lo stupore di ritrovarmi in una stanza enorme con 150 tra attori e comparse che pranzano e conversano, vengo accompagnato insieme agli altri in una sala riunioni e attendiamo anche noi di pranzare con una montagna di panini che ci viene portata dopo poco.

Finito il pranzo entrano nella sala Loren Weeks e Lorraine Calvert, rispettivamente production designer di Daredevil, Luke Cage e Jessica Jones e Costume Designer di Daredevil.

Loren e Lorraine ci raccontano in una ventina di minuti di come hanno ricreato il mondo di Daredevil e Luke Cage

Abbiamo modo di fare un po’ di domande e Loren e Lorraine ci raccontano in una ventina di minuti di come hanno ricreato il mondo di Daredevil e Luke Cage, di come sono riusciti a dare un aspetto assolutamente dark e “notturno” al primo e come invece il secondo sarà più “solare” e legato alla vita nelle strade di Harlem, dove è ambientato. Interessante poi come vengano sistematicamente inseriti riferimenti tra le diverse serie TV e in generale relativi all’MCU, sia su ordine della Marvel, sia per iniziativa delle singole produzioni: può essere un semplice simbolo, un poster appeso alla parte, un foglio lasciato sulla scrivania… ma i diversi graphic designer e production artist si divertono alla grande a disseminare le scene di piccoli collegamenti che, spesso, neanche vengono mai ripresi. Ovvio che noi adoriamo queste stronzate e a quanto pare anche loro.

Il programma della giornata è cambiato nei giorni scorsi di continuo (e ho idea che sia stato fatto di proposito) e a questo punto non so più cosa succederà. Nel video che ho girato in mattinata e postato su Facebook spiegavo come domani avrei dovuto visitare una scena girata in un night club per Daredevil… ma, come ho già scritto sopra, in realtà quel night club appartiene alla produzione di Luke Cage e stiamo per visitarlo… ora. Ma dove si trova?

Me lo sto chiedendo quando ci dividono in tre gruppi e ci chiamano per visitarlo: a quanto pare è proprio qua. Parto insieme al secondo gruppo e arrivo fino ad una porta con fuori la classica luce rossa che indica che all’interno si sta girando. È accesa, non possiamo entrare. L’assistente che ci hanno assegnato ci spiega che stanno girando una scena dentro a questo night club, in cui una cantante molto famosa (di cui non posso fare il nome, scusate) si esibisce sul palco con una canzone scritta appositamente (che non ho dubbi diventerà un successo da classifica ovviamente) mentre Luke Cage discute con non posso dire chi al piano di sopra. Da fuori non si sente un rumore che è uno e davvero non ho idea di cosa mi aspetta. Come fa a starci una intera discoteca dietro a questa porta?!?

 

Questo poster non potevo non fotografarlo. Spero che il Cap non si incazzi.

Questo poster non potevo non fotografarlo. Spero che il Cap non si incazzi.

 

Finalmente la luce si spegne e possiamo entrare. Un lungo corridoio ci fa arrivare ad un’altra porta, anch’essa, neanche a dirlo, con accesso di sicurezza. L’assistente apre questa seconda porta e ci lascia passare. Entro nel delirio. Dire che non mi aspettavo quello che ho visto non descrive a sufficienza il mio stupore. Dietro la porta c’è una scala in metallo che scende e ti fa accedere ad una enorme, davvero enorme, capannone industriale. Gigante. Davvero, ho già detto enorme? Ecco, enorme. Dentro al capannone in cui siamo appena entrati brulicano lavoranti di ogni tipo: costumisti, carpentieri, cameramen… sono ancora in cima alle scale e li vedo bene affannarsi attorno ad un enorme cubo di legno che sorge al centro del capannone.

È il set e al suo interno c’è un intero night club.

Tutta la troupe è in fermento: si sta per girare un nuovo take di questa scena benedetta del concerto di **** (stavo per farmi scappare il nome della cantante, fortuna che ho editato…) e ci viene detto di darci una mossa e di spostarci dentro all’enorme cubo di legno: ho letteralmente la pelle d’oca, perché so che sarà incredibile il “contenuto” e le aspettative vengono ripagate alla grandissima.

