Airtame

6 anni fa

16 minuti

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Forse vi sarete dimenticati di lui, effettivamente è passato più di un anno e mezzo dall’inizio della campagna su Indiegogo ma finalmente dopo diversi rinvii, circa una settimana fa ho finalmente ricevuto il mio. Un dongle HDMI che prometteva scintille raccogliendo 1,2 milioni nella sua campagna ed è stato premiato come migliore prodotto al CES 2014. Vediamo come funziona e se davvero ne è valsa la pena aspettare così tanto.

Circa due anni fa le soluzioni per il mirroring cominciavano a fiorire da ogni parte e a mano a mano che il tempo passava ognuno dei big competitor faceva la sua entrata nel settore con la sua soluzione per il mirroring casalingo.

Google con Chromecast, Intel con Miracast, Microsoft con il suo WDA (comunque basato sul protocollo Miracast) e poi una infinità di chiavette dai più disparati produttori (cinesata più, cinesata meno…), ma tutte avevano dei punti deboli o delle limitazioni rispetto all’hardware che avevo in possesso o che non avevo.

Io da buon fruitore di contenuti multimediali su PC, come film e serie ma anche sport, e da buon gamer cercavo una soluzione che mi permettesse di trasmettere il mio desktop interamente sul mio bel 50″ TV LG del salotto, con una buona qualità, ma sopratutto non dovermi alzare tutte le volte dal divano per mettere pausa permettermi di liberarmi dei cavi.

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Una soluzione che mi permettesse di trasmettere il mio desktop interamente sul mio bel 50″ LG del salotto.

Il suggerimento mi arriva diretto da uno dei miei siti preferiti di tecnologia con un bell’articolo su una campagna di crowdfunding su Indiegogo che aveva sfondato il muro del 1,2 milioni e una chiavetta che prometteva di essere il crack dello streaming casalingo.

L’Airtame infatti nonostante un prezzo un po’ più alto garantiva una compatibilità a 360° con tutti i sistemi operativi con una qualità massima e latenze bassissime se non nulle.

A 89 dolla era un incauto acquisto da paura, viste le premesse, tanto che l’euro era ancora abbastanza forte rispetto al dollaro e al cambio veniva a fare circa 80 euri, spedizione compresa. Viste le limitazioni delle altre chiavette in commercio mi decisi per il pre-order, purtroppo la campagna era finita, ma comunque inizialmente mi assicuravano la consegna del prodotto per l’estate 2014.

Passano i mesi e quando ormai la bella stagione era praticamente alle porte e io già pregustavo tanti pomeriggi di streaming chiuso in casa con l’aria condizionata mentre fuori imperversava la classica calura estiva meridionale, ecco che arriva la prima doccia fredda: a causa di una rivisitazione dell’hardware e di un nuovo accordo con un’azienda che avrebbe prodotto la chiavetta a livello industriale, tutto viene rimandato a un non precisato autunno con suddivisione in varie fasi della spedizione delle chiavette.

Mentre la loro pagina Facebook si riempiva velocemente di gente abbastanza delusa dal rinvio, i biondi decidono per tre fasi principali di distribuzione: private beta, che saranno i primi a ricevere la chiavetta, public beta e public release.

Nel frattempo mi propongono di passare dalla public release alla public beta con l’assicurazione che l’hardware non sarebbe più cambiato di lì alla public release, l’unica cosa che dovevo fare era pagare in anticipo la chiavetta. Mi dico che alla fine è cosa buona e la brama di riceverlo al più presto possibile è forte quindi pago e torno ad attendere nuove notizie.

A dicembre inoltrato, quando ormai i backers e coloro che lo avevano preordinato, erano in rivolta, cominciano le prime spedizioni per la private beta, viene istituito il forum e qualche bagliore di speranza si intravedeva. Lo sviluppo della private beta continuava senza nuove comunicazioni ma il tempo passava. Verso metà marzo arriva una nuova comunicazione in cui affermano di procedere alla spedizione delle public beta in 4-6 settimane e che dopo una mail di conferma dell’indirizzo di spedizione ci sarebbero voluti 3-5 giorni per averla in casa.

