Intrecci Mortali: I Migliori Film sui Labirinti

6 anni fa

6 minuti

labirinto-shining

Terrificanti, fantasiosi, mortali, metaforici. I labirinti sono sempre stati, per il cinema, un’affascinante fonte di ispirazione.

Visivamente e narrativamente potente, l’immagine del labirinto che intrappola l’uomo è stata sfruttata molte volte, da registi più o meno noti, in opere più o meno riuscite.

Una cosa è certa: ad uscirne bene è sempre stato l’intricato sistema di dedali che di volta in volta rischia di uccidere i protagonisti.

Confesso che mi sono visto Maze Runner, mesi fa, senza alcuna aspettativa ma spinto dalla curiosità.

Il risultato? Un film che mi ha abbastanza sorpreso.

È un onesto racconto per ragazzi (lo young-adult va per la maggiore in questi anni) fatto di sì di luoghi comuni, ma mixato con Il Signore delle Mosche, Lost, Matrix e quel pizzico di violenza & fantascienza che non guastano mai.

Non dico di più per non spoilerare, fatto sta che adesso esce il seguito e penso che gli darò una chance, anche se non so se ci sarà un labirinto a farla da padrone…

 

 

Ti ho preparato, casomai volessi recuperate qualche pellicola a tema che ti manca, qualche titolo che presenta dedali e pericoli dietro ogni angolo… vamos!

 

 

Il Labirinto

Come si fa a parlare di labirinti senza citare il film che porta semplicemente questo tiolo, secco e potente? The Maze di William Cameron Menzies è un weird movie del 1953 girato nell’allora ultra-super-cool stereoscopia riservata alle opere che dovevano scioccare lo spettatore.

 

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Un film abbastanza strano che passa da atmosfere lovecraftiane dovute alla follia del protagonista che si reclude nel labirinto della sua bella villa scozzese, mandando al diavolo la fidanzata, a qualche passaggio molto meno riuscito e un po’ ridicolo.

Nonostante questo, un gioiellino stamboide di un regista poco ricordato che che spiritualmente è un po’ il papà dei visionari più recenti, Tim Burton su tutti…

 

 

 

 

Labyrinth

Sparo subito l’altra cartuccia che porta l’oggetto nel titolo e un classico senza tempo datato 1986 e firmato dall’indimenticabile papà dei Muppet, Jim Henson.

Jennifer Connely deve avventurarsi in un labirinto pieno di insidie e pupazzetti e pupazzoni gommosi per salvare il fratellino piagnone dalle grinfie del Re dei Goblin David Bowie, che balla e canta con pupazzetti e pupazzoni gommosi.

 

 

Racconto fantasioso di formazione fatto di paradossi, tormentoni e sottili torture, che ancora oggi rimane unico e ineguagliato. Anni Ottanta Abbestia, insomma.

E ci piace un casino così.

 

 

 

I Tredici Spettri

Filmaccio che mi ha fatto ghignare da ragazzino, decisamente scemo ma anche violento e divertente se preso per quello che è.

Come remake del classico in bianco e nero di William Castle del 1960 è un insulto, ma come passatempo senza impegno ci sta alla grande.

Senza contare che il labirinto che intrappola le anime degli stereotipatissimi fantasmi è davvero ben realizzato. Beh, non il migliore mai visto, ma almeno in un settore si vede che si sono impegnati.

 

 

Gli unici diloghi decenti sono quelli dove ha messo lo zampino (senza essere accreditato, e la dice lunga…) l’enfant prodige James Gunn, futuro regista di Guardiani della Galassia.

 

 

 

The Cube – Il Cubo

Come potrei non citare il film che mi ha tolto il sonno per diversi giorni nel lontano 1997?

Il piccolo capolavoro fantascientifico-horror dell’australiano Vincenzo Natali rimane ancora oggi insuperato per atmosfera malsana, mancanza di risposte e totale disinteresse nel macellare i suoi personaggi nelle maniere più bieche.

 

 

Semplice, diretto, ben realizzato nonostante il low-budget e diventato appena usito un cult grazie alla sua innovativa secchezza stilistica.

Top.

 

 

 

Il Labirinto del Fauno

Aaaah Guillermo. Amore infinito per questo film, uno dei miei preferiti di sempre.

Favola originale e modernissima, che come le vere favole crudeli del passato è fatta di spaventi, lacrime e sangue.

 

Guillermo-del-Toro-on-the-set-of-Pan’s-Labyrinth

 

Non c’è scampo per la piccola Ofelia, neppure nel mondo immaginario nel quale si rifugia per sfuggire alla bruttezza del mondo reale.

Anche l’immaginazione si rivela piena di creature fatate che hanno intenzioni ben poco magiche.

Un meraviglioso racconto che merita di essere guardato e riguardato per coglierne tutti i dettagli.

 

 

P.S. Questa è Ivana Baquero, la protagonista, oggi. La vedremo in Shannara in tv:

ivana-baquero

 

 

 

The Shining

Qual è l’unico modo per fermare un Jack Nicholson sbavante di rabbia e armato di una simpatica accetta?

Stanley Kubrick non ha dubbi: una metafora sotto forma di labirinto.

Il capolavoro horror del maestro del cinema utilizza in maniera straniante e davvero paurosa i corridoi fatti di vegetazione, imbiancati paradossalmente da candida neve, per chiudere col botto una vicenda familiare che sa tanto di tragedia greca.

 

 

Un labirinto al cardiopalma, una volta tanto strumento di resa dei conti più che trappola in sé.

 

 

 

Tron

Il primo, inimitabile e sfortunatamente incompreso alla sua uscita Tron (1982) insiste in almeno un paio di passaggi sul concetto di labirinto.

Il primo, quando Jeff Bridges è chiamato alla sfida su due ruote sulle fantastiche moto che creano un intrico di scie mortali per chi va a sbatterci contro.

 

 

L’altro, quando si ritrova in mezzo a un vero e proprio labirinto mentre pilota lo spettacolare Recognizer.

Dite quello che vi pare: questo film rimane una pietra miliare assoluta.

 

 

 

Inception

La mente è il labirinto più letale di tutti.

Christopher Nolan fa ancora colpo dopo il suo Cavaliere Oscuro, anche lui intrappolato in un labirinto urbano fatto di follia e guerriglie, e butta Leo Di Caprio nei recessi pericolosi del cervello.

 

 

Un film forse troppo scritto, che non si affida fino in fondo al potere fascinatorio delle immagini, ma che regala alcuni dei momenti più sbalorditivi del cinema moderno per quanto riguarda la mappatura dell’inconscio.

 

 

 

Dark City

Chiudo con il film di Alex Proyas, che conservo ancora in VHS che comprai a scatola chiusa fidandomi del regista di “Il Corvo”.

Un film in anticipo sui tempi, che annunciava l’arrivo di Matrix e che non aveva paura di miscelare film noir, fantascienza e horror.

 

 

Una pellicola da rivedere e rivalutare, per quanto mi riguarda, con un respiro visionario e delle svolte di sceneggiatura molto interessanti e coraggiose, prima di un finale forse un po’ troppo esagerato.

Rimane comunque un oggetto strano e originale, antico e moderno al tempo stesso.

 

Quali altri labirinti cinematografici ricordi?
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