Ci ritroviamo all’interno di un night club di Harlem

Non appena entriamo ci ritroviamo all’interno di un night club di Harlem in stile anni ’30. Cameriere sfrecciano con drinks da un tavolo all’altro e nella enorme pista centrale conversano centinaia di comparse in attesa del prossimo ciak. Sul palco c’è un gruppo, anch’esso in attesa e al microfono la cantante aspetta il via. Il tutto è sviluppato su due piano, ci sono delle scale che portano all’area “VIP” del club (indicata con un cartello) in cui non posso purtroppo salire e in cui c’è Mike Colter (il protagonista della serie, che interpreta appunto Luke Cage) che sta preparandosi.

Ci fanno sedere ai tavoli in posizione appartata, tutte le camere sono girate verso il palco e in alto verso una vetrata che da sulla pista da ballo e dietro la quale si vedrà Luke Cage discutere con qualcuno.

Ho ancora i brividi. Ho visto e immaginato queste cose solo nei contenuti speciali dei blu-ray di film e serie, ma esserci dentro per davvero è tutta un’altra cosa, neanche a dirlo.

Qualcuno urla di fare meno casino e parlare più piano (ci saranno duecento persone in questo “locale”, tutte comparse che attendono il via e si fanno i cazzi propri conversando) e poi improvvisamente qualcuno grida “bells” e subito suona una campana tre volte.

A questo punto immagino che dietro alla porta da cui sono entrato si sia accesa ancora la luce rossa: le riprese stanno per cominciare. Un altro urla “rolling!” e infine un secondo “action!” e io sto male. Ho il cuore appalla per l’emozione. Le comparse cominciano a ballare, le cameriere tornano a muoversi tra i tavoli e chi c’è seduto comincia a conversare.

Ma non ci sono rumori. Nessuno. Noi ovviamente siamo in silenzio nel nostro angolo, ma anche tutti gli altri si muovono, ma non parlano davvero. La cantante sul palco comincia a “cantare”, ma non emette alcun suono, muove solo la bocca. In pista tutti ballano, ma nessuno urla o emette alcun suono.

C’è un silenzio irreale e per un attimo credo di essere impazzito.

Poi finalmente capisco. Guardo in alto e vedo che dietro alla vetrata che da sulla pista c’è Luke Cage che conversa con qualcuno: stanno girando quei dialoghi e quindi in pista non serve audio, anzi, non ci deve proprio essere!

A un certo punto, immagino quando Luke ha finito di dire quello che doveva dire al piano di sopra, la musica torna in pista, la cantante emette suoni (in realtà è in playback) e la folla comincia a parlare per davvero, fino a che il pezzo finisce (dopo tipo 20 secondi) tutti applaudono, il gruppo fa il gran finale, la pista è in delirio e qualcuno, proprio dietro di me ad assoluto tradimento, grida CUUUUUT! e tutto finisce.

Le comparse escono e tornano nella mega mensa che vi ho descritto prima, i diversi lavoranti invece brulicano sul set a sistemare questo o quel dettaglio, luci, camere, oggetti di scena, etc.

Noi facciamo un altro giro e continuo a pensare “che figata” per ogni singolo dettaglio che noto, dal lampadario composto da trombe al nome del complesso che ha appena “suonato” e che ovviamente non posso rivelare… sono ancora li a lucidarmi gli occhi quando suonano ancora le campanelle e le comparse cominciano a rientrare: sta per partire un nuovo take della stessa scena e noi veniamo fatti uscire.

È stato davvero incredibile. Ogni singola occhiata che ho dato a qualunque cosa meritava una foto o un video ed è stato super frustrante non poter fare praticamente nulla. Spero di avervi comunque trasmesso almeno un milionesimo delle emozioni che ho provato io, anche senza foto o video a corredo.

Ah, dimenticavo, proprio quando stavamo uscendo dagli uffici è arrivato Charlie Cox e ovviamente ho approfittato per farmi un selfie e farvi rosicare tutti fortissimamente.

 

 

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