Finalmente ricevo l’agognata mail in cui mi si chiede di confermare l’indirizzo di spedizione.

Passano tutto marzo e aprile e ormai agli inizi di maggio finalmente ricevo l’agognata mail in cui mi si chiede di confermare l’indirizzo di spedizione e aspettare una mail di conferma di avvenuta spedizione col numero di tracking e che in 3-5 giorni avrei ricevuto la mia chiavetta. Completo le semplici operazioni e attendo la mail per giorni. Dopo 5 giorni mi suona il corriere a casa e mi dice che c’è un pacco per me. Surprise! È finalmente arrivato, il 18 maggio.

P.S. Indovinate quando è arrivata la mail col numero di tracking…

numero tracking

Bah!?!

 

 

Unboxing e primi passi

La scatola è nel classico stile minimal che ora va tanto di moda. Un involucro azzurro su cui è stampata la chiavetta in forma stilizzata, nasconde la scatola con apertura verso l’alto.

 

airtamescatole

Da notare l’utilissima scritta “open”…

 

Nella scatola troviamo:

  • la chiavetta Airtame
  • un cavo microUSB – USB (per l’alimentazione) da circa 1 mt
  • un cavo HDMI extension
  • un alimentatore
  • un adattatore UK
  • un adattatore EU
  • un piccolo foglietto illustrativo

 

airtamecontenuto

 

Fondamentalmente le uniche cose che vi serviranno davvero saranno la chiavetta e il cavo microUSB.

Fondamentalmente le uniche cose che vi serviranno davvero saranno la chiavetta e il cavo microUSB. Il foglietto illustrativo contiene le solite note legali e primi passi per connettersi alla chiavetta.

A livello di design sia la chiavetta che i vari accessori sono stati abbastanza curati e hanno un buon feedback visivo, ma alla fine per un oggetto che per per la maggior parte del tempo rimarrà nascosto dietro alla mia TV, questa è una feature abbastanza ininfluente. La chiavetta è a forma di pera e termina ad una estremità con la presa HDMI.

La chiavetta possiede solo un entrata microUSB su un lato lungo, mentre sul lato corto troviamo un bottoncino per il reset contornato da un led blu che lampeggia in fase di uso.

 

airtamefaccia

 

 

Eseguo i primi passi illustrati sul foglietto, quindi inserisco il cavo microUSB nella chiavetta e poi inserisco la chiavetta nella presa HDMI della mia TV e lo stesso faccio con la USB. Subito cambio sull’input giusto, dove è già bella e pronta la schermata del primo avvio.

Dopo essere stata inserita, la chiavetta entra automaticamente in funzione senza alcun tasto di accensione o spegnimento, e personalmente credo che questa mancanza sia una pecca visto che la chiavetta continua a rimanere accesa anche quando non la si utilizza e per spegnerla bisogna brutalmente staccare il cavo USB dalla TV. Almeno nell’ultima beta del software hanno inserito la possibilità di disattivare il led.

La prima schermata mi guida passo passo verso la creazione di una rete wi-fi ad-hoc per la chiavetta a cui collegarsi dal proprio computer. Dopo aver fatto questo passaggio collego la chiavetta al wifi di casa. Il router assegna un indirizzo IP alla chiavetta che servirà poi per collegarsi dai vari device da cui si vuole fare mirroring inserendolo nell’apposito menu del software e dell’applicazione.

Tutti questi passaggi sono suggeriti dal software PC che si deve scaricare dal sito ufficiale e che dopo la prima installazione ci guida passo passo per la prima configurazione.

 

 

Software PC Airtame

Il software PC di Airtame è abbastanza leggero, circa una 30ina di MB. Si scarica e installa in un momento. Piccola osservazione: nella procedura di installazione non c’è la possibilità di scegliere il percorso di installazione.

menutrayDopo essere stato avviato si posiziona nella barra delle applicazioni e con un click del tasto destro ci presenta il menu diviso in quattro sezioni. La prima “set up new airtame” è la configurazione step by step che dobbiamo eseguire al primo utilizzo della chiavetta.

Un’interfaccia contraddistinta sempre dalla pulizia e la facilità di comprensione delle azioni da svolgere. La seconda sezione ci permette di scegliere tra quattro modalità di mirroring, che in seguito spiegherò più nel dettaglio, modalità work, video, presentation e manual. La terza sezione comprende il menu per connettersi all’indirizzo IP della chiavetta, e nel caso ci fossero, a wifi ad-hoc creati in precedenza.

Infine troviamo li menu delle opzioni che apre una finestra con tre tab, rispettivamente generale, modalità e aggiornamenti. Abbastanza pulito quanto scarno. Infatti nel tab Generale troviamo un link al forum, uno per mandare feedback ed uno switch per lanciare il software all’avvio del sistema operativo su cui è installato. Il tab delle modalità permette di scegliere tra le quattro modalità di mirroring e settare i parametri per la modalità “manual”.

 

 

 

Chiudono il menu il tasto Help, che è semplicemente un altro redirecting al forum, e il tasto di chiusura del software.

Quando ci si connette all’indirizzo IP della chiavetta compare il nome che le abbiamo assegnato nella prima fase di setup e da dove abbiamo un ulteriore menu di scelta con due opzioni: “duplicate” e “manage”. La funzione “duplicate” è il comando che lancia il mirroring, mentre cliccando su “manage” si apre una finestra con quattro tab.

Nel primo troviamo le informazioni sulla rete di casa a cui siamo connessi e sulla rete della chiavetta in caso volessimo cambiare la password di quest’ultima fornitaci in automatico dal software.

 

display

 

Il secondo contiene due switch sulla visualizzazione dell’indirizzo IP e della guida iniziale step by step, la possibilità di cambiare lo splash screen scegliendo tra quelli di default o uno inserito dall’utente. Mentre nel terzo tab ci troviamo lo switch dei 720p o 1080p e quello per spegnere il led blu. L’ultimo è la schermata per gli aggiornamenti della chiavetta.

 

 

App Airtame

menu appPremetto che non ho a mia disposizione nessun device iOS quindi le mie valutazioni sono relative solo all’applicazione per Android, ma credo che più o meno sia simile come funzioni disponibili.

La grafica è in stile material e comprende nel menu, che si attiva con uno slide verso destra, 2 opzioni in locale, immagini, documenti, e 2 di connessione ad account cloud, dropbox e drive.

Mentre un’icona flottante in basso a destra permette la connessione alla chiavetta. C’è inoltre la possibilità di creare una cartella preferiti in cui inserire le immagini o i documenti che si visualizzano più spesso.

In alto a destra ci sono le opzioni di ricerca e messa in ordine nominale o per tipo di file. Quando connettiamo l’applicazione con la chiavetta abbiamo la possibilità di fare lo streaming di una singola foto o documento o avviare una modalità slideshow per l’intera cartella selezionata potendo settare anche i secondi che ogni file deve rimanere in visualizzazione prima del successivo.

 L’applicazione svolge bene il suo lavoro ma, le funzioni disponibili sono limitate al minimo sindacale.

L’applicazione è ben fatta e svolge bene il suo lavoro di streaming delle foto e dei documenti, ma le funzioni disponibili sono limitate al minimo sindacale.

Innanzitutto si sente molto la mancanza dello streaming dei video e il supporto ad altri servizi cloud come Onedrive ma sopratutto si spera che in futuro sia sviluppato un vero e proprio screen mirroring.

 

 

Mirroring

Veniamo alla ciccia vera e propria del nostro Airtame. Il mirroring può essere effettuato attraverso due canali o attraverso la rete di casa o attraverso la rete creata ad-hoc dalla chiavetta, con la possibilità di di scegliere tra 2.4 o 5 mhz.

Ho testato entrambe le modalità e devo dire che personalmente preferisco usare la rete ad-hoc per due semplici motivi: la mia scheda di rete supporta i 5 mhz e il modem in casa mia è abbastanza lontano dalla TV quindi spesso la chiavetta perdeva il segnale con relativa interruzione del mirroring, ma immagino che con un modem più vicino alla chiavetta questo tipo di connessione si possa rivelare ugualmente stabile.

Infatti i biondi ci tengono a precisare che l’esperienza con Airtame è soggetto ad alcuni fattori fondamentali come, appunto, la potenza del segnale wifi e che migliore è la recezione migliore sarà il mirroring. A questo punto dopo aver cliccato sul tasto “duplicate” in qualche secondo ci appare sulla nostra TV il mirroring del nostro desktop. Vediamo come si comporta.

L’audio è stata una delle ultime feature inserite quindi ancora in alpha.

Come ho precedentemente detto si ha a disposizione quattro modalità di mirroring di default. La modalità “work” è la modalità con la latenza minore permette una visione dello schermo in mirroring in tempo reale, con una latenza di pochi ms, sacrifica un po’ di fluidità, con leggerissimi lag quando lo schermo è bello pieno di immagini e video, e sopratutto l’audio, completamente in ritardo di buoni dieci secondi in questa modalità. Infatti questa è stata una delle ultime feature inserite quindi ancora in alpha. Meglio non inserirlo in questa modalità e ascoltare direttamente dal PC.

La modalità “video” è quella con più latenza tra PC e mirroring. Come dice il nome è la modalità più adatta allo streaming di file multimediali, infatti con un alta latenza del video permette una sincronizzazione quasi perfetta dell’audio dalla TV e ci lascia godere in tranquillità le nostre serie e film preferiti senza problemi. Infatti essendo un mirroring puro del desktop si può trasmettere di tutto sulla propria TV (Qualcuno ha detto DRM? Skygo? Netflix?).

Ho fatto dei mirroring di oltre 5 ore continuate con film o contenuti in HD e non si è mai disconnesso seppur con un paio di freeze di un secondo.

Personalmente ho testato a dovere questa modalità e devo dire che con gli ultimi due aggiornamenti si è davvero stabilizzato, siccome col software precedente spesso perdeva la connessione. Ho fatto dei mirroring test di oltre 5 ore continuate con film o contenuti in HD e non si è mai disconnesso seppure con un paio di freeze di un paio di secondi.

La terza modalità è quella di presentazione, anche qui ci si deve scordare l’audio in sincro, ma viene offerto un frame rate più alto a discapito di una qualità minore del mirroring, al contrario della modalità “work” dove questi due parametri sono invertiti. La latenza rimane comunque abbastanza bassa con un mirroring sulla TV quasi in contemporanea col desktop.

L’ultima modalità è quella “manual”. Abbiamo la possibilità di scegliere tra 6 opzioni: affidabilità del mirroring, qualità, frame rate, buffer minimo e buffer massimo e lo switch per l’audio.

 

manual

 

I momenti tristi arrivano quando in modalità “manual” si mantiene una qualità alta e si alzano i fps a oltre 35.

Il mirroring è sempre abbastanza fluido in quasi tutte le modalità di default e se si rimane nei parametri preimpostati, mantenendo il frame rate in un range tra 24 e 35, ma i momenti tristi arrivano quando in modalità “manual” si mantiene una qualità alta e si alzano i FPS a oltre 35.

In questo caso si ottiene un simpatico effetto mash up in cui nella mia prova Jorah Mormont e Tyrion Lannister si sono fusi in un unico personaggio. Non un bel vedere. Sicuramente questo è uno degli aspetti da migliorare, visto che uno dei cavalli di battaglia di Airtame era proprio mantenere un mirroring di altà qualità.

Come dicevo sono anche un appassionato gamer, e questo era uno dei motivi principali che mi aveva spinto a puntare su Airtame, ma purtroppo nel momento in cui ho provato a lanciare qualche videogames semplicemente non lo carica. Il mirroring si ferma sull’ultima schermata prima del lancio del gioco e rimane così fino a che non esco dal gioco ed in quel momento il mirroring ritorna alla normalità e a funzionare in maniera normale.

Ma, c’è un “ma”… Smanettando un po’ ho scoperto che il problema si presenta solo quando si lanciano i giochi in full screen mentre se sono lanciati in modalità finestra tutto funziona alla perfezione o meglio, negli standard di Airtame.

L’esperienza gamer rimane alquanto sotto la sufficienza

Infatti devo dire che l’unica possibilità per poter giocare in maniera decente è impostare lo streaming in modalità “work”, ovvero con latenza al minimo, ma nonostante ciò l’esperienza gamer rimane alquanto sotto la sufficienza a causa dei problemi di frame rating basso. Problemi che vivamente spero siano risolti in futuro.

In qualche caso si verificano problemi col riconoscimento del dongle da parte del software sul PC e bisogna uscire e rilanciare il programma oppure staccare e riattaccare la chiavetta dalla TV. Inoltre per poter usufruire dello streaming liberamente, la prima volta che ci si connette bisogna inserire il software tra le eccezioni del firewall dell’antivirus, io ci ho sbattuto la testa un paio di volte prima di arrivarci in quanto l’antivirus non mi notificava nulla,.

Ho effettuato questi test su Windows 8.1 e OS 10.10. Tutte queste funzioni sono disponibili anche per Linux ma non ho avuto la possibilità di testarle. Comunque leggendo sul forum pare che sia ugualmente fruibile in maniera godibile come sugli altri due principali sistemi operativi anche se con qualche problemino in più.

 

 

Merita l’incauto?

Attualmente si attesta sui 160 euro e un tempo di attesa di almeno un paio di mesi.

Quando l’ho acquistato nel lontano gennaio dell’anno scorso, al prezzo di 80 euro circa, era sicuramente un bestbuy da incautare. Attualmente si attesta sui 160 euro e un tempo di attesa di almeno un paio di mesi (anche se hanno dichiarato che tra fine giugno e luglio saranno pronti a evadere gli ordini in public release), non proprio un prezzo concorrenziale se facciamo un confronto con i competitor sulla piazza.

Ma se andiamo a valutare le potenzialità e il fatto di essere cross-platform secondo me rimane la migliore chiavetta in circolazione come potenziale, con un hardware di primissimo livello e uno sviluppo in continuo divenire che sicuramente subirà una impennata nel prossimo mese, quando la maggior parte degli ordini dei backers e dei pre-orders saranno evasi.

Sicuramente ci si aspettava di più da una campagna che ha ricevuto 1,2 milioni di euro ed è rimasta in sviluppo per quasi due anni prima di essere spedita ai propri backers per la beta.

Alcune features sono da completare o addirittura da costruire, come per esempio lo streaming diretto dai media player più usati (VLC, Kodi, etc…) chiamato a gran voce da tutta la community, o permettere il mirroring con frame rate e qualità al massimo o implementare la funzione di extended desktop o un adeguato sviluppo delle relative companion app per i device mobili. Il software e il firmware sono alla versione 1.0.0 beta ma rimango fiducioso e spero che le premesse vengano mantenute col passare del tempo.

Se volete saperne di più ecco i link al sito ufficiale e al forum:

 

E voi cosa ne pensate? C’è qualcuno che lo ha ricevuto o lo sta ancora ancora aspettando? Fatecelo sapere nei commenti.